Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
info@fondazionebon.com
pec@fondazionebon.com

Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 11 al 23 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 26 ottobre al 6 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI
Dal 4 dicembre PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI solo per il concerto di Grigory Sokolov

MUSICA
Concerti del 13 novembre, 14 dicembre e 25 aprile intero € 25 – ridotto € 22 – under18 € 10

Concerti del 24 novembre, 21 gennaio, 19 febbraio, 9 marzo e 9 maggio intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

 

PROSA
Spettacolo del 20 dicembre intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

Spettacoli del 18 novembre, 10 dicembre, 18 gennaio, 24 febbraio e 20 marzo intero € 18 –ridotto € 15 – under18 € 10

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico intero o ridotto € 5

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero € 30, Ridotto € 25, Under 18 € 10
Prenotazioni e acquisto biglietti dal 4 dicembre

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

Il tuo nome *

La tua email *

Il tuo messaggio

bim bum BON ↑ torna su

24 febbraio 2013, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

L’ACQUA E IL MISTERO DI MARIPURA

di Chiara Carminati
Regia Nicoletta Vicentini
Con Manuel Buttus, Sonia Cossettini, Valentina Recchia
Produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG – Fondazione AIDA – Teatro Stabile Innovazione – Verona

Un paese immerso nella tranquilla oscurità della notte. Un’ombra più scura del buio che si aggira tra gli alberi. Una fonte di acqua dolce e generosa, dove dorme il grande spirito creatore delle acque. Un furto, un tradimento, una maledizione. La tranquilla vita degli abitanti di Maripura è sconvolta dalla scomparsa dell’acqua, che si rivela tesoro prezioso e insostituibile. Ma se Maripura è luogo di leggenda, i suoi abitanti siamo noi: e portiamo ogni giorno la responsabilità di proteggere o dissipare l’acqua che ci è data. Una fiaba per raccontare a grandi e piccoli il valore dell’acqua, bene comune dell’umanità e diritto di tutti.

Lo spettacolo è tratto dal libro L’acqua e il mistero di Maripura di Chiara Carminati, illustrato da Pia Valentinis (Fatatrac) e promosso nell’ambito della Campagna per il Contratto Mondiale sull’acqua del Centro di Volontariato Internazionale.

vi sveliamo già che…
Ci sarà pioggia e ci sarà pianto. Ci sarà sole e ci sarà secco. Ma anche spazio per sorrisi, speranze e visioni d’orizzonte. Portate con voi una bottiglietta di acqua, per bere se la sete vi contagia. Ma che sia acqua di rubinetto! E raccolta senza spargere nemmeno una goccia…

Chiara Carminati scrive libri per bambini e ragazzi, e conduce laboratori e incontri di formazione presso biblioteche, scuole e librerie. Nel 2012 ha vinto il Premio Andersen come miglior autrice. Con i musicisti della Linea Armonica ha realizzato spettacoli e letture-concerto (tra cui Parole Matte, In viaggio con Mozart e Quadri di un’esposizione, prodotto dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine). Per l’ERT Teatro&Scuola del Friuli Venezia Giulia ha ideato con Claudio Parrino il programma radio Rimbambook. È tra i redattori di Fuorilegge, il sito dedicato ai ragazzi e alle loro letture. Tra i libri pubblicati:Poesie per aria (Topipittori),Il mare in una rima(Nuove Edizioni Romane), Diario in corsa (Einaudi Ragazzi, Premio Città di Bella 2009 e Premio Terre del Magnifico 2010),Rime per le mani(Panini), Venti parole d’avventura (Rizzoli),Rime Chiaroscure(Rizzoli) e i manuali per insegnanti Fare poesia(Mondadori) ePerlaparola. Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia (Equilibri). Il suo sito è www.parolematte.it

19 febbraio 2012, ore 16:00,

TANTE STORIE IN CONCERTO

LA LINEA ARMONICA – Tricesimo
di e con Chiara Carminati e Giovanna Pezzetta

A cosa servono le storie? Ad ascoltare il mondo che racconta, con molte voci e molti suoni, come fa la piccola Anita che vuole addormentare la luna. Ma servono anche a prendere sonno quando i piedi litigano e danno calci alle lenzuola, come spiega la nonna di Saina dalla voce melodiosa. E possono perfino essere utili per scegliere il marito migliore, come accade nella divertente storia di Amira e della sua lunghissima fila di pretendenti. Una giostra di narrazioni fatte di parole e musica e cucite insieme da fili di filastrocche da cantare e giocare tutti insieme. Per grandi e bambini!

Chiara Carminati Scrive storie e poesie per bambini e ragazzi e collabora con musicisti e illustratori in spettacoli e laboratori creativi. Tra i libri pubblicati, Il mare in una rima (Nuove Edizioni Romane), Rime per le mani (Panini), Banana Trip (Einaudi Ragazzi), Diario in corsa (Einaudi Ragazzi), Poesie per aria (Topipittori), Venti parole d’avventura (Rizzoli) e i manuali per insegnanti Fare poesia (Mondadori) e Perlaparola (Equilibri).

Giovanna Pezzetta Pianista e compositrice, ha tenuto concerti sia come solista che in numerose formazioni cameristiche, in Italia e all’estero.
Ha partecipato a diversi Festival Nazionali ed Internazionali, tra cui il Festival Internazionale di Musica da Camera assieme al Quartetto di Stato del Kazakistan e la Stagione Musicale del Cunningham Studios di New York. Da anni si occupa di didattica della musica e collabora come docente in corsi formativi di Istituti e Università. Sostiene il progetto Nati per Leggere.

01 aprile 2012, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

FAVOLE IN LIBERTÀ

COSMOTEATRO – Cividale del Friuli
di e con Cosimo De Palma

Liberamente ispirato dalle favole di Gianni Rodari, il signor Cosimo racconta…

Attraverso l’uso di pochi oggetti, sulla scena prendono vita personaggi che raccontano la propria storia: Martino, Brumilde Frugolò, il vecchio signore e Pinocchio, ma non quello che conosciamo tutti… un altro Pinocchio che si era fatto tutto da sè. Con queste favole il narratore richiama alcuni valori importanti: il coraggio della scoperta, la capacità di critica, l’importanza della libertà, il senso della convivenza, la pace la solidarietà, il tutto secondo l’idea dell’autore che le favole divertono anche se non finiscono sempre con una bella festa.

Fascia d’età 6 > 11 anni

18 marzo 2012, ore 16:00, Teatro Bon

DA GRANDE

ONDATEATRO – Torino
di Bobo Nigrone , Francesca Guglielmino e Fabiana Ricca
con Francesca Guglielmino e Fabiana Ricca
scene e luci Simona Gallo
regia Bobo Nigrone

Come sarò da grande? Felice, diverso, altissimo, rotondo, veloce, forte?

Queste domande accompagnano i bambini fin dai primi anni della loro vita.
La crescita e il desiderio di crescere sono fenomeni meravigliosi nel periodo dell’infanzia: il corpo si ingrandisce, cambia, si provano nuove emozioni.
Due personaggi entrano in scena e iniziano un percorso evolutivo: scoprono il loro corpo, il proprio io, la relazione con l’altro e infine il mondo. Compiono i primi passi da soli, si incontrano, si scontrano e si riconoscono. Insieme esplorano il mondo reale e quello fantastico dei desideri, delle emozioni e delle fantasie legate alla crescita, in un tempo di scoperte che sembra infinito. Che cosa troveranno in questa magica avventura? Con voli nel cielo, acrobazie del corpo, percorsi straordinari, messi in scena da due attrici, i personaggi giocano a diventare grandi.

Fascia d’età 3 > 10 anni

Classica ↑ torna su

09 novembre 2011, ore 20:30,

STAGIONE 2011 — 2012

Questa, che si aprirà nelle prossime settimane alla Fondazione Bon, è l’ottava stagione di teatro, di musica e di altri eventi culturali che mi onoro di presentare da sindaco del Comune di Tavagnacco. Otto stagioni emozionanti per l’alta qualità degli spettacoli, apprezzati da un pubblico di intenditori, tra cui non pochi giovani. Un susseguirsi di suggestive atmosfere che coinvolgono coralmente spettatori, attori, musicisti.
Anche l’imminente stagione, la ventesima, quasi a celebrare la fausta ricorrenza, propone una sequenza smagliante di eventi, quali concerti di musica classica incentrati su autori ed interpreti di assoluto interesse e raffinati spettacoli di prosa su temi sociali.
Il Comune sostiene in modo convinto la Fondazione Bon attraverso una convenzione che prevede tra l’altro attività pomeridiane di formazione, musicali, coreutiche e un qualificato programma di educazione musicale che verrà attuato da esperti nelle scuole del Comune. Gli anziani e i bambini potranno ancora godere, nella bella sala di Colugna, della speciale sezione di spettacoli domenicali pomeridiani. Tutti i residenti usufruiranno di sconti negli abbonamenti. La Fondazione Luigi Bon, con la sua attività ultracentenaria, in passato si è impegnata anche nella formazione professionale dei ceti popolari, accostandoli alla pratica di molteplici espressioni artistiche per altro inaccessibili.
Al presente, la Fondazione aggiorna le sue attività, le adatta alle nuove sensibilità, mantenendo fermo l’obiettivo di educare e di divertire attraverso esperienze culturali ed artistiche di grande qualità. Da ricordare infine il prezioso supporto dello staff del Bon all’orchestra sinfonica regionale, che ora grazie anche a questo sostegno può guardare al futuro con meno incertezze.
Il raggiungimento di queste ragguardevoli mete lo si deve al lavoro appassionato ed intelligente dei responsabili della Fondazione. A loro va il sentito grazie di tutta la comunità di Tavagnacco.

