Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
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Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 11 al 23 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 26 ottobre al 6 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI
Dal 4 dicembre PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI solo per il concerto di Grigory Sokolov

MUSICA
Concerti del 13 novembre, 14 dicembre e 25 aprile intero € 25 – ridotto € 22 – under18 € 10

Concerti del 24 novembre, 21 gennaio, 19 febbraio, 9 marzo e 9 maggio intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

 

PROSA
Spettacolo del 20 dicembre intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

Spettacoli del 18 novembre, 10 dicembre, 18 gennaio, 24 febbraio e 20 marzo intero € 18 –ridotto € 15 – under18 € 10

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico intero o ridotto € 5

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero € 30, Ridotto € 25, Under 18 € 10
Prenotazioni e acquisto biglietti dal 4 dicembre

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

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06 novembre 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Alexander Lonquich

Programma

Ludwig Van Beethoven
Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 in sol maggiore
Sinfonia n. 7 op. 92 in la maggiore

GUIDA ALL’ASCOLTO / IL CONCERTO N. 4 OP. 58 DI L. VAN BEETHOVEN
Gli albori del romanticismo per pianoforte ed orchestra
Sabato 2 novembre ‘13, ore 17.00
Teatro Luigi Bon — Colugna di Tavagnacco

Lezione ideata e condotta dal M° Ferdinando Mussutto ad introduzione del  primo appuntamento musicale della stagione 13/14 della Fondazione Luigi Bon con Alexander Lonquich e la FVG Mitteleuropa Orchestra.

Nel corso del pomeriggio verranno illustrati gli aspetti formali e pianistici innovativi del Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra.
Le spiegazioni saranno accompagnate da ascolti, sia di registrazioni storiche, che di esecuzioni dal vivo del pianista udinese.

Ingresso libero e gratuito


Alexander Lonquich nel 1977 vince il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora tiene concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista. Un importante ruolo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera.
Alexander Lonquich, infatti, nel corso degli ultimi anni ha avuto modo di collaborare tra gli altri con: Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger e Frank Peter Zimmermann, con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or 1992”, il “Premio Abbiati” nel 1993 e il “Premio Edison” in Olanda nel 1994. Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato con la moglie Cristina Barbuti un duo pianistico esibendosi in Italia, Austria, Svizzera, Germania e Norvegia. Nel ruolo di direttore-solista collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova e tra le altre con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs–Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano. Dopo aver effettuato incisioni EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert, ha iniziato una collaborazione con la ECM.

10 gennaio 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

QUARTETTO

Johannes Brahms
Quartetto n.2 op 26 in la magg.
– Allegro non troppo
– Poco Adagio
– Scherzo. Poco Allegro. Trio
– Finale.

AllegroQuartetto n.3 op 60 in do min
– Allegro non troppo
– Scherzo. Allegro
– Andante
– Finale. Allegro comodo

Domenico Nordio violinista, violista e direttore d’orchestra, ha suonato alla Carnegie Hall di New York, alla Salle Pleyel di Parigi, al Teatro alla Scala di Milano, al Barbican Center di Londra e alla Suntory Hall di Tokyo. Nella sua trentennale carriera si è esibito con la London Symphony, la National de France, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, le Orchestre della Radio di Stoccarda, Madrid, Lugano e Sofia, la Sinfonica di Mosca, la Nazionale della RAI e la Nazionale di Spagna. Oggi Nordio è uno dei musicisti italiani di maggiore popolarità internazionale.

Anna Serova violista, figura unica nel panorama internazionale, solistico e della musica da camera. Ha ricevuto negli ultimi anni dediche da alcuni dei più importanti compositori contemporanei. Ricordiamo alcune prime esecuzioni assolute quali quelle Boris Pigovat a Manaus Opera House in Brasile, P. Pessina al Festival di Mosca di Azio Corghi al Teatro Olimpico di Vicenza.
Ha eseguito “Requiem Olocausto” di B. Pigovat a Manaus e “Viola Tango Rock Concerto” del compositore B. Yusupov a Belgrado. Si è esibita come solista nelle più prestigiose sale concertistiche del mondo.

