Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
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Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 11 al 23 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 26 ottobre al 6 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI
Dal 4 dicembre PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI solo per il concerto di Grigory Sokolov

MUSICA
Concerti del 13 novembre, 14 dicembre e 25 aprile intero € 25 – ridotto € 22 – under18 € 10

Concerti del 24 novembre, 21 gennaio, 19 febbraio, 9 marzo e 9 maggio intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

 

PROSA
Spettacolo del 20 dicembre intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

Spettacoli del 18 novembre, 10 dicembre, 18 gennaio, 24 febbraio e 20 marzo intero € 18 –ridotto € 15 – under18 € 10

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico intero o ridotto € 5

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero € 30, Ridotto € 25, Under 18 € 10
Prenotazioni e acquisto biglietti dal 4 dicembre

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

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bim bum BON ↑ torna su

17 febbraio 2013, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

SANO COME UN PESCE

di e con Francesca Guglielmino, Silvia Elena Montagnini
Regia Bobo Nigrone
Allestimento tecnico Lisa Guerini
Produzione Onda Teatro

con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
in collaborazione con CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche
progetto SANPEI a cura di Elena Pagliarino

Sano come un pesce è un modo di dire. A tutti piacerebbe che l’acqua dei fiumi e dei mari, l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, fossero sempre sani, che l’intero nostro pianeta fosse sano come un pesce.

Due donne entrano in una scena popolata da sedie. Vogliono mettere in ordine: la prima vuole sistemare le sedie alla perfezione, mentre l’altra sente il bisogno urgente di riordinare il mondo, sconvolto dall’inquinamento, dai metodi di sfruttamento della natura usati dall’uomo. I due personaggi si confrontano attraverso un dialogo rarefatto e puntuale, raccontano storie, creano momenti di poesia e di ironia, immersi in atmosfere particolari in cui si mescolano linguaggi e tecniche espressive differenti.

Tra gli elementi presenti nello spettacolo, numerosi sono quelli emersi dal confronto con i ragazzi – che ha preceduto e affiancato l’allestimento teatrale – sui temi del cibo, dell’ambiente e della sostenibilità: la percezione dell’essere umano in relazione agli altri esseri viventi, i cambiamenti sociali, il rapporto con la natura, l’alimentazione intesa come scelta e filosofia di vita. La ricerca pedagogica è stata sorretta da quella scientifica e artistica. Le questioni da cui siamo partiti nell’indagine con i ragazzi sono legate allo sfruttamento del mare. Sono state proposte storie, leggende e miti. Ci si è interrogati sul modo in cui gli uomini utilizzano le risorse della terra, fino ad arrivare a domandarsi da dove nasce la vita e quale sarà il futuro del nostro pianeta: se si ammalerà o se ritornerà, grazie ad una nuova idea di sviluppo e di progresso, ad essere sano come un pesce.

24 marzo 2013, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

MARE
RACCONTO MUSICALE IN TRE DIMENSIONI E PER QUATTRO SENSI

Di Lia Bront
Regia Anna Giulia Bobbio
Con Daniela Gattorno
Scene Florence Faval
Costumi Daniela Gattorno
Consulenza musicale Claudio Parrino
Produzione La Contrada in collaborazione con Ente Regionale Teatrale del FVG

Un racconto sul mare. Un racconto di mare. Mare d’acqua, mare di pesci, mare di suoni, mare di odori, mare di uomini buffi, mare di colori ed immaginazione.

Mare è un progetto espressamente pensato e dedicato ai bimbi dai 3 ai 7 anni. Magiche filastrocche musicali accompagnano i piccoli spettatori alla scoperta dell’ambiente marino e delle molteplici creature che lo popolano. Gli affascinanti pannelli illustrati verranno via via animati fino a comporre un vero e proprio racconto emotivo, un libro di legno e non solo: un incontro magico dove silenzio, musica, canto e gesto si mescolano a formare un’esperienza suggestiva, da ascoltare.

Mare vuole essere un’offerta sincera intorno all’arte – teatro, arti visive, musica – dove ciascun elemento tratteggia una storia il cui ritmo è quello delle onde. Che vanno e che tornano.

04 marzo 2012, ore 16:00, Teatro Bon

PIUME

Centro Teatro Animazi one e Figure – Gorizia
con Elena De Tullio
testo e regia di Antonella Caruzzi
musiche originali di Ald o Tarabella
disegni degli animali di Francesco Tullio Altan
ideazione e realizzazione costumi e oggetti di scena di Maria de Fornasari

Intorno a uno stagno dall’acqua fresca e trasparente si raccolgono a bere, a cercar compagnia, o solo a chiacchierare un po’, tutti gli animali dei dintorni: la volpe astuta capace di tesser mille inganni, il lupo prepotente e protervo, l’agnello timido e gentile, il bue grande come una montagna, i corvi sgraziati e confusionari. E c’è anche la taccola, intelligente e saggia e buona, ma dall’aspetto – ahimé – grigio e poco appariscente.
Quando un giorno Zeus, padre di tutti gli dei, invita gli animali ad eleggere un loro re, la taccola tuttavia decide di darsi da fare e si dà a raccogliere ogni piuma colorata caduta a qualche altro uccello in modo da destare ammirazione per la sua bellezza, anche se finta e posticcia… Cosa accadrà? Pium e è un piccolo spettacolo ispirato ad alcune favole di animali della tradizione classica (Esopo, Fedro, Orazio), e costruito come un gioco di parole e musica su un tappeto con tanti cuscini.

Domeniche al Bon ↑ torna su

10 febbraio 2013, ore 17:00,

LA VITA NON È UN FILM DI DORIS DAY
SPETTACOLO ANNULLATO

— ANNULLATO — Chi avesse già acquistato il biglietto può presentarsi oggi stesso presso la biglietteria del teatro tra le 16.15 e le 17.00 per il rimborso

Lo spettacolo LA VITA NON E’ UN FILM DI DORIS DAY previsto per oggi pomeriggio alle 17.00 è stato annullato a causa di infortunio di uno dei protaginisti.
Chi avesse già acquistato il biglietto può presentarsi oggi stesso presso la biglietteria del teatro tra le 16.15 e le 17.00 per il rimborso.

di Mino Bellei
con Claudio De Maglio, Claudio Mezzelani, Massimo Somaglino

A vent’anni esatti dalla prima messa in scena il Remake di un memorabile spettacolo en travesti anni ’90, i tre attori friulani, Claudio De Maglio, Massimo Somaglino e Claudio Mezzelani, beniamini del pubblico regionale, indossano i panni delle adorabili vecchiette, di Mino Bellei, messe al bando dagli altri, ma ancora piene di vitalità e capacità di illusione.

