Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
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pec@fondazionebon.com

Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 11 al 23 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 26 ottobre al 6 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI
Dal 4 dicembre PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI solo per il concerto di Grigory Sokolov

MUSICA
Concerti del 13 novembre, 14 dicembre e 25 aprile intero € 25 – ridotto € 22 – under18 € 10

Concerti del 24 novembre, 21 gennaio, 19 febbraio, 9 marzo e 9 maggio intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

 

PROSA
Spettacolo del 20 dicembre intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

Spettacoli del 18 novembre, 10 dicembre, 18 gennaio, 24 febbraio e 20 marzo intero € 18 –ridotto € 15 – under18 € 10

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico intero o ridotto € 5

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero € 30, Ridotto € 25, Under 18 € 10
Prenotazioni e acquisto biglietti dal 4 dicembre

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

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09 dicembre 2007, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

CAPPUCCETTO ROSSO O CHE COSA?

presenta Teatro Schabernack

La più famosa favola del mondo fatta e rifatta in mille modi diversi…

Anche i due clown Papuh e Giorgino del “Teatro Schabernack“ la presentano a modo loro, a modo dei clown: con semplicità, un po’ di acrobazie, tanta fantasia.
Tenendo sempre uno stretto contatto con il pubblico che diventa complice e fonte di nuovi stimoli per giocare e variare la storia stessa.

Giorgino – lupo cattivo – non è tanto cattivo e Papuh – Capuccetto Rosso – di sicuro non si lascia ingoiare.
Nella casa della nonna si svolge lo scontro finale a sorpresa…
Un Cappuccetto Rosso fresco, sorprendente e divertente che Papuh e Giorgino presentano da più di 15 anni e non hanno ancora smesso, perché si divertono anche loro.

13 gennaio 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

PINOCCHIO VARIETÀ

presenta Paolo Valenti 

….Che nome gli metterò “disse fra se e se” Lo voglio chiamare Pinocchio, questo nome gli porterà fortuna.
Conoscevo una famiglia intera di Pinocchi….
1 – Pinocchio non sa stare seduto sulla seggiola.
2 – Pinocchio c’ha un grillo per la testa.
3 – Pinocchio acrobata.
4 – Pinocchio, la marionetta che si muove da sola.
5 – Come fu che Mastro Antonio falegname trovò un pezzo di legno che piangeva e rideva proprio come fosse un bambino.
6 – Pinocchio scappa di casa.
7 – Pinocchio uccide il grillo parlante.
8 – Il Gatto convince Pinocchio a seminare i soldi e il pappagallo ride.
9 – Lo spettacolo dei burattini al Paese dei Balocchi.
10 – Pinocchio danza come asino.
11 – Come vennero tutti i pesci a mangiare la buccia di somaro e annaffiando con la scarpa crebbe l’albero dei soldi.
12 – Pinocchio si butta in mare per salvare Geppetto.
13 – Racconto di quando Pinocchio è messo a fare da cane di guardia.
14 – Oppure di quando trovò un uovo e il pulcino disse “tanti saluti a casa”.
15 – Balletto finale delle marionette a tavoletta.

27 gennaio 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

GIACOMINO E IL FAGIOLO CHE MONTÒ FINO AL CIELO

presenta Compagnia Laborincolo

Spettacolo di marionette da tavolo per bambini e adulti da tre anni in su
Giacomino è un ragazzino vivace, giocherellone e un po’ distratto che abita in una piccola casetta insieme alla mamma e alla loro mucca. Passa le giornate fra il cortile e la stalla, fra secchi di latte e piccoli giochi. Un giorno deve andare al mercato per vendere la mucca ormai troppo vecchia. Ma lungo il viaggio Giacomino, contro i consigli della mamma, decide di seguire un’altra strada, decide di piantare il seme del suo sogno!
Questa scelta, all’inizio affascinante e piena di sorprese, non sarà poi così facile tanto che poco tempo dopo si ritroverà solo e pieno di sensi di colpa, apparentemente senza via d’uscita. Invece, proprio sotto ai suoi piedi, qualcosa sta nascendo…

17 febbraio 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

A VOI CICALE

presenta Cosmoteatro

Favola liberamente tratta dal testo di Esodo sul diritto alla diversità una storia per bambini che deve far riflettere anche i grandi.

attore Cosimo De Palma
regista Giorgio Amodeo
drammaturgia Tiziana Perini
voce Roberta Colacino
musiche Matteo Pittoni

In questi tempi, in cui l’omologazione sembra essere l’unico modo per costruirsi
come individuo, ma di massa, l’adagio della cicala, tutta presa dal canto, e della formica tutta presa dal lavoro pratico, viene superato dalla nuova sintesi teatrale che Cosimo ha ideato e poi Tiziana ha riordinato e trascritto per diventare UN CANTO ALLA DIVERSITA’.