Alexander Hülshoff violoncellista, invitato come solista nelle più grandi orchestre internazionali come la German Radio Philharmonic, la German State Philharmonic, la Czech Philharmonic di Brno, la New Philharmonic di Westphalia. La musica da camera ha un posto di rilievo nella carriera di Alexander Hülshoff. Le sue performance come componente del Bamberg Trio lo vedono collaborare con musicisti di rilievo nelle sale da concerto più rinomate come: la Berliner Philharmonie, Amsterdam Concertgebouw, Rotterdam’s
De Doelen e la Wigmore Hall di Londra.

Filippo Faes pianista, dopo la sua vittoria al Concorso Schubert di Dortmund nel 1989 è stato invitato per sette anni consecutivi come solista con orchestra alla Philharmonie di Colonia e alla Musikhalle di Amburgo, registrando ogni volta il tutto esaurito.
Simile accoglienza hanno avuto il debutto a Monaco, e alla Filarmonica di Berlino, Concertgebouw di Amsterdam “International recitals“ della BBC di Londra, concerti al Mishkenot Center di Gerusalemme. All’attività di solista affianca la musica da camera, la direzione e un vasto lavoro di ricerca nel campo del melologo. Costantemente impegnato in progetti innovativi con l’Ensemble Punto It di cui è direttore artistico, è autore di programmi televisivi sulla musica.

27 gennaio 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GRIGORY SOKOLOV
PIANOFORTE

Programma

F. Chopin
Sonata n. 3 op. 58 in Si minore
10 Mazurche

GUIDA ALL’ASCOLTO

Sabato 25 gennaio ‘14, ore 17.00
Teatro Luigi Bon — Colugna di Tavagnacco
Ingresso libero e gratuito


Grigory Sokolov è oggi considerato uno dei massimi pianisti viventi. I suoi recital ricevono ovunque trionfali accoglienze, la critica esalta la profondità del suo pensiero musicale, l’originalità interpretativa e l’infinito dominio tecnico. Sokolov è uno di quei pianisti che conquista a ogni ascolto, con mezzi squisitamente musicali.
Anti divo per eccellenza, schivo e colto, intimista, Sokolov ha un repertorio tra i più vasti immaginabili: in pubblico ha suonato dalla musica di Perotinus fino ai compositori contemporanei. Nato a Leningrado, ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni e a sedici ha raggiunto fama mondiale vincendo il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky di Mosca. Nella sua carriera Grigory Sokolov ha suonato in tutte le più importanti sale da concerto del mondo e ha collaborato con orchestre quali Philharmonia di Londra, Concertgebouw di Amsterdam, New York Philharmonic, Münchner Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Montreal Symphony, Orchestra del Teatro alla Scala, Filarmoniche di Mosca e di San Pietroburgo. Più di duecento sono i direttori con cui ha condiviso il palcoscenico e tra questi Myung-Whung Chung, Valery Gergiev, Herbert Blomstedt, Neeme Järvi, Sakari Oramo, Trevor Pinnock, Andrew Litton, Walter Weller, Moshe Atzmon, e molti altri.
Da diversi anni Sokolov ha deciso di dedicare la sua attività concertistica esclusivamente al recital per pianoforte solo ed è uno dei pochi pianisti a essere presente nelle maggiori sale europee ogni anno.
Nella stagione 2013-14 il pubblico europeo lo potrà ascoltare alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Tonhalle di Zurigo, alla Filarmonica di Varsavia, all’Auditorium National de Madrid, al Conservatorio di Milano, al Santa Cecilia di Roma e ancora a Monaco, Amburgo, Barcellona, Stoccolma, Helsinki, Lisbona, Lussemburgo, al Klavier Festival Ruhr, al Festival de Colmar e al Festival de La Roque d’Anthéron.