Il Sindaco Mario Pezzetta


LogoTavagnaccoLogoRegioneLogoPagnaccoLogoProvincia

In collaborazione con

LogoErtfvg_mo_posta


09 novembre 2011, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

MORAVIAN PHILHARMONIC ORCHESTRA
ALFONSO SCARANO DIRETTORE

I primi due appuntamenti musicali prevedono composizioni che ci fanno scorgere l’alba di un nuovo inizio proprio quando la morte si avvicina, tema quanto mai attuale nella nostra società in totale trasformazione.
“Il fervido clima di congedo e la commovente sincerità dell’ispirazione fanno di questa pagina una delle testimonianze più acute del ‘900, una specie di riferimento ideale a cui guardano pagine innumerevoli di musica moderna e contemporanea.”

Richard Wagner
Parsifal Incantesimo del Venerdì Santo

Gustav Mahler
Sinfonia n. 9 in re maggiore
I Andante comodo II Im Tempo eines gemächlichen Ländlers. Etwas täppisch und sehr derb
III Rondo-Burleske: Allegro assai. Sehr trotzig IV Adagio. Sehr langsam und noch zurückhaltend

AlfonsoScarano, selezionato nel 2003 da Daniele Gatti per partecipare al progetto per giovani direttori d’orchestra della Scuola di Musica di Fiesole, è dal 2000 direttore ospite principale dei Virtuosi di Praga con i quali ha eseguito concerti nei più importanti teatri italiani ed europei. Fra il 2006 e il 2008 è stato direttore musicale del Toscana Opera Festival e dal gennaio 2012 sarà direttore ospite principale della Severočeská Filharmonie Teplice, nella Repubblica Ceca.

La Moravian Philharmonic è stata fondata nel 1945 a Olomouc e si è affermata rapidamente come uno dei maggiori complessi del proprio Paese, tenendo regolari tournée europee e partecipando a numerosi festival fra i quali il Festival Primavera di Praga e il Festival di Reims e in prestigiose sale da concerto come l’Alte Oper in Francoforte, la Saal della Munchner Philharmonie, la Vereinsaal Wien, la Saal Pleyel di Parigi, la Tonhalle di Zurigo, a Madrid e Barcellona. Il complesso vanta numerose registrazioni discografiche per etichette quali Naxos e Universe, e ha raccolto e inciso oltre duecentocinquanta opere di nuovi compositori da tutto il mondo. La Moravian Philharmonic Orchestra ha collaborato con Lord Yehudi Menuhin, Václav Neumann, Libor Pešek, Vladimír Válek e con S. Richter, I. Oistrach, G. Kremer, S. Ishikawa, P. Fournier, J.Suk, V.Hudeček, E.Indjic, J.Carreras, A.Baltsa, J.Cura.

15 dicembre 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

LE ULTIME OPERE DI MOZART
FVG MITTELEUROPA ORCHESTRA

W. A. MOZART
Ouverture da Don Giovanni
Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K 622
Sinfonia N 40 k 550

Claudio Mansutti, si è diplomato in clarinetto presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine sotto la guida del M.° Pecile ed in seguito si è perfezionato con i maestri P. Borali (RAI Milano) e K. Leister (Berliner Philarmoniker). Ha vinto 5 Concorsi nazionali ed internazionali di musica da camera, ha registrato per la RAI e l’ORF. Si è esibito in veste di solista con Accademia Ars Musicae Orchestra, Zagreb Radio and Television Orchestra, Diapason Chamber Orchestra, Virtuosi di Praga, Salzburger Solisten, Vienna Mahler Orchestra, Dolomiti Sinfonia, Budapest Chamber Orchestra, Moravian Philharmonic Orchestra, Zlin Philharmonic Orchestra, Hradec Kralove Philharmonic Orchestra. Ha intrapreso gli studi di direzione orchestrale con il M.° L. Descev, già direttore dell’Opera di Sofia, e per quel che riguarda lo studio interpretativo, si è perfezionato con il M.° R. Repini. Ha diretto i Solisti di Sofia, l’Orchestra della Radio Televisione di Lubiana e diverse compagini del Friuli Venezia Giulia. È stato premiato come personaggio culturale friulano dell’anno 2001 con il Moret d’aur. Collabora con l’Ensemble dei Berliner, ha creato L’Ensemble Variabile, gruppo di musicisti di alto livello a formazione variabile al fine di eseguire un repertorio cameristico più ampio possibile con cui si è esibito in diverse stagioni in Italia, Spagna, Francia, Austria, Norvegia e Repubblica Ceca.

La FVG Mitteleuropa Orchestra è una compagine che nasce sotto l’egida della Fondazione Bon e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, con la finalità di valorizzare i musicisti e le risorse culturali del territorio e con la volontà di interagire con gli organismi e gli enti che qui operano, al fine di richiamare positivamente l’attenzione di altri e più vasti ambiti territoriali, con un progetto di matrice europea, dinamico e innovativo e con l’ambizione di diventare un’istituzione musicale di riferimento per l’area mitteleuropea. Ha partecipato al Mittelfest, alla Biennale Musica di Venezia, al Festival “Le Giornate del cinema muto” di Pordenone, all’Emilia Romagna Festival.
L’orchestra è stata diretta da L. Bacalov, A. Scarano, P. Paroni, P. Inkinen, J. Axelrod, O. Rudner, A. Pestalozza, F. M. Bressan collaborando con solisti quali P. De Maria, R. Cominati, B. Canino, L. Zilberstein, F. J. Thiollier, S. Krilov, G. Sollima, F. Mondelci.

16 gennaio 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

QUINTETTO BIBIENA

M. Moussorgskj 
Quadri da un’esposizione versione per quintetto di fiati
di C. Ballarini

A. V. Zemlinsky 
Humoresque

L. Schifrin 
La nouvelle Orleans

F. Zappa/A. Chenna 
Asteroid Zappafrank 3834

Il Bibiena nasce nel 1993 e da allora effettua centinaia di concerti in Italia, Francia, Austria, Germania, Sudamerica e molti altri paesi. Da Aix-en-Provence a Salisburgo, da tutte le Società di concerti italiane (S. Cecilia, Società del Quartetto di Milano, Unione Musicale, Amici della Musica di Firenze e Palermo, Festival di Ravello, Settembre Musica e molti altri ancora) ai principali Teatri e Festival europei, propone con successo la sua peculiare strategia artistica: una combinazione di repertorio puro, Nuova Musica e arrangiamenti, alcuni dei quali pensati per un impiego più teatrale della loro professionalità, che li vede anche nella veste di attori. Ne “Il racconto del controfagotto” di Andrea Chenna per quintetto e archi, (presentato in un tour del 2004 con l’Orchestra d’Archi Italiana e registrato in DVD con l’Ensemble Spira Mirabilis nel 2008), una sintesi del “Romanzo del contrabbasso” di Cekov viene recitata dai cinque tra interventi strumentali di spiccato solismo. Lo stesso accade nel “Pierino e il lupo” di Prokofiev, arrangiato dello stesso Chenna (proposto finora in quattro diverse lingue) e nella “Boite à joux-joux” di Debussy adattata da C. Ballarini, eseguita assieme alla proiezione delle diapostive originali di Hellè. Storica ed eseguitissima anche la versione dei “Quadri” di Moussorgskj nello spettacolare arrangiamento di Ballarini, versione ricca di uno strumentario allargato (clarinetto basso, corno inglese, flauto contralto).

Discograficamente il Quintetto debutta nel 1995 con “Flamen” (dall’omonimo brano di Ivan Fedele a loro dedicato), contenente tra l’altro l’integrale di G. Ligeti, per Ermitage. Seguono ben presto l’integrale per fiati e pianoforte di Poulenc e i “Quadri” per Agorà; numerose le partecipazioni radiofoniche, tra cui spicca quella ai Concerti del Quirinale di RadioTre nel 2004.

Ben presto scrivono brani originali per il Quintetto Bibiena, che ne cura la prima esecuzione, compositori come Ivan Fedele e Matteo D’Amico, Carlo Boccadoro e Alberto Colla, Riccardo Nova, Andrea Chenna, Nicola Campogrande, Giovanni Sollima, Stefano Bellon. Il gruppo collabora con pianisti come Campanella, Dalberto, Lucchesini, Cominati; con l’Orchestra d’Archi Italiana e Mario Brunello; con la cantante Luisa Castellani; col percussionista indiano B.C. Manjunath.


con il sostegno di:
Studio Legale Mansi _ UDINE

30 gennaio 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GRIGORY SOKOLOV PIANOFORTE
CONCERTO STRAORDINARIO

Grigory Sokolov è oggi considerato uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni e i suoi recital ricevono ovunque trionfali accoglienze. La critica esalta la serietà e la profondità del suo pensiero musicale unitamente all’originalità interpretativa e all’infinito dominio tecnico.
Nato a Leningrado, Grigory Sokolov ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni e a sedici, ancora studente, ha raggiunto fama mondiale vincendo il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky di Mosca.
Tutti coloro che ebbero l’occasione di ascoltare Grigory Sokolov all’inizio della carriera ricordano la maturità delle sue esecuzioni e l’incredibile forza del suo pianismo. Il suo repertorio è stato fin dagli esordi particolarmente ampio e spesso il pubblico ha avuto modo di ascoltarlo in programmi che ai grandi classici affiancavano autori talvolta inusuali del repertorio clavicembalistico e del XX secolo.

In 40 anni di carriera Grigory Sokolov ha suonato nelle più importanti sale da concerto del mondo e ha collaborato con più di duecento direttori tra cui Myung-Whung Chung, Valery Gergiev, Neeme Järvi, Sakari Oramo, Trevor Pinnock, Andrew Litton, Walter Weller, Moshe Atzmon, Herbert Blomstedt e molti altri.

Benché l’attività con orchestra negli ultimi anni abbia avuto un ruolo sempre più marginale, Grigory Sokolov ha comunque trovato spazio per collaborazioni con importanti orchestre quali la Philharmonia di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, i Münchner Philharmoniker, la New York Philharmonic, la Montreal Symphony, l’Orchestra del Teatro alla Scala e le Filarmoniche di Mosca e di San Pietroburgo.

