Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
info@fondazionebon.com
pec@fondazionebon.com

Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 11 al 23 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 26 ottobre al 6 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI
Dal 4 dicembre PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI solo per il concerto di Grigory Sokolov

MUSICA
Concerti del 13 novembre, 14 dicembre e 25 aprile intero € 25 – ridotto € 22 – under18 € 10

Concerti del 24 novembre, 21 gennaio, 19 febbraio, 9 marzo e 9 maggio intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

 

PROSA
Spettacolo del 20 dicembre intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

Spettacoli del 18 novembre, 10 dicembre, 18 gennaio, 24 febbraio e 20 marzo intero € 18 –ridotto € 15 – under18 € 10

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico intero o ridotto € 5

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero € 30, Ridotto € 25, Under 18 € 10
Prenotazioni e acquisto biglietti dal 4 dicembre

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

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21 novembre 2010, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

LA BIBLIOTECARIA RAPITA
E LE ALTRE STORIE

SPETTACOLO di ANIMAZIONE TEATRALE

Fascia d’età: 6 > 11 anni

Lo spettacolo si compone di due precisi momenti, uno teatrale, dove l’attore presenterà il personaggio offerto dal libro, la signorina Gentilucci, in maniera prettamente clownesca; il secondo dove i bambini verranno chiamati a partecipare attivamente, trasformandosi negli altri personaggi offerti dalla storia.
Il libro quindi diventa testo immediato per uno spettacolo realizzato dai bambini offrendo così una divertente ed utile opportunità di uso del testo scritto.
L’intervento è completamente tratto dal libro “La bibliotecaria rapita” di Margaret Mahy e Quentin Blake edizioni Bibliografi ca e l’attore leggerà interi pezzi del libro durante la rappresentazione.
La Bibliotecaria racconta anche la storia “La Casa di tre bottoni” liberamente tratta dall’omonima storia di G. Rodari la storia parla di accoglienza, e “Una casetta Troppo stretta” di Julia Donaldson Emme edizioni In questa storia l’autrice ci dice che bisogna apprezzare quello che si ha.

05 dicembre 2010, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

STORIE DI LIBRI

presenta La Compagnia TEATRO IN PIEDI

Spettacolo di teatro di figura con PIERPAOLO DI GIUSTO

Fascia d’età: 3 > 8 anni

Storie di libri è un collage di tre storie che hanno come protagonisti tre grandi libri di legno.

Il primo libro è:
IL GRANDE LIBRO DEL CIRCO
Con questo libro, usato come cartellone animato, alla maniera dei cantastorie di una volta, viene raccontata la storia (non si sa se vera o falsa, comunque ironica e divertente) dei discendenti della famosa famiglia del Circo Ciabatta e dei loro sorprendenti numeri. Vedremo il domatore dei leoni, la ruota della morte, il grande mago e illusionista, la piramide umana, il giocoliere equilibrista e l’immancabile parata di tutti gli artisti.

Il secondo libro è:
IL LIBROTEATRO
Non ci sono parole dentro , ma solo disegni, per cui le pagine diventano grandi scenografi e per un teatrino di marionette, dove si racconta l’avventura di Pinco Pallino alla ricerca del colore giallo.
Le ultime parole della storia sono: …mi piace un mondo di tutti i colori con tanti animali e tanti fi ori, di un solo colore mi sembra brutto, mi piace un mondo pieno di tutto…
…mi piace un mondo di tutto pieno come i colori dell’arcobaleno.

Il terzo libro è:
IL LIBROMATTO COME UN GATTO
Matto perché invece di sfogliare le sue pagine per leggerlo, quando si apre si trasforma nella piazza di in un paese dove vive Renato il gatto pelato.
Renato, essendo rimasto senza pelo, cerca una pelliccia che gli possa andar bene, ma tutte quelle che gli vendono, sia pur pregiate, gli creano dei problemi perché sono di animali diversi da lui (agnello, visone, leone, ecc.) . Alla fi ne troverà proprio la pelliccia a lui più adatta, anche se non è di grande valore, e sarà (è facile da indovinare!) quella di un…

16 gennaio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

FIABE E LEGGENDE DELLE DOLOMITI

Fascia d’età: 3 > 8 anni

Lo spettacolo mette in scena nove fiabe,
leggende e racconti della tradizione
dolomitica, tra cui
I Giganti di Pitcevert,
Il Fuso d’Oro,
La Strega Casara,
La Caora Barbantana,
Lo Schratl e
La Miniera di Valcava.

I pupazzi, realizzati in legno, sono mossi a vista dall’animatore che è anche il narratore delle storie.

… la piccola Orsola è cacciata dalla matrigna e si perde nel bosco…
… nella Val di Funes un gigante a tre teste insegna ai contadini a coltivare i campi.
… sulla montagna vivono le salinghe.
Un pastore le vede danzare e si innamora della più bella…
… la volpe, tornando nella sua tana, vi trova dentro una capra che non se ne vuole andare…
… il Gasparo, un povero minatore, incontra in miniera un nano…
… e molte altre storie.

30 gennaio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

“OMICIDIO PER ANTIPASTO”

presenta Compagnia LA FA Bù

Testo di WILLIAM CANCIANI
Consulenza alla regia e tecnica DANIELA GATTORNO
con ANDREA NEAMI e MONICA FALCOMER

Fascia d’età: 5 > 11 anni

Delitti più o meno efferati, innocenti sospettati e insospettabili colpevoli formano un groviglio apparentemente inestricabile fino all’arrivo dell’ispettore Perkins.
In “Omicidio per antipasto” il conte Oliva muore di un colpo apoplettico nella sua villa. Presenti la moglie, l’ambasciatore turco e la domestica tedesca Josefa killermann!
Il caso sembra debba chiudersi senza problemi ma… qualcosa non convince l’ineffabile Ispettore Perkins, che con la sua comica personalità e l’aiuto del pubblico farà trionfare la verità.

06 febbraio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

AMOL IZ GEVEN

presenta Associazione Culturale “MUSICA LIBERA” di Trieste

con DANIELA GATTORNO e FRANKO KOROSEC

Lo spettacolo è rivolto ad un pubblico di 7-13 anni.

Amol iz geven, c’era una volta… in questo vecchio modo rassicurante incominciano molte delle storie yiddish che venivano raccontate in tutte le occasioni. Le fiabe umoristiche e sentimentali venivano narrate ai matrimoni da intrattenitori chiamati: badkhonim.
In sinagoga nell’intervallo tra le preghiere vespertine e quelle serali, i nonni raccontavano ai nipoti le storie dei loro Patriarchi e del profeta Elia.
D’inverno attorno alla stufa, le madri e le nonne raccontavano storie meravigliose e di magia. Quando il maestro usciva per le preghiere vespertine, gli scolari della kheyder la scuola, raccontavano storie paurose di fantasmi e di demoni. Mentre lavoravano, cucitrici, sarti, venditori ambulanti e carrettieri raccontavano storie per far passar il tempo. Ed è invece per ricercare quel tempo, le tradizioni, le storie di un popolo che noi adesso andiamo a raccontare:
Amol iz geven… c’era una volta…

20 febbraio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

BURANO: PRIMO ATTO LA STORIA DEL GATTO

presenta La Casa degli gnomi
con LUCIA OSELLIERI

Fascia d’età: 3 > 8 anni

Il tema è quello dell’inquinamento del mare e della raccolta differenziata.
La storia è ambientata nella caratteristica Isola di Burano (Venezia).
Protagonisti sono: Garibaldi un gatto e una magica pesciolina che cerca la complicità dei … gatti.
“Gatti, sono proprio gatti i primi abitanti dell’Isola da sempre amici fedeli del navigatore ed esploratore più instancabile: l’uomo… si sa che hanno compiuto imprese grandiose…
ma nemici o amici dei pesci?????” Pesciolina convince il gatto a non mangiarla promettendogli un pesce molto ma molto più grosso.
Così inizia il viaggio di Garibaldi in fondo al mare, un viaggio ricco di sorprese ….
Ma chi sarà mai quel pesce che neanche i pesci riconoscono più????
Un’avventura per salvare gli amici pesci dai rifi uti, immondizia e inquinamento.

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18 settembre 2010, ore ,

STAGIONE 2010 — 2011

stagione 2010 — 2011

Questa, che si aprirà nelle prossime settimane alla Fondazione Bon, è la settima stagione di teatro, di musica e di altri eventi culturali che mi onoro di presentare da sindaco del Comune di Tavagnacco. Sette stagioni emozionanti per l’alta qualità degli spettacoli, apprezzati da un pubblico di intenditori, tra cui non pochi giovani. Un susseguirsi di suggestive atmosfere che coinvolgono coralmente spettatori, attori, musicisti. Anche l’imminente stagione sarà sostenuta in modo convinto dal Comune che ha rinnovato con la Fondazione Bon la convenzione che prevede anche attività pomeridiane di formazione, musicali, coreutiche e un qualificato programma di educazione musicale che verrà attuato da esperti nelle scuole del Comune.
Gli anziani e i bambini potranno ancora godere, nella bella sala di Colugna, della speciale sezione di spettacoli domenicali pomeridiani. Tutti i residenti usufruiranno di sconti negli abbonamenti. La Fondazione Luigi Bon, con la sua attività ultracentenaria, in passato si è impegnata anche nella formazione professionale dei ceti popolari, accostandoli anche alla pratica di molteplici espressioni artistiche per altro inaccessibili. Al presente, la Fondazione aggiorna le sue attività, le adatta alle nuove sensibilità, ma mantiene fermo l’obiettivo di educare e di divertire attraverso esperienze culturali ed artistiche di grande qualità.
Da ricordare infine il prezioso supporto dello staff del Bon all’orchestra sinfonica regionale, che ora grazie anche a questo sostegno può guardare al futuro con meno incertezze.
Il raggiungimento di queste ragguardevoli mete lo si deve al lavoro appassionato ed intelligente dei responsabili della Fondazione.
A loro va il sentito grazie di tutta la comunità di Tavagnacco.

Mario Pezzetta
Sindaco
Comune di Tavagnacco


La Fondazione Bon di Tavagnacco è uno dei punti di riferimento per l’attività musicale e teatrale della nostra regione già da molto tempo. Nel corso degli anni la Fondazione ha affinato la sua competenza attraverso l’organizzazione di eventi di alto valore musicale e di grande impatto popolare. Questi due aspetti – la qualità dell’offerta artistica e l’interesse della gente per quanto proposto – costituiscono i più importanti elementi nella valutazione dell’ente locale laddove deve progettare attività culturali.
La collaborazione tra Amministrazione comunale di Pagnacco e Fondazione Bon è in linea di continuità con le programmazioni delle precedenti Amministrazioni, tuttavia credo che oggi ci sia qualcosa di più che una semplice continuità, in quanto il rapporto tra l’Assessorato alla cultura di Pagnacco e la Fondazione Bon ha fatto un ulteriore salto di qualità attraverso una gestione condivisa degli eventi nel nostro Auditorium.
In un periodo di ristrettezze economiche è importante che il Comune sappia selezionare spettacoli e interventi che al tempo stesso siano di qualità e compatibili con i difficili equilibri di bilancio comunali. In questo senso devo riconoscere alla Fondazione Bon una grande sensibilità, che ha permesso al Comune di raggiungere tutti e due gli obiettivi.
La Fondazione Bon è di Tavagnacco, ma credo si debba sottolineare come il rapporto con Pagnacco permetta ad una Fondazione di un Comune comunque più piccolo del capoluogo di utilizzare al meglio un impianto pubblico di grande valore anche per una comunità più ampia di quella di Pagnacco. In questo modo è possibile ampliare il raggio d’azione della Fondazione utilizzando un eccezionale impianto.
Poiché l’offerta musicale sarà come sempre di altissimo livello, anche l’offerta organizzativa dovrà esserlo, perché noi vogliamo che l’Auditorium sia un contenitore pieno non di tante cose, ma solo di cose di qualità.
Il rapporto tra la Fondazione Bon e l’Amministrazione comunale di Pagnacco è destinato a continuare a lungo, in una sfida comune per tenere alta l’attenzione culturale e valorizzare una proposta musicale e teatrale importante tanto per noi quanto per la Fondazione.