Le protagoniste della commedia sono Angiolina (Claudio Mezzelani), che di cervello ne ha sempre avuto poco e vive ancora nella sua bolla di niente; Amalia (Claudio de Maglio), già attrice di successo e di fascino, ma ormai sull’orlo della nevrosi e del tracollo economico ed Augusta (Massimo Somaglino), dispotica, saccente, intransigente con gli altri e con se stessa, ricca sfondata e brutta da far paura, ma intelligente, arguta e di proverbiale tracotanza negli scontri con le amiche.

Le “ragazze” hanno fatto insieme l’asilo, le elementari, le medie, le superiori e l’università. Vedove, madri di figli che non le vogliono vedere e che non telefonano, invise (o abbandonate) da parenti e conoscenti, le amiche si vedono sì e no due volte l’anno, ma da dodici passano Natale e Santo Stefano nella casetta di campagna di Amalia. Ed ecco che nell’ultimo Natale si osano dire cose che per decenni non sono state dette…

Una commedia dalle battute folgoranti, tra comicità leggera e un filo di malinconia,  un piccolo affresco agrodolce che affronta anche la solitudine della vecchiaia, dimenticata nel gran circo distratto del mondo contemporaneo.

03 marzo 2013, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

RESUREQUIE

Di Carlo Tolazzi
Con Norina Benedetti
Regia Arianna Zani
Costumi Luisa Bonaccorsi
Scenografie Marzio e Mariagrazia Scialino
Luci Assogroup
Voce fuoriscena Arianna Zani

Lo spettacolo Resurequie è un racconto in forma di monologo recitato da una sola attrice.

La scena si svolge nella Carnia friulana, della quale vengono evocati paesi e cognomi tipici della zona, all’interno di una stanza delimitata da scatole di legno che hanno sia lo scopo di contenere oggetti, ma anche una funzione simbolica molto forte e suggestiva per il pubblico. Da queste scatole usciranno sia oggetti domestici e quotidiani, sia arti di bambolotti di pezza dei quali si vedranno inizialmente solo alcune parti e solo alla fine si capirà il loro significato.
L’attrice agisce in scena in un continuo spostamento di  oggetti per creare spazi nuovi e azioni quotidiane, in modo da tenere sempre desta e viva la curiosità nel pubblico.

La protagonista della storia è una donna semplice e dai buoni sentimenti che racconta una storia fatta di mille sfaccettature e aneddoti anche grotteschi, che sostanzialmente si riassume in questo: presso la chiesa della Madonna Di Trava,nella Carnia Friulana c’era la credenza che i neonati che morivano subito dopo il parto potevano essere fatti rivivere giusto il tempo per ricevere il battesimo ed avere quindi accesso al paradiso. Ma mano che la storia si dipana si scoprono inganni, truffe e speculazioni giocate sull’ignoranza e la buona fede della povera gente.

È una storia che tocca corde profonde del sentire umano, vi si trovano mescolate intuizioni, dolori, humour. La tematica potrebbe apparire cupa,in realtà è talmente suggestiva e trattata con la dovuta leggerezza e scorrevolezza da risultare facilmente fruibile e godibile.

Questo testo di Carlo Tolazzi, ha vinto il premio Candoni nel 2000, come migliore drammaturgia, si avvale del professionismo della regista udinese Arianna Zani ed è portato in scena dall’attriceNorina Benedetti che ha avuto l’onore di essere premiata come “migliore attrice” in svariati festival e concorsi.

10 marzo 2013, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

BASTIANO E BASTIANA

Associazione Musicale e Culturale CITTÀ DI CODROIPO
Opera in atto unico di W. A. Mozart

Bastiana Vania Marzona
Bastiano Filippo Tonutti
Colas Filippo Soramel
Classe di canto lirico della prof.ssa Paola Lazzarini
Pianista accompagnatore Giovanna Pagnucco
Regia Moncia Aguzzi
Orchestra Giovanile Città di Codroipo
Direttore musicale Giorgio Cozzutti

Bastiana è convinta di essere sul punto di perdere l’amato, attratto dalle lusinghe di una ricca dama di città, per cui chiede aiuto a Colas, sedicente mago. Quest’ultimo la rassicura e le suggerisce cosa fare per riportare a sé il fidanzato e, contemporaneamente, fa credere a Bastiano che Bastiana ha perso la testa per un altro uomo. Chiariti gli equivoci, l’immancabile lieto fine vede i due di nuovo insieme, prossimi al matrimonio, che tessono le lodi del loro amore e della saggezza di Colas. La vicenda narrata è quella della schermaglia d’amore tra due pastorelli Bastiano e Bastiana. L’azione si svolge in un’intricata “foresta giocattolo”, dove l’impressione principale è quella che sia facile distrarsi e perdersi, una felice parafrasi della vita (tante strade tante scelte), che si conclude con la riappacificazione dei due innamorati. Ma sarà veramente questa la giusta conclusione?… Allo spettatore, quindi, l’ultima parola.

07 aprile 2013, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

LE PILLOLE D’ERCOLE

Compagnia Teatrale Dietroteatro
Di C. M. Hennequin e P. Bilhaud

Con Cristian Monte, Donatella Ferrante, Laura Mosanghini, Andrea Romanelli, David Donati Della Lunga, Luigi Zennaro, Davide Lionetti, Gioia Adamo, Leopoldo Nassivera
Regia Anna Pia Bernardis
Assistente alla regia Francesca Musoni
Luci/Audio Vittorio Marrapodi e Gian Luca Focesi
Trucco/Scenografie Dietroteatro 
Musiche Pappio De Citronis
Costumi Maria Grazia Leita e Rossella Daminato

La “forza e la potenza” di Ercole è stata concentrata in una pillola in grado di trasformare chiunque in un “super eroe”. Ma non tutti bramano il “potere” di questo semidio. Forse perché temono di trasformarsi in ciò che non sono, di agire contro la loro volontà, di perdere il controllo della propria vita. Oppure perché questa pillola potrebbe liberare sogni e desideri, segreti rintanati, reconditi, inaccessibili al pubblico più ristretto ed intimo. Si ha bisogno di pillole per evadere, per guarire o per essere se stessi? E se per gioco, per errore o a rimedio, qualcuno assumesse una pillola d’Ercole? Chiedete un parere ad un medico della mutua. Questa vivace ed incalzante commedia, ambientata negli anni ‘50, offre a ciascuno una diversa risposta, provocando prodigiosi “effetti collaterali”.