Nella stagione 2011 il pubblico europeo potrà ascoltare Grigory Sokolov in recital alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Concertgebouw di Amsterdam e ancora a Monaco, Amburgo, Zurigo, Madrid, Helsinki, Stoccolma etc. Nell’estate del 2011 suonerà al Festival di Salisburgo, al Klavier Festival Ruhr, al Festival de Colmar e al Festival de La Roque d’Anthéron.

22 febbraio 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

QUARTETTO D’ARCHI JANÁČEK

L. Janáček
Quartetto d’archi “Sonata Kreutzer“

D. Šostakovič
Quartetto d’archi n. 8, op. 110

A. Dvořák
Quartetto d’archi in Fa maggiore, op. 96

Il Quartetto Janáček è stato fondato nel 1947 da studenti del Conservatorio di Brno. Il quartetto ha portato l‘interpretazione della musica Janacek ad una perfezione senza precedenti dando loro il diritto di usare il nome del famoso compositore. Il quartetto iniziò ad effettuare tourneè in tutto il mondo dal 1955 e continua tutt‘ora. Ovviamente negli oltre 60 anni di attività sono cambiati gli elementi del gruppo tenendo come necessario minimo comune denominatore la disciplina espressiva e la perfezione tecnica.
Le critiche delle più importanti testate giornalistiche del mondo attestano una perfezione e vigore intepretativo che ha pochi paragoni, in particolare in questo magnifico quartetto si può percepire tutte la grande tradizione degli strumentisti ad arco Cechi e Moravi. Le numerosi incisioni che si sono susseguite negli anni con le più importanti case discografiche ne fanno il quartetto di riferimento per la musica dell’est europa.

Il quartetto attualmento è formato da:

Miloš Vacek primo violino, da giovane studente, ora docente presso la Janáček Academy of Music and Dramatic Arts in Brno. Vincitore di numerosi concorsi è stato anche membro e solista della Slovak Chamber Orchestra.

Vítězslav Zavadilík secondo violino, faceva parte del Trávníček Quartet con cui vinse numerosi concorsi internazionali tra cui il primo premio al “Vittorio Gui” di Firenze e al Liebstoeckel Prize in Colmar. Dal 1994 entra a far parte del Quartetto Janacek sostituendo il suo maestro, prof. A. Sýkora.

Jan Řezníček viola, prima violinista della Brno State Philharmony Orchestra e del Moravian Quartet passa allo studio della viola con il maestro Jiří Kratochvíl (violista del Quartetto Janáček ). Dal 2000 diventa violista della Brno State Philharmony Orchestra e dal 2008 del Quartetto Janáčëk. Viene considerato violista di riferimento della Repubblica Ceca anche in qualità di solista.

Břetislav Vybíral violoncello, vince il primo concorso all’età di 9 anni. Nel 1967 vince l’International Competition Concertino Praga e il Concorso Beethoven. Dal 1980 è concertmaster della Janáček Opera House in Brno e membro del Quartetto Janáček.

18 marzo 2012, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

MARIO BRUNELLO
FVG MITTELEUROPA ORCHESTRA

Gian Francesco Malipiero
Vivaldiana

Franz Joseph Haydn
Concerto per violoncello e orchestra in re maggiore

Igor Stravinskij
Pulcinella, «suite» da concerto

Franz Joseph Haydn
Concerto per violoncello e orchestra in do maggiore

Nel 1986 è il primo artista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali cui London Philharmonic, Royal Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre National de France, NHK Symphony di Tokyo, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Valery Gergiev, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Yuri Temirkanov, Riccardo Chailly, Ton Koopman, Seiji Ozawa, Daniele Gatti, Myung Whun Chung e Claudio Abbado.

Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, anno di fondazione dell’Orchestra d’Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’estero.

Nell’ambito della musica da camera Brunello collabora con celebri artisti, tra i quali Gidon Kremer, Martha Argerich, Frank Peter Zimmermann, Yuri Bashmet, Maurizio Pollini, Andrea Lucchesini, Valery Afanassiev e i Quartetti Borodin e Alban Berg.

Nella sua vita artistica Brunello riserva ampio spazio ai progetti che coinvolgono forme d’arte diverse (letteratura, filosofia, scienza, teatro), integrandoli con il suo repertorio tradizionale. Interagisce con attori e musicisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Gianmaria Testa, Margherita Hack, Moni Ovadia e Vinicio Capossela.

Nel 2008 Deutsche Grammophon ha pubblicato un CD con il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado, mentre l’etichetta EGEA Records ha dedicato all’artista una collana intitolata “Brunello Series” composta da vari Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach.

Tra i principali impegni di Mario Brunello per la stagione concertistica 2010/11 figurano concerti con la London Symphony Orchestra a Londra, con l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con la San Francisco Symphony.
Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro.

È stato nominato Accademico di Santa Cecilia. Suona un prezioso violoncello Maggini del 1600, appartenuto a Franco Rossi.

26 marzo 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

DUO SÜSSMANN

E. Grieg
Sonata in Fa maggiore n° 1 op 8

R. Schumann
Sonata n° 1 in La minore

J. Svendsen
Romance in Si maggiore

J. Brahms
Sonata n° 3 in Re minore

Michael Süssmann inizia lo studio del violino a 5 anni e si esibisce per la prima volta come solista all’età di 7 anni con l’Orchestra di Bergen in Norvegia. Ottiene la Master Class presso il Royal Conservatoire de Musique in Brussels dove ottiene il primo premio e quindi conclude gli studi presso la Zürich Musikhochschule.
Nel 1977, Süssmann entra a far parte della Kristiansand Symphony Orchestra in Norvegia, nel 1980 diventa primo violino della Tromsø Symphony Orchestra. Ha svolto intensa attività di solista e camerista in 22 paesi europei, in Asia e negli Stati Uniti.
Nel 2010 ha inciso le sonate di Grieg e Tellefsen per la ARENA Records. Michael Süssmann suona un violino Michelangelo Bergonzi di Cremona.

La pianista Gunilla Süssmann svolge tourneè come solista anche con orchestra in tutta Europa. È stata ospite tra gli altri del Concertgebouw in Amsterdam, Wigmore Hall in Londora, Singel in Antwerp, e in prestigiosi festivals come Ludwigsburger Schlossfestspiele, Schwetzinger Festspiele, Mecklenburg Vorpommern, Cheltenham Music Festival, Midem in Cannes, Festival Classique in Hague e Festspiel Baden Baden, oltre che ovviamente nei principali festival della Norvegia. Nel 2009 debutta negli USA a Salt Lake City, e si esibisce più volte in China e Taiwan.
Come solista ha collaborato con la WDR Rundfunkorchester Köln, Bournemouth Symphony Orchestra, Staatskapelle Weimar, Norrköping Symphony Orchestra, Symfonieorchester St Gallen, Sönderborg Symphony Orchestra, Kristiansand Symphony Orchestra, Norwegian Radio Orchestra, Bergen Philharmonic Orchestra e Oslo Philharmonic Orchestra.

11 aprile 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

RED PRIEST
CARNIVAL OF THE SEASONS

Primavera
A. VIVALDI Concerto in Mi maggiore La Primavera, arr. Red Priest
H. BIBER The Crucifixion

Estate
J. VAN EYCK What shall we do this evening?
H. PURCELL Midsummer night’s dream suite
A. VIVALDI Concerto in Sol minore L’Estate, arr. Red Priest

Autunno
J. S. BACH Preludio in Re minore per violoncello solo
A. VIVALDI Concerto in Fa maggiore L’Autunno, arr. Red Priest
R. JOHNSON The Witches’ dance

Inverno
A. CORELLI Concerto Grosso in Sol minore Per la notte di Natale, arr. Red Priest
A. VIVALDI Concerto in Fa minore L’Inverno, arr. Red Priest

Red Priest è l’unico gruppo di musica antica al mondo ad essere stato paragonato dalla stampa mondiale ai Rolling Stones, Jackson Pollock, ai Marx Brothers, Spike Jones e al Cirque du Soleil. Questo straordinario quartetto è stato descritto dalla critica musicale come ‘visionario e eretico’, ‘oltraggioso eppure compulsivo’, ‘totalmente irreverente e altamente intelligente’, ‘completamente selvaggio e intensamente geniale, con un ‘rovente e malizioso senso dell’umorismo’ e un ‘approccio alla musica antica che rompe le regole, un concerto da camera rock.’

Red Priest è uno dei casi di più incredibile successo nella musica antica inglese degli ultimi anni.

Formato nel 1997 l’ensemble a tutt’oggi tiene più di 70 concerti all’anno in festival di assoluto prestigio e nelle più importanti sale da concerto in Europa, America, Australia. Il gruppo suona prevalentemente a memoria il che permette di porre in essere esecuzioni di alto virtuosismo, caratterizzate da una grande libertà di interazione. Lo stile interpretativo è una miscela assolutamente unica di prassi esecutiva, virtuosismo strumentale diabolico, libertà re-interpretativa dei pezzi in un singolare stile gipsy. L’etica stravagantre del gruppo è stata ben definita in sintesi dalle parole del musicologo inglese Gorge Pratt “Se nessuno va oltre il limite come facciamo a sapere che cosa c’è dall’altra parte?” Il gruppo ha effettuato numerose registrazioni televisive, su CD e in radio. Tre i titoli discografici disponibili Priest on the run, Nightmare in Venice, The four seasons. Piers Adams è stato recentemente definito dal Washington Post ‘the reigning recorder virtuoso in the world today’.