Annalisa Filipponi
Vicesindaco – Assessore alla cultura
Comune di Pagnacco


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in collaborazione con

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05 novembre 2010, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

PIETRO DE MARIA PIANO
STANISLAV VAVRINEK DIRETTORE
ORCHESTRA MITTELEUROPEA

F. Chopin
Concerto n. 2 Fa minore op 21 per pf e orchestra 
Maestoso – Laghetto – Allegro vivace

L. Van Beethoven
Sinfonia Mib maggiore, op 55 “EROICA” 
Allegro con brio – Marcia funebre, adagio assai
Scherzo, allegro vivace – Finale, allegro molto

Dopo aver vinto il Premio della Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani – Teatro alla Scala di Milano (1990) e al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel novembre 1997 gli è stato assegnato in Germania il Premio Mendelssohn per la sua esecuzione del Concerto n. 1 con la Filarmonica di Amburgo diretta da Ingo Metzmacher. Pietro De Maria svolge un’intensa attività concertistica come solista con prestigiose orchestre e con direttori di assoluto rilievo. Nato a Venezia nel 1967, De Maria ha dimostrando un precoce talento che lo ha portato, appena tredicenne, a vincere il Primo Premio al Concorso Internazionale Alfred Cortot di Milano. È il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin. L’integrale viene registrata per la DECCA ed è stata accolta con entusiasmo dalla critica. Ha inciso le tre Sonate op. 40 di Clementi per l’etichetta Naxos, un recital registrato dal vivo al Miami International Piano Festival per la VAI Audio e l’integrale delle opere di Beethoven per violoncello e pianoforte con Enrico Dindo per la Decca.

Stanislav Vavrinek in seguito a un felice esito con la Biel Philarmonic Orchestra, è stato proposto come direttore ospite alla direzione della Durban Symphonic Orchestra. Tra il 1994 e il 1998 è stato primo direttore della Prague Student Orchestra con cui ha ricevuto molti premi in vari concorsi, come il primo premio nel 1995 al Nerpelt International Competition e il primo premio nel Concerto Bohemia radio competition. Nel 1997 è stato premio assoluto nello stesso concorso per l’esecuzione della sinfonia op 110 di Sostakovich. Nel 1998 ha diretto l’International Youth Orchestra presso il Shizuoka Festival in Giappone.
E’ stato invitato a coprire il ruolo di direttore ospite da più di trenta orchestre sia sinfoniche che da camera, tra cui Janacek Philarmonic Orchestra di Ostrava, la State Philarmonic Orchestra di Brno, Praga Philarmonia, Praga Symphony Orchestra e Gdansk Philarmonic Orchestra e sotto la sua bacchetta si sono esibiti importanti solisti. Stanislav Vavrinek ha registrato per numerose radio e tv e ha inciso alcuni cd con musiche di Mozart, Haydn, Dvorak, Tschaikovsky, Sternwald, Bartok e Shostakovich. Nella stagione scorsa è stato invitato a dirigere la Slovak Philarmonic Orchestra di Bratislava. Dal 1999 al 2008 è primo direttore della South Bohemian chambre Philarmonic Orchestra Ceské Budejovice. Da settembre 2008 lavora come primo direttore con la Bohuslav Matinu Philarmonic Orchestra Zlin e dal 2006 insegna direzione orchestrale presso l’Accademia d’arte di Praga.

16 novembre 2010, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GABRIELE MIRABASSI CLARINETTO SOLISTA
SONATA ISLANDS

Emilio Galante flauto
Andrea Pecolo violino
Bianca Fervidi violoncello
Dino Rubino pianoforte
Andrea Dulbecco vibrafono
Chico Buarque/Gabriele Mirabassi
Morena dos olhos de agua

Gabriele Mirabassi
Disarmati

Andrè Mehmari
Serenata

Davi Sartori Luanda
Fantasy on the Brazilian Maracatu

Andrea Dulbecco
Continuo

John Harbison Songs
America loves to sing

Sonata Islands è un ensemble che organizza un festival a Milano e Trento da otto anni, la formula è quella di commistionare jazz e musica classica contemporanea, linguaggio dell’improvvisazione e della composizione.
Per fare ciò l’ensemble invita in ogni concerto un diverso solista proveniente per lo più dal mondo del jazz. In questo caso l’ospite è Gabriele Mirabassi, che importa nel programma la sua passione per il Brasile, offrendo lo specchio ideale di un’estetica, come è quella della MPB, la Musica Popolare Brasiliana, che consiste nel fare generare dalle stesse radici musica seria e musica “leggera”, in una modernissima indistinzione dei generi.

Gabriele Mirabassi è uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale.
Nel 1996 vince il Top Jazz nella categoria “miglior nuovo talento”. Nel 2000 a “Umbria Jazz” presenta insieme a Luciano Biondini, Michel Godard e Francesco D’Auria il progetto Lo Stortino che riceve consensi di critica e di pubblico sia in Italia che all’estero. Tra i dischi successivi si segnalano 1 a 0 (Egea), lavoro incentrato sullo choro brasiliano, Latakia Blend con Luciano Biondini e Michel Godard (Enja), Fuori le mura (Egea) in duo con Luciano Biondini e New Old Age, con John Taylor e Steve Swallow.
Ai primi di ottobre 2003 Gabriele Mirabassi e Guinga, straordinario chitarrista, compositore e cantante brasiliano, hanno inciso il loro primo disco in duo,”Graffiando vento”, presentato in occasione di Umbria Jazz Summer 2004 e definito nello stesso anno dalla Folha de Sao Paulo “miglio disco di musica strumentale brasiliana dell’anno”. Le collaborazioni sono numerosissime, ed estremamente eterogenee sul piano degli stili e dei linguaggi, molte sono documentate discograficamente (Rabih Abou Khalil, Mina, John Cage, Ivano Fossati, Battista Lena, Riccardo Zegna, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Cristina Zavalloni, Trio madeira-brasil, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Marco Paolini, Mario Brunello, Orchestra d’archi italiana), solo per citarne alcune. Negli ultimi anni Mirabassi ha ampliato notevolmente il suo panorama di collaborazioni, sapendo allargarsi con coraggio ad altri ambiti di spettacolo: oltre alla, ormai stabile collaborazione con Gianmaria Testa, ricordiamo quella con lo scrittore Erri De Luca “Canto di ebano”, uscito a marzo 2008 ha vinto il ventiseiesimo TopJazz 2008 come MIGLIOR DISCO DELL’ANNO.

23 novembre 2010, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

BEBO FERRA CHITARRA SOLISTA
SONATA ISLANDS

Emilio Galante flauto
Andrea Pecolo violino
Bianca Fervidi violoncello
Tito Mangialajo contrabbasso
Bebo Ferra
Prima esecuzione

Germano Mazzocchetti
Prima esecuzione

Emilio Galante
Syrinx & beyond

Tom Johnson
Rational melodies

Marco Decimo
Prima esecuzione

Sergio Roberto de Oliveira
Prima esecuzione

Con Bebo Ferra Sonata Islands ha già sviluppato un progetto tre anni fà: l’organico cameristico consente lo sviluppo di un jazz colto e raffinato, che è poi quello nelle “corde” del solista. L’immissione delle musiche (basate sul puro sviluppo di formule matematiche) di Tom Johnson, funziona da astratto contrasto.

Bebo Ferra nel 91’ vince il concorso nazionale “JAZZ CONTEST’ con il gruppo “Sardinia Quartet”. Nel 93’ realizza il suo primo disco da leader con la collaborazione di Franco D’Andrea.
Forma successivamente un trio a suo nome con Paolino Dalla Porta e Alfred Kramer, con cui incide il disco Sundance, e un duo con il chitarrista americano John Stowell. Sempre in questi anni forma un trio con Paul Mc Candless, oboista e multistrumentista.
Attualmente dirige un quartetto a suo nome con Javier Girotto, Paolino dalla Porta e Roberto Dani, formazione presentata a Umbria Jazz 2002. L’artista è co-leader del duo con Paolino Dalla Porta, suona nel trio con Rosario Bonaccorso e Fabrizio Sferra e fa parte del nuovo Devil quartet di Paolo Fresu. Da qualche anno è impegnato in progetti multimediali sia discografici che live con importanti attori italiani come Lella Costa, Arnoldo Foà, Angela Finocchiaro e Ivano Marescotti.
Nella sua carriera ha suonato in diverse rassegne e festivals di vari paesi.

Sonata Islands è un ensemble cameristico nato per suonare la nuova musica italiana, sia essa musica colta o jazz. Ha registrato Sciare di Fuoco, un CD di Emilio Galante edito dall’etichetta “Ai Confini ed oltre” della BMG-Ricordi nel gennaio del 1999 e presentato al Piccolo Teatro Studio nel giugno del 1999. Nell’autunno 1998 ha registrato le musiche di Cesare Picco per il balletto La Lupa, inciso su CD Sonzogno. Nel maggio del 2000 ha inciso per Rugginenti Enigma, Enigma- la musica dei Tarocchi, messo in scena all’Accademia Filarmonica Romana nel luglio dello stesso anno, come pure a Milano, Sondrio, Ivrea e Bologna. Nel 2001 ha messo in scena lo spettacolo Campioni (cd Velut Luna), con musiche scritte da Carlo ed Emilio Galante, Marco Tutino, Armando Franceschini e Nicola Campogrande per alcuni cortometraggi su grandi campioni dello sport e lo ha poi presentato a Milano (Piccolo Teatro), Bologna, Trento, Bellinzona, Reggio Emilia, Asolo (Asolo Musica), e Torino (Teatro Regio). Nel 2003 nasce lo spettacolo Muti Musicati, cortometraggi muti del primo Novecento, rimontati e reinventati, con musiche dei fratelli Galante, Lorenzo Ferrero, Filippo Del Corno e Fabrizio de Rossi Re.

30 novembre 2010, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

IL GATTOPARDO
VIDEOCONCERTO

musiche ispirate al film di Visconti con

Salvatore Bonafede e Emilio Galante
Musiche di Salvatore Bonafede e Emilio Galante

Su alcuni samples visivi tratti dal capolavoro di Visconti si snodano temi e invenzioni musicali ispirate a quei temi (il viaggio a Donnafugata – l’entrata dei garibaldini a Palermo – le danze durante la sontuosa festa palermitana).
Un voce racconta alcuni passi tratti dal romanzo di Tomasi di Lampedusa.
Tutto viene controllato e sincronizzato dal palcoscenico, dai due solisti.

Salvatore Bonafede, uno dei più originali e creativi pianisti italiani, ha avuto un’intensa carriera statunitense, iniziata con un diploma al Berklee College of Music di Boston, e continuata trascorrendo dieci anni oltre oceano, soprattutto a new York, suonando con Jerry Bergonzi, Lew Tabackin, Dewey Redman, Joe Lovano, Marc Johnson, Tom Harrell, John Scofield, Lester Bowie, Lee Konitz, Billy Cobham e Paul Motian.
Miglior nuovo talento per il referendum “Top Jazz” (1991) di Musica Jazz è premiato per il migliore disco dell’anno con Ortodoxa dal quotidiano Il Foglio (2001) e da Musica Jazz (“Premio Arrigo Polillo” 2001). Ortodoxa è un disco esemplare per la sua qualità ironica e trasversale, per l’ispirazione sinestetica, capace di forti evocazioni visive.

Emilio Galante ha tenuto concerti come solista e in complessi di musica da camera in tutta Europa, USA, Turchia e Santo Domingo. Ha inciso per BMG Ricordi, CGD-Suvini Zerboni, Velut Luna, Ermitage, Scatola Sonora, Stile Libero oltre che per le radio-televisioni di stato italiana, francese e svizzera. Da alcuni anni si dedica alla musica improvvisata e alla composizione, soprattutto come solo performer. Sue composizioni sono state eseguite a Milano, New York, Tokyo e Parigi. E’ stato invitato alla convention flautistica americana, slovena, ungherese e italiana. Ha fondato nel 1998 l’ensemble Sonata Islands, col quale ha pubblicato un CD di sue musiche, “Sciare di Fuoco” per BMG, promosso un festival di jazz e musiche nuove (www.sonataislands.com) che si tiene dal 2002 a Milano e Trento. Nel 2007 è uscito “Amer volesse”, per flauto, soprano, chitarra e live electronics. Nel 2010 esce per Improvvisatore Involontario “Torre Aquila”, con Sonata Islands e ospite Markus Stockhausen. E coautore del Manuale del Flauto.