24 novembre 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

DANIELE PASCOLETTI VIOLINO
PAOLO PARONI DIRETTORE
FVG MITTELEUROPA ORCHESTRA

W.A. Mozart 
Concerto in La maggiore per violino e orchestra

A. Colpand
Appalachian Spring

S. Prokofiev
Sinfonia Classica

Daniele Pascoletti premiato al concorso “S. Omizzolo” di Padova, entra a far parte della ”G.Mahler Jugend Orchester” collaborando con direttori quali Abbado, Ozawa, Boulez. In seguito vince il primo premio al concorso “D. Caravita” di Fusignano e il concorso per seconda spalla dell’Orchestra Sinfonica “Haydn” di Trento e Bolzano. Nel 2001 vince il concorso di concertino dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’audizione per spalla all’Orchestra Sinfonica Siciliana e viene premiato al concorso internazionale “R. Lipizer”. Nel 2003 ottiene il secondo premio al concorso nazionale “Premio Città di Vittorio Veneto” e il premio speciale “F. Gulli” per la miglior esecuzione del concerto di Mozart. Nello stesso anno vince il concorso per concertino presso l’Orchestra del Teatro alla Scala e il concorso per violino di spalla presso il Teatro Lirico di Cagliari. Quale membro fondatore del David Trio, viene premiato al Concorso “F. J. Haydn” di Vienna, al Concorso internazionale di musica da camera di “Yellow Springs” (Ohio), al Concorso “Trio di Trieste”, e al Concorso internazionale di Chesapeake (Maryland). Con il Trio si esibisce in importanti stagioni e festival. Suona un violino Andrea Guarneri del 1660.

Paolo Paroni diplomatosi con il massimo dei voti e la lode in Direzione d’Orchestra presso la blasonata Accademia di Vienna, vincitore di alcuni concorsi nazionali di organo, di composizione e di direzione corale, ha debuttato presso i circuiti internazionali sul prestigioso podio dell’Orchestra Filarmonica Slovena di Lubiana, cui sono subito seguiti ingaggi con orchestre di livello internazionale quali l’Orchestra Filarmonica di Zagabria, la Sofia Festival Orchestra and Choir, l’orchestra barocca Capella Savaria, la Big Band e Coro della Radio Nazionale Bulgara, l’Orchestra e Coro della Radiotelevisione Croata di Zagabria; ha diretto, inoltre, molte altre compagini tra le quali quali l’Orchestra del Festival di Musica Sacra di Budapest, l’Orchestra da Camera Slovenicum di Lubiana, l’orchestra barocca Solamente Naturali di Bratislava, l’Orchestra Sinfonica di Sliven, l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Sassari, l’Orchestra Sinfonica “Tito Schipa” di Lecce, collaborando con solisti di fama internazionale.

10 dicembre 2012, ore 20:45, Auditorium Kolbe Udine

CORO+1
CORO DEL FVG

M. Lauridsen O Magnum Mysterium (coro solo)

K. Gesing Von Himmel Hoch (coro+ clarinetto basso e sax )
Solista: Klaus Gesing

Ol. Gjelo O Magnum Mysterium (Coro + violino) 
Solista
: Lucio Degani

M. Paus O magnum Mysterium (coro + marimba) 
Solista
: Gabriele Rampogna

P. Paroni Psalms of Expectation (coro + chitarra elettrica) 
Solista
: Marco Filippo

R. Fantin Puer Natus est ( coro + piano rodhes) 
Solista
: Rudy Fantin

V. Sivilotti O magnum Mysterium (coro + basso tuba) 
Solista
: Enrico Toso

Direttori: Allievi del conservatorio

Il Coro del Friuli Venezia Giulia è nato nel 2001 e dopo dieci anni di attività può annoverare oltre 200 concerti. Ha collaborato con rinomati interpreti della musica antica, classica, jazz e pop e numerose orchestre europee. Ha inoltre preso parte, spesso inaugurandole, a stagioni musicali tra cui Carniarmonie, Nei Suoni dei luoghi, Festival di Cremona, Stagione del Comunale di Modena, Musica e Poesia a S. Maurizio di Milano, Amici della Musica di Padova, Amici della Musica di Potenza, Soli Deo Gloria di Reggio Emilia, Emilia Romagna Festival, Talos Festival di Ruvo di Puglia, Musikverein di Klagenfurt, Stadttheater di Klagenfurt, Mittelfest, Wien Musikwoche. Le performance, inoltre, con celebri esponenti del Jazz quali Kenny Wheeler, che ha espressamente scritto per il coro un oratorio, John Surman, John Taylor, Markus Stockhausen, Enrico Rava, Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli, Klaus Gesing e Glauco Venier hanno permesso alla compagine di sperimentare nuove forme di espressione. Significative anche le collaborazioni con cantanti pop quali Andrea Bocelli, Edoardo De Angelis e Tosca e con alcuni musicisti importanti della musica etnica tra cui Jivan Gasparyan. E’ stato diretto da oltre trenta direttori tra cui spicca il nome di Riccardo Muti, oltre a G. Pehlivanian, Gustav Leonhardt, H. Moody, P. Marshick, M. Rota, L. Bacalov, C. Coin, A. Scarano. È seguito e preparato dal maestro Cristiano Dell’Oste.
Un programma con brani a cappella eseguiti dal coro del FVG diretto dagli allievi dei Conservatori di Udine e Trieste e di volta in volta accompagnati da strumenti sempre diversi. Non essendoci un repertorio specifico per coro e strumento solista, eccezione fatta per la classica soluzione dell’organo o pianoforte, si è pensato di commissionare a dei compositori locali delle composizioni ad hoc. Compositori e direttori quali Paolo Paroni e Valter Sivilotti, oltre al celebre saxofonista Klaus Gesing da qualche tempo residente in regione. Il progetto quindi assume una valenza molto originale. Musiche in prima assoluta, giovani direttori, e giovani interpreti, con il coro a fungere da laboratorio. L’allestimento dei concerti sarà preceduto da una Masterclass tenuta dai docenti del Conservatorio e dai compositori stessi. Nascono così nuovi repertori, nuove idee creative, con il preciso intento di mettere in circolazione nuova linfa nel solco millenario della musica sacra, con uno strumento insolito a concertare con le voci a cappella.

