A norma dello statuto (art. 2) nel 1925 all'atto della costituzione dell'Associazione di tutte le istituzioni di Colugna è stata creata una sezione che potesse svolgere un programma di attività a favore dei giovani agricoltori, sebbene la popolazione locale si stesse indirizzando prevalentemente verso l'artigianato. Presidenti delle sezioni furono Giuseppe Lodolo, Giovanni Bulfone e Eliseo Rizzi. Il presidente Bon decise l'acquisto di una seminatrice meccanica che venne per anni utilizzata a turno dai contadini di Colugna e dei Rizzi. Nel 1935 sono stati chiamati il segretario dell'associazione, Silvio Foi e Gino Gobessi, bidello al Ginnasio-liceo «Stellini» di Udine, a costituire le premesse per la selezione genetica dei conigli e dei capretti. Nel 1938 fu allestita una mostra. Grazie agli allevamenti avicunicoli le famiglie locali hanno potuto affrontare le difficoltà alimentari degli anni critici dell'economia autarchica obbligata dalle sanzioni internazionali adottate nei confronti dell'Italia. Lo sviluppo economico della zona di Colugna negli anni del dopoguerra contribuì alla chiusura della sezione.
La scuola venne aperta in via sperimentale nel 1930 e funzionò per venti lezioni annue con una ventina di allievi sotto la direzione dell'insegnante Gina Cojutti, che piú tardi si avvalse anche dell'aiuto della sorella Maria.
Venivano insegnati nozioni di economia domestica (sistemazione e governo della casa, alimentazione, igiene, puericoltura) cucito, ricamo e taglio: nella mattinata di domenica dalle ore 9 alle 12 e al sabato dalle 17 alle 19 con una frequenza media di trenta allieve nei dieci anni successivi divise in tre corsi.
La scuola fu chiusa negli anni della guerra ed ebbe alcune riprese nel 1950 e nel 1965.
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