16 dicembre 2012, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

PRELUDIO SINFONICO MESSA DI GLORIA

Coro del Friuli Venezia Giulia
Cristiano Dell’oste direttore

PRELUDIO SINFONICO
MESSA DI GLORIA
per tenore, baritono, coro e orchestra

Alfonso Scarano è Direttore Ospite Principale dei Virtuosi di Praga, orchestra storica della Repubblica Ceca con la quale ha tenuto concerti in Germania, in Italia , in Grecia , in Slovacchia e nella Repubblica Ceca. Dal 2006 al 2008 è stato Direttore Musicale del Toscana Opera Festival, il circuito lirico regionale estivo della Toscana. Vincitore del 1° premio al V Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Bottega 1993 del Teatro Comunale di Treviso, del 1° premio al IV Concorso per Direttori d’Orchestra della Comunità Europea Franco Capuana 1997 di Roma e del 2° premio al I Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Luigi Mancinelli 2005 del Teatro Mancinelli di Orvieto, nel 2003 è stato scelto da Daniele Gatti per partecipare al progetto Giovani Direttori d’Europa della Scuola di Musica di Fiesole. In Italia è regolarmente invitato dall’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, dall’Orchestra Sinfonica Fondazione ICO Tito Schipa di Lecce e dall’Orchestra Mitteleuropea di Udine. Tra le numerosissime orchestre dirette dal 1993 ad oggi si segnalano inoltre la Filarmonia Veneta (Teatro Comunale di Treviso), OTLiS (Teatro Sperimentale di Spoleto), Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, Orchestra Sinfonica Regionale del Friuli Venezia Giulia, Orchestra Milano Classica, Orchestra Sinfonica Nazionale della RTV Ucraina di Kiev, Cappella Istropolitana, Ensemble Orchestral de Paris.La discografia comprende incisioni per Tactus, Lupulus e AliasSistemi (Concerto per flauto e arpa di Mozart, La grande pasqua Russa di Rimsky-Korsakov e la prima esecuzione assoluta di Et Amor per soprano, coro e orchestra di Sandro Perotti con Daniela Dessì in qualità di solista).

L’ORCHESTRA MITTELEUROPEA raccoglie l’eredità delle più recenti orchestre regionali radicandosi nel tessuto sociale del nostro territorio non precludendo collaborazioni e aperture verso i paesi che culturalmente ci sono affini da lustri: il nome infatti è frutto dell’idea di allargare i confini culturali grazie anche al contatto con talenti provenienti da nazione che fanno e faranno parte della Comunità EuropeaNegli ultimi due anni L’Orchestra Mitteleuropea ha partecipato al Mittelfest in occasione del più prestigioso Festival (Galà di danza), alla rassegna Carniarmonie, alla Biennale Musica, al Festival “Le giornate del cinema muto” e in parecchie produzioni del teatro Giovanni da Udine. Recentemente si è esibita all’interno del Festival “ Emilia Romagna Festival” con la partecipazione di Gigi Proietti. Nell’ottica di una costante crescita culturale e dell’ ampliamento del prorio repertorio, ha recentemente portato in scena diversi programmi in ambito operistico. E’ stata diretta da Luis Bacalov, Pietari Inkinen, John Axelrod, Ola Rudner collaborando con artisti quali Giovanni Sollima, Lilya Zilberstein, Roberto Cominati, Federico Mondelci.

04 gennaio 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

PIERRE HOMMAGE VIOLINO
MICHEL BOURDONCLE PIANOFORTE

J. Brahms
Sonata op 108 re minore
Allegro – Adagio – Un poco presto – Presto agitato

G.Faurè
Quattro canzoni
Après un reve – Automne – Les Berceaux – Au bord de l’eau

C.Franck
Sonata in La maggiore
Allegretto ben moderato – Allegro, quasi lento, tempo primo – Recitativo/fantasia – Allegretto poco mosso

Nato ad Avignone, Pierre Hommage è stato definito da Olivier Messiaen “un magnifico violinista”. Ha debuttato in Italia al Festival Internazionale di Cremona, partecipando, assieme a Salvatore Accardo e Shlomo Mintz, per l’esecuzione dell’Integrale delle Sonate e delle Partite per violino solo di J.S. Bach, per commemorarne il trecentenario della nascita nel 1985. Da allora, l’attività artistica di Pierre Hommage in recital, con orchestra, in musica da camera o nel campo dell’insegnamento si è sviluppata in tutto il mondo, dalla Sala grande del Conservatorio Ciaikovsky di Mosca alla Carnegie Hall di New York accompagnato dalle orchestre più importanti e sotto la direzione di alcuni tra i più significativi direttori del XX° secolo : Carlo Maria Giulini, Herbert Von Karajan, Franco Ferrara, Sir Georg Solti, Wolfgang Sawallisch, Riccardo Muti, Yutaka Sado, ecc.
La musica francese occupa un grande spazio nella sua discografia, con l’opera per violino di J.E. Bonnal; questo disco registrato nel 1998 per “Pavane Records”, è stato salutato dalla stampa specializzata “Choc du monde de la musique”, ottenendo 4 Diapasons. Ha registrato inoltre per “3D Classics”.
Michel Bourdoncle nel 1986 vince il premio al Concorso Liszt di Utrecht. Quindi inizia una tripla carriera di solista, docente presso il Conservatorio Darius Milhaud in Aix-en-Provence e di Direttore Artistico. Crea infatti il Festival Internazionale “Les Nuits Pianistiques” che si svolge ogni anno in Aix-en-Provence.

Michel Bourdoncle si è esibito in tutta l’Europa negli USA in Brasile in Cina e Giappone con orchestra di assoluto valore tra cui: Le Nouvel Orchestre Philharmonique, l’Orchestre Pro Arte de Paris, l’Orchestre de Cannes-Région-Provence-Alpes-Cote d’Azur, l4orchestre Lyrique de Région Avignon Provence, l’Orchestre Philharmonique de Montpellier, l’Ensemble Musique Vivante, l’Orchestre Symphonique du Rhin, l’Orchestre Colonne, l’Orchestre de Chambre de Toulouse, l’Orchestre du Nord-Portugal, l’Orchestre de Saragosse, l’Orchestre de Baden-Baden, l’Orchestre Symphonique de Rotterdam, l’Orchestre de Chambre de la radio de Bucarest, la Philharmonie de Brasov, l’Orchestre d’Etat de Russie, l’Orchestre Symphonique de Harbin, l’Orchestre de Chambre de Salzburg, “Serena Mozart Players”, l’Orchestre Symphonique de Madère…
Ha inciso per la Doron Music, EMS Master Sound, 3D Classics and Naxos Marco Polo.

23 febbraio 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GIOVANNI SOLLIMA VIOLONCELLO
GIUSEPPE ANDALORO PIANOFORTE

Giovanni Sollima e Monika Leskovar violoncelli
Giuseppe Andaloro e Tijana Andrejìc pianoforte
Simone Baroncini corno
R. Schumann
Andante a Variazioni in si bemolle maggiore op. 46

W. Lutoslawski
Variazioni su un tema di Paganini

E. Sollima
Sonata per violoncello e pianoforte

G. Sollima
Estratti da “The interpretation of dreams” per due violoncelli

I. Strawinsky
La Sagra della primavera / prima es. a Palermo
versione per due violoncelli e due pianoforti
di Giuseppe Andaloro

Ho voluto cimentarmi in una rielaborazione del tutto singolare e insolita di una delle composizioni più celebri di Igor Stravinsky, il celeberrimo balletto “Le Sacre du Printemps”, spinto proprio dal mio più profondo amore per questa musica. Infatti, sin dalla mia adolescenza, il “Sacre” rappresentava qualcosa di assai diverso dalla comune percezione “uditiva” della musica che ritenevo classica: una partitura di forte impatto acustico, con ritmi inquietanti e temi stralunati, a tratti assordanti. Ricordo ancora il primo ascolto: ne rimasi stravolto, accecato dalle sue dissonanze così spavalde e da quei ritmi tribali e ancestrali incessanti, assillanti, unitamente a dinamiche e colori mai uditi prima.
Successivamente, quando ha cominciato a ossessionarmi, è diventato inconsciamente per me un Nuovo Testamento musicale. Senza dubbio, insieme alle ultime sinfonie di Mahler, la più importante composizione del XX secolo.
In questa trascrizione ho voluto assemblare due pianoforti e due violoncelli. Un organico insolito, ovviamente, che ho concepito espressamente per i violoncellisti Giovanni Sollima e Monika Leskovar, e per i pianisti Tijana Andrejic e me. Da un punto di vista prettamente tecnico, la mia elaborazione – seppur riservata a un quartetto – è puramente orchestrale. In altre parole, il mio lavoro non è stato quello di ridurre la grande e difficilissima partitura sinfonica in una “diminuzione” e “limitazione” cameristica; anzi, invece di semplificare e omettere volontariamente alcune parti, seppur ineseguibili ma assolutamente fondamentali, ho voluto ricollocarle e tramite questa nuova “riformulazione” aumentarne il concetto espressivo e l’impatto sonoro.
Per questo motivo ho voluto fedelmente riportare dall’originale anche i passaggi più scomodi, nei propri registri (ad esempio i violoncelli si spingono di frequente in zone acutissime, come per gli ottavini) e i pianoforti dovranno evocare tutte le percussioni adottate da Stravinsky, tramite ogni escamotage, anche utilizzando dei piccoli oggetti da inserire nel piano o addirittura utilizzando gli archi dei violoncelli all’interno della tavola armonica, etc.
Credo che le peculiarità tecniche dei violoncellisti Sollima e Leskovar, della pianista Andrejic e mie possano essere congeniali per la realizzazione di questa rielaborazione della “Sagra” di Igor Stravinsky. L’accostamento del duo “duo di pianoforti e duo di violoncelli”, tra di loro ostili e incompatibili, quasi alieni, potrebbero trovare una inedita compatibilità tramite la mia trascrizione.

Giuseppe Andaloro

10 marzo 2011, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

RAMIN BAHRAMI PIANOFORTE
ORCHESTRA FESTIVAL STRINGS LUCERNE

F. M. Bartholdy
Sinfonia per archi n.10 in si minore
Adagio – Allegro

J.S.Bach
Concerto per pianoforte in Re maggiorer BWV 1054
Allegro – Adagio e piano sempre – Allegro

Concerto per pianoforte in La maggiore BWV 1055
Allegro – Larghetto – Allegro ma non tanto

A. Dvorak
Serenata per archi in Mi maggiroe op. 22
Moderato – Tempo di valse – Scherzo – Larghetto –
Finale. Allegro vivace

Ramin Bahrami è ormai considerato internazionalmente tra i più interessanti interpreti bachiani viventi. Nel maggio 2009 debutta alla Gewandhaus di Lipsia, invitato da Riccardo Chailly a suonare con la Gewandhausorchester due dei più celebri Concerti di Bach. La critica tedesca scriverà il giorno dopo: “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale…”(Leipziger Volkszeitung).Il pianista iraniano, da parte sua, sta portando sempre più in profondità l’originale unione tra il cesellato lavoro interpretativo e la visione europea ma nello stesso tempo orientale della monumentale opera pianistica di Johann Sebastian Bach, che lo caratterizza.
Nel 2009 DECCA Universal pubblicava un box di 6 cd Ramin Bahrami plays Bach, e nel 2010 un’importante incisione delle Suites francesi. Prima di esse, le Variazioni Goldberg, le 7 Partite e l’Arte della Fuga, l’incisione dell’Arte della Fuga sale in testa alle classifiche raggiungendo numeri di vendita riservati ai dischi pop; a ruota, DECCA pubblicava nel 2008 l’album Concerto Italiano, con le opere di Bach dedicate all’Italia e nel 2009 la prima registrazione su strumento moderno delle Sonate bachiane.Ha tenuto tour importanti e suonato con grande successo nelle sale più prestigiose è apparso nella prestigiosa rassegna “Solo Piano” accanto a Maurizio Pollini, Grigory Sokolov, Daniel Barenboim, Jean-Yves Thibaudet e Evgeny Kissin e dove, nel marzo 2008, è stato reinvitato a partecipare alla “Maratona Bach” accanto al violoncellista Mario Brunello.