15 gennaio 2013, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

NOCHE FLAMENCA

Marin Marais
Les folies d’Espagne – á la flamenca

Rogelio Huguet y Tagel Preludio y Flamenca
per violoncello solo

Ramón Jaffé
Cante de Pasión per violoncello solo
Duerme bien, querido amigo – Nana

Fantasias flamencas di Pedro Bacán, Manuel de Falla,
Tomatito e Ramón Jaffé

Tre grandi interpreti internazionali in uno spettacolo di flamenco
che mescola classico, tradizione popolare e contemporaneo
con una seconda parte dedicata all’improvvisazione e al colloquio
con il pubblico parlando del flamenco la sua storia e la sua filosofia
lasciando partecipare il pubblico “á las palmas”.

Ramon Jaffé ha suonato con Sandor Vegh durante la sua ultima grande esibizione come violinista al Mozarteum di Salisburgo.
La carriera solistica l’ha condotto nelle sale concertistiche di Berlino, Lipsia, Vienna, Monaco di Baviera, Londra, Colonia. Si è dedicato
con passione anche alla musica da camera come membro del Trio d’archi “Belcanto Strings” e del “Mendelssohn Trio Berlin”, esibendosi fra gli altri con artisti di fama internazionale.
Ha collaborato con prestigiose orchestre come Deutsches Symphonie Orchester, Berliner Sinfonie Orchester, Rhineland-Palatinate State Philharmonic, Orchestra Filarmonica e Orchestra da Camera di Stoccarda, Filarmonica di San Pietroburgo, con famosi direttori e con il cantante jazz Bobby McFerrin. Si è esibito con la Bavarian Radio Orchestra sotto la guida di Roberto Abbado, Marcello Viotti e Lawrence Foster, e con la Radio Symphonieorchester Wien al Vienna Musikverein. Uno degli incontri che ha maggiormente influenzato e stimolato Ramon Jaffé è stato quello con Pedro Bacan, che lo ha introdotto ai segreti dell’affascinante mondo del flamenco.

Miguelete ha studiato danza al Ballettschule Staatliche (National Ballet School) a Lipsia e al Folkwangschule di Essen. Il suo entusiasmo per il flamenco è emerso già durante i suoi studi di danza. Dopo il debutto come ballerino a Berlino è andato a Siviglia nel 1995, su invito di una produzione di danza contemporanea. Dopo sette anni, è tornato a Berlino come ballerino professionista di flamenco. La sua sensibilità per il teatro e il duro lavoro come ballerino gli ha permesso di lasciare il segno anche come coreografo. Ha sviluppato progetti di flamenco con artisti di flamenco spagnoli e internazionali, con alcuni dei quali ha anche partecipato come ballerino solista.

Arturo “El Polaco” chitarrista straordinario e specialista in ritmica e flamencologia. Si è aperto a influenze moderne della musica flamenco, ma conserva la sostanza del flamenco, incluso il ritmo, le regole di improvvisazione, la comunicazione all’interno del gruppo e il flusso di energia particolare che vi si crea. Arturo è il primo chitarrista polacco invitato ad esibirsi in Andalusia, culla dell’arte del flamenco (Festival Jimena de la Frotera, luglio 2006). Durante il suo soggiorno a Siviglia, Granada e Madrid, ha studiato presso maestri del calibro di Paco Javier Jimeno, Antón Jiménez, Paco Fernández, Canito e ha accompagnato i migliori ballerini. Si è esibito in Polonia, Messico, Germania, Olanda e Francia con diversi artisti.

22 gennaio 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GRIGORY SOKOLOV

F. Schubert
4 Improvvisi op. 90 D 899
Drei Klavierstücke D 946

L. van Beethoven
Sonata n. 29 in si bemolle maggiore op. 106
“Große Sonate für das Hammerklavier”

Grigory Sokolov è oggi considerato uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni e i suoi recital ricevono ovunque trionfali accoglienze. La critica esalta la serietà e la profondità del suo pensiero musicale unitamente all’originalità interpretativa e all’infinito dominio tecnico. Nato a Leningrado, Grigory Sokolov ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni e a sedici, ancora studente, ha raggiunto fama mondiale vincendo il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky di Mosca. Tutti coloro che ebbero l’occasione di ascoltare Grigory Sokolov all’inizio della carriera ricordano la maturità delle sue esecuzioni e l’incredibile forza del suo pianismo. Il suo repertorio è stato fin dagli esordi particolarmente ampio e spesso il pubblico ha avuto modo di ascoltarlo in programmi che ai grandi classici affiancavano autori talvolta inusuali del repertorio clavicembalistico e del XX secolo. In 40 anni di carriera Grigory Sokolov ha suonato nelle più importanti sale da concerto del mondo e ha collaborato con più di duecento direttori tra cui Myung-Whung Chung, Valery Gergiev, Neeme Järvi, Sakari Oramo, Trevor Pinnock, Andrew Litton, Walter Weller, Moshe Atzmon, Herbert Blomstedt e molti altri. Benché l’attività con orchestra negli ultimi anni abbia avuto un ruolo sempre più marginale, Grigory Sokolov ha comunque trovato spazio per collaborazioni con importanti orchestre quali la Philharmonia di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, i Münchner Philharmoniker, la New York Philharmonic, la Montreal Symphony, l’Orchestra del Teatro alla Scala e le Filarmoniche di Mosca e di San Pietroburgo.Nella stagione 2011 il pubblico europeo potrà ascoltare Grigory Sokolov in recital alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Concertgebouw di Amsterdam e ancora a Monaco, Amburgo, Zurigo, Madrid, Helsinki, Stoccolma etc. Nell’estate del 2011 suonerà al Festival di Salisburgo, al Klavier Festival Ruhr, al Festival de Colmar e al Festival de La Roque d’Anthéron.

25 febbraio 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GABRIEL TACCHINÒ E MAURIZIO MORETTI
PIANOFORTE A QUATTRO MANI

Poulenc e la musica francese

M. Ravel 
Ma mere l’Oye

C. Debussy
Preludes livre I: Voiles, Serenade Interrompue, Des Pas sur la neige

F. Poulenc
Sonata
Trois mouvements perpètuels / Valse en do majeur / Toccata

E. Satie
Gymnopedie n. 1 / Je te veux / Le Piccadilly

C. Debussy
Petite Suite

Gabriel Tacchinò si distingue come interprete del repertorio classico e romantico, ma, come unico studente di F. Poulenc, ha avuto l’onore singolare di essere in grado di assorbire alla fonte una tradizione eccezionale, così come informazioni uniche nel fraseggio e lo stile di questo maestro, tanto che le sue interpretazioni sono diventate imprescindibili punti di riferimento. È poi risultato vincitore, tra gli altri, del 1 premio al Concorso Viotti di Vercelli (1953), del 2 ° premio al Concorso Busoni di Bolzano (1954), del co-2 premio con Malcom Frager al Concorso di Ginevra (1955), del 1 ° premio al Casella etc….
Gabriel Tacchino vanta una carriera internazionale, iniziata sotto la direzione di Herbert von Karajan, che lo impegnò a suonare con i Berliner Philharmoniker, l’ Orchestra Filarmonica della Scala di Milano e al Wiener Festwochen. A seguito di questo debutto straordinario, ha suonato con i più grandi direttori e le più prestigiose orchestre Boston Symphony Orchestra, Berliner Philharmoniker, Dresdner Philharmonie, London Symphony Orchestra, Philharmonia Orchestra, Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma), Dresdner Philharmonie, London Symphony Orchestra ecc…