24 febbraio 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

CAPPUCCETTO ROSSO

con Alberto Riello e Gian Pietro Pendini
regia e adattamento del testo Alberto Riello
musiche Gian Pietro Pendini
testi delle canzoni Alberto Riello

Questo spettacolo nasce dal lavoro di ricerca di un attore e di un musicista che hanno analizzato la fiaba di Cappuccetto Rosso e le sue molteplici chiavi di lettura e di interpretazione.
Tra interventi musicali, gags e clownerie, ispirate alla commedia dell’arte, i magnifici cinque, Cappuccetto Rosso, la mamma, il lupo, la nonna e il cacciatore tornano a vivere sulla scena, valendosi di pochi accessori e di un linguaggio semplice ed immediato.

02 marzo 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

STORIA DI CORAGGIO E DI PAURA

presenta Onda Teatro

con Silvia Elena Montagnini
musiche originali Marco Baccino
regia Bobo Nigrone
collaborazione alla messa in scena Mariapaola Pierini
illustrazioni Giulia Torelli

La paura è un’emozione che ci accompagna costantemente nel corso della nostra vita e, fin dall’infanzia, un formidabile strumento di crescita.
Storia di coraggio e paura vuole mostrare ai bambini come questa emozione sia non solo indispensabile alla sopravvivenza nel mondo ma anche fondamentale nei rapporti sociali.
Lo spettacolo prende spunto e intreccia alcune fiabe, tra le più note, della raccolta Fiabe Italiane, curata da Italo Calvino.

Classica ↑ torna su

01 gennaio 2009, ore 1:00, Auditorium Piazzale Kolbe

DUKE ELLINGTON
“MUSIC FROM SACRED CONCERTS”

Big Band Il Cantiere dell’Arte del Friuli Venezia Giulia
Direttore Glauco Venier
Coro del Friuli Venezia Giulia
Direttore Cristiano dell’Oste

13 novembre 2007, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

ANDREA
LUCCHESINI

D. Scarlatti
Sonata K 491 in re maggiore

L. Berio
2 Encores: Brin, Leaf

D. Scarlatti
Sonata K 454 in sol maggiore

L. Berio
2 Encores: Erdenklavier, Wasserklavier

D. Scarlatti
Sonata K 239 in fa minore

L. Berio
1 Encore: Luftklavier

D. Scarlatti
Sonata K 342 in la maggiore

L. Berio
1 Encore: Feuerklavier

D. Scarlatti
Sonata K 146 in sol maggiore

———–

F. Chopin
24 Preludes op. 28

Concerto di inaugurazione del pianoforte gran coda Steinway acquistato con il contributo della Fondazione CRUP

idroelettriche

25 novembre 2007, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

FRED HERSCH
TRIO

Pianista e compositore di fama internazionale e con una carriera più che ventennale, Fred Hersch è uno dei maggiori artisti del trongorama jazzistico attuale. Descritto come “un maestro dal tocco unico” dal New York Times, come “un pianista poeta” dal New Yorker e come “uno dei pochissimi artisti eccellenti della sua generazione” da Downbeat, Hersch ha pubblicato 20 album come solista o come leader, due dei quali hanno ricevuto la nomination al Grammy come Miglior Interpretazione Strumentale Jazz. Nel 2003 ha ricevuto inoltre il premio per la sua attività di compositore dal Guggenheim Memorial Fellowship. Ha inoltre co-diretto altri 20 album e partecipato a 80 ulteriori registrazioni. www.fredhersch.com


John Hebert contrabbassista ha lavorato con musicisti di classe mondiale come Paul Bley, Lee Konitz, Andrew Hill, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Maria Schneider, Nasheet Waits, Fred Hersch, John Abercrmbie, Billy Hart, Greg Osby, Tim Berne, Mat Maneri, Tony Malaby, Ralph Alessi, Ben Monder e molti altri. John continua a lavorare regolarmente nei maggiori festival e nelle principali sale americane, europee e canadesi.

www.johnhebert.com


Nasheet Waits è uno dei batteristi più stimolanti e creativi della sua generazione. In possesso di mezzi tecnici e sfumature timbriche come di rado è dato incontrare, egli ha messo a punto uno stile molto stimolante e moderno, caratterizzato dalla mescolanza di flussi poliritmici che sembrano dare vita a delle vere e proprie onde sonore, che riescono a sottolineare e arricchire la musica dei gruppi cui partecipa in maniera efficace e, ancora, raramente incontrata.

www.nasheetwaits.com

13 dicembre 2007, ore 20:45, Auditorium Piazzale Kolbe, Udine

MAGNIFICAT J.S. BACH

Coro del Friuli Venezia Giulia
Orchestra Barocca Capella Savaria (H)