11 febbraio 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

TRIO DES ALPES

Ludwig van Beethoven Trio per archi e pianoforte op. 1, n. 2

Franz Schubert Trio per pianoforte in mi bemolle maggiore, op. 100, D. 929

GUIDA ALL’ASCOLTO

Sabato 8 febbraio ‘14, ore 17.00
Teatro Luigi Bon — Colugna di Tavagnacco
Ingresso libero e gratuito


Individualmente ottimi ma ancor più efficaci nell’azione d’insieme” scriveva la Gazzetta di Mantova in occasione di un concerto tenuto dalla formazione italo – svizzera
Trio des Alpes. Questa è certamente una delle peculiarità di questo ensemble: tre personalità di spicco riunite con l’intento di raggiungere l’essenza di ciò che la musica da camera richiede, cioè di fondere in un dialogo comune personalità musicali distinte al fine di ottenere un unico corpo sonoro.

Mirjam Tschopp ha debuttato all’età di 13 anni sia in qualità di violinista che di violista, conquistando da subito l’attenzione della critica e degli addetti ai lavori esibendosi ancora giovanissima da solista con orchestre quali la WDR di Colonia sotto la direzione di Semyon Bychkov e in formazioni cameristiche insieme a Anne-Sophie Mutter e il Quartetto Mandelring.

Claude Hauri è stato primo violoncello in varie formazioni, dall’Orchestra Giovanile Mondiale in tenera età a formazioni dedite in particolare alla musica contemporanea quali l’“Ensemble Algoritmo“ di Roma o l’Ensemble “Nuovo Contrappunto“ di Firenze, divenendo uno
degli interpreti di riferimento per tale repertorio.

Il pianista Corrado Greco contribuisce in maniera fondamentale alla musicalità del Trio, anche grazie alle sue numerose esperienze cameristiche con partner illustri quali Bruno Canino, Rodolfo Bonucci, Mario Ancillotti, Giovanni Sollima, Mario Caroli, Massimo Quarta, Lorna Windsor, e con membri dei Berliner Philharmoniker.
Il successo e i riconoscimenti ottenuti finora dimostrano la validità di tale lavoro: nel 2012 il Trio des Alpes si è esibito in importanti Festival europei quali il Ljubljana Festival, Nancyphonies, Alba Music Festival, Festival Piano Echos, e per Associazioni prestigiose quali la Società della Musica di Mantova e le Settimane musicali internazionali di Alghero.

28 febbraio 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

TON KOOPMAN CLAVICEMBALO

In sostituzione del concerto del 16/03/2014 del maestro Trevor Pinnock

J. S. Bach
Partita n. 3 in La minore BWV 827
Partita n. 4 in Re maggiore BWV 828
Partita n. 6 in Mi minore BWV 830

GUIDA ALL’ASCOLTO

Sabato 22 febbraio ‘14, ore 17.00
Teatro Luigi Bon — Colugna di Tavagnacco
Ingresso libero e gratuito

 

Ton Koopman è nato a Zwolle in Olanda e accanto agli studi classici si è dedicato allo studio dell’organo, del clavicembalo e della musicologia ad Amsterdam, ricevendo il “Prix d’Excellence” sia per l’organo che per il clavicembalo. Fin dall’inizio la prassi filologica e gli strumenti originali hanno caratterizzato il suo stile esecutivo portandolo a creare all’età di 25 anni la sua prima orchestra barocca. Nel 1979 ha fondato l’Amsterdam Baroque Orchestra, a cui ha fatto seguito l’Amsterdam Baroque Choir nel 1992.
Ton Koopman si è esibito nelle più importanti sale da concerto e nei più prestigiosi festival dei cinque continenti. Come organista ha suonato sui preziosi strumenti antichi esistenti in Europa, mentre come clavicembalista e direttore dell’Amsterdam Baroque Orchestra & Choir ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, al Théatre des Champs-Elysées di Parigi, al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna, Philharmonie di Berlino, Lincoln Center di Carnegie Hall di New York, Suntory Hall di Tokyo così come a Londra, Bruxelles, Madrid, Roma, Salisburgo, Copenhagen, Lisbona, Monaco e Atene.
Ton Koopman svolge un’intensa attività come direttore ospite e ha lavorato con le principali orchestre del mondo tra le quali spiccano Filarmonica di Berlino, Royal Concertgebouw di Amsterdam, Orchester des Bayerischen Rundfunks, Tonhalle Orchester di Zurigo, Wiener Symphoniker Orchestre Philharmonique de Radio France, Boston Symphony, Chicago Symphony, New York Philharmonic, San Francisco Symphony, così come Cleveland Orchestra, dove è artista residente.