Conferenze ↑ torna su

19 novembre 2011, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

SENTIMENTO PAZZIA E GENIO CREATIVO
BRAHMS E LA FAMIGLIA SCHUMANN

Conferenze concerto a cura del M.° Ferdinando Mussutto

L’infanzia e l’adolescenza del giovane Robert

Florestano ed Eusebio
La rivista Neue Zeitschrift fur Musik
Il matrimonio con Clara

Il tema scelto per questa nuova serie sarà “Sentimento, pazzia e genio creativo – Brahms e la famiglia Schumann”, un percorso che vedrà il pianista udinese impeganto enll’illustrare nell’illustrare le tappe fondamentali delle vite di Robert Schumann, di sua moglie Clara Wieck e di Johannes Brahms, tre personalità dominanti nel periodo del Romanticismo tedesco, le cui vicende si sono intrecciate tra amore, amicizie profonde e convinzioni musicali. Il racconto biografico, accanto alla lettura di alcune lettere, verrà corredato da alcune esecuzioni al pianoforte, che permetteranno di mettere in luce aspetti musicali peculiari nella scrittura pianistica dei brani eseguiti.

Il primo appuntamento sarò incentrato sull’infanzia e l’adolescenza del giovane Schumann, la nascita del suo stile letterario caratterizzato dai due personaggi immaginari Florestano ed Eusebio, l’affermarsi della rivista musicale “Neue Zeitschrift fur Musik” ed il travagliato percorso per giungere al matrimonio con l’amata Clara; verranno eseguiti brani dai Papillons Op. 2, Carnaval Op. 9, Kinderszenen Op. 15 e Kreisleriana Op. 16.

Ferdinando Mussutto si è diplomato con il massimo dei voti in pianoforte all’età di 20 anni presso il Conservatorio di Udine. Si è perfezionato con i Maestri Rattalino, Lovato, D. Rivera, Fister, Porta e con il Trio di Parma. Nel 2001 ha portato a termine il corso di perfezionamento biennale con il m° Andrea Lucchesini ed i corsi di alto perfezionamento cameristico presso la Scuola di Musica del Trio di Trieste a Duino (TS), sotto la guida dei maestri De Rosa, Zanettovich, Jones e Bronzi, ottenendo il Diploma di Merito. E’ stato premiato in vari concorsi nazionali ed internazionali, sia solistici che cameristici. Si è esibito come solista e camerista in Italia, Austria, Germania, Belgio, Slovenia, Croazia, Spagna, Cina, Paraguay e Venezuela, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica. Ha collaborato con numerose realtà musicali del Triveneto e della Carinzia. Nel 2001 ha registrato due CD per la casa discografica RealSound di Udine, realizzando una prima incisione assoluta con opere cameristiche del compositore tedesco Arnold Schoendlinger (sonata per viola e pianoforte e seconda sonata per violino e pianoforte); nel 2005 ha registrato il Quartetto Op. 60 di J. Brahms per RAI Radio3, mentre nel 2007 ha partecipato alla registrazione live dei Carmina Burana con il Coro del FVG. E’ stato pianista collaboratore dei corsi di perfezionamento tenuti a Cividale del Friuli dal soprano Cecilia Fusco. Nel 2002 è risultato inoltre vincitore della selezione per pianisti collaboratori delle classi strumentali indetta dal Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (Treviso), presso il quale ha collaborato per un quadriennio, ricoprendo inoltre il ruolo di pianista accompagnatore ufficiale in concorsi lirici internazionali. Nel 2009 è stato invitato a tenere un masterclass pianistico presso la Escuela “O. Lopez” di Caracas, mentre nel 2010 gli è stato assegnato il premio “Carinthicum 2010” dall’Associazione Carinthia Artis (Koetschach, A). E’ uno dei fondatori dell’Ensemble “PIANO TWELVE”, una formazione composta da 12 pianisti che sta riscuotendo notevole successo. Svolge un’intensa attività concertistica che lo ha visto protagonista assieme ad artisti internazionali tra i quali Annamaria Dell’Oste, Lucio Degani, Domenico Nordio, Marco Gerboni, il Quartetto Szabò e l’Ensemble Italiano di Sassofoni.

26 novembre 2011, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

SENTIMENTO PAZZIA E GENIO CREATIVO
BRAHMS E LA FAMIGLIA SCHUMANN

Conferenze concerto a cura del M.° Ferdinando Mussutto

L’ascesa dell’attività concertistica di Clara
Il matrimonio con Robert e la pausa pianistica “forzata”
La pazzia e gli ultimi anni di Robert

Il tema scelto per questa nuova serie sarà “Sentimento, pazzia e genio creativo – Brahms e la famiglia Schumann”, un percorso che vedrà il pianista udinese impeganto enll’illustrare nell’illustrare le tappe fondamentali delle vite di Robert Schumann, di sua moglie Clara Wieck e di Johannes Brahms, tre personalità dominanti nel periodo del Romanticismo tedesco, le cui vicende si sono intrecciate tra amore, amicizie profonde e convinzioni musicali. Il racconto biografico, accanto alla lettura di alcune lettere, verrà corredato da alcune esecuzioni al pianoforte, che permetteranno di mettere in luce aspetti musicali peculiari nella scrittura pianistica dei brani eseguiti.

Nel secondo appuntamento Ferdinando Mussutto ripercorrerà le tappe più importanti della vita di Clara Wieck, dai primi anni di studio con il burbero padre, ai trionfi viennesi del 1837/38, al matrimonio con Robert Schumann, all’amicizia con Johannes Brahms. Si analizzerà anche l’importanza della pianista all’interno del panorama pianistico del secolo XIX, eseguendone alcune opere, come la Polacca dall’Op. 6, il “Souvenir de Vienne” Op. 9 e la Romanza Op. 21 n° 1.

Ferdinando Mussutto si è diplomato con il massimo dei voti in pianoforte all’età di 20 anni presso il Conservatorio di Udine. Si è perfezionato con i Maestri Rattalino, Lovato, D. Rivera, Fister, Porta e con il Trio di Parma. Nel 2001 ha portato a termine il corso di perfezionamento biennale con il m° Andrea Lucchesini ed i corsi di alto perfezionamento cameristico presso la Scuola di Musica del Trio di Trieste a Duino (TS), sotto la guida dei maestri De Rosa, Zanettovich, Jones e Bronzi, ottenendo il Diploma di Merito. E’ stato premiato in vari concorsi nazionali ed internazionali, sia solistici che cameristici. Si è esibito come solista e camerista in Italia, Austria, Germania, Belgio, Slovenia, Croazia, Spagna, Cina, Paraguay e Venezuela, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica. Ha collaborato con numerose realtà musicali del Triveneto e della Carinzia. Nel 2001 ha registrato due CD per la casa discografica RealSound di Udine, realizzando una prima incisione assoluta con opere cameristiche del compositore tedesco Arnold Schoendlinger (sonata per viola e pianoforte e seconda sonata per violino e pianoforte); nel 2005 ha registrato il Quartetto Op. 60 di J. Brahms per RAI Radio3, mentre nel 2007 ha partecipato alla registrazione live dei Carmina Burana con il Coro del FVG. E’ stato pianista collaboratore dei corsi di perfezionamento tenuti a Cividale del Friuli dal soprano Cecilia Fusco. Nel 2002 è risultato inoltre vincitore della selezione per pianisti collaboratori delle classi strumentali indetta dal Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (Treviso), presso il quale ha collaborato per un quadriennio, ricoprendo inoltre il ruolo di pianista accompagnatore ufficiale in concorsi lirici internazionali. Nel 2009 è stato invitato a tenere un masterclass pianistico presso la Escuela “O. Lopez” di Caracas, mentre nel 2010 gli è stato assegnato il premio “Carinthicum 2010” dall’Associazione Carinthia Artis (Koetschach, A). E’ uno dei fondatori dell’Ensemble “PIANO TWELVE”, una formazione composta da 12 pianisti che sta riscuotendo notevole successo. Svolge un’intensa attività concertistica che lo ha visto protagonista assieme ad artisti internazionali tra i quali Annamaria Dell’Oste, Lucio Degani, Domenico Nordio, Marco Gerboni, il Quartetto Szabò e l’Ensemble Italiano di Sassofoni.

10 dicembre 2011, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

SENTIMENTO PAZZIA E GENIO CREATIVO
BRAHMS E LA FAMIGLIA SCHUMANN

Conferenze concerto a cura del M.° Ferdinando Mussutto

Il giovane Brahms
L’incontro con Schumann e l’articolo “Neue Wege”
Il pianismo brahmsiano; le prime opere

Il tema scelto per questa nuova serie sarà “Sentimento, pazzia e genio creativo – Brahms e la famiglia Schumann”, un percorso che vedrà il pianista udinese impeganto enll’illustrare nell’illustrare le tappe fondamentali delle vite di Robert Schumann, di sua moglie Clara Wieck e di Johannes Brahms, tre personalità dominanti nel periodo del Romanticismo tedesco, le cui vicende si sono intrecciate tra amore, amicizie profonde e convinzioni musicali. Il racconto biografico, accanto alla lettura di alcune lettere, verrà corredato da alcune esecuzioni al pianoforte, che permetteranno di mettere in luce aspetti musicali peculiari nella scrittura pianistica dei brani eseguiti.

Ferdinando Mussutto si è diplomato con il massimo dei voti in pianoforte all’età di 20 anni presso il Conservatorio di Udine. Si è perfezionato con i Maestri Rattalino, Lovato, D. Rivera, Fister, Porta e con il Trio di Parma. Nel 2001 ha portato a termine il corso di perfezionamento biennale con il m° Andrea Lucchesini ed i corsi di alto perfezionamento cameristico presso la Scuola di Musica del Trio di Trieste a Duino (TS), sotto la guida dei maestri De Rosa, Zanettovich, Jones e Bronzi, ottenendo il Diploma di Merito. E’ stato premiato in vari concorsi nazionali ed internazionali, sia solistici che cameristici. Si è esibito come solista e camerista in Italia, Austria, Germania, Belgio, Slovenia, Croazia, Spagna, Cina, Paraguay e Venezuela, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica. Ha collaborato con numerose realtà musicali del Triveneto e della Carinzia. Nel 2001 ha registrato due CD per la casa discografica RealSound di Udine, realizzando una prima incisione assoluta con opere cameristiche del compositore tedesco Arnold Schoendlinger (sonata per viola e pianoforte e seconda sonata per violino e pianoforte); nel 2005 ha registrato il Quartetto Op. 60 di J. Brahms per RAI Radio3, mentre nel 2007 ha partecipato alla registrazione live dei Carmina Burana con il Coro del FVG. E’ stato pianista collaboratore dei corsi di perfezionamento tenuti a Cividale del Friuli dal soprano Cecilia Fusco. Nel 2002 è risultato inoltre vincitore della selezione per pianisti collaboratori delle classi strumentali indetta dal Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (Treviso), presso il quale ha collaborato per un quadriennio, ricoprendo inoltre il ruolo di pianista accompagnatore ufficiale in concorsi lirici internazionali. Nel 2009 è stato invitato a tenere un masterclass pianistico presso la Escuela “O. Lopez” di Caracas, mentre nel 2010 gli è stato assegnato il premio “Carinthicum 2010” dall’Associazione Carinthia Artis (Koetschach, A). E’ uno dei fondatori dell’Ensemble “PIANO TWELVE”, una formazione composta da 12 pianisti che sta riscuotendo notevole successo. Svolge un’intensa attività concertistica che lo ha visto protagonista assieme ad artisti internazionali tra i quali Annamaria Dell’Oste, Lucio Degani, Domenico Nordio, Marco Gerboni, il Quartetto Szabò e l’Ensemble Italiano di Sassofoni.