Fondata nel 1956 da Wolfgang Schneiderhan e Rudolf Baumgartner, il Festival Strings Lucerne è una delle principali orchestre svizzere. È considerata da decenni una delle migliori orchestre da camera nel mondo. Questa rinomata orchestra da camera si esibisce regolarmente nei più importanti festival e teatri europei e internazionali: e nei principali stati del Sudamerica. L’orchestra collabora abitualmente con importanti solisti come Sabine Meyer, Reinhold Friedrich, James Galway, MaximVengerov, Kolja Blacher, Leonidas Kavakos, Mischa Maisky, Ruth Ziesak, Bernd Glemser, Alexander Lonquich and Martin Stadtfeld. Il FSL ha inciso negli ultimi anni per OehmsClassics e Sony BMG. La registrazione del concerto per pianoforte di Bach con il solista Martin Stadtfeld ha ricevuto il premio ECHO Klassik 2007 per “The Concert Recording of the Year”.

15 aprile 2011, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

MAURICE RAVEL

Maurice Ravel
Ma mère l’oye
Pavane de la Belle au bois dormant – Petit poucet
Laideronnette, impératrice des pagodes – Les Entretiens de la Belle et la Bête – Le Jardin féerique

Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra
Allegramente – Adagio assai – Presto

Concerto per la mano sinistra in re maggiore
dedicato a Paul Wittgenstein

Boléro

François-Joel Thiollier è uno dei più completi pianisti e musicisti d’oggi. Franco-americano di nascita, ha assimilato il meglio di diverse culture; nato a Parigi, ha dato il suo primo concerto a New York all’età di 5 anni.
Ha proseguito gli studi musicali in Francia sotto la guida di Robert Casadesus. Successivamente si è perfezionato negli Stati Uniti con Sascha Gorodnitzi alla Juilliard School of Music, laureandosi con il massimo dei voti in tutte le materie sia accademiche che musicali all’età di 18 anni.
Thiollier ha vinto 8 “Grands Prix”, risultato senza precedenti, in concorsi internazionali, fra cui “Reine Elisabeth” del Belgio ed “Tchaikowski” di Mosca.
Il suo vastissimo repertorio, la sua eccezionale cultura musicale e la sua padronanza della tastiera sono la chiave del suo successo internazionale. Thiollier suona oggi in più di 40 Paesi con le più prestigiose orchestre (Filarmonica di Leningrado e Mosca, Concertgebouw di Amsterdam, Residentie Orkest dell’Aja, Orchestra della Rai di Torino, Santa Cecilia, Orchestre de Paris, Orchestre National de France, London Symphony Orchestra) e nelle sale più importanti (Théatre des Champs Elysées, Berliner Philharmonie e Konzerthaus, Bunka Kaikan e Suntory Hall Tokyo, Concert Hall in Beijing,Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Auditorium di Madrid, La Scala, la Fenice, La Sydney Opera House Concert Hall…..)
La sua interpretazione del Concerto di Busoni alla Philharmonie di Berlino è stata così recensita: ” Thiollier , un pianista al di sopra di ogni paragone, ha stupefatto ed affascinato il pubblico con una tecnica pazzesca, una raffinata eleganza, un compiuto senso del suono e, infine, qualità non delle minori, con una musicalità piena di generosità. »
Oltre 36 gli LP incisi con musiche che spaziano da Mozart a Liszt e Scriabin e per la RCA musiche di Beethoven, Brahms, Valzer Romantici, Opera Omnia di Rachmaninov in prima incisione mondiale, ecc.
François-Joël Thiollier è stato promosso “Cavaliere grande Ufficiale” nel ordine Francese “Arti e Lettere” nel 2003.

20 novembre 2010, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

“CHOPIN, IL PIANISTA POETA”
FERDINANDO MUSSUTTO

Il seminario, ideato dal pianista Ferdinando Mussutto, si articola in quattro incontri che ripercorrono gli avvenimenti più significativi nella vita del compositore polacco, affiancando al percorso biografico l’esecuzione e l’analisi di alcuni grandi capolavori e di altri brani meno noti e di più raro ascolto.

sabato 23 ottobre – h 17.00 > Ingresso libero
Varsavia, i primi maestri, e le prime opere
– Polonaise in Sol minore (1817, Opera Postuma)
– M. K. Oginski: Polonaise in La minore (primi dell’800)
– Rondò in Do minore Op. 1 (1825)
– Mazurka in La minore Op. 68 n° 2 (1827)
– Notturno in Mi minore Op. 72 n° 1 (1827)

sabato 30 ottobre – h 17.00 > Ingresso libero
Il biennio 1830-1831; le tourneè in Europa
– Notturno in Mib maggiore Op. 9 n° 2 (1830-31)
– J. Field: Notturno in Mib maggiore n° 1
– Concerto per pianoforte e orchestra in Mi minore Op. 11, esposizione I movimento (1830)
– Scherzo in Si minore Op. 20 (1830-31)
– Studio in Do minore Op. 10 n° 12 “La caduta di Varsavia” (1831)

sabato 6 novembre – h 17.00  > Ingresso libero
Parigi e il successo; la musica da salotto come opera d’arte;
la conoscenza di George Sand
– F. Kalkbrenner: Preludio in Re minore Op. 88 n° 6
– Ballata in Sol minore Op. 23 (1831-35)
– Walzer in Lab maggiore Op. 69 n° 1 (1835)
– Scherzo in Sib minore Op. 31 (1837)
– Marcia Funebre in Sib minore Op. 35 (1837)

Sabato 20 novembre – h 16.00 > Ingresso libero
La relazione con George Sand; nuove idee compositive;
l’aggravarsi della malattia; ultime opere
– Preludio Op. 28 n° 2 in Mi minore (1838)
– Preludio Op. 28 n° 17 in Lab maggiore (1839)
– Fuga in La minore (1841, Opera Postuma)
– Ballata in Lab maggiore Op. 47 (1841)
– Berceuse in Reb maggiore Op. 57 (1844)
– Barcarola in Fa# maggiore Op. 60 (1846)

16 aprile 2011, ore 20:45, TOLMEZZO — Duomo

CONCERTI DI PASQUA 2011

Ilaria Zanetti Soprano
Eugenio Leggiadri Gallani Baritono
Jakub Klecker Direttore

Programma

Gabriel Fauré
Messa da Requiem per soli, coro e orchestra op. 48

Morten Lauridsen
Lux Aeterna per coro e orchestra

Ingresso libero

La Messa da Requiem op. 48 è forse l’opera più immediatamente riconducibile alla fortuna musicale di Gabriel Fauré (1845-1924). Composto in una prima versione nel 1888, ha vissuto almeno tre rielaborazioni negli anni, che hanno visto in particolare un ispessimento dell’organico strumentale. L’autore stesso – che attese alla prima versione tra il 1887 e il 1888 – alcuni anni più tardi si espresse con notevole lucidità, difendendosi, infatti, da chi lo accusava di aver composto una pagina di spirito quasi pagano, egli rivendicò la propria personale visione: «Si è detto che l’opera non esprime il terrore della morte, qualcuno l’ha chiamata una berceuse funebre.

Ma è così che io sento la morte: come una lieta liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’aldilà e non come un trapasso doloroso ». Il messaggio di Fauré è tutto intimistico, il materiale musicale scaturisce dalla poetica interiorità e tende verso la purezza dell’idea musicale.

Quasi del tutto priva di inquietanti trasalimenti, la partitura del Requiem possiede una sua sobria bellezza; fin dalle prime misure aleggia un’atmosfera di immota contemplazione e di partecipe intimismo. Nella continua ricerca di un nitore melodico e di un’eleganza formale mai capziosa, pochi sono i momenti dove il cromatismo o la forza armonica di alcune tensioni riescano ad avere il sopravvento. Da molti suoi contemporanei venne dato l’appellativo di Ninna Nanna della morte.

A chiunque si appresti all’ascolto appare immediatamente evidente come il Requiem, privo della Sequenza dell’Officium Defunctorum, e irregolare in molte sue parti, chiuda con una pagina tersa e felice: In Paradisum, il punto d’arrivo è la felicità oltre la morte.

Spesso accostato al Requiem di Faurè per il suo carattere di soffusa delicatezza e di serena consolazione, il Lux Aeterna di Morten Lauridsen (1943), scritto nel 1997, sta riscuotendo un successo planetario. Lauridsen è un compositore americano, di origini danesi, che attualmente vive ed insegna in California.

Lux Aeterna è un grande mottetto diviso in cinque numeri che non si può ricondurre solamente al testo del Requiem. In te Domine speravi desume il tema dal Herzliebster Jesu, antico corale tedesco; O nata lux è un inno normalmente cantato per le Laudi o per la Festa della Trasfigurazione; Veni Sancte Spiritus è la Sequenza per la Domenica di Pentecoste.

La freschezza delle sue linee melodiche desunte dal cantus planus e la loro sovrapposizione si ispirano alla antica polifonia rinascimentale di Dunstable e Taverner, che includono una molteplicità di canoni, doppi canoni, in un caleidoscopico effetto che proietta i fasci sonori creati dalle voci verso una luce soprannaturale. In ogni numero, non a caso, compare la parola lux.

Il suo comporre presenta una grande proprietà di linguaggio tecnico compositivo ed una profonda conoscenza dello “strumento” coro che gli permettono di ottenere gli effetti coloristici dovuti alle strutture armoniche basate sui rivolti degli accordi sugli intervalli di quarta e di seconda creando un vero “effetto sospensione”, caratteristica dominante di tutta la partitura. Musica che dal chiaroscuro sonoro e nella luminosità improvvisa porta dritta nelle regioni dell’emozione e della contemplazione.

17 aprile 2011, ore 20:45, CORDENONS — Chiesa di S. Maria Maggiore

CONCERTI DI PASQUA 2011

Ilaria Zanetti Soprano
Eugenio Leggiadri Gallani Baritono
Jakub Klecker Direttore

Programma

Gabriel Fauré
Messa da Requiem per soli, coro e orchestra op. 48

Morten Lauridsen
Lux Aeterna per coro e orchestra

Ingresso libero

La Messa da Requiem op. 48 è forse l’opera più immediatamente riconducibile alla fortuna musicale di Gabriel Fauré (1845-1924). Composto in una prima versione nel 1888, ha vissuto almeno tre rielaborazioni negli anni, che hanno visto in particolare un ispessimento dell’organico strumentale. L’autore stesso – che attese alla prima versione tra il 1887 e il 1888 – alcuni anni più tardi si espresse con notevole lucidità, difendendosi, infatti, da chi lo accusava di aver composto una pagina di spirito quasi pagano, egli rivendicò la propria personale visione: «Si è detto che l’opera non esprime il terrore della morte, qualcuno l’ha chiamata una berceuse funebre.

Ma è così che io sento la morte: come una lieta liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’aldilà e non come un trapasso doloroso ». Il messaggio di Fauré è tutto intimistico, il materiale musicale scaturisce dalla poetica interiorità e tende verso la purezza dell’idea musicale.

Quasi del tutto priva di inquietanti trasalimenti, la partitura del Requiem possiede una sua sobria bellezza; fin dalle prime misure aleggia un’atmosfera di immota contemplazione e di partecipe intimismo. Nella continua ricerca di un nitore melodico e di un’eleganza formale mai capziosa, pochi sono i momenti dove il cromatismo o la forza armonica di alcune tensioni riescano ad avere il sopravvento. Da molti suoi contemporanei venne dato l’appellativo di Ninna Nanna della morte.

A chiunque si appresti all’ascolto appare immediatamente evidente come il Requiem, privo della Sequenza dell’Officium Defunctorum, e irregolare in molte sue parti, chiuda con una pagina tersa e felice: In Paradisum, il punto d’arrivo è la felicità oltre la morte.

Spesso accostato al Requiem di Faurè per il suo carattere di soffusa delicatezza e di serena consolazione, il Lux Aeterna di Morten Lauridsen (1943), scritto nel 1997, sta riscuotendo un successo planetario. Lauridsen è un compositore americano, di origini danesi, che attualmente vive ed insegna in California.