Soprano Vania Soldan

Alto Margot Oitzinger

Tenore Bernd Lambauer

Basso Gianluca Buratto

Direttore Christophe Coin


Christophe Coin ottiene assai presto il Premier Prix di violoncello al Conservatorio di Parigi, nella classe di André Navarra. Una borsa di studio lo porta a Vienna, dove si rivela per lui decisivo l’incontro con Nikolaus Harnoncourt, al quale segue quello con Jordi Savall, che gli fa conoscere la viola da gamba e diviene suo maestro alla Schola Cantorum di Basilea. È stato allievo di Mistlav Rostropovich.Trovato negli strumenti antichi il suo terreno ideale, Coin fa da subito il suo ingresso nel mondo concertistico ad altissimo livello, lavorando con il Concentus Musicus di Vienna e poi con Christopher Hogwood. Nel 1984 fonda il Quartetto Mosaïques; i loro cd dedicati all’op. 20 e all’op. 33 di Haydn vengono insigniti del prestigioso Gramophone Award. Christophe Coin lavora inoltre con musicisti del calibro di Patrick Cohen, Monica Huggett, Ton Koopman, Wieland Kuijken, Gustav Leonhardt, Scott Ross, Jordi Savall, Hopkinson Smith. Frequenti inviti in qualità di direttore, gli giungono da grandi formazioni quali l’Orchestre des Champs-Elysées, il Concertgebouw di Amsterdam, il Concentus Musicus, l’Orchestra of the Age of Enlightenment, l’Academy of Ancient Music.

L’Orchestra Capella Savaria fondata in Ungheria nel 1981, suona su strumenti d’epoca originali o copie fedeli. Ha inciso 60 cd cinque dei quali hanno vinto il premio come incisione dell’anno. Nel 1991 la Capella Savaria ha vinto il premio Liszt, i suoi tours hanno toccato ben 22 paesi europei frequentando i più importanti fesitvals. Incide regolarmente per la Radio e Televisione Ungherese.

26 dicembre 2007, ore 17:30,

TRIO LYRICS

In programma musiche di Schubert Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini
Annamaria Dell’Oste nell’aprile del 1996 vince il primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Tagliavini” svoltosi a Deutschlandsberg in Austria. Debutto al Teatro alla Scala, avvenuto nel 1994 con l’Incoronazione di Poppea di Monteverdi. Nelle passate stagioni è stata acclamata interprete ne “L’elisir d’amore” al Teatro Comunale di Bologna, al Teatro dell’opera di Roma, alla Staatsoper di Vienna, al Staatsoper di Berlino, a Tenerife e al Teatro Sao Carlos di Lisbona, Bohème alla Deutsche Oper di Berlino e al Festival di Orange al fianco di Roberto Alagna e Angela Gheorghiu, Traviata al Teatro Bellini di Catania e al Teatro Sao Carlos di Lisbona.

Claudio Mansutti ha vinto 5 concorsi nazionali ed internazionali di musica da camera, ha registrato per la RAI e l’ORF. Si è esibito in veste di solista con l’Orchestra Accademia Ars Musicae, con l’Orchestra della Radio Televisione di Zagabria, con l’Orchestra da Camera di Gorizia, con la Diapason Chamber Orchestra, con l’Orchestra d’Archi di Budapest, con la Mahler Chamber Orchestra di Vienna. Si è perfezionato con il M° R. Repini. Si è esibito in Italia, Austria, ex-Yugoslavia, Germania collaborando con artisti di levatura internazionale.

Ferdinando Mussutto è stato premiato in vari concorsi nazionali ed internazionali, sia solistici che cameristici, tra i quali il Concorso “C. Togni” di Gussago (BS), il Concorso “S. Omizzolo” di Padova ed il Premio Internazionale “S. Marizza” di Trieste. Con un repertorio che spazia da Haendel al minimalismo americano di S. Reich, si è esibito come solista e camerista in Italia, Austria, Germania, Slovenia, Croazia e Cina, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica.

19 gennaio 2008, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

MARIO BRUNELLO
— ORCHESTRA D’ARCHI ITALIANA

C. Gesualdo/I. Stravinsky
Otres Sacrae Cantiones per archi

P. Sculthorpe
“Requiem” per violoncello solo

I. Stravinsky
Concerto in re per archi

G. Sollima
“Spasimo” per violoncello, archi, percussioni e tastiera

01 febbraio 2008, ore 20:45,

ALTENBERG TRIO

Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia
Direttore Paolo Paroni

Claus-Christian Schuster pianoforte
Amiram Ganz violino
Alexander Gebert violoncello