01 marzo 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

GORI-TAVOLAZZI QUARTET

Ares Tavolazzi contrabbasso
Nico Gori clarinetto
Renato Strukelj pianoforte
Luca Colussi batteria

Ingresso concerto
Interi 10 euro
Ridotti (iscritti al seminario) 5 euro

Work in Progress

Lezioni collettive e laboratorio di musica d’insieme
per tutti gli strumenti e cantanti

Docenti
Ares Tavolazzi contrabbasso e basso
Nico Gori clarinetto e sax

Giornate
Sabato 1 e domenica 2 marzo ‘14

Luogo
Fondazione Luigi Bon

Programma del seminario

Sabato 1 marzo
10.15 – 11.00 Iscrizioni e presentazione del seminario
11.00 – 13.00 Lezione collettiva
15.00 – 18.00 Musica d’insieme
20.45 Concerto Gori-Tavolazzi Quartet

Domenica 2 marzo
11.00 – 13.00 Lezione collettiva
15.00 – 18.00 Musica d’insieme

Iscrizioni e costi

Pre-iscrizione tramite e-mail a: renato.strukelj@gmail.com o al 335 5912968.

16 marzo 2014, ore 20:45,

CONCERTO SOSPESO — TREVOR PINNOCK

Si comunica che, a causa dell’annullamento dell’intera tournée del maestro Trevor Pinnockil concerto previsto domenica 16 marzoverrà sospeso.

In sostituzione, verrà proposto il clavicembalista TON KOOPMAN con un programma monografico su J. S. Bach /Partite n. 3 – 4 – 6.

Il cambio prevede, inoltre, uno spostamento di data e il concerto si terrà VENERDì 28 FEBBRAIO ‘14. Ora e luogo rimangono invariati.

Vai al programma per Ton Koopman

09 aprile 2014, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

MARTIN KASÍK / AMAURY DU CLOSEL
I SINFONICI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Robert Schumann
Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54
– Allegro affettuoso
– Intermezzo: Andantino grazioso
– Allegro vivaceSinfonia n. 2 in Do Maggiore Op. 61
– Sostenuto assai
– Allegro, ma non troppo
– Scherzo: Allegro vivace
– Adagio espressivo
– Allegro molto vivace

Martin Kasík pianista, dopo gli studi presso il Conservatorio Janácek di Ostrava, e presso Academy of Music and Performing Arts in Prague, ha vinto una serie di prestigiosi concorsi tra cui ricordiamo solo il Prague Spring International Music Competition, lo Young Concert Artists Competition, the 2000 Davidoff Prix e l’Harmonie Magazine Award. Ha suonato presso sale di assoluto prestigio quali: Berlin Philharmonic Hall, Wigmore Hall, Tonhalle in Zurigo, Gewandhaus Leipzig, Concertgebouw in Amsterdam, Rotterdam´s De Doelen, Finlandia Hall in Helsinki, l ‘Auditorio di Barcellona, Carnegie Hall´s Weill Recital Hall, Alice Tully Hall e Avery Fisher Hall, Kennedy Center in Washington D.C., Tokyo´s Suntory Hall, Victoria Concert Hall in Singapore, e molte altre. In qualità di solista ha suonato con: Chicago Symphony Orchestra, Minneapolis Symphony Orchestra, Deutsches Symphonie Orchester Berlin, Tonhalle-Orchester Zurich, Stuttgarter Philharmoniker, Rotterdam Philharmonic Orchestra, Helsinki Philharmonic Orchestra oltre che ovviamente Czech Philharmonic Orchestra e Prague Symphony Orchestra. La sua discografia comprende 12 cd della Supraphon e della ArcoDiva.