Lux Aeterna è un grande mottetto diviso in cinque numeri che non si può ricondurre solamente al testo del Requiem. In te Domine speravi desume il tema dal Herzliebster Jesu, antico corale tedesco; O nata lux è un inno normalmente cantato per le Laudi o per la Festa della Trasfigurazione; Veni Sancte Spiritus è la Sequenza per la Domenica di Pentecoste.

La freschezza delle sue linee melodiche desunte dal cantus planus e la loro sovrapposizione si ispirano alla antica polifonia rinascimentale di Dunstable e Taverner, che includono una molteplicità di canoni, doppi canoni, in un caleidoscopico effetto che proietta i fasci sonori creati dalle voci verso una luce soprannaturale. In ogni numero, non a caso, compare la parola lux.

Il suo comporre presenta una grande proprietà di linguaggio tecnico compositivo ed una profonda conoscenza dello “strumento” coro che gli permettono di ottenere gli effetti coloristici dovuti alle strutture armoniche basate sui rivolti degli accordi sugli intervalli di quarta e di seconda creando un vero “effetto sospensione”, caratteristica dominante di tutta la partitura. Musica che dal chiaroscuro sonoro e nella luminosità improvvisa porta dritta nelle regioni dell’emozione e della contemplazione.

18 aprile 2011, ore 20:45, TRIESTE — Chiesa di S. Giacomo Apostolo

CONCERTI DI PASQUA 2011

Ilaria Zanetti Soprano
Eugenio Leggiadri Gallani Baritono
Jakub Klecker Direttore

Programma

Gabriel Fauré
Messa da Requiem per soli, coro e orchestra op. 48

Morten Lauridsen
Lux Aeterna per coro e orchestra

Ingresso libero

La Messa da Requiem op. 48 è forse l’opera più immediatamente riconducibile alla fortuna musicale di Gabriel Fauré (1845-1924). Composto in una prima versione nel 1888, ha vissuto almeno tre rielaborazioni negli anni, che hanno visto in particolare un ispessimento dell’organico strumentale. L’autore stesso – che attese alla prima versione tra il 1887 e il 1888 – alcuni anni più tardi si espresse con notevole lucidità, difendendosi, infatti, da chi lo accusava di aver composto una pagina di spirito quasi pagano, egli rivendicò la propria personale visione: «Si è detto che l’opera non esprime il terrore della morte, qualcuno l’ha chiamata una berceuse funebre.

Ma è così che io sento la morte: come una lieta liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’aldilà e non come un trapasso doloroso ». Il messaggio di Fauré è tutto intimistico, il materiale musicale scaturisce dalla poetica interiorità e tende verso la purezza dell’idea musicale.

Quasi del tutto priva di inquietanti trasalimenti, la partitura del Requiem possiede una sua sobria bellezza; fin dalle prime misure aleggia un’atmosfera di immota contemplazione e di partecipe intimismo. Nella continua ricerca di un nitore melodico e di un’eleganza formale mai capziosa, pochi sono i momenti dove il cromatismo o la forza armonica di alcune tensioni riescano ad avere il sopravvento. Da molti suoi contemporanei venne dato l’appellativo di Ninna Nanna della morte.

A chiunque si appresti all’ascolto appare immediatamente evidente come il Requiem, privo della Sequenza dell’Officium Defunctorum, e irregolare in molte sue parti, chiuda con una pagina tersa e felice: In Paradisum, il punto d’arrivo è la felicità oltre la morte.

Spesso accostato al Requiem di Faurè per il suo carattere di soffusa delicatezza e di serena consolazione, il Lux Aeterna di Morten Lauridsen (1943), scritto nel 1997, sta riscuotendo un successo planetario. Lauridsen è un compositore americano, di origini danesi, che attualmente vive ed insegna in California.

Lux Aeterna è un grande mottetto diviso in cinque numeri che non si può ricondurre solamente al testo del Requiem. In te Domine speravi desume il tema dal Herzliebster Jesu, antico corale tedesco; O nata lux è un inno normalmente cantato per le Laudi o per la Festa della Trasfigurazione; Veni Sancte Spiritus è la Sequenza per la Domenica di Pentecoste.

La freschezza delle sue linee melodiche desunte dal cantus planus e la loro sovrapposizione si ispirano alla antica polifonia rinascimentale di Dunstable e Taverner, che includono una molteplicità di canoni, doppi canoni, in un caleidoscopico effetto che proietta i fasci sonori creati dalle voci verso una luce soprannaturale. In ogni numero, non a caso, compare la parola lux.

Il suo comporre presenta una grande proprietà di linguaggio tecnico compositivo ed una profonda conoscenza dello “strumento” coro che gli permettono di ottenere gli effetti coloristici dovuti alle strutture armoniche basate sui rivolti degli accordi sugli intervalli di quarta e di seconda creando un vero “effetto sospensione”, caratteristica dominante di tutta la partitura. Musica che dal chiaroscuro sonoro e nella luminosità improvvisa porta dritta nelle regioni dell’emozione e della contemplazione.

05 agosto 2011, ore 20:45, Raveo Chiesa parrocchiale di San Floriano

MASSIMO MERCELLI FLAUTO
THOMAS SINIGAGLIA FISARMONICA

A Piazzolla
Histoire du Tango – Bordel 1900 – Café 1930 – Night Club 1960 – Concert d’aujourd’hui

E. Pozzoli
Danza fantastica

M. Nyman
Yamamoto Perpetuo

R. Rodgers
My favorite things R. Rodgers

J. Kern – D. Fields
Pick yourself up

H. Pascoal
Bebè Hermeto Pascoal

Carinhoso
Pixinguinha

T. Sinigaglia
Chorando pra Marta

Un Duo in viaggio per esplorare le combinazioni sonore dei propri strumenti: dall’atmosfera ricca del tango di Piazzolla alla dolcezza melodica di alcuni compositori chiave della musica brasiliana, attraverso l’estemporaneità e lo swing del jazz americano e la modernità della musica europea.

Massimo Mercelli a 19 anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il Premio Francesco Cilea, il Concorso Internazionale Giornate Musicali e il Concorso Internazionale di Stresa. Suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo tra cui Carnegie Hall di New York, Teatro Colon di Buenos Aires, Concertgebouw di Amsterdam, Auditorium RAI di Torino, San Martin in the Fields e Wigmore Hall di Londra, Parco della Musica di Roma, Filarmonica di San Pietroburgo, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Jean-Pierre Rampal, Krzysztof Penderecki, Philip Glass, Massimo Quarta, Ennio Morricone, Peter-Lukas Graf, Aurele Nicolet, e con orchestre come Moscow Soloists, Wiener Symphoniker, Solisti della Scala, Virtuosi Italiani, Salzburg Chamber Soloists, Moscow Chamber Orchestra.

Thomas Sinigaglia, diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Vicenza, ha frequentato i seminari di “Siena Jazz”. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali tiene un intensa attività concertistica sia come solista sia collaborando con vari ensemble. Numerose ed importarti le collaborazioni con musicisti quali Zeno De Rossi, Danilo Gallo, Giannantonio Mutto, Raffaella Benetti, Marco Pasetto, Stefano Benini, Enrico Terragnoli, Simone Guiducci, Wood Orchestra (registrando il cd “L’attesa”), Orchestra Vertical (registrando il cd “L’anniversaire”), Maler (partecipando al Premio Tenco in diretta su RaiDue), Orchestra Sinfonica Verdi diretta dal Premio Oscar Nicola Piovani.

Domeniche al Bon ↑ torna su

28 novembre 2010, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

C COME COLOMBO

presenta La Compagnia PASSE-PARTOUT TEATRO di Porcia
scritto e diretto da Simonetta Vallone

C come… Colombo” prende spunto dall’impresa del leggendario navigatore genovese e ne ripercorre i momenti più significativi tra quelli che la cronaca storica ci ha trasmesso sulla scoperta dell’America.
Per fare ciò, però, oltre al linguaggio verbale, viene utilizzato anche quello musicale che attinge sia alla cultura popolare tardo medievale, sia alla canzone “pop” contemporanea, in un continua contaminazione di genere e di stile.
È questo uno spettacolo divertente, ironico, che offre momenti di satira, porgendo così al pubblico l’occasione per una riflessione che va al di là della vicenda del nostro “Cristoforo nazionale”.

La compagnia Passe-partout Teatro si costituisce a Porcìa nel 2005 su iniziativa di un gruppo di attori non professionisti provenienti da diverse realtà di teatro amatoriale del Friuli e di altre regioni italiane. Oggi la compagnia conta più di 15 attori. Nella stagione 2006-2007 la compagnia ha allestito e portato in scena in prima assoluta la commedia Vèstiti e usciamo di Simonetta Vallone.
Nella stagione successiva, 2007-2008, è stata segnalata tra le migliori compagnie al Concorso Nazionale di Teatro Amatoriale di Fabrica di Roma (VT) 2007, ed è stata una delle cinque finaliste della 3^ edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale “Paolo Dego – Premio Città di Ponte nelle Alpi”. Nella stagione 2008-2009 la compagnia ha presentato il nuovo lavoro C come… Colombo di Simonetta Vallone, una commedia tra comicità e satira sull’avventura di Cristoforo Colombo. Lo spettacolo ha debuttato a Caneva nel febbraio 2009 ed è stato replicato all’Auditorium Concordia di Pordenone nell’ambito della Rassegna di Teatro Popolare 2008-2009. Recentemente Passe-partout Teatro ha anche portato in scena Roma Sparita di Enzo Samaritani. Questo spettacolo è un one-man show che spazia a trecentosessanta gradi nei generi comico e musicale. È stato rappresentato al teatro Zancanaro di Sacile e in diversi altri teatri della provincia di Pordenone.

12 dicembre 2010, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

PICCOLI CRIMINI CONIUGALI

presenta La Compagnia “il cantagallo” di Pagnacco

Una casa abitata si colora di gesti quotidiani e di abitudini, ma se mancano i ricordi tutto appare più freddo e distante. Per questo l’azione si apre su un luogo apparentemente spoglio, che riacquista forma e carattere attraverso il dialogo dei due protagonisti. Un uomo e una donna, che si conoscono da molti anni, ora si confrontano in modo nuovo e inaspettato, esplorando luoghi sconosciuti o forse soltanto dimenticati, in un gioco di simmetrie ricco di colpi di scena. Attraverso una partitura emotiva rapida i ruoli si invertono, tra pungente ironia e dolcezza, sconforto e fi ducia, bugie e disarmante sincerità. La drammaturgia ricca di suggestioni di Eric Emmanuel Schmitt ci regala una fotografi a nitida della vita di coppia.

23 gennaio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

SARTO PER SIGNORA

presenta La COMPAGNIA DELLA BROCCHETTA

di GEORGE FEYDEAU / Commedia brillante in lingua italiana in 3 quadri
CLAUDIO MEZZELANI
Commedia tra le più note del geniale drammaturgo francese, racconta la vicenda del medico Moulineaux che, per godersi un’avventura con l’avvenente Susanna moglie di Aubin, a sua volta marito fedifrago, s’improvvisa sarto per signora.
Una serie di equivoci a cascata dall’irresistibile effetto comico in cui sono coinvolti oltre ai già citati, la moglie e la suocera del medico, un amico seccatore, una cocotte, il cameriere di casa e una cliente di sartoria, conduce l’inossidabile meccanismo di Feydeau, alla risoluzione finale.