Maurizio Moretti, pianista e direttore d’orchestra, nel corso della sua carriera pluriventennale, è stato ospite di prestigiose istituzioni nei teatri di tutta Europa e ha tenuto regolari tournee in Francia, Spagna, Germania, Austria, Est Europa, con le più apprezzate orchestre quali Concertgebouw Orchester di Amsterdam, Chamber Orchestra of Europe, Filarmonica di Mosca, Orchestra Filarmonica di Praga, I Solisti del Teatro alla Scala, Solisti di Mosca con Yuri Bashmet, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra Toscanini dell’Emilia Romagna, Budapest Symphony Orchestra.
È stato diretto, fra gli altri, da Peter Maag, Justus Frantz, Saulius Sondeskis, Yuri Bashmet, Jean Claude Casadesus, Philippe Bender, André Bernard, Piero Bellugi, Patrick Gallois. Incide per la casa giapponese Camerata Tokyo, Classic Audio e Concert Hall in Germania. Nel 2010 è stato nominato Steinway Artist.


con il sostegno di Studio Legale Mansi Udine
Photo Luca d’Agostino © Focus Agency

16 marzo 2013, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

ENRICO BRONZI
FVG MITTELEUROPA ORCHESTRA

R. Wagner
Idillio di Sigfrido

C. Saint-Saëns 
Concerto n. 1 op. 33 per violoncello e orchestra

L. van Beethoven
Sinfonia n. 4 op. 6

Enrico Bronzi è il violoncellista del Trio di Parma, formazione con la quale svolge un’intensa attività concertistica sin dal 1990, suonando nelle più importanti sale da concerto d’Europa, USA, Sud America ed Australia (Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di Colonia, Herkulessaal di Monaco, Filarmonica di San Pietroburgo, Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall di Londra, Teatro Colon di Buenos Aires). Con tale formazione si è imposto nei concorsi internazionali di Firenze, Melbourne, Lione e Monaco di Baviera, ricevendo peraltro il “Premio Abbiati” della critica musicale italiana. Dal 2001, in seguito alle affermazioni al Concorso Rostropovich di Parigi ed al Paulo Cello Competition di Helsinki inizia una intensa attività solistica. Ha seguito le lezioni di direzione d’orchestra di Jorma Panula ed è direttore ospite di numerosi complessi italiani, tra cui l’Orchestra Mozart (su invito di Claudio Abbado) ed I Virtuosi Italiani. Svolge un’intensa attività didattica per numerose istituzioni, anche in collaborazione con il Trio di Trieste e Maureen Jones. Dal 2007 è professore all’Universität Mozarteum Salzburg e direttore artistico dell’Estate Musicale di Portogruaro. Enrico Bronzi suona un violoncello Vincenzo Panormo del 1775. Nel corso della stagione 2010/11 si è esibito con i direttori Claudio Abbado e Krisztof Penderecki, Tan Dun, e in veste di direttore e solista dell’Accademia dell’Orchestra Mozart.

La F.V.G. Mitteleuropa Orchestra è una compagine che nasce sotto l’egida della Fondazione Bon e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, con la finalità di valorizzare i musicisti e le risorse culturali del territorio e con l’ambizione di diventare un’istituzione musicale di riferimento per l’area mitteleuropea. Viene abitualmente invitata a partecipare al Mittelfest, alla Biennale Musica di Venezia,
al Festival “Le Giornate del cinema muto” di Pordenone, e viene inserita nei principali cartelloni regionali. Si è esibita all’Emilia Romagna Festival e ha eseguito il concerto all’alba, appuntamento esclusivo del Ravello Festival. È stata diretta da Bacalov, Scarano, Inkinen, Axelrod, Rudner, Bernard, Pestalozza, Bressan, Marcon e Severini collaborando con solisti quali De Maria, Cominati, Canino, Zilberstein, Thiollier, Krilov, Sollima, Brunello, Mondelci, Romero, Dell’Oste e D’Intino.

25 marzo 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

RAMIN BAHRAMI PIANOFORTE
MASSIMO MERCELLI FLAUTO

Johann Sebastian Bach
Le Sonate per Flauto e Pianoforte

S.Bach
Sonata in sol min bwv 1020
Sonata in la mag bwv 1032
Sonata in mib magg bwv 1031
Sonata in si min bwv 1030

Ramin Bahrami è considerato uno tra i più interessanti interpreti bachiani viventi. Dopo l’esecuzione dei Concerti di J.S. Bach a Lipsia nel 2009 con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly, la critica tedesca lo considererà: “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare bach su una via veramente personale…”(leipziger volkszeitung).
La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione. Ramin Bahrami incide esclusivamente per Decca-Universal. Il disco con i cinque concerti per tastiera con Riccardo Chailly alla guida della Gewandhausorchester, ha meritato le 5 stelle del mensile Amadeus. Allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet.

Massimo Mercelli a diciannove anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il “Premio Francesco Cilea”, il “Concorso Internazionale Giornate Musicali” e il “Concorso Internazionale di Stresa”. Suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Herculessaal e Gasteig di Monaco, Mozarteum di Salisburgo, Teatro Colon di Buenos Aires, Concertgebouw di Amsterdam, Auditorium RAI di Torino, Victoria Hall di Ginevra, San Martin in the Fields e Wigmore Hall di Londra, Parco della Musica di Roma, Filarmonica di San Pietroburgo, Filarmonica di Varsavia, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Jean-Pierre Rampal, Krzsystoff Penderecki, Jiri Belohlavec, Albrecht Mayer, Gabor Boldowsky, Philip Glass, Michael Nyman, Massimo Quarta, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Peter-Lukas Graf, Maxence Larrieu, Aurele Nicolet, Anna Caterina Antonacci, Ramin Bahrami, Federico Mondelci, Jan Latham Koenig, Catherine Spaak, Susanna Mildonian, e con orchestre di chiara fama. Appassionato della musica del nostro tempo, ha eseguito in prima esecuzione “Facades” di Philip Glass col compositore al pianoforte,oltre a prime esecuzioni di Nyman, Glass, Morricone,Penderecki, Bacalov che sovente gli hanno dedicato i brani. Nel mese di settembre 2012 è uscito il cd con l’integrale della musica per flauto di Philip Glass edito da “Orange Mountain Record”.