L. V. Beethoven
Triplo Concerto per pf vl vcl e orchestra

C. Ives
The unanswered question

A. Pärt
Cantus in memory of Benjamin Britten

S. Prokofiev
Sinfonia n. 1 “Classica”

L’ormai consueto appuntamento con l’<span”>Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, ensemble che negli anni sta dimostrando la bontà dell’organico e della propria programmazione e con il direttore Paolo Paroni reduce da prestigiosi successi con la Festival Orchestra di Sofia si arricchisce di una prestigiossima collaborazione con l’Altenberg Trio. Aggiunge sin dal suo debutto “ufficiale”, avvenuto nel gennaio 1994 durante la Mozart Woche di Salisburgo, l’Altenberg Trio è uno dei pochi trii realmente a tempo pieno nel mondo della musica da camera e si è guadagnato con oltre 700 concerti in Europa, nelle Americhe, in Asia, la reputazione di un ensemble tra i più audaci e coerenti di questa categoria. Nello stesso anno della sua formazione, l’ensemble è divenuto trio in residenza al Musikverein di Vienna per la Gesellschaft der Musikfreunde, eseguendo ogni anno per questa società un ciclo di cinque-sei concerti nella prestigiosa Brahms Saal. Inoltre, in
qualità di trio in residenza al Conservatorio di Vienna, il trio tiene un corso di alto perfezionamento in musica da camera articolato in una serie di seminari.
Col conferimento del premio Robert Schumann a Zwickau nel 1999, l’Altenberg Trio è riuscito a perpetuare la tradizione “austriaca” di questo premio (nel 1997 lo vinse Nikolaus Harnoncourt, nel 2002 Alfred Brendel); la prima e più importante ragione di questo successo è stata la registrazione dell’integrale delle musiche per pianoforte, violino e violoncello di Schumann, allora appena pubblicata.
La successiva registrazione dell’Altenberg Trio dedicata a compositori americani – Ives, Copland, Bernstein – nell’Aprile del 2000 ha inoltre vinto il premio Edison ad Amsterdam superando la già prescelta registrazione Trio Argerich-Kremer-Maisky.

www.altenbergtrio.at

Domeniche al Bon ↑ torna su

16 dicembre 2007, ore , Teatro Luigi Bon

L’ARBUL DAI BOMBONS

Un Gran Gredei di Casarsa della Delizia

“No si à di bevi cafè mareôs se ti plâs dolç” esordisce la protagonista Marianna (che la compagnia ha tradotto nel proprio friulano di Casarsa: “No si beif il cafè amar sal plas dols”).
Si afferma il luogo comune della ricerca della felicità contro tutti i luoghi comuni. I luoghi comuni, infatti, non sempre sono sintomo di mediocrità di pensiero ma possono anche avere la forza del proverbi frutto di saggezza popolare.
L’arbul dai bombons simbolizza l’immaginazione come una forza capace di provocare mutamenti reali nella vita delle persone: in questo senso immaginare è più concreto e realistico del “tenere i piedi per terra”, che non crea movimento.
Ma l’albero è anche il mistero della materia, necessità biologica e libertà metafisica al tempo stesso. La vita che nel suo eterno ciclo di morti e rinascite supera i nostri destini individuali, l’unica vera alterità.

02 dicembre 2007, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

LE MASARIE E DIVENTE PARONE

presentano Carol Hoefken e Iliano Dalle Mule

Libera rielaborazione in friulano da “La Serva Padrona” di G.B. Pergolesi

Interpreti e Personaggi
Serpina (soprano) Carol Hoefken
Uberto Iliano Dalle Mule
Gjoconde Nadia Seganfreddo
Pianoforte M°. David Giovanni Leonardi
Scenografia e costumi Sonia Dorigo
Regia Sonia Dorigo

Interpreti e Personaggi
Serpina (soprano) Carol Hoefken
Uberto Iliano Dalle Mule
Gjoconde Nadia Seganfreddo
Pianoforte M°. David Giovanni Leonardi
Scenografia e costumi Sonia Dorigo
Regia Sonia Dorigo


LA SERVA PADRONA di G.B. Pergolesi compare per la prima volta a Napoli, nel 1733, come “intermezzo” (tra un atto e l’altro) dell’opera seria “Il Prigionier Superbo”. Acquista una tale popolarità da diventare uno spettacolo a sè stante ed è a questo intermezzo che si fa risalire l’origine dell’opera buffa, che avrà grande sviluppo nella seconda metà del ‘700 e culminerà in Rossini.

16 dicembre 2007, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

5 SOGNI EROTICI, UNO D’AMORE E UN ILLUSIONE

Le Prime Luus di Colugna

di e con ALESSANDRO DI PAULI

e LORENZO GILENO

“Cinque sogni erotici uno d’amore e un’illusione” è uno spettacolo composto da filosofie e canzoni che ruotano attorno al tema della sensualità e dell’immaginario amoroso.
Filosofie drammatizzate o ragionamenti camuffati da monologhi per divertire e far ragionare il pubblico sui tabù e sulle debolezze dei propri affetti.
Canzoni che intervengono nei nodi drammatici per affondare in un’emozione,per trovare il tempo per respirare…