La Compagnia della Brocchetta nasce nel 2010 e porta come lettera di presentazione il curriculum del Gruppo Teatrale “Sipario!” di cui eredita uomini e mezzi impegnandosi ad alimentare quel prestigio che la compagine ha costruito in quasi vent’anni di attività. Spettacolo d’esordio: “Sarto per signora” di G. Feydeau per la regia di C. Mezzelani.
Il gruppo teatrale “Sipario!” nasce nel 1992 a Fagagna con l’allestimento dello spettacolo “Delitto retrospettivo” di A. Christie a cui seguono una serie di spettacoli che culminano nel 2002 in “Amôr in… viaç”, commedia in friulano vincitrice dei premi per la migliore regia, allestimento, spettacolo assoluto e attore non protagonista al 9° Festival del Teatro Friulano presso il teatro “L. Bon” di Colugna (Ud) e nel 2006 di tutti i premi nella rassegna “Agnul di Spere” di Codroipo. Il 2004 è l’anno di “Volpone” di Ben Jonson vincitore della rassegna “Teatro a Tema” di Trieste. Nel 2006 vede la luce “La casa di Bernarda Alba” secondo classificato alla rassegna nazionale “L. Silvestri” di Pescia, vincitore della rassegna “Teatro a Tema” di Trieste e del 1° Festival del Teatro Amatoriale del FVG. Nel 2008 “Prime che a rivin cuatri” commedia che vince il premio come miglior attore comico e regia al 2° Festival del Teatro Amatoriale del FVG

13 febbraio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

L’ORDINE DELLE COSE

presenta La Compagnia I RAGNI GIALLI TRA LE STELLE — “La Prime Luus” di Colugna

Atto unico di PAOLO SARTORI
con TIZIANA NOVELLO – TIZIANO MUSCI – PAOLO TOSOLINI
Regia ETTORE LO CASCIO

Tre personaggi: un vecchio, un giovane uomo, e una ragazza si ritrovano in un posto misterioso. Sono partito da un’immaginazione: un fi lo elettrico con una lampadina che oscilla in mezzo alla scena. Continui momenti di buio e di luce. Dove sono? E chi sono veramente?
Le loro prime parole sembrano assurde e fuori luogo, ma a poco a poco si dipana l’intricata matassa del racconto.
Si comincia ad intravedere la verità dei personaggi: tutti e tre hanno commesso un’azione. Quale azione? Quel luogo non-luogo vuole essere, nella mia fantasia, il luogo delle domande irrisolte, dell’incoscienza dell’essere e dell’assenza di memoria: i tre non sanno non hanno coscienza. Sono curiosi e desiderosi di sapere perché si trovano lì e cose c’è fuori; esiste un’uscita, una porta ma è strettissima e sprangata.
Lentamente, con continui salti all’indietro nel tempo, giungeranno a ricordare ed a rifare l’ultima terribile scena: soltanto dopo, fi nalmente, sapranno. Soltanto “dopo” si può mettere ordine alle cose.

27 febbraio 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

CHISTE CASE A E’ UN ALBERGO

presenta Il Circolo Filodrammatico LA RISULTIVE

Atto unico in friulano/italiano di Tatiana Bigoni
regia di Andrea Chiappori

La vita comincia a 40 anni o forse a 50 come per Lia, madre e moglie adorata che si ritrova però ad un certo punto della sua vita “sola” ed insoddisfatta davanti ad una tazza di caffè a rimuginare sulla propria esistenza.
È vero Lia, quello della casalinga a volte è proprio un lavoro ingrato, per niente appagante, devi essere sempre a disposizione di tutti, ma nessuno ti paga per questo, te ne rendi conto vero?
Così non si puo’ andare avanti e allora? Allora … da domani si cambia!
Si cambiare … a 50 anni? E come?
Da che parte iniziare? E poi c’è Aldo da convincere, si sa lui e’ un marito un po’ geloso e diffidente a volte, che a cambiare le cose non ci pensa nemmeno, per lui la vita e’ perfetta proprio cosi’ com’è, perché mettere a rischio questo equilibrio? Ma chi se ne frega dell’equilibrio, o adesso o mai più!
Gli astri poi sono piu’ che favorevoli ed i preziosi consigli di un’amica un tantin strampalata non si fanno certo attendere. E poi c’è anche un po’ di sana complicità in famiglia, cosa chiedere di più? I presupposti ci sono tutti per trasformare una tranquilla casa di campagna in un andirivieni di bizzarri personaggi ed ora a te Lia il compito di rimettere tutto in ordine. Buon lavoro!

Le origini di questa compagnia vanno ricercate a Talmassons, ma purtroppo a causa di varie vicissitudini, la società è stata costretta a chiudere i battenti nel 1960. È per merito di un gruppo di appassionati, che nel 1980 nasce l’attuale compagnia filodrammatica
“La Risultive”, alcuni dei quali sono ancora entusiasti di manifestare il loro amore per il teatro e collaborano tuttora allestendo sempre con affiatamento, in tutto, circa 28 lavori rappresentati in svariate platee di tutto il Friuli.

13 marzo 2011, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

‘TÈ AE MENTE O TÈ AL LIMON’?

presenta La Compagnia Filodrammatica LA PRIM E LUUS di Colugna

Commedia brillante di Danielle Navarro e Patrick Haudecoeur
tradotta in friulano da Anna Toppano

‘Tè alla menta o tè al limone’?
È la storia di una compagnia teatrale di poca esperienza che si lancia nell’improbabile montaggio di una “comédie de boulevard”, un esercizio di stile che si rivela in breve molto più complesso del previsto.
Le scene non sono ancora pronte, la recitazione degenera, complici la difficoltà scenica relazionale tra la prima attrice, l’attor giovane raccomandato alla sua prima e probabilmente ultima esperienza, l’attore gregario ma egocentrico, tutti diretti e capitanati da una regista naif ed inconcludente, in un continuo succedersi di gaffes.
Eccolo quindi il piccolo e variopinto mondo di una troupe di commedianti tra invidie, incompetenze, polemiche, contrasti personali ed improbabili incidenti di percorso che incrementano ad effetto volano, fino a richiedere durante il debutto una sostituzione in corsa che, a ben vedere, ne amplifica il carattere comico e caustico, tra un incalzare vorticoso del ritmo.

Le donne ci salveranno ↑ torna su

24 novembre 2010, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

LAURA CURINO
IL SIGNORE DEL CANE NERO

Fondazione Del Teatro Stabile Di Torino
storie su Enrico Mattei
di Laura Curino e Gabriele Vacis
regia Gabriele Vacis
Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Associazione Culturale Muse
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
da uno spettacolo ideato dal Piccolo Teatro in collaborazione con Eni

«Enrico Mattei è, senza dubbio, l’uomo più potente d’Italia e, all’infuori dell’elezione del Santo Padre, tutto il resto dipende – in Italia – direttamente o indirettamente da lui nel senso che, dovunque egli lo voglia, può attivamente intervenire e far sentire il peso della sua smisurata forza.
Col metano egli controlla l’industria, coi concimi chimici egli è in grado di controllare l’agricoltura, con le sue circa cinquanta aziende “sicure” (in quanto garantite dallo Stato) egli regna sul mercato finanziario ed è in grado di assorbire facilmente una parte colossale del risparmio nazionale.
Non esiste città, paese, villaggio, strada che non siano presidiati dai distributori di benzina del Cane Nero: attraverso questi “blocchi” stabili, il Signore del Cane nero è in grado di controllare qualsiasi spostamento di uomini o cose»: così Giovanni Guareschi parlava di Enrico Mattei, personaggio chiave della storia economica e culturale del nostro paese, dal dopoguerra al 1962, anno della sua tragica fine. Partigiano, deputato, regista della creazione di una forte industria energetica nazionale, Mattei ha rappresentato una figura imprenditoriale di grande forza e carisma, capace di imporre l’Italia come soggetto economico autorevole anche sui mercati internazionali.
Dopo l’importante e acclamato lavoro su Camillo e Adriano Olivetti, Laura Curino racconta sulle scene la storia di Enrico Mattei, un altro grande industriale: «Sarà una ricostruzione biografica all’anglosassone – ha dichiarato in un intervista al Corriere della Sera – Darò forma alla sua genialità, a quella capacità di spiazzare, di puntare ossessivamente un obiettivo tenendosi però sempre aperta ogni strada possibile».
In scena verranno ripercorse le tappe folgoranti di una carriera e di un pensiero politico e sociale, la ferma determinazione di un uomo, le critiche e le polemiche con la stampa, in particolar modo il duello tra Mattei e Indro Montanelli, all’epoca al Corriere della Sera. Tutto questo con un testo, quello di Laura Curino e Gabriele Vacis, che racconta ancora una saga dell’industria puntando questa volta su un singolo e non su una famiglia, ricostruendo le speranze e le disillusioni dell’Italia appena uscita dalla guerra, le forti tensioni politiche, una carriera folgorante finita tragicamente a Bescapè, con un incidente aereo ancora oggi misterioso. 

11 gennaio 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

MARIA GRAZIA PLOS
CARACREATURA

la Contrada – teatro Stabile di Trieste

Caracreatura
di Pino Roveredo
tratto dall’omonimo romanzo di Pino Roveredo
regia Franco Però
con Massimiliano Borghesi
e con Riccardo Maranzana nel ruolo del padre
scene e costumi Andrea Stanisci
effetti sonori riprese video voce del giornale radio
Carlo Moser, Maurizio Bressan, Adriano Giraldi

Sul palco c’è una madre che inizia il racconto di una vita normale di sacrifici e affetto profondo. Al centro c’è un figlio, amatissimo, che si osserva crescere con mille aspettative fino al giorno terribile della scoperta che la “caracreatura” ha gettato via il futuro per pochi attimi di felicità artificiale. Marina è una donna di mezza età con alle spalle una storia di fatiche, abbandoni e violenze famigliari, ma con la voglia di riscatto mai venuta meno. La vita pare averla condotta alle soglie di una esistenza serena assieme al marito e al figlio Gianluca, ma qualcosa s’incrina. Il ragazzo smarrisce se stesso con l’affidare la sua giovinezza a droghe sempre più pesanti e finisce in carcere; il marito muore lasciandola sola ad affrontare una tragedia così grande. Ed ecco allora profilarsi l’odissea di questa
Madre, plebea e sublime, volgare e delicata, che farà di tutto per salvare la sua caracreatura, fino ad un gesto d’amore estremo e sorprendente. Questo testo di Roveredo è una storia in presa diretta che possiede il rigore di una perfetta macchina narrativa: è una lama che colpisce al cuore con la spietatezza di chi, senza usare trucchi e accomoda¬menti, vuole mostrare che la vita può essere anche questa.

Maria Grazia Plos è nata a Udine. Dopo essersi diplomata nella sua città presso la Civica Scuola di Recitazione “Nico Pepe”, ha vinto nel 1983 un provino indetto dal Teatro Stabile La Contrada di Trieste per la partecipazione all’allestimento di uno spettacolo per ragazzi, Poema a fumetti.
Da allora ha iniziato una lunga collaborazione con lo Stabile privato triestino, partecipando all’allestimento di numerosi spettacoli teatrali, spaziando dal repertorio brillante a quello drammatico, dalla programmazione per il teatro serale a quella specificamente pensata per un pubblico di ragazzi. Ha lavorato sotto la direzione di numerosi registi, tra i quali Francesco Macedonio, Giorgio Pressburger, Mario Licalsi, Patrick Rossi Gastaldi, Orietta Crispino e Luisa Crismani. Ha partecipato all’allestimento de Il formaggio e i vermi di Carlo Ginzburg per la regia di Giorgio Pressburger, coprodotto dalla Contrada e dal Mittelfest di Cividale del Friuli. Dal 1985 prende parte alla realizzazione di sceneggiati radiofonici prodotti dalla sede RAI di Trieste e ha partecipato a diverse fiction televisive.

01 febbraio 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

OTTAVIA PICCOLO
DONNA NON RIEDUCABILE

La Contemporanea

DONNA NON RIEDUCABILE
di Stefano Massini
regia di Silvano Piccardi

“Ho scritto “Donna non rieducabile” adattando in forma teatrale brani autobiografici ed articoli di Anna Politkovskaja. La mia idea era trasformare drammaturgicamente questi materiali lavorando sullo scatto d’istantanea, ovvero sulla sequenza immediata, sul flash che coglie un dettaglio e dalla somma di dettagli ricava l’insieme. Non ho voluto raccontare la “storia di Anna”: non mi interessava. E neppure mi interessava farla raccontare ad altri personaggi eventuali. Il mio unico obiettivo era restituire dignità teatrale ad una sensazione che mi aveva colpito nel primo avvicinamento ai testi della Politkovskaja: la loro feroce immediatezza. La loro portata fotografica. Ho tentato così di costruire un album di immagini, una carrellata di esperienze in presa diretta, una galleria di zoom su precise situazioni, atmosfere, solo talvolta stati d’animo. Ne è nato un collage di quasi 20 quadri. Ogni volta che il quadro inizia il pubblico non sa niente: viene brutalmente scaraventato dalle parole in un determinato contesto che non conosce e che sta a lui ricostruire dai particolari. E’ come se per 20 volte gli occhi si riaprissero e si richiudessero su temi e luoghi diversi, sempre da intuire. Direi che non si tratta di un testo “su Anna Politkovskaja”, bensì un viaggio “negli occhi di Anna Politkovskaja”. Visione in soggettiva degli abissi russo-ceceni.”
Stefano Massini

Affrontando il testo di Stefano Massini, mi resi conto che non si trattava di mettere in scena il “personaggio” di Anna Politkovskaja, né, tanto meno, di farne un’eroina da feullieton politico.
Si trattava al contrario di restituire al pubblico, nella forma più diretta, più semplice, più anti-retorica possibile, il senso della scelta di verità, compiuta da una giornalista che volle andare a vedere dentro gli eventi, per restituircene, con sguardo limpido e coraggioso, personaggi e vicende.
Mettere in scena uno sguardo, quindi: questo il compito mio e di Ottavia. Suggerendo il contesto realistico, evocando la persona attraverso le sue testimonianze, ricreando la condizione di solitudine che mano a mano la circondò, fino a soffocarla. E Ottavia Piccolo ha dato voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di questa donna indifesa e tenace, con il rigore e l’intensa partecipazione di una attrice che in quei valori di libertà si identifica fino in fondo.