17 aprile 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

PEKKA KUUSISTO VIOLINO
OLLI MUSTONEN PIANOFORTE

L. Van Beethoven
Sonata per violino e pianoforte in La maggiore op. 30 n. 1

O. Mustonen 
Sonata per violino e pianoforte (prima italiana)

I. Stravinsky 
Duo Concertante

M. Ravel 
Sonata per violino e pianoforte in Sol maggiore

Il violinista finlandese Pekka Kuusisto è conosciuto a livello internazionale sia come solista che come direttore. Tra i principali impegni di questa stagione figurano i concerti con la Oslo Philharmonic Orchestra e Jukka-Pekka Saraste, con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e Paavo Järvi, e con Toronto Symphony Orchestra e Sibelius Academy. Kuusisto è molto attivo nell’ambito della musica contemporanea: recentemente ha intrapreso un tour con il Concerto per violino di Thomas Adès, diretto dal compositore, ha eseguito la prima mondiale di Impossible Things di Nico Muhly insieme a Mark Padmore, la prima del Concerto per violino di Esa-Pekka Salonen e la prima del concerto scritto per lui da Owen Pallett al Barbican Centre di Londra.
Negli anni è cresciuta la sua passione per la direzione, grazie alle quale ha collaborato con Australian, London, Scottish Chamber Orchestras, così come con la Münchener Kammerorchester, St Paul Chamber Orchestra e Amsterdam Sinfonietta. Kuusisto suona un violino Guadagnini del 1752 gentilmente messo a disposizione dalla Finnish Cultural Foundation.

Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna. Come pianista ha affascinato il pubblico per la tecnica strepitosa e per la sua genialità d’interprete; come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra; come compositore appartiene a quella linea di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell’arte dell’interpretazione quanto in quella della composizione. Mustonen ha suonato in tutte e capitali mondiali della musica si è esibito con le principali orchestre internazionali, tra cui Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, DSO Berlin, London Philharmonic, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Concertgebouw Amsterdam e Mariinsky Theatre. Tra i direttori con cui ha collaborato figurano Ashkenazy, Barenboim, Boulez, Chung, Dutoit, Harnoncourt, Masur, Nagano, Salonen e Saraste. Di grande rilievo anche la sua attività di direttore d’orchestra, nella prossima stagione sarà Artista Residente con la BBC Scottish Symphony Orchestra. La sua attività di pianista e di direttore si basa sulla fondamentale esperienza di compositore. Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l’interesse di una prima assoluta e si pone di fronte all’autore trattandolo come un suo contemporaneo.

10 novembre 2012, ore 20:45, Auditorium Pagnacco

TUTTO SHAKESPEARE IN 90 MINUTI

ovvero la versione italiana
di The Complete Works of William Shakespeare (abridged)

di Adam Long 
con Zuzzurro & Gaspare 
regia di Paolo Valerio 
produzione A.ArtistiAssociati Fondazione 
Atlantide-Teatro Stabile Verona

Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile: come condensare l’opera omnia del bardo, 37 opere, in 90 minuti? Una geniale compagnia di drammaturghi/attori americani ci è riuscita. Dopo un interminabile successo a Londra, prima nei teatri off e in seguito per più di 10 anni al Criterion Theatre di Piccadilly Circus e tutt’ora in tour a 30 anni dal debutto, per la prima volta in Italia, lo spettacolo che diverte fino alle lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo.

La versione italiana si affida a Zuzzurro & Gaspare, maestri della risata, che raccolgono l’ardua sfida affrontando l’opera con la loro ironia e il loro stile funambolico e paradossale, per un attesissimo debutto nella splendida e quanto mai perfetta cornice del festival shakespeariano del teatro romano di Verona.

Zuzzurro e Gaspare sono Andrea Brambilla (Varese 1946) e Antonino Formicola (Milano 1953). Conosciutisi nel 1976 al Refettorio, e passati entrambi per l’esperienza del Derby, storico cabaret milanese, esordiscono insieme nel 1977 formando con Marco Columbro e Barbara Marciano la Compagnia della Forca.
La coppia Zuzzurro e Gaspare nasce durante i provini per la trasmissione televisiva Non Stop: il primo prende il nome da un personaggio del film Il giudizio universale di De Sica, il secondo da quello del proprietario del locale in cui si svolgono i provini. Dopo i successi nel cabaret, dal 1995 entrano nel circuito teatrale, continuando ad alternare spettacoli comici a interpretazioni di testi, tra gli altri, di autori del calibro di Micheal Frayn, Neil Simon, Georges Feydeau e Anton Cechov.

20 novembre 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

FIGLI DELLO STESSO PADRE
RECITAL DI STORIE DI RAGAZZI E RAGAZZE

Testi di Francesco Milanese
Musiche di Michele Pucci

In occasione dell’anniversario della Convenzione Internazionale sui diritti dei bambini

Con una scelta precisa, sia sotto il profilo estetico che narrativo, Milanese e Pucci hanno ideato questo Recital in cui l’essenzialità della forma scenica lascia che sia il testo a guidare lo spettatore.
Alla scrittura delle storie, alla voce che le drammatizza in una recitazione intensa, si mescola la trama musicale che non solo accompagna il recitato, ma è una punteggiatura al testo stesso: evoca, impone ritmo, abbandona la voce narrante al silenzio, la sopraffa’ nei momenti più vibranti delle storie. In quattro quadri si raccontano storie verosimili di bambini, eco di quelle vere, spesse volte drammatiche, che Milanese ha incontrato nella sua lunga esperienza di Tutore pubblico dei minori della Regione Friuli Venezia Giulia. Egli stesso dice che questo lavoro rappresenta per lui una forma di restituzione, una rielaborazione di quel vissuto, che diventa al contempo testimonianza degli incontri e appello alla sensibilità del mondo adulto. Si affrontano, in forma quasi di canzone, i temi della giustizia, dell’oppressione, dello sfruttamento dei bambini nel mondo. Non sono infatti i bambini il futuro degli adulti, ma al contrario è degli adulti la responsabilità di garantire ai bambini un futuro, anche facendosi carico dei temi più grandi della pace, della giustizia, della tutela della natura e della vita.