17 dicembre 2011, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

SENTIMENTO
PAZZIA E GENIO
CREATIVO
BRAHMS E LA FAMIGLIA
SCHUMANN

Conferenze concerto a cura del M.° Ferdinando Mussutto

Il rapporto tra Clara e Johannes dopo la morte di Schumann
Le Opere 76 e 79: il ritorno di Brahms al piano solo
Le ultime opere pianistiche; la morte di Clara e Johannes

Domeniche al Bon ↑ torna su

05 febbraio 2012, ore 16:00, Teatro Bon

DAL MIEDI AL’È SIMPRI MASE DI SPIETÀ

Compagnia Teatrale
DRIN E DELAIDE Rivignano

commedia in due atti scritta e diretta da
Mauro Fontanini

Dopo 10 anni dal successo di Tanc’ di lôr a spietin il dotôr, l’autore ha scritto una nuova commedia sulla sanità italiana che ne è l’ideale continuazione.
Lo spettacolo racconta la vita di ogni giorno e le vicissitudini di un medico di famiglia alle prese con le modernità: computer, telefoni cellulari che squillano di continuo, connessioni a internet che non funzionano. Gli spettatori rivivono sulla scena ciò che giornalmente avviene nella sala d’attesa del dottore: i litigi dei pazienti per la conquista del posto, le estenuanti attese, le chiacchiere sui vari abitanti del paese, le diagnosi strampalate e le cure più assurde che ognuno si sente autorizzato a prescrivere all’altro, perché in fondo ognuno è medico di se stesso. Si ride dei vari problemi della sanità italiana che, in chiave satirica e grottesca, viene messa alla berlina.

26 febbraio 2011, ore 16:00, Teatro Bon

LOGGIA’ RIVISTA

Gruppo Teatrale la LOGGIA Udine

scritto dal gruppo La loggia regia di Nikli

Perché un teatro di rivista con LA LO GGIA ? Perché anche a noi piace sognare, ridere, sorridere distogliere il pensiero dal quotidiano e farlo volare… Pensando a scenografie sfarzose MA SEN ZA AVERLE , distraendoci con le gambe delle ballerine CHE NON ABBIA MO… però avremmo piacere se provaste ad immaginarle così come facciamo noi. Quante volte ci siamo sentiti la Wandissima o Petrolini o Fregoli. Oppure la Milly… o la Bice?… la Valori? Ci abbiamo provato!!! Abbiamo provato a prenderci meno sul serio e a sorridere sulle nostre debolezze, a fantasticare su una vita diversa, a giocare con ciò che non sappiamo fare ma ci piacerebbe tanto. Cresciuti con la Commedia dell’Arte, nel tempo che fu abbiamo scalpitato su tavole di legno incespicando su canovacci e trame ardite. Ora, in sintonia con il giovane frizzante regista Paolo Nikli, ritrovandoci guitti un po’ cresciuti proviamo se ci riesce a lasciarci andare… un tantino smaliziati e allegramente sgangherati.

11 marzo 2012, ore 16:00, Teatro Bon

3 SORELLE E UN IMBRANATO

commedia in due atti di ALDO LO CASTRO

Gruppo Teatrale GRADISCA…IL TEATRO Gradisca d’Isonzo

scenografia e regia di Salvatore Zona

Cosa può accadere in una casa abitata da tre sorelle quando arriva improvvisamente un bellissimo mazzo di rose con un bigliettino anonimo e una telefonata a dir poco strana?

Da qui l’eterno dissidio tra l’essere, la realtà e l’illusione. Ma al di là della vicenda, la trama ripercorre, attraverso l’ironia e il paradosso, taluni sentieri tanto cari a Pirandello.
Nulla di complicato, per carità, ma la vita unisce sempre il riso e il sorriso a qualche amara considerazione.

25 marzo 2012, ore 16:00, Teatro Bon

MUSICA MIGRANTE

La Compagnia UDINESE
spettacolo teatrale-musicale a cura di Rocco Burtone

con Arno Barzan, Ludovica Burtone, Rocco Burtone, Dino Persello

Uno spettacolo teatrale e musicale che, dai canti e dalla musica tradizionale classica, arriva alla musica Friulana e Siciliana e Klezmer e altro ancora, fino al blues e alla Czarda. Questo spettacolo vuole affrontare attraverso la musica il tema dell’intolleranza. Ecco che dopo due brani di musica Klezmer, verrà letto il “Manifesto della razza”, alcune lettere di Montanelli e di padre Agostino Gemelli, a cui seguirà lo swing di Django Reinhard, il grande chitarrista zingaro. E ancora l’emigrazione forzata degli africani nelle Americhe e i loro canti, per fare ritorno in Italia e quindi la canzone friulana e quella meridionale, quella lombarda e ligure, confondendo tra loro le diverse migrazioni, perché il dolore non ha patria né colore. La Czarda di Monti chiuderà lo spettacolo, a testimoniare che la musica non si è mai posta problemi di confini e che uno dei brani ungheresi più famosi al mondo, è stato scritto da un italiano.

Il grande sonno ↑ torna su

22 novembre 2011, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

NATALINO BALASSO
IN L’ IDIOTA DI GALILEA

Fino a pochi secoli fa la scrittura era prerogativa di una classe ricca e privilegiata. Decidere di rivolgersi a un popolo attraverso un libro sarebbe stato da considerarsi poco saggio, oltre che inefficace. Le sacre scritture potevano essere lette e comprese forse dall’otto per mille della popolazione. L’interpretazione del messaggio divino rimaneva così nelle avide mani di una minoranza facoltosa.

E gli umili? I semplici?

Non c’era alternativa, dovevano fidarsi, allo stesso modo in cui dovevano fidarsi delle leggi che, si diceva, erano fatte proprio a loro difesa. Anche quando arrivò una buona novella che parlava di liberazione, subito al racconto tramandato si sostituirono testi scritti e ufficiali.

Accadde così che proprio gli schiavi, i diseredati, gli ultimi della terra; proprio quelli a cui era rivolta la parola di speranza del messaggio cristiano, erano in realtà tagliati fuori dalla comprensione di quel messaggio. E hanno dovuto farselo raccontare dai loro padroni, dai loro sfruttatori, dai loro oppressori.

Ma cosa poteva capire di quel messaggio chi aveva occhi per vedere, orecchie per intendere ma non aveva ricevuto dal cielo un cervello per mettere insieme le cose? Cosa potevano raccontare quelle scritture a un idiota?

Questo spettacolo narra le avventure di Gesù e degli apostoli, ma non attraverso le scritture, non attraverso i libri. I fatti della buona novella sono raccontati da un idiota. I dodici gli avevano detto che era meglio si tenesse a debita distanza da loro e soprattutto doveva smetterla di rivolgere loro quelle stupide assillanti domande. Ma lui era un idiota, non c’era libro che avrebbe potuto distoglierlo dalla sua ostinata incomprensione del mondo.

Natalino Balasso

02 dicembre 2011, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

ANTONIO CORNACCHIONE
SILVIO C’È?

Prima o poi doveva succedere.

A quattro anni di distanza dal fortunato spettacolo “Povero Silvio” Cornacchione torna a lavorare con e per il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Dopo anni di sodalizio e successi il loro rapporto che pareva essere entrato nelle secche dell’abitudine e dell’ordinario si è di nuovo infiammato e rafforzato.
La stessa dinamica intercorsa tra Silvio e gli Italiani.

Berlusconi e Cornacchione hanno stretto un patto di mutuo soccorso e in questo momento quello che ha più bisogno di aiuto è senz’altro il Premier.
Per questo l’amico Cornacchione ha deciso di scendere di nuovo in campo, armato solo di amore e di carità, per difendere Silvio dai cattivi che non gli vogliono bene e per far trionfare le armate del Bene contro le orde del Male.
Dove hanno fallito i suoi avvocati e suoi tanti portavoce, Cornacchione vincerà, grazie alla sola forza dell’Amore.

Se Berlusconi cerca di fare un passo indietro, di spegnere i riflettori accesi su di lui per non personalizzare la politica e soprattutto per non far coincidere troppi processi sulla sua persona, allora è necessario rispettare la sua scelta e parlare di tutto pur di non parlare di lui.
E allora si parla di gossip con Daddario & Co, di “informazione” di Vespa e Minzolini, di Brunetta e alla fine Berlusconi non è che uno degli ingredienti dello spettacolo dedicato a lui. Un’ora e mezza di confronto strabico con la realtà italiana, raccontata e cantata da Cornacchione e musicata da Carlo Fava, solida figura del teatro canzone, amabile chansonnier, campione italiano in carica degli imitatori di Joseph Ratzinger. I due complici duettano su massimi e minimi sistemi, rileggendo con ironia i tempi curiosi che andiamo vivendo.