20 gennaio 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

A.A.A. 40 AINS, TIMID, DISOCUPÂT, COGNOSSARES, ZOVINE SERIE, SCOPO MATRIMONI

Drin e Delaide di Rivignano

Il Gruppo Ricreativo “Drin e Delaide” di Rivignano, dopo aver presentato con successo commedie brillanti come “Fiore di cactus” e “Parplase copaimi la… femine!”, ora si presenta al pubblico con una nuova opera comica dal titolo “A.A.A. Timid, disocupât, cognossares zovine serie, scopo matrimoni”.
Aldo, questo è il nome del protagonista attorno al quale si svolge tutta l’opera, è un giovane timido sottomesso, facilmente influenzabile, disposto a qualsiasi sacrificio pur di trovare un lavoro, senza il quale non potrebbe nemmeno sognare di trovare una moglie. L’opera è un continuo susseguirsi di colpi di scena che suscitano divertimento e ilarità senza mai cadere di tono: Aldo in casa di signori, la sua scomparsa, la funzione funebre… fino al momento cruciale dell’incontro con una donna venuta dall’Est…ma sarà la donna giusta??

Drin e Delaide di Rivignano

10 febbraio 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

COME SI RAPINA UNA BANCA

Il Tomât di Udine

L’incredibile storia della famiglia Capece, che si arrangia creando ed inventando ogni giorno qualcosa per tirare avanti. Agostino, improvvisato e poco attendibile inventore; Regina, la moglie, sempre alle prese con una quotidianità difficile e piena di rinunce; Gaspare, il nonno ed i figli Tonino e Giuliana, visibilmente incinta. Questi i personaggi della famiglia, la cui storia si intreccia, in un rutilante gioco di risate e di follie, con una inimmaginabile vedova Altavilla, un gatto nero e un tombino dimenticato. Una storia di contrasti tra la ricchezza di un mondo che corre ed ha fretta, e la miseria di chi è rimasto, per scelta o per caso, indietro. Un lavoro frutto di innumerevoli ore di prove, di decine di rinvii, incalcolabili notti insonni… un successo assicurato!

Il Tomât di Udine
L’incredibile storia della famiglia Capece, che si arrangia creando ed inventando ogni giorno qualcosa per tirare avanti. Agostino, improvvisato e poco attendibile inventore; Regina, la moglie, sempre alle prese con una quotidianità difficile e piena di rinunce; Gaspare, il nonno ed i figli Tonino e Giuliana, visibilmente incinta. Questi i personaggi della famiglia, la cui storia si intreccia, in un rutilante gioco di risate e di follie, con una inimmaginabile vedova Altavilla, un gatto nero e un tombino dimenticato. Una storia di contrasti tra la ricchezza di un mondo che corre ed ha fretta, e la miseria di chi è rimasto, per scelta o per caso, indietro. Un lavoro frutto di innumerevoli ore di prove, di decine di rinvii, incalcolabili notti insonni… un successo assicurato!

16 marzo 2008, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

L’ANTENATO

Grado Teatro

Sono trascorsi ottantadue anni da quanto Carlo Veneziani scrisse il testo “L’Antenato” e realizzarne una regia, oggi, è allo stesso tempo un gioco e una sfida.
Un gioco in quanto il gioco della commedia, parte fondante dell’idea e della forma stessa della scrittura del testo, per noi, è diventato gioco nel modo in cui abbiamo inteso e praticato il percorso di messinscena.
Una sfida nel trovarne sensi e motivi possibili alla nostra sensibilità d’oggi, nell’approccio con la lingua, nella rappresentazione di una società che non esiste più.

08 marzo 2008, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

CHACUN SA PLACE

presenta La Compagnia Teatrale “La prime Luus”

Fondazione “Luigi Bon” di Colugna
Compagnia Teatrale “La prime Luus” di Colugna (nei componenti del Gruppo di lavoro de “i ragni gialli tra le stelle”)
Compagnia di danza contemporanea “Cadmium Compagnie” di Parigi
Associazione culturale “Musicazioni” di Trieste

Attori La Prime Luus
Danzatori Cadmium Compagnie
Testi Manlio Zaninotti e Irénée Blin
musiche Thomas Balin
Coreografie Irénée Blin

Quarant’anni di vita di una coppia riassunti in un ora.
Un ora che passa nella ripetizione di gesti quotidiani sempre uguali a se stessi,
due esseri fotografati nel loro eloquio logorroico, ma che non si incontrano e non si parlano mai, mentre il rito prende il posto della vita, la convenzione quello della spontaneità, l’autoillusione quello della verità.
Mentre il tempo scorre trasformando gli spazi, trascinando le vite dei protagonisti come lanterne di carta verso la foce inintelleggibile del fiume, nel mare in cui tutto si perde.