Costruito come una serie di istantanee, il percorso seguito da Anna (scandito dall’intervento dell’arpa di Floraleda Sacchi, che diventa volta volta l’eco della guerra, lo spappolarsi dell’inno sovietico, un rumore di ferraglia inquietante, una momento di pace… ), veniva quindi ricreato dall’attrice, in simbiosi con quanto visto e vissuto dalla giornalista.
Un semplice tavolino, le scarne azioni sceniche, il variare delle atmosfere sottolineate dai mutamenti spaziali suggeriti dalle luci, era dunque tutto ciò cui ci saremmo affidati, per evocare, dalla ristretta postazione di un palcoscenico, un intero mondo di eventi e di emozioni. Fino alla tragedia.
Silvano Piccardi

12 febbraio 2011, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

ANGELA FINOCCHIARO
MAI PIU’ SOLI

MAI PIU’ SOLI
di Stefano Benni
regia di Cristina Pezzoli
con Angela Finocchiaro e Daniele Trambusti

Narrare il tempo presente non è facile, farlo con la leggerezza sferzante dell’ironia ancor meno: questo accade nel nuovo spettacolo di Angela Finocchiaro, con la regia di Cristina Pezzoli.
Accompagnata dall’attore e musicista Daniele Trambusti, Angela racconta storie in cui i protagonisti si comportano come particelle impazzite, vittime della sproporzione tra una società dominata dai nuovi mezzi di comunicazione e la crescente solitudine dell’individuo.
Al centro dei racconti surreali, vecchietti stralunati, vacanze tragicomiche in famiglia, un viaggio all’”Inferno” in Eurostar, capodanni da dimenticare e tanto altro ancora.
Il tutto affrontato in chiave umoristica e amara, caratteristica propria della scrittura di Benni.
Lo spettacolo, con leggerezza e poetico candore, diverte e fa riflettere attraverso favole, invettive, brevi liriche, lucide cronache, in un contesto narrativo che cerca di ritrovare un senso al caos e alle incoerenze del nostro presente.

Angela Finocchiaro inizia il suo percorso teatrale negli anni settanta, con una significativa esperienza nella compagnia sperimentale Quelli di Grock. Partecipa a varie performance della compagnia nel 1980 Angela Finocchiaro allestisce, con Carlina Torta e Amato Pennasilico, lo spettacolo Panna Acida, nome che passerà poi ad indicare un nuovo gruppo teatrale e partecipa al film che le darà notorietà nazionale, il geniale Ratataplan di Maurizio Nichetti. A questa prima esperienza nel cinema farà seguito, dopo un anno, la partecipazione al successivo film di Nichetti, Ho fatto splash. Nel 1982-1983 partecipa come co-protagonista allo spettacolo Arsenico e vecchi merletti, continua intanto il sodalizio con Maurizio Nichetti, e partecipa ad una trasmissione per Canale 5, intitolata Quo vadiz e realizzata dallo stesso Nichetti con Gabriele Salvatores. Nella stagione 1985/86 Angela Finocchiaro debutta nel cabaret, poco dopo porta in scena il fortunatissimo spettacolo teatrale in forma di monologo “La stanza dei fiori di china”, che ottiene un grande successo tanto da essere ripreso a distanza di dieci anni. Nello stesso periodo, Angela Finocchiaro è tra le protagoniste della trasmissione RAI La TV delle ragazze, condotta da Serena Dandini, prende parte anche al cast di Zanzibar. Dagli anni ’90 in poi partecipa ad alcune fiction televisive, e a numerose pellicole cinematografiche, ma, nonostante l’intensa attività per il piccolo e grande schermo, Angela Finocchiaro non ha mai abbondato le scene. Nel ’92 recita con Silvio Orlando in “Sottobanco” di Domenico Starnone, regia di Daniele Luchetti. Successivamente porta in teatro vari testi di Stefano Benni; il vasto pubblico televisivo ha avuto modo di apprezzarla in più occasioni: da un lato, assieme alla pittoresca banda del programma comico Zelig (Canale 5), dall’altro, come protagonista di Mammamia!, serie su Rai 2 di brevi comiche mute (scritte, dirette e co-interpretate da Maurizio Nichetti). Nel settembre 2004 Angela Finocchiaro ha interpretato il monologo “Teatro anatomico” durante una puntata della trasmissione Report.
Grande successo ha ottenuto con l’interpretazione di Maria nell’ultimo film di Cristina Comencini, La bestia nel cuore, per il quale si è aggiudicata il Nastro d’Argento 2006, il David di Donatello 2006 e il Ciak d’oro 2006 come migliore attrice non protagonista; il Premio Wella Cinema Donna alla 62ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e il premio Queen of Comedy Award 2006. La stagione teatrale 2006/2007 la vede impegnata nell’opera di Walter Fontana “Miss Universo” che le vale un significativo apprezzamento della critica e del pubblico mentre sul grande schermo è tra gli interpreti delle ultime opere cinematografiche di Francesca Archibugi (Lezioni di volo) e di Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico). Per quest’ultimo ha vinto un secondo David di Donatello sempre come miglior attrice non protagonista, condiviso ex-aequo con Ambra Angiolini per Saturno contro.

05 marzo 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

SHAKESPEARE IN LOVE

Shakespeare in love
Music for Shakespeare
“If music be the food of love, play on”

Emma Kirkby, soprano
Omero Antonutti, voce recitante

Coro del Friuli Venezia Giulia
Direttore Cristiano Dell’Oste

Emilio Vallorani flauto
Claudio Mansutti clarinetto
Margherita Cossio viola
Matteo Andri pianoforte
Diego Cantalupi liuto
Rodney Prada viola da gamba

 

If music be the food of love, play on!” è il primo verso de “La dodicesima notte” “Twelfth Night”, e possiamo tradurlo con “se la musica è il nutrimento dell’amore, suonate!” Avulse dal suo contesto drammaturgico, poiché ritrattate in seguito dal Duca Orsino, spogliate di tutta quella retorica che solo i grandi spiriti come Shakespeare riuscivano a fare, ecco che queste parole si portano dietro per 400 anni, sotto braccio gran parte della storia della musica. Nessun poeta, drammaturgo ha continuato a cavalcare i secoli e regalato ispirazione a epoche musicali, testi a compositori immortali. La sintesi che solo i grandi spiriti sanno attingere, la cruda legge delle passioni umane, il desiderio del bello, hanno accomunato fino ad oggi l’anima del Bardo allo spirito creativo, alla poetica di innumerevoli musicisti. Gli artisti che si nutrono del desiderio stesso, e non di ciò che dicono di desiderare.
If music be the food of love, il brano iniziale di Purcell, che traccierà la linea di partenza di un percorso concertistico lungo quattro secoli. Compositori celebri quali Haydn, Schubert, Brahms, Poulenc, Stravinsky, Shostakovich, e altri meno noti al grande pubblico, quali Arne, Johnson, Korngold, Vaughan Williams, Kabalesky hanno musicato molti testi di Shakespeare. Musiche riproposte con i suoi organici originali, songs per voce e liuto, lieder per voce e pianoforte, coro a cappella, trii, quartetti e musica pianistica. La presenza del soprano inglese Emma Kirkby, stella indiscussa della musica antica, che già molte volte ha collaborato con il Coro del Friuli Venezia Giulia, a suggellare una filologica attinenza musicale e testuale.
Il grande Omero Antonutti poi, condurrà l’ascoltatore attraverso la recitazione di alcuni sonetti e testi teatrali del grande poeta elisabettiano. Una voce ideale che muove spiriti e cuori, lungo le emozioni che solo le parole semplici di Shakespeare sanno creare.

Musiche di H.Purcell, R. Johnson, J. Dowland, W. Byrd, F. Schubert, V. Williams, I. Stravinsky, D. Šostakovič, D. Pitis*

* brano composto per l’occasione su commissione del Coro FVG.

05 aprile 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

TANTI SALUTI

un progetto di teatro civile clownesco
di Giuliana Musso

regia Massimo Somaglino
direzione clown Maril Van Den Broek
ricerca e drammaturgia Giuliana Musso

direttore tecnico Claudio Parrino
organizzazione Patrizia Baggio

È evidente che non c’è idea – per quanto strana essa possa essere- che gli uomini non siano disposti ad accettare con gioia, se soltanto riesce a distoglierli anche in minima misura dalla coscienza della loro finitezza, se soltanto alimenta la speranza in una qualche forma d’immortalità”.
Norbert Elias, La solitudine del morente

TANTI SALUTI vuole esplorare, attraverso una ricerca di stampo sociologico, il tema del morire ai nostri tempi. Abbiamo raccolto testimonianze e racconti dai principali protagonisti dell’evento: medici, infermieri, familiari e morenti. Abbiamo visitato i teatri del morire: ospizi, ospedali, hospice, case. Indagato le sue nuove declinazioni: cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli di rianimazione, eutanasia. E abbiamo anche ascoltato chi è stato così vicino al punto della morte da non averne poi più alcun timore.

TANTI SALUTI porta in scena tre clown e a loro consegna il non dicibile: il racconto delle paure, degli smarrimenti e delle soluzioni paradossali che mettiamo in atto di fronte alla morte. Unici oggetti di scena: tre nasi rossi e una cassa da morto.

una produzione La Corte Ospitale
in collaborazione con
Opera Estate Festival > Bassano del Grappa – Vi
Fondazione Teatro Civico di Schio > Schio – Vi
Echidna Associazione Culturale > Dolo – Ve

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11 novembre 2010, ore 20:45, Antico Teatro Sociale Arrigoni di San Vito

LA MUSA INFEDELE

Giovanni Ferrandini, l’enigma, la vera storia
Recital per ensemble strumentale, flauto traversiere, soprano e voce narrante

musiche di Giovanni Domenico Ferrandini (1709-1791)

interpreti
Cuiusvis Toni Ensemble su strumenti originali
Susanna Armani soprano
Stefano Bet flauto traversiere
Paolo Cattelan voce narrante

È a “San Vido de Friul” sul finire del sec. XVII che ha inizio il romanzo famigliare di Giovanni Domenico Ferrandini del fu Stefano Domenico umile calegher e sonador d’ogni sorte di strumento a fiato.
E ancora San Vito resta “patria segreta” del ritornante Giovanni consacrato nobile, consigliere e “maestro di cappella” durante la breve stagione dell’imperatore Carlo VII dei Wittelsbach di Baviera. La vicenda biografica di Giovanni ci si rivela come un vero e appassionante enigma: un grande affresco che riunisce le figure di Vivaldi, Tartini, Handel e Mozart, la grande Storia di re e monarchi, di guerre e di popoli, ma anche la storia minore – ma non per questo meno importante – di artisti impegnati ad essere e a resistere come uomini nuovi nell’epoca della grande crisi che apre all’età moderna.
Giovanni ha messo a dura prova l’intelligenza dei musicisti, dei filologi e degli storici non solo dell’Ottocento, ma anche nostri contemporanei: alcuni, a volte, si sono perfino compiaciuti di negarne l’esistenza, altri si sono imprudentemente accontentati del falso.
Per la prima volta la vera storia di Giovanni viene ora raccontata dal vivo, con la sua musica trapuntata da un discorso che fa parlare le tracce del lungo itinerario della sua opera e della sua vita.