Per chi comprende che tutto deve cambiare perché nulla cambi, che la flessibilità nel lavoro è solo la richiesta di mettersi a novanta gradi… che la posizione della Chiesa sugli anticoncezionali è “l’uomo sul letto e la donna a duecento chilometri di distanza”.. .
Perché Silvio c’è, come Dio. Però anche ci fa.

10 gennaio 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

MURI
PRIMA E DOPO BASAGLIA

con Giulia Lazzarini
testo e regia Renato Sarti
scene e costumi Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
progetto luci Claudio De Pace

Camicie di forza, somministrazione in dosi massicce di psicofarmaci, lobotomia, elettroshock. Questo era il manicomio prima della grande rivoluzione attuata da Basaglia: un luogo di isolamento in cui sui ricoverati (ma sarebbe più giusto adoperare la parola ‘internati’) si perpetrava ogni tipo di violenza e di tortura.

Nel 1972 avevo appena incominciato a recitare in un piccolo gruppo teatrale a Trieste e la direzione dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale ci concesse l’uso del teatrino situato nel comprensorio manicomiale a condizione che, durante le prove e gli spettacoli, fosse consentito l’accesso agli utenti.
Durante le prove, nel teatro entravano spesso persone ricoverate. Fra queste c’era Brunetta, una ragazza lobotomizzata, che aveva marchiata sul suo volto tutta la violenza di cui le istituzioni sono capaci: pochi denti, occhi infossati, cicatrici. Si sedeva con noi e chiedeva solo quello che per anni le era stato negato: comprensione, rispetto, dolcezza. Ogni gesto di affetto lo ricambiava con un sorriso, seppur sdentato, meraviglioso.

Nel 1974 sono venuto a Milano a fare teatro. Brunetta non c’è più da parecchi anni, ma i suoi sguardi e la sua storia fanno indelebilmente parte della mia.
L’anno scorso, in occasione del trentennale dell’entrata in vigore della legge Basaglia, raccolsi alcune testimonianze con l’intento di ricavarne un testo che partisse dall’altra parte della barricata, dalle infermiere. L’aspetto più significativo della ricerca è stato comprendere quanto l’esperienza basagliana abbia non solo scardinato le ipocrisie e le arretratezze della società italiana, ma anche sbriciolato convinzioni che riguardavano la sfera dell’intimità e del personale.

E allora, inevitabilmente, si metteva in moto un meccanismo, in cui il confine che separa la ‘normalità’ dalla ‘follia’ rivelava tutta la sua precarietà.
La protagonista del testo rivive la sua esperienza di tre decenni, riflette su quello che ha visto e vissuto in ospedale e lo fa con una nostalgia particolare, ma soprattutto con la lucidità estrema, quasi spietata, di chi si rende conto che la spinta di quegli anni si è affievolita e rischia di finire inghiottita dall’indifferenza che – in un brusio inquietante di antenne e motori – sempre più ci avvolge e ottunde.
Renato Sarti

produzione Teatro della Cooperativa
in coproduzione con Mittelfest
con il sostegno di Regione Lombardia
Progetto Next
con il sostegno della Provincia di Trieste

15 febbraio 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

MUSICA DELLE COSTOLE
JAZZ FROM GULAG

ideazione e drammaturgia Marco Maria Tosolini
regia Paolo Antonio Simioni
coordinamento Cristina Pedetta
audio visual electronics Leo Kopacin Gementi

con la GULAG JAZZ BAND
Flavio D’Avanzo tromba
Lorenzo Marcolina clarinetto|sassofoni
Sebastiano Frattini violino
Riccardo Morpurgo pianoforte
Alessandro Turchet contrabbasso
Pietro Ricci batteria

Interpreti Sonia Dorigo, Paolo Fagiolo, Cristina PedettaPaolo Antonio Simioni

Adolf Ignatevic Rosner detto Jack, poi Eddy. Ebreo polacco nacque a Berlino nel 1910 e vi morì nel 1973. La Sua vicenda è difficilmente contenibile nel cuore e nella mente.
Violinista classico e poi trombettista jazz funambolico, fu definito da Satchmo stesso l’Armstrong bianco. Ebbe l’ammirazione di Ellington e la sua vicenda umana ed artistica è una metafora senza pari della funzione salvifica della musica. Rosner, prima celebrato jazzista a Berlino (e in tournée europee e americane con i Weintraub Syncopators) poi perseguitato dai nazisti giunti al potere, sopravvisse a otto anni di Gulag (e a sette mesi di torture alla Lubjanka prima) suonando la stessa musica, alla guida di una soprendente Gulag jazz band, per la quale era stato condannato.

Musica delle costole veniva definito il Jazz sovietico che, dopo una ennesima “purga”, non solo culturale, rimesso al bando, veniva registrato clandestinamente su lastre usate per analisi radiologiche: da questo il nome che segnala il misto di sarcasmo e disperazione che giace nel cuore dei russi oppressi da settant’anni di stalinismi e poststalinismi. Da poche testimonianze e testi ci giunge descritta la figura di un uomo scanzonatamente devoto al fato, nello stesso tempo profondamente devoto ad un vitalismo sotterraneo e mai veramente piegato, ironico fino all’inverosimile, circondato da personaggi che superano di ben lunga ogni immaginazione teatrale. Oltre a ciò Rosner, con il suo cosmopolitismo – parlava cinque lingue – eppure così radicato nell’identità ebraica, è il simbolo esemplare dell’universalità del linguaggio della musica, non come appiattimento indistinto ma come celebrazione delle diversità fuse in un sincretismo magistrale quanto poetico.


Coproduzione
Fondazione Bon / Mittel Fest 2011 / Associazione Variabile

21 marzo 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

ARIELLA REGGIO — MARCELA SERLI
BUONANOTTE MAMMA

di Marsha Norman
traduzione di Laura Curino
regia Serena Sinigaglia
scene Maria Spazzi

Buonanotte mamma è un atto unico con due personaggi in scena: Jessie Cates, una donna sulla quarantina povera, ignorante, divoraziata e depressa, che vive con la madre vedova, Thelma.

La commedia si apre con Jessie che chiede a sua madre dove sia una certa pistola. Trovata l’arma con l’aiuto di Thelma, inizia a pulirla e annuncia molto tranquillamente che alla fine della serata, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Questa non è una minaccia o una richiesta di aiuto: è una decisione lucida, ferma e irreversibile. Dopo una vita intera dominata dalla povertà, dall’epilessia e dalla depressione, il suicidio è l’unico modo per assicurarsi che nulla potrà mai più ferirla.

La decisione di Jessie scatena un’impetuosa lotta fra madre e figlia, dove Thelma usa ogni strategia possibile per dissuadere la donna dal suo intento, sprofondando lentamente nell’angoscia; al contrario Jessie mantiene una calma glaciale, sorvolando sulla disperazione della madre e dandole istruzioni dettagliate su dove sono tutte le cose in casa, come una padrona che istruisce la governante. La madre si dispera così tanto da spingersi a dire la verità a Jessie su tutta una serie di cose che hanno sconvolto la sua esistenza, affrontando i vecchi fantasmi della loro vita. Ma la donna sembra irremovibile…

Al debutto nel 1983, ‘night, Mother’ (titolo originale della commedia) sconvolse il pubblico americano per la sua lucida e franca dissertazione sul tema del suicidio.

Vincitore del Premio Pulitzer nel 1984, ‘night, Mother’ fu portato con successo in scena da Kathy Bates, mentre nella versione cinematografica che ne fu tratta nel 1986 le interpreti furono Sissy Spacek nel ruolo della figlia e Anne Bancroft in quello della madre.

Questa commedia illustra ogni possibile prospettiva sulla natura che crea “il dramma” in una storia: l’anticipazione della tragedia imminente.

In questo specifico caso, nasce dal fatto che sia Thelma che il pubblico apprendono subito le intenzioni suicide di Jessie. E proprio per questo tutti sono proiettati profondamente nel cuore del dramma: alla fine Jessie si ucciderà realmente o Thelma riuscirà a fermarla?

01 aprile 2012, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

18 MILA GIORNI
IL PITONE

testo originale di Andrea Bajani
con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa
regia di Alfonso Santagata
assistente alla regia Chiara Senesi
disegno luci di Andrea Violato
elementi scenici di Massimo Violato
musiche originali di Gianmaria Testa

18 mila giorni corrispondono a 50 anni.
È curioso come la prospettiva e il senso del tempo possano cambiare a seconda del criterio col quale lo si organizzi: gli anni o i giorni.

Il pitone è un animale che prima se ne sta buono e ti prende le misure e poi, quando ha raggiunto la tua stessa lunghezza o la tua stessa forza, ti fa fuori. Il nostro spettacolo parte da qui: dal tempo e da una metafora.

Protagonista un uomo di 50 anni che perde il lavoro. Un giorno arriva in ufficio un impiegato più giovane, prima una scrivania piccola accanto alla sua, poi la sua, di scrivania, che viene rimossa. E col lavoro, il protagonista, perde anche tutta la sua vita. Perde il senso delle cose. Se ne sta asserragliato in un appartamento che è diventato una sorta di discarica di cose, ricordi e sentimenti, solo, senza la moglie e il figlio che lo hanno abbandonato.

Riflessioni personali e epocali si intrecciano a sottolineare come in soli 18 mila giorni siano radicalmente mutate le prospettive e le aspettative sociali in Italia. Dalla dignità del lavoro del gruista della “Chiave a stella” di Primo Levi, da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e elemento fondante dell’umana dignità, al trionfo dell’odierno precariato, divenuto persino forma più o meno palese di ricatto sociale.