Follie - Prosa in musica ↑ torna su

15 marzo 2008, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GIOVANNI
SOLLIMA

Lamentatio
Concerto rotondo
I, II, III (Yafù), IV
He wept out of six eyes
S’ota love dance (Kosovo song)
Pasolini Fragments I, II, III
Le zecche hanno invaso il mio violoncello

Giovanni Sollima intraprende giovanissimo una brillante carriera internazionale di violoncellista, collaborando con grandi musicisti, come Giuseppe Sinopoli, Bruno Canino, Jorg Demus e Martha Argerich. La sua curiosità creativa lo spinge ad esplorare nuove ed anticonvenzionali frontiere nel campo della composizione, attraverso originali contaminazioni fra generi diversi. Rock, jazz, electric, minimalismo anglosassone e musica etnica della Sicilia e di tutta l’area mediterranea, sulla base di una profonda preparazione classica, sono la formula dello stile inconfondibile di Sollima, che nelle sue creazioni si avvale dell’utilizzo di strumenti acustici occidentali ed orientali, di strumenti elettrici ed elettronici, e di altri di sua invenzione. Fra i maggiori interpreti delle sue composizioni, eseguite dal 1992 in tutto il mondo, vi sono direttori come Riccardo Muti con la Filarmonica della Scala, Gidon Kremer con la Kremerata Baltica, Yuri Bashmet con I Solisti di Mosca; solisti come Yo-Yo Ma, Mario Brunello e Bruno Canino; coreografi come Carolyn Carlson e Karole Armitage; interpreti vocali come Bob Wilson, Ruggero Raimondi ed Elisa; DJ come DJ Scanner. In veste di composer-performer, da solo o con la “Giovanni Sollima Band”, da lui fondata a New York, dal 1995 Sollima esegue la sua musica presso sedi prestigiose, ma anche in ambiti alternativi, vicini al pubblico più giovane e di confine.
Per il teatro collabora con Bob Wilson, Peter Stein e Alessandro Baricco, per il cinema con Marco Tullio Giordana e Peter Greenaway e Maurizio Zaccaro. Ha partecipato come ospite al programma televisivo di Franco Battiato e Manlio

20 febbraio 2008, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

SERGEI
NAKARIAKOV

Musiche di Haydn, Paganini Tchaikovsky.
“Il Paganini della Tromba” è solo una delle definizioni attribuite a Sergei Nakariakov. Nel 1991 partecipa al Festival Ivo Pogorelich nel Baden Woerishofen, dove viene acclamato come “il giovane prodigio della tromba”. Nell’agosto dello stesso anno debutta al Festival di Salisburgo ed un anno più tardi è ospite allo Schleswig-Holstein Musikfestival dove viene premiato con il Grand Prix Davidoff. Da allora è apparso in tutti i più importanti festival europei, ogni anno è regolarmente in tournée in Giappone e spesso anche negli USA. Nakariakov ha suonato con Evgeny Kissin in Finlandia, con Tatyana Nikolayeva a Salisburgo, con Martha Argerich al Montreux Jazz Festival. Si è esibito in oltre 25 paesi con prestigiose orchestre quali English Chamber Orchestra, Prague Chamber Orchestra, St. Paul Chamber Orchestra, Concertgebouw Orchestra Amsterdam, Orquesta Sinfónica de Madrid, London Philharmonic Orchestra e sotto la direzione di musicisti del calibro di K. Nagano, H. Schiff, E. Krivine, J. López Cobos, P. Bender, J. Judd, H. Griffiths, G. Navarro, V. Spivakov, Y. Bashmet, T. Vasary, R. Leppard, V. Ashkenazy. Dal 1992 incide in esclusiva per la Teldec Classic. Recentemente è
apparso il suo ultimo lavoro discografico “No Limits” con la Philharmonia Orchestra diretta da V. Ashkenazy, contenente opere di Saint-Saëns, Tchaikovsky, Bruch, Massenet e Gershwin.

L’Academia Ars Musicae è un’orchestra da camera nata nel 1991 è formata dai migliori strumentisti-solisti provenienti dalla Regione Alpe Adria (Austria-Italia-Slovenia).
L’orchestra si esibisce sempre senza direttore. Si sono esibiti in qualità di solisti con l’Academia Ars Musicae Bruno Canino, Vladimir Romanov, Aleksej Kornienko al pianoforte, Igor Ozim, Giuliano Carmignola al violino, Milos Mlejnik, Hans-Christian Schweiker, Amit Peled, al violoncello, Hubert Wegscheider al corno, Maja Kojc, Andrea Chenna all’oboe e molti altri.
Brian Finlayson ne è direttore artistico e maestro concertatore.