Cuiusvis Toni Ensemble (quintetto d’archi su strumenti originali) è un gruppo di specialisti della musica tardo barocca e classica formatosi nell’ambito delle attività di ricerca e di produzione musicale degli Amici della Musica di Venezia. I solisti Stefano Bet (flauto traversiere) e Susanna Armani (soprano), da molti anni impegnati a coniugare ricerca e qualità dell’interpretazione musicale nelle più prestigiose sedi internazionali, hanno dedicato un duraturo e appassionato interesse alla riscoperta di Ferrandini, in memorbili prime esecuzioni di opere sue in sala da concerto e d’incisione discografica.
Paolo Cattelan (musicologo) nel 1987 ha riscoperto il manoscritto che ha portato alla disattribuzione a Handel della cantata Il panto di Maria con cui Ferrandini dopo secoli d’oblio è tornato alla ribalta della grande musica del secolo XVIII.

22 dicembre 2010, ore 20:45, Auditorium Centro Civico di San Vito

CONCERTO LIRICO SINFONICO DI FINE ANNO

Annamaria Dell’Oste nell’aprile del 1996 vince il primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Tagliavini” svoltosi a Deutschlandsberg in Austria. Debutta al Teatro alla Scala nel 1994 nelle passate stagioni è stata acclamata interprete ne L’elisir d’amore al Teatro Comunale di Bologna, al Teatro dell’opera di Roma, alla Staatsoper di Vienna, al Staatsoper di Berlino, a Tenerife e al Teatro Sao Carlos di Lisbona, Bohème alla Deutsche Oper di Berlino e al Festival di Orange, al Teatro Bellini di Catania e al Teatro Sao Carlos di Lisbona, al Teatro Liceu di Barcellona, all’Opéra National de Paris, al Teatro dell’Opera di Roma e a Lisbona. Ha, inoltre, preso parte quale solista in concerti al Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Massimo Bellini di Catania, al Teatro dell’Opera di Roma (Cantate di Bach), a Firenze (Missa in tempore belli sotto la direzione del maestro Zubin Metha) ed a Vienna.
È stata, inoltre, interprete dei Carmina sotto la direzione del M.° Sawallish.
È tornata all’Accademia di Santa Cecilia per le interpretazioni del Gloria di Vivaldi, del Requiem di Mozart diretto dal M.° Myung Whun-Chung , nonché a Parigi per l’acclamata performance con L’Ensemble Intercontemporain in Improvisations I e II di Pierre Boulez. Ha recentemente eseguito lo Stabat Mater di Pergolesi in tournee con l’Orchestra della Toscana diretta dal M.° Hogwood.

Paolo Paroni nel 1992 viene ammesso alla prestigiosa “Hochschule für Musik und Darstellende Kunst” di Vienna nella classe di Direzione d’Orchestra di Uroš Lajovic, conseguendo nel 1994 il Primo Diploma con la distinzione “Auszeichnung”, ovvero “lode”.
Ha diretto diverse e prestigiose orchestre sinfoniche e da camera di livello internazionale quali l’Orchestra Filarmonica Slovena, l’Orchestra della Radiotelevisione di Zagabria, l’Orchestra Filarmonica di Zagabria, la Capella Savaria. La sua attività lo porta a collaborare con solisti di riconosciuta fama quali per Teresa Berganza, Bonaldo Giaiotti, Maria Zadori, Olivier Latry e ad esibirsi presso prestigiose sale da concerto europee (tra le altre, Lisinski Centar di Zagabria, Teatro Urania di Budapest, Filarmonia di Lubiana, S. Maurizio a Milano, Teatro Olimpico di Roma).

24 gennaio 2011, ore 20:45, Antico Teatro Sociale Arrigoni di San Vito

LE PIACE BRAHMS?

Trio Operacento
Domenico Mason viola
Laura Bortolotto violino

J. Brahms Sonata F.A.E. Scherzo
pf Francesca Sperandeo – vl Laura Bortolotto

J. Brahms Trio n. 2 in do maggiore op.87
Allegro – Andante con moto – Scherzo, Presto – Finale, Allegro
(Trio Operacento – pf Francesca Sperandeo, vl Valentino Dentesani e vcl Antonino Puliafito).

J. Brahms Quintetto op. 34
Allegro non troppo, poco sostenuto – Andante un poco adagio – Scherzo,
allegro, trio – Finale, poco sostenuto, allegro non troppo

Sin dalla sua formazione, avvenuta sotto la guida del M° E. Bronzi, il Trio Operacento svolge una vivace attività concertistica, improntata sulla continuità dell’impegno cameristico.
Ha suonato per numerose istituzioni musicali tra cui il Festival di Portogruaro, l’Accademia Filarmonica di Ljubljana, il Conservatorio di Udine, l‘Istituzione Casa della Musica di Parma, il Collegio del Mondo Unito di Duino, il Teatro Arrigoni di San Vito, il Concentus Musicus di Padova, l’Istituto Musicale Peri di Reggio Emilia. Ha ottenuto il Primo Premio al Concorso Nuovi Orizzonti di Arezzo, al Concorso Internazionale di musica da camera Alpe Adria di Majano (Udine) e al Concorso Internazione di Musica da Camera Luigi Nono di Venaria Reale (To), il secondo premio al Concorso Internazionale Rovere d’oro di Imperia. Il Trio Operacento ha registrato un cd per Radio Tre di brani composti da D. Zanettovich, P. Longo e G. Coral (2009). Inoltre è stato invitato a partecipare all’Akademie für Kammermusik Lockenaus, all’interno dell’omonimo Festival Internazionale, durante la quale ha seguito le lezioni dei M.i Alexander Lonquich e V. Jacobsen. Attualmente frequenta i Corsi di Alto Perfezionamento Musicale tenuti dal Trio di Parma presso la Scuola del “Trio di Trieste” del Collegio del Mondo Unito di Duino.

25 febbraio 2011, ore 20:45, Antico Teatro Sociale Arrigoni di San Vito

DUO ANTHONY LEROY VIOLONCELLO
SANDRA MOUBARAK PIANOFORTE

C. Debussy Sonata in re minore
per violoncello e pianoforte
Prelude – Serenade – Final

C. Franck Sonata in la maggiore
per violoncello e pianoforte (dall’originale per violino e pianoforte)
Allegro ben moderato – Allegro – Recitativo fantasia. Ben moderato – Allegro poco mosso

F. Chopin Sonata in sol minore
per violoncello e pianoforte, op. 65
Allegro Moderato – Scherzo: Allegro con brio – Largo – Finale: Allegro

Una impressionante fusione tra due artisti, una perfetta e comunicativa simbiosi di alto livello, accentuata da generosità e complessità: Anthony Leroy e Sandra Moubarak hanno deciso di dedicarsi totalmente all’attività di duo, una decisione preziosa e rara nella scena musicale, dimostrando grande talento per questo tipo di formazione.
Sin dal 1998, anno in cui hanno iniziato a collaborare insieme, Sandra e Anthony hanno già collezionato primi premi. Dopo essersi perfezionati con il cellista dell’Artis Quartet di Vienna, Othmar Muller, e aver seguito altri master con Christian Ivaldi, Alain Meunier e Ami Flamer presso il Conservatorio Superiore Nazionale di Parigi, vincono i primi premi ai concorsi di Losanna, Zagabria e Barcellona (Maria Canals Competition). Nel 2004 il loro cd di musiche di Mendelssohn è stato segnalato tra i migliori di Francia, vincendo il Diapason d’Oro dell’anno.
Da questa prima registrazione ad ora hanno continuato a crescere musicalmente, tanto da venir ritenuti uno dei gruppi da camera più talentuosi della nazione. Il duo Leroy-Moubarak si è esibito presso sale da concerto e festival prestigiosi, sia in Francia che all’estero. A breve il duo Leroy – Moubarak registrerà un cd per Universal Music.

18 marzo 2011, ore 20:45, Antico Teatro Sociale Arrigoni di San Vito

OMAGGIO A LISTZ

Alessandro Taverna pianoforte

G.Rossini/ F.Liszt: Ouverture de l’opéra
Guillaume Tell
F.Liszt: Venezia e Napoli
D.Auber/F.Liszt: Tarantelle di bravura
d’apres la Tarantelle de la Muette de Portici

Alessandro Taverna ha conseguito il diploma triennale nell’indirizzo concertistico con Piero Rattalino nei Corsi Internazionali di Perfezionamento dell’Accademia di Perfezionamento di Portogruaro e il Diploma finale di Alto Perfezionamento presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida di Franco Scala e Leonid Margarius; si è perfezionato successivamente con Sergio Perticaroli all’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma.
Continua la sua specializzazione alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover con Arie Vardi.
È vincitore di importanti premi in numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali, tra i quali il premio speciale “Alfredo Casella” alla XIX edizione del “Premio Venezia”, il Premio Internazionale Pianistico “A. Scriabin 2003” di Grosseto, il Concorso Pianistico Internazionale “Concerti in Villa 2006” di Vicenza. Si è nuovamente imposto all’attenzione internazionale nell’aprile 2009, con la conquista del secondo premio al London International Piano Competition, suonando alla Royal Festival Hall con la London Philharmonic Orchestra. Ha scritto di lui il quotidiano The Independent: “Quando Alessandro Taverna ha dato inizio al Concerto per pianoforte e orchestra n°1 di Chopin il pubblico, all’improvviso, è stato pervaso da una solenne bellezza: sono stati impeccabili minuti di intensa poesia!”.
Del luglio 2009 è il trionfo al Minnesota International Piano-e-Competition, tenutosi a Minneapolis/St Paul, dove ha vinto il primo premio con unanime consenso del pubblico e della giuria.
Nel settembre 2009 conquista il podio del prestigioso Leeds International Pianoforte Competition, ricevendo il terzo premio e la medaglia di bronzo che lo confermano uno dei pianisti di spicco della sua generazione a livello internazionale. Si è esibito come solista e con orchestre nell’ambito di importanti stagioni concertistiche italiane.
Tra i prossimi impegni che lo vedranno protagonista vi sono i concerti con la Royal Philharmonic Orchestra di Londra e la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra.Recentemente è stato ammesso alla presigiosa Lake Como Piano Academy. È docente di pianoforte principale alla Fondazione Musicale “S. Cecilia” di Portogruaro.

30 marzo 2011, ore 20:45, Antico Teatro Sociale Arrigoni di San Vito

ORCHESTRA GIOVANILE ZINAIDA GILELS

L’ “Orchestra Giovanile Zinaida Gilels” nasce come diretta emanazione dell’omonima “Accademia violinistica e di musica d’insieme”, la quale si propone di creare un laboratorio musicale rivolto ai giovanissimi talenti, per l’apprendimento e l’approfondimento delle tecniche strumentali e musicali del violino.
L’Accademia, con sede a S. Vito al Tagliamento si avvale della preparazione dei M.o Caterina Carlini per la preparazione individuale e dei M.i Oscar Pauletto e Domenico Mason per la musica da camera e orchestrale.
L’Orchestra giovanile può vantare, all’interno del suo organico, la presenza di diversi vincitori di Concorsi violinistici nazionali e internazionali (tra cui Laura Bortolotto fresca vincitrice del Concorso di Vittorio Veneto) e nonostante la recentissima costituzione ha già al suo attivo diversi concerti nel Friuli Venezia Giulia, in Veneto ed è stata invitata a partecipare al Festival Assisi nel Mondo che si è tenuto in Umbria nell’aprile 2009.

Domenico Mason si è diplomato brillantemente in violino presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Ha seguito i corsi di musica da camera presso la Fondazione Musicale “S.Cecilia” di Portogruaro, ha collaborato con le Orchestre di Belluno, Udine, Castelfranco, gli Archi di Firenze, l’Orchestra di Venezia, l’Orchestra del Teatro Lirico G.Verdi di Trieste con le quali ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero. Ha all’attivo concerti di musica da camera come membro del “Trio Corelli”, e suona regolarmente anche la viola in numerosi complessi orchestrali e cameristici.
È Responsabile Europeo e Segretario Artistico dell’International Music Festival di Eilat (Israele).