Francesco Milanese, personaggio ecclettico di grande capacità espressiva nasce come studioso dei diritti dei minori e si apre alla letteratura al teatro, alla poesia. Presidente dell’Istituto per i Diritti e l’Educazione (IDeE) Libero professionista. Mediatore familiare, Formatore. Consulente per operatori pubblici o privati sulle problematiche relative ai servizi per minori e per la famiglia. È stato per dodici anni Pubblico tutore dei minore della Regione Friuli Venezia Giulia, Michele Pucci all’età di 10 anni inizia lo studio del violoncello, sotto la guida di Mario Brunello. Dopo cinque anni lascia la pratica di questo strumento per cominciare a suonare, da autodidatta, la chitarra classica. Nel frattempo, presa la decisione di diventare musicista professionista, si dedica allo studio della chitarra flamenca, collaborando con ballerine, chitarristi e “cantaores” della scena flamenca italiana e internazionale, sia in concerto che in stages.

04 dicembre 2012, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

LA COTOGNA DI ISTANBUL

reading musicale di Paolo Rumiz
musiche di Alfredo Lacosegliaz
con Paolo Rumiz, Ornella Serafini, Cristina Verità,
Daniele Furlan, Orietta Fossati, Alfredo Lacosegliaz
a cura di Franco Però
produzione Bonawentura — Teatro Miela

Spettacolo tratto dall’omonimo romanzo-canzone, scritto al ritmo di ballata, fascinoso e avvolgente come una storia narrata attorno al fuoco. Racconta di Max e Maša, e del loro amore. Max Altenberg, viennese, incontra a Sarajevo Maša Dizdareviç, “occhio tartaro e femori lunghi”, donna splendida e selvaggia con una storia incredibile alle spalle. Una sera lei gli canta la canzone del frutto giallo, senza sapere che essa contiene il loro destino. Tre anni dopo Maša si ammala e proprio allora l’amore divampa. Da quel momento, all’ombra della “nera signora”, si leva un vento che muove anime e sensi, accende la musica e il verso, mescola lingue, strappa lacrime e sogni e procede al ritmo di ballata. Un’avventura che, alla fine di tutto, porta Max verso le sponde del Bosforo attraverso i luoghi di lei, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione. Le musiche che interpretano e affiancano la narrazione sono state composte nei variegati stili e modi presenti nelle aree geografiche percorse dal racconto. Canti apocrifi e melodie bosniache si alternano a echi di valzer viennese fino a toccare sonorità del prossimo MedioOriente, in un affresco musicale che celebra le musicalità dell’area danubiano-balcanica attraverso suggestioni timbriche e fascinazioni linguistiche.

Paolo Rumiz, giornalista e scrittore italiano, inviato speciale di “Il Piccolo” di Trieste e in seguito editorialista di “La Repubblica”, segue dal 1986 gli eventi dell’area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia ha seguito in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia Erzegovina.
Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l’attacco “Stati Uniti d’America” statunitense all’Afghanistan. Molti suoi reportage narrano i viaggi compiuti, sia per lavoro che per diletto, attraverso l’Italia e l’Europa. Da qualche anno a questa parte compie il canonico viaggio ogni estate, in agosto, raccontandolo di giorno in giorno su “La Repubblica”. Ha vinto il premio Hemingway nel 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia e il premio Max David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato, tra l’altro, Danubio, storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993; 1997), Gerusalemme perduta (2005), Annibale. Un viaggio (2008).

11 gennaio 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GABER SE FOSSE GABER

di e con Andrea Scanzi
produzione Fondazione Giorgio Gaber

Gaber se fosse Gaber è un incontro-spettacolo proposto e prodotto dalla Fondazione Gaber, scritto e interpretato da Andrea Scanzi.In 90 minuti il pubblico assiste allo scorrere di immagini e filmati – spesso inediti – ai quali si alterna l’analisi affabulatoria di Scanzi, fino a diventarne protagonista, con Gaber, emozionando chi lo ha conosciuto e amato, ma soprattutto coinvolgendo quel pubblico giovane che non lo ha potuto conoscere. Dalla vasta produzione dello straordinario artista, Scanzi sceglie di soffermarsi maggiormente sul Teatro-Canzone, da cui trae, ad esempio Quando è moda è moda, Qualcuno era comunista, Io se fossi Dio, analizzando, quasi a “lezione teatrale”, le cifre dell’intellettuale italiano. La presenza scenica, la mimica, la lucidità profetica, il gusto anarcoide per la provocazione e il coraggio (a volte brutale) di “buttare lì qualcosa”, l’avere anticipato così drammaticamente i tempi, fanno del pensiero di Gaber-Luporini, oggi più che mai, un attualissimo riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano.

Andrea Scanzi è giornalista e scrittore. A lungo a La Stampa, è ora firma eclettica del Fatto Quotidiano e MicroMega. Ha pubblicato per Giunti e Mondadori, prima di approdare a Feltrinelli.


Photo Luciano Rossetti © Focus Agency

17 marzo 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

L’ARTE DEL DUBBIO

presenta La Contemporanea

dal libro di Gianrico Carofiglio
versione teatrale di Stefano Massini
con Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani
musiche di Cesare Picco
eseguite dal vivo da Nicola Arata
La voce del serpente è di Gioele Dix
Regia di Sergio Fantoni
produzione La Contemporanea s.r.l.

Un “cabaret del dubbio” dove niente è dato per scontato, una moderna commedia dell’arte articolata in dieci quadri in cui i giochi di parole, lo strumento dell’interrogatorio e la forma del processo fanno sì che Ottavia e Vittorio si divertano a indossare i panni dei tipi più disparati; e lo fanno su un teatrino da fiera di paese, con siparietto, quinte e luci che ricorda il teatro-cabaret brechtiano. Già dall’inizio, Adamo ed Eva, nudi nelle loro sagome, sono stuzzicati dal serpente che, con la voce di Gioele Dix, insinua loro il dubbio, un Dubbio con D maiuscola. In effetti il serpente si sostituisce al creatore con il suo bizzarro decalogo “Io sono il dubbio, non esiste altra verità all’infuori di me”, e diventa il motore che alimenta e suggerisce i diversi episodi che appaiono in scena. Le musiche per 10 strumenti, composte da Cesare Picco, ed eseguite dal vivo dal musicista Nicola Arata, scandiscono i ritmi vivaci dello spettacolo che diventano intensi nei pezzi più impegnati: l’assassinio di Don Peppino Diana a opera della camorra e la morte dei sette operai della Thyssen. “Gianrico Carofiglio – afferma il regista Sergio Fantoni – ha il merito di aver portato, con il suo straordinario libro L’Arte del dubbio, il tema del Dubbio fuori del perimetro strettamente giuridico per lasciare che dilaghi nella realtà quotidiana.”Si parla in effetti dei nostri giorni, di quello che sta al di fuori dei teatri, intorno a noi, di insidie e di trappole nascoste fra le parole e nelle parole.