22 novembre 2007, ore , Teatro Luigi Bon

È TEMPO DI… MIRACOLI E CANZONI

da un’idea di Giovanni Veronesi

scritto da Rocco Papaleo con Giovanni Veronesi

suoni e visioni di Alessandro Haber e Rocco Papaleo

regia di Giovanni Veronesi

Un inedito viaggio di due straordinari interpreti italiani… Un racconto, un concerto, uno spettacolo. I suoni e le visioni dei due interpreti lasceranno il posto al teatro ed alla musica. I due attori sprigioneranno le loro emozioni lasciandosi guidare da un percorso musicale che li porterà in un viaggio, un viaggio all’interno della loro memoria, della loro storia, della loro carriera.
È così che viene fuori il rapporto con il teatro, con i figli, con tutti quei miracoli e quelle casualità che condizionano la nostra vita. È così che per magia Haber si accorge di non essere solo, Papaleo nota la presenza del collega ed è subito competizione, gioco, spettacolo.
Nasce fondamentalmente dall’amore per la musica e dalla incredibile voglia di cantare, uno spettacolo che assume l’unicità di un concerto e la fantasia del teatro. Alessandro Haber e Rocco Papaleo cantano, si raccontano, dialogano, sognano e vibrano.
È sicuramente la somma dei tanti esperimenti musical-teatrali che Haber e Papaleo hanno portato in scena in questi anni.
Haber duetterà con la band, attraverso il suo inconfondibile timbro vocale, condurrà il pubblico dentro i classici della canzone d’autore, fatti suoi attraverso originali arrangiamenti, mentre Papaleo lo asseconderà attraverso le sue composizioni originali cariche d’ironia e attraverso alcuni inediti.
Così Haber e Papaleo in scena racconteranno se stessi e la loro storia… e come succede in teatro… ogni sera sarà una storia diversa, la musica diventerà poesia, la poesia canzone…

05 dicembre 2007, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

PARTICELLE

con
Piero Sidoti, Francesco Bertolinichitarra
Claudio Giustopercussioni
Antonio Marangolosassofono

canzoni di Piero Sidoti

suono e direzione tecnica Claudio Parrino

regista assistente Elia Dal Maso

regia di Giuseppe Battiston

Che cosa pensano i giovani?
Pietro Concioni è un giovane di trentasei anni con alle spalle un percorso di studi che non ha in sé nulla di straordinario: laurea, specializzazione, vari master e così via. Come tutti i giovani nutre delle aspirazioni. Come tanti giovani è costretto a sacrificarle immolandosi in qualsiasi tipo di attività, di lavoro saltuario. Ecco che, magicamente, il mondo del lavoro fa di lui un super-esperto in tutto. Meglio: un iper-esperto in nulla. E la storia è quella di tanti coetanei: gente che sta bene, sta male, si barcamena. Già! Barcamenarsi: muoversi con prudenza e furbizia in situazioni difficili, evitando i pericoli e approfittando delle circostanze favorevoli, destreggiarsi, cavarsela. Composto di barca e “menare”, portare, cioè condurre la barca evitando gli ostacoli (Devoto-Oli, “Dizionario della Lingua Italiana”). Se c’è una barca ci dev’essere un mare. E a giudicare dalla situazione, un mare molto mosso… un universo variamente popolato: genitori, nonni, sedicenti datori di lavoro, impiegati zelanti, dirigenti scrupolosi. Particelle… e un professore di matematica esperto in sistemi di galleggiamento. Poi c’è Pietro. Il dottor Concioni. E il suo progetto…

www.pierosidoti.it


spettacolo realizzato con il contributo di:
Associazione Culturale “Sipario!” e Fondazione “Luigi Bon”
ringraziamo Zanini Pianoforti e Foto Piccinin

30 gennaio 2008, ore 20:45, Teatro dell'Argine, uno spettacolo di Mario Perrotta Teatro Luigi Bon

“ODISSEA”

musiche originali eseguite dal vivo da Mario Arcari e Maurizio Pellizzari
aiuto regia Paola Roscioli

C’è un personaggio nell’Odissea che mi rappresenta. Un personaggio che vive una condizione a me familiare. Un personaggio che molti non ricordano neanche: Telemaco. Ho provato a chiedere in giro e, difatti, molti ricordano un cane – Argo, mi pare… – ma non un figlio. Io, invece, ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni.
Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco, Ulisse è solo un racconto della gente.
Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco. Lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire una figura di Ulisse calibrata a suo piacimento. I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Tutti gli eroi, infatti, mancano di quotidiano. Così, del resto, accadeva a me bambino, con un padre lontano che, nella mia testa, assumeva tratti epici.
Unico personaggio in grado di placare questo travaglio adolescenziale è Antonio “delle cozze”, un uomo che da sempre vive sul mare e pulisce cozze. Con lui Telemaco ha un rapporto esclusivo, perché Antonio è uomo di silenzio (dicono che nessuno l’ha mai sentito parlare), silenzio che rompe solo per lui. È da lui che si rifugia Telemaco quando sente il bisogno di guardare il mare e aspettare,
soffrendo la terraferma che non lo fa andare.

www.marioperrotta.com

22 febbraio 2008, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

COSTOLE

Scritto da Leonardo Manera
Collaborazione ai testi di Riccardo Piferi e Marco Del Conte
Regia Marco Rampoldi
Scene e costumi Elisabetta Gabbioneta