Protagonista Giuseppe Battiston, pluripremiato attore del nostro cinema e del nostro teatro (e dell’anno scorso il Premio UBU come miglior attore italiano, mentre data al luglio 2011 l’assegnazione del Pegaso d’oro – Premio Flaiano proprio per la sua interpretazione di “18 mila giorni” ). Accanto a lui, a fare da contrappunto musicale, il cantautore Gianmaria Testa che ha composto canzoni nuove e inedite apposta per questo spettacolo. Il testo, originale, è dello scrittore torinese Andrea Bajani (fresco vincitore del premio Bagutta per il suo ultimo romanzo “Ogni promessa”).


presentano PRODUZIONI FUORIVIA
e FONDAZIONE TEATRO STABILE TORINO

SanVitoMusica ↑ torna su

09 dicembre 2011, ore 20:45, Teatro Arrigoni — San Vito

L’OTTOCENTO E LA MUSICA PER STRUMENTI A FIATO

G. Rossini
Suite da Il Barbiere di Siviglia
arrangiamento di W. Sedlak

C. Gounod
Petite Symphonie
Adagio – Andante cantabile – Scherzo – Finale

A. Dvořák
Serenata in Re minore, op. 44
Moderato, quasi marcia – Minuetto, Trio – Andante con moto – Finale

 

La F.V.G. Mitteleuropa Orchestra è una compagine che nasce sotto l’egida della Fondazione Bon e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

La finalità è valorizzare i musicisti e le risorse culturali del territorio interagendo con gli organismi e gli enti che qui operano. Così si richiama positivamente l’attenzione di altri e più vasti ambiti territoriali, con un respiro europeo, dinamico e innovativo e l’ambizione di diventare un’istituzione musicale di riferimento per l’area mitteleuropea. Ha partecipato al Mittelfest, alla Biennale Musica di Venezia, al Festival “Le Giornate del cinema muto” di Pordenone, al Festival Carniarmonie, ed è stata inserita nel cartellone musicale del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Recentemente si è esibita nell’ambito dell’Emilia Romagna Festival in “Pierino e il lupo” di Prokofiev con la partecipazione di Gigi Proietti come voce recitante.

Fervida la collaborazione con il compositore argentino Luis Bacalov, che ha diretto l’orchestra in diverse occasioni, sia nei teatri della Regione che a Forlì, per l’esecuzione di Estaba la madre e della Misa Tango. L’orchestra è stata diretta da Alfonso Scarano, Paolo Paroni, Pietari Inkinen, John Axelrod, Ola Rudner, Andrea Pestalozza, Filippo Maria Bressan e ha collaborato con solisti quali Pietro De Maria, Roberto Cominati, Bruno Canino, Lilya Zilberstein, François-Joël Thiollier, Sergey Krilov, Giovanni Sollima, Federico Mondelci, Annamaria Dell’Oste.

23 dicembre 2011, ore 20:45, Duomo Ss Vito, Modesto e Crescenzia

CONCERTO DI NATALE

F. Mendelssohn Bartholdy
Concerto in Mi minore per Violino op. 64
Allegro molto appassionato – Andante – Allegretto non troppo – Allegro molto vivace
Violino Laura Bortolotto

Vesper Gesang op. 121
per coro virile, violoncello e contrabbasso

Hor Mein Bitten
Salmo 42
per Soprano, Coro e Orchestra

Lauda Sion op. 73
per Soli, Coro e Orchestra
Soprano Liliana Moro
Contralto Chiara Brunello
Tenore Alessandro Cortello
Basso Hektor Leka

L’Accademia Musicale Naonis, compagine orchestrale regionale, assieme ad un consesso di Cori friulani – Il Gruppo vocale Città di San Vito, il Coro Glemonensis di Gemona del Friuli e il Coro “Z. Kodaly” di Udine – celebrano la figura di un grande compositore tedesco, F. Mendelssohn Bartholdy.

La proposta concerne alcune importanti pagine sinfonico-corali, come Lauda Sion op. 73, il Salmo “Hor Mein Bitten” e “Vesper Gesang op. 121, affiancati al celebre Concerto per violino op. 64. Ad eseguire quest’ultimo una delle giovani violiniste più promettenti dell’attuale panorama concertistico e recente vincitrice di importanti Concorsi nazionali e internazionali: Laura Bortolotto.

Spettacolo ad ingresso libero fuori abbonamento.

08 gennaio 2012, ore 16:00, Teatro Arrigoni

ACCADEMIA D’ARCHI “ARRIGONI”

J.S. Bach
Concerto in Re min. per violino, oboe, archi e b.c. BWV 1060
Allegro – Adagio – Allegro

G. Daelli
Fantasia sui temi del Rigoletto di G. Verdi
per oboe e archi (Trascrizione di Luca Vignali)

A. Vivaldi
Concerto in Mi magg. RV 269
“La Primavera” per violino, archi e basso continuo
A llegro – Largo – Allegro

Concerto in Sol min. RV 315
“L’Estate” per violino, archi e basso continuo
Allegro non molto – Adagio – Presto

Concerto in Fa magg. RV 293
“L’Autunno” per violino, archi e basso continuo
Allegro – Adagio molto – Allegro

Concerto in Fa min. RV 297
“L’Inverno” per violino, archi e basso continuo
Allegro non molto – Largo – Allegro

Luca Vignali già dal 1980 è Primo Oboe nell’orchestra dell’Arena di Verona e dal 1981 nell’Orchestra Regionale Toscana, e studia nello stesso periodo ad Assisi con Lothar Koch, che lo invita a frequentare l’Accademia H. von Karajan a Berlino. Durante gli studi in Germania, partecipa ai concerti dei Berliner sotto la direzione dello stesso Karajan e di altri illustri direttori quali L. Maazel, S. Ozawa e D. Baremboin.

Nel 1984 vince, con punteggio di 30/30, il concorso di Primo Oboe nell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 1986 ottiene il Primo Premio al Concorso internazionale di Martigny ed è il primo italiano ad essersi aggiudicato la competizione. Collabora con le più prestigiose orchestre italiane, come Accademia di S. Cecilia di Roma, Orchestra della RAI, Teatro alla Scala, Orchestra da Camera di Mantova (Premio Abbiati della Critica), Orchestra Mozart (Claudio Abbado). Viene regolarmente invitato ai più importanti Festival e rassegne concertistiche.

Ha suonato il più importante repertorio solistico con le maggiori orchestre italiane, affrontando anche il repertorio cameristico in tutto il mondo assieme a: Y. Bashmet, P. Vernikov, A. Pay, U. Ughi, S. Mintz, A. Specchi, A. Lonquich, M. Campanella, S. Bunin. Collabora dal 1998 con Salvatore Accardo e l’Orchestra da Camera Italiana, incide per le etichette Edelweiss, Musikstrasse, Bongiovanni, EMI, Fonè e Tactus.

14 gennaio 2012, ore 20:45, Teatro Arrigoni — San Vito

OTHON & TOMASINI

Othon & Tomasini presenteranno un programma della durata di circa un’ora, tratto dal loro repertorio.
È musica interamente scritta negli ultimi 4 anni dal compositore Othon Mataragas, per la voce di Ernesto Tomasini. Critici e giornalisti tentano invano di classificare questo genere musicale che non è pop, non è classico, non è punk, non è folk ma contiene elementi da questi ed altri generi, reinventati con un risultato originale e altamente drammatico. Othon & Tomasini sono considerati il duo più innovativo nel panorama della musica contemporanea londinese. Tomasini sembra coprire tutte le ottave di un pianoforte, passando (nell’arco di una sola frase) dal basso profondo al soprano e dal baritono al contralto. Othon ha scritto per questa voce inarrestabile un repertorio vario ed esteso di musica alternativa che, nel corso dei pochi anni in cui si sono esibiti, ha raccolto un largo seguito di fedelissimi appassionati in Europa e, attraverso le incisioni, anche oltre.

Il primo album di Othon, che include performance canore di Tomasini, della pop star Marc Almond e dell’idolo della musica alternativa David Tibet (Current 93), è stato distribuito nel 2008, suscitando l’ammirazione della critica.
Il suo primo singolo è uscito nell’ottobre 2011 e il suo secondo album, con Almond e Tomasini che tornano davanti al microfono, questa volta affiancati dalla diva irlandese Camille O’Sullivan, è uscito il 7 novembre scorso.
Il 2011 ha visto nascere anche il primo video musicale di Othon & Tomasini, girato a Copenhagen dal regista danese Peter Harton. I due artisti appaiono nella colonna sonora del film “Otto; or, Up With Dead People” di Bruce LaBruce.

23 gennaio 2012, ore 20:45, Auditorium Centro Civico — San Vito

NORTH CZECH PHILHARMONIC

W.A. Mozart
Sinfonia n. 38 in re maggiore K. 504 “Praga”
Adagio, Allegro – Andante – Finale (Presto)

Concerto per clarinetto e orchestra in la maggiore K. 622
Allegro – Adagio – Rondò (Allegro)

A. Dvořák
Suite Ceca in re magg. op. 39
Preludium (Pastorale) – Polka – Sousedska (Minuetto) – Romanza – Finale (Furiant)

Un concerto davvero d’eccezione quello attende il sempre numeroso pubblico di San Vito al Tagliamento lunedì 23 gennaio alle 20.45 al Centro Civico per la stagione SanVitoMusica realizzata grazie alla sinergia tra la Fondazione Luigi Bon, l’Accademia Violinistica Sanvitese “Arrigoni” e il Comune di San Vito al Tagliamento.
Sarà infatti una delle più prestigiose orchestre dell’est europeo la North Czech Philharmonic (che sostiuisce gli altrettanto bravi Virtuosi di Praga) a proporre programma dedicato a Mozart nella prima parte ( Sinfonia n. 38 in re magg. K.504 “Praga” e concerto per clarinetto K.622 con solista Alessandro Travaglini)  e a Dvorak (Suite Ceca in re magg. Op.39 ). Direttore sarà il M° Alfonso Scarano
Fondata nel 1838, dalla fine del XIX secolo la North Czech Philharmonic si esibisce regolarmente in concerti di musica sinfonica con direttori e solisti di fama internazionale. Nell’estate del 1997 diventa direttore principale il giovane direttore d’orchestra canadese Charles Olivieri-Munroe della Filarmonica di Stato di Brno e già direttore delle orchestre più importanti del mondo (premiato anche come direttore d’orchestra al Festival Internazionale Primavera di Praga) che porta l?orchestra a Varcare i confini nazioni tanto che nel  2004 l’orchestra esegue 140 concerti, 52 dei quali all’estero.. I critici stranieri hanno sottolineato soprattutto la composizione giovanile dell’orchestra e la qualità artistica delle sueesecuzioni. La Filarmonica comincia ad esibirsi in centri culturali europei, come a Monaco, Berlino, Basilea, Parigi, Valencia, Lisbona, Belgrado, Budapest, Zagabria, Lubiana, Bordeaux, Tolosa, Grenoble, Madrid, La Valletta. Nel 2006 l’orchestra inizia a collaborare con la prestigiosa agenzia Columbia Artists Managemant Inc. di New York e realizza numerosi concerti e progetti. Grazie alla sua ricca attività artistica la North Czech Philharmonic Teplice è diventata un’istituzione culturale molto significativa della città di Teplice e dell’intera regione. Da gennaio 2012 il Maestro Alfonso Scarano sarà il Direttore Ospite Principale della Filarmonica.