Si parla della persuasione occulta della pubblicità, delle ambiguità, a dir poco, dei giornali. E in questo strano risiko teatrale che racconta la guerra fra Vero e Falso, tutto scaturisce nientemeno che da verbali autentici di processi italiani. Presi direttamente dai nostri Tribunali, compariranno in scena truffatori e pentiti, poliziotti e camorristi: un’umanità pronta a testimoniare la verità o la menzogna, in quel gigantesco teatrino che si chiama realtà. Una sfida/scommessa con l’obiettivo, tutt’altro che facile, di divertire, oliando gli ingranaggi del nostro senso critico.


Photo © Daniela Zedda

18 aprile 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

BALLATA

di Licia Maglietta da Wisława Szymborska
con Licia Maglietta voce e Angela Annese pianoforte
produzione Parmaconcerti

Zbigniew Preisner
Melodia na dzien dobry
(Melodia del mattino)

Fryderyk Chopin
Preludio op. 28 n. 1
Valzer op. 34 n. 2
La fanciulla
(Canto polacco op. 74 n. 1)
Preludio op. 28 n. 7
Valzer op. 64 n. 1

Zbigniew Preisner
Pozegnanie (Commiato)

Fryderyk Chopin
Preludio op. 28 n. 22
Notturno in do diesis minore
op. postuma /Mazurca op. 59 n. 2 Preludio op. 28 n. 11
Primavera (Canto polacco op. 74 n. 2)
Preludio op. 28 n. 13
Mazurca op. 67 n. 3
Mazurca op. 67 n. 4

Zbigniew Preisner
Melodia na dzien dobry
(Melodia del mattino)

È da tempo che ogni tanto torno a leggere Wisława Szymborska. Avevo raccolto parte del suo lavoro e lo avevo anche letto in pubblico. Ora torno a lei con un’ ispirazione diversa, più chiara, e con un desiderio più profondo (“ogni sapere da cui non scaturiscono nuove domande / diventa in breve morto, perde la temperatura che favorisce la vita”). Ogni volta che scivolo nei suoi versi è come se mi guardassi attorno in nuovi spazi che mi lasciano liberamente, laicamente, dubbiosamente e non definitivamente riflettere sulla vita, la morte e sul senso di un universo in apparenza governato dall’assoluta casualità. Amo il suo stupore che si traduce nel vedere in ciò che è ordinario l’insolito, l’enigmatico, il prodigio e amo il suo forte e profondo senso degli altri (“quattro miliardi di persone su questa terra, / e la mia immaginazione è uguale a prima. / Se la cava male con i grandi numeri. / Continua a commuoverla solo la singolarità.”). Amo la sua ironia, concetto vasto, che non si confonde mai con il dileggio, lo scherno, il disprezzo dell’altro (“io stessa rido un po’ di me e un po’ di voi. Ma non dimentico mai di ridere prima di tutto di me.”). Ho scritto dunque un unico lungo respiro poetico, cantato all’orecchio di ogni spettatore. Le singole poesie legate insieme dalla mia memoria attraverso i Suoi giochi verbali, assonanze e ritmi hanno trovato il loro nuovo spazio in questa Ballata, un lungo canto in prima persona come in prima persona è il canto di Fryderyk Chopin al pianoforte (“Sareste sbalorditi / dal mio virtuosismo al pianoforte”, Elogio dei sogni), che alle parole fa da contrappunto. Un canto limpido e profondo, lucidamente appassionato, nel quale l’idioma quotidiano sa trasformarsi in una lingua poetica capace di illuminare il cuore delle cose. (Licia Maglietta)


Le poesie di Wisława Szymborska sono pubblicate in Italia dall’editore Adelphi, nella traduzione di Pietro Marchesani.

22 febbraio 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

ANTARTICA
LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI SHACKLETON

con Silvia Elena Montagnini
regia di Bobo Nigrone
produzione Onda Teatro Associazione Cuturale
in collaborazione con
Cineteca Storica e Videoteca del Museo Nazionale della Montagna – CAI-Torino

“Cercasi uomini: per una spedizione azzardata. Paga bassa, freddo pungente, lunghi mesi nella più completa oscurità, pericolo costante, nessuna garanzia di ritorno. Onore e riconoscimenti in caso di successo”
The Times, 1913

Questa è una storia vera.
Un’avvincente narrazione che ci presenta uno spaccato degli anni delle grandi esplorazioni: gli inizi del ‘900, e un suo protagonista estremo quanto dimenticato dalla maggior parte del pubblico: Sir Ernest Henry Shackleton.
Nel 1914 il Regno Unito sponsorizza la Spedizione Imperiale Trans-antartica. L’obiettivo degli uomini della spedizione è quello di raggiungere il Polo Sud, attraversarlo con le slitte trainate dai cani per poi essere recuperati dalla nave Aurora nell’altro lato del continente.
La nave che parte si chiama “Endurance”, Resistenza, un nome profetico, ed è capitanata da Shackleton, esploratore di grande esperienza.
L’Endurance viene però bloccata dai ghiacci e distrutta dalla banchisa a migliaia di chilometri dalle più vicine terre abitate. Nel frattempo incombe e arriva il lungo inverno antartico: buio totale per mesi.
Grazie alla forza e al coraggio del capitano che riesce a tenere insieme gli uomini, a trovare stratagemmi per sopravvivere nel corpo e nello spirito a situazioni estreme, che sfida onde alte fino a trenta metri con una scialuppa lunga sette per chiedere soccorso, tutti gli uomini torneranno in Inghilterra sani e salvi un anno e mezzo dopo.
Le grandi avventure hanno da sempre ispirato l’essere umano, che, trovandosi di fronte a enormi difficoltà da superare deve riuscire a mantenere la mente calma, il coraggio fermo, il corpo vigile e resistente, e spesso, per riuscirvi supera i propri limiti e le proprie paure, per questo chi ci riesce è spesso chiamato “eroe”.
La narrazione scorre sul filo della tensione che accompagna la storia del capitano e dei marinai, il tutto coadiuvato da immagini video originali giunte fino a noi attraverso i ghiacci, riprese originali dell’impresa di questo eroico manipolo di uomini.