Qual è il modo migliore per riflettere sulla società, sulla politica, sul sesso, sull’individuo? Probabilmente è quello di trovarsi al di fuori di tutto per qualche tempo. Leonardo Manera, in ospedale per una frattura multipla alle costole, approfitta di questa sua prolungata degenza forzata per analizzare in modo comico, brillante e critico i vari aspetti personali e sociali della vita italiana, ricavandone un punto di vista assolutamente originale. Da qui le sue considerazioni, interrotte di tanto in tanto dall’irrompere in scena di un’infermiera che, simbolo del “sistema”, avrà il compito di farlo tornare sulla “retta via” attraverso sedute di fisioterapia mentale in uno scenario quasi fantascientifico e paradossale. Finché arriverà il giorno del ritorno a casa…
Uno spettacolo dove una storia solida e surreale al tempo stesso, fa da supporto ai monologhi e ai personaggi di Leonardo Manera, che, pur basandosi sempre sulla forza della risata, supera qui l’ambito del cabaret per entrare a pieno titolo nella dimensione del teatro comico.

07 marzo 2008, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

TERRA DI NESSUNO

traduzione di Alessandra Serra

regia di Lorenzo Loris

con Gigio Alberti, Mario Sala, Giovanni Franzoni, Angelo Di Genio

Scene Daniela Gardinazzi

Costumi Nicoletta Ceccolini

Progetto visivo Dimitris Statiris

Musiche Ariel Bertoldo e Andrea Mormina

Luci Luca Siola

Fonica Fabio Cinicola

Foto Agneza Dorkin

Produzione Teatro Out Off

Perché Pinter? Dopo Genet: “Le serve“, Beckett: “Finale di partita“, Pinter rappresentava la naturale continuazione del percorso di avvicinamento ai grandi classici del ‘900 dopo aver più volte scommesso su testi di autori contemporanei spesso mai rappresentati (Von Majenburg, Noren, Garcia, Asmussen ecc.). Dopo questo lungo apprendistato ci siamo sentiti legittimati ad affrontare i classici di un periodo che avevamo approfondito con cura.
E questo di Pinter è un testo anomalo, forse uno dei più critici e difficili da mettere in scena, ed è per questo che è anche uno dei più stimolanti.
Un testo che racconta il rapporto fra uno scrittore, un letterato, ma soprattutto un uomo anziano e il suo passato.
È un testo in cui Pinter scandaglia il “proprio rapporto” fra arte e vita e principalmente sviscera il senso di una esistenza prossima alla fine dove anche i ricordi che sembrano essere le cose vere che ci sono accadute, dato che abbiamo la certezza che ci hanno visto testimoni, perdono consistenza e svaniscono
nell’indeterminatezza. In scena ci sono quattro personaggi ma forse uno solo è reale e gli altri tre non sono che la proiezione di se stesso, dei suoi fantasmi. Pinter scrive questo testo per fare un bilancio con se stesso e per raccontarci la parte più oscura della propria anima.

03 aprile 2008, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

IO SANTO, TU BEATO (RISATE)

musiche di Carlo Boccadoro

canto Delma Pompeo

voce Radiomariacensura Daniele Luttazzi

testo e regia Renato Sarti

con il prezioso contributo di Bebo Storti

scene e costumi Carlo Sala

Da anni Renato Sarti traduce in linguaggio teatrale i grandi temi della storia e della vita (deportazione, antifascismo, immigrazione). Con la nuova produzione – che prosegue quella ricerca sul teatro comico iniziata con “La nave fantasma“ – affronta, attraverso gli elementi della commedia dell’arte e della maschera, una tra le più grandi tematiche di ogni tempo: la discrasia fra coloro che, in nome della fede e della spiritualità, prestano quotidianamente la loro opera nel sociale, e i vertici della gerarchia ecclesiastica.
Pio XII e Padre Pio si incontrano in un ipotetico aldilà. Il primo parla un latino maccheronico e ha in testa un copricapo a forma di cupola di San Pietro, il secondo si esprime in dialetto pugliese e non si separa mai dai suoi peperoni fritti. Dapprima i due rievocano alcune pagine della storia della Chiesa: inquisizione, crociate, vita dissoluta di alcuni papi, discriminazione verso le donne, recenti casi di pedofilia. Nel frattempo, scoprono che – siccome Papa Giovanni Paolo II ha fatto 482 santi e 1338 beati – l’accesso al Paradiso è intasato e al momento è rimasto disponibile un solo posto. Dopo i convenevoli di rito, tra i due si scatena una contesa senza esclusione di colpi. A dirimere la contesa, con l’aiuto del pubblico, arriverà Dio in carne ed ossa.Per secoli gli attori sono stati seppelliti in terra sconsacrata, che sarà mai, dunque, se per una volta il teatro si prende una rivincita, specie se lo fa attraverso gli elementi tipici della Commedia dell’Arte, attraverso lo sghignazzo e la scurrilità, lo sberleffo e la maschera, la gestualità ed un forte coinvolgimento del pubblico.