Alessandro Travaglini nel 1984 ha ottenuto il l° premio al Concorso Internazionale d’Esecuzione Musicale di Ancona. E’ stato l° clarinetto nell’ Orchestra Sinfonica del Teatro dell’ Opera di Lione allora diretta da J. E. Gardiner e nell’ Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Parigi dove ha avuto la possibilità di suonare sotto la direzione di Zubin Metha e Pierre Boulez. In Italia ha collaborato con numerose orchestre prestigiose italiane. Suona per le più importanti società concertistiche al fianco di artisti come Aldo Ciccolini, Bruno Canino, Thomas Christian, Othmar Mueller, Roberto Prosseda, Rocco Filippini, Alain Meunier, Antonio Ballista, Sergej Krylov, Mario Delli Ponti, Francesco Manara, Danilo Rossi, Giorgia Tomassi, Daniela Uccello, Jodi Levitz e con il Quartetto di Fiesole, il Quartetto del Teatro alla Scala di Milano, I Solisti di Milano, ecc. In qualità di solista si è esibito con I Solisti Aquilani, Il Collegio dei musici di Milano (dir. Gianandrea Noseda), Gli Archi di Firenze, l’Orchestra da Camera di Pau (Francia), l’Orchestra Giovanile Belga, l’United European Chamber Orchestra, l’Orchestra da Camera di Torun (Polonia), e varie altre.

Alfonso Scarano dal 2000 Alfonso Scarano è Direttore Ospite Principale dei Virtuosi di Praga, orchestra storica della Repubblica Ceca con la quale ha tenuto concerti in Dal 2006 al 2008 è stato Direttore Musicale del Toscana Opera Festival, il circuito lirico regionale estivo della Toscana. In tre edizioni ha diretto cinque titoli  per un totale di cinquanta recite.
Vincitore del 1° premio al V Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Bottega 1993 del Teatro Comunale di Treviso (Presidente della giuria Peter Maag), del 1° premio al IV Concorso per Direttori d’Orchestra della Comunità Europea Franco Capuana 1997 di Roma (Presidente della giuria Michelangelo Zurletti) e del 2° premio (1° e 3° non assegnati) al I Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Luigi Mancinelli 2005 del Teatro Mancinelli di Orvieto (Presidente della giuria Maurizio Arena). Nel 2003 è stato scelto da Daniele Gatti per partecipare al progetto Giovani Direttori d’Europa della Scuola di Musica di Fiesole. In Italia è regolarmente invitato dall’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, dall’Orchestra Sinfonica Fondazione ICO Tito Schipa di Lecce e dall’Orchestra Mitteleuropea di Udine.
Nella Repubblica Ceca, oltre al decennale rapporto con i Virtuosi di Praga, Alfonso Scarano ha diretto la Moravskà Filharmonie Olomouc, Praga Gustav Mahler Orchestra, Plzenskà Filharmonie, Filharmonie Hradec Kràlovè, Český Rozhlas Orchestra Praha , la Filharmonie Bohuslava Martinů Zlin e la Severočeská Filharmonie Teplice.
E’ vincitore del concorso a cattedre per titoli ed esami nei Conservatori di Musica del 1990.

14 febbraio 2012, ore 20:45, Teatro Arrigoni

CERRATO BROTHERS

W. A. Mozart
Duo per violino e violoncello
tratto da KV 424 per violino e viola

M. Ravel
Sonata per violino e violoncello

F. Servais – H. Léonard
Grand Duo da Concerto, per violino e violoncello

Humoresque
Un percorso giocoso e talvolta esilarante fra autori classici e stili del nostro tempo

Francesco Cerrato si è dimostrato un grande talento in tutti i campi artistici, non si è lasciato sedurre dalla facilità del percorso da “enfant prodige” proseguendo i suoi studi con il M° Pavel Vernikov. Fin dal principio avviato anche alla carriera concertistica, ha vinto numerosi concorsi internazionali e conta ormai al suo attivo più di 350 concerti in tutto il mondo.
Ha collaborato con: Giuliano Carmignola, Pavel Vernikov, Mario Brunello, Enrico Bronzi, Danilo Rossi, Rita Marcotulli, Carla Fracci, Lina Sastri.
Fonda nel 2004 il Trio Caravaggio, da sempre suona in duo con il fratello Stefano, presenta altresì un concerto non tradizionale che, partendo dal repertorio classico si snoda attraverso uno spettacolo originale e divertente di improvvisazione e satira musicale.

Stefano Cerrato conta al suo attivo centinaia di collaborazioni con artisti di fama internazionale dei più svariati settori. Tra il 2005 e il 2008 è stato invitato ad eseguire il Concerto di K. Penderecki al Konzerthaus di Berlino (Germania), al Festival di Ravenna (Italia) e all’Accademia di musica di Danzica (Polonia), diretto dall’autore stesso. Nell’autunno 2004 ha vinto il Primo Premio assoluto e premio del pubblico al “Concurso Internazional de violoncelo Lluis Claret ” (Spagna) e il Primo Premio al “Concorso Europeo di violoncello Arturo Bonucci” (Italia). Nel 2007 gli è stato conferito il premio speciale “Finnish Broadcasting Company” di Helsinki. Nel maggio 2008 ha vinto il Primo Premio al Concorso “Enrico Mainardi” al Mozarteum di Salisburgo. Violoncellista del Trio Caravaggio con cui ha vinto il Concorso Internazionale per complessi da camera “Vittorio Gui” di Firenze.

23 febbraio 2012, ore 20:45, Teatro Arrigoni

JITKA ČECHOVÁ

B. Smetana
Due studi da concerto

F. Chopin
Mazurche op. 30
Do minore N.1
Si minore N.2
Re bemolle magiore N.3
Do diesis minore N. 4
Sol maggiore op. 10, N.5
Sol maggiore op. 25, N.9
Do minore op. 10 N.12

R. Schumann
Sonata in Sol minore op. 22
So rasch wie möglich, Andantino, Scherzo. Sehr rasch und markiert, Rondo. Presto.

F. Liszt
Mephisto Waltz Nr. 1

Jitka Čechová completa i suoi studi in pianoforte al Conservatorio e all’Accademia delle Arti di Praga, perfezionandosi successivamente a Parigi e Friburgo.
Ha vinto numerosi concorsi internazionali tra cui Concorso Smetana di Hradec Kralové (1986, 1988 and 1990), concorso Chopin di Marianskélazne (1987 e 1989) e la J. N. Hummel Competition a Bratislava (1991). Le sue performances sia come solista sia in recitals l’hanno vista protagonista nelle più importanti sale da concerto di Austria, Francia, Germania, Scozia, Spagna, Bulgaria, Inghilterra, Stati Uniti, Sud Africa e Giappone, ospite di importanti istituzioni orchestrali quale l’Orchestra sinfonica di Monaco, la South-Western Radio Simphony Orchestra e l’Orchestra Sinfonica di Bamberg, la Praga Sinfonia Orchestra, l’Orchestra della Radio di Montevideo.
Durante una tournèe in Germania ha promosso il concerto per pianoforte e orchestra composto per lei da Zdenek Lukas ottenendo un successo incredibile.
Già pianista del Trio Smetana, affianca alla sua carriera solistica un impegno assiduo nella musica da camera specializzandosi nel reperotorio di compositori dell’Est Europa. Il Trio Smetana ha inciso per Intercord, Supraphon, BMG, Koch Internationale, Lotos e Cube e ha realizzato sette registrazioni dell’Opera Omnia pianistica di Smetana per la Supraphon.

07 febbraio 2012, ore 20:45, Teatro Arrigoni

TRAVIATA

Regia
Federico Vazzola
Direzione Artistica
Gianmaria Aliverta

Spettacolo fuori abbonamento
Ingresso previo tesseramento

Lo spettacolo che si propone è un’accurata selezione scenica dell’opera verdiana e prevede i tre protagonisti principali ovvero: Violetta Valery, Alfredo Germont, Giorgio Germont.
Il pubblico sarà accompagnato in un seducente viaggio, a tu per tu con i cantanti. Gli spettatori si accorgeranno con meraviglia di essere loro stessi gli ospiti in casa di Violetta Valery, brinderanno “ne’lieti calici” con Alfredo Germont, accompagneranno quasi per mano Traviata in tutto il suo dramma; la rinuncia all’amore per il bene del suo amato, la malattia, la morte. Le note verdiane riempiranno l’ambiente e la voce dei cantanti sarà così vicina a chi ascolta che farà battere i cuori.
La parte musicale sarà accuratamente eseguita al pianoforte e i cantanti verranno seguiti da una regia che vuole coinvolgere il pubblico presente in sala per proiettarlo direttamente nelle vicende amorose di Violetta e Alfredo.
Alcune scene verranno svolte proprio nella platea o nei palchi convolgendo da vicino lo spettatore che… potrà provare cosi le stesse emozioni che vivono i protagonisti…