Amaury du Closel direttore e compositore, dopo gli studi a Parigi e Vienna e il perfezionamento con Pierre Boulez e Vladimir Delman si classifica semifinalista ai concorsi di Parma, Tokyo e Besançon e vince l’International Conductor’s Competition di Lugano. Già Direttore Musicale della Camerata di Versailles, orchestra con la quale ha svolto 350 concerti in Francia, U.K., Germania, Svizzera, Grecia, Iugoslavia ecc., della Paris Chamber Opera e della Sinfonietta di Chambord, Orchestra della Regione Centrale, attualmente è Direttore Musicale della Opéra Nomade, compagnia nazionale d’opera itinerante e Direttore Artistico del Voix Etouffées Festival (Paris), dedicato ai compositori perseguitati dal Terzo Reich. È Direttore della Tirgu-Mures Philharmonic Orchestra e direttore principale della Romanian Radio National Orchestra e Television Chamber Orchestra. Ha inoltre diretto numerose orchestre in tutto il mondo.

11 aprile 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

MARIO BRUNELLO VIOLONCELLO
QUARTETTO HUGO WOLF

L. van Beethoven
Quartetto per archi in Do diesis minore, op. 131

F. Schubert
Quintetto per archi in Do maggiore, op. post. 163, D 956

Biglietti
Interi 25,00 €
Ridotti 20,00 €

16 aprile 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

LYA GRUBERT VIOLINO
CLAUDIO PIASTRA CHITARRA

F. Schubert
Sonata in la min. D821 detta “Arpeggione”
– Allegro moderato
– Adagio
– Allegretto

N. Paganini
Sonata Concertante in La magg.

E. Ysaye
Sonata – n°6 in Mi magg.

H. Villa Lobos
1 Preludio 1 Studio

M. De Falla
Sei Canzoni Popolari Spagnole
– El Paño Moruno Allegro vivace
– Nana Calmo e sostenuto
– Cancion Allegretto
– Polo Vivo
– Asturiana Andante tranquillo
– Jota Allegro vivo

 

Ilya Grubert violinista, considerato uno studente di talento eccezionale, ha debuttato all’età di quattordici anni, proseguendo i suoi studi con famosi insegnanti russi quali Yuri Yankelevich e Zinaida Gilels, perfezionandosi in seguito con il celebre violinista Leonid Kogan al Conservatorio di Mosca. Ilya Grubert ha riscosso il suo primo successo internazionale al premio Sibelius di Helsinki nel 1975. Successivamente ha vinto il primo premio a due prestigiosi concorsi internazionali: il Paganini di Genova e il Tchaikovsky di Mosca nel 1978. Da quel momento ha iniziato una brillante carriera che lo ha portato a esibirsi come solista con le più prestigiose orchestre del mondo e direttori suonando nelle sale più importanti. Nel gennaio ‘96 ha vinto il Diapason d’Or per le sue incisioni dei concerti di Sibelius e Bruch. Recentemente ha realizzato con l’etichetta Chandos la registrazione dei due concerti di Paganini, del concerto di Arutunian e del primo di Prokofiev. Ilya Grubert risiede attualmente in Olanda, dove é docente al Conservatorio di Rotterdam. Ilya Grubert suona un violino Pietro Guarnieri di Venezia del 1740, ex Wieniawski.

Claudio Piastra chitarrista, dall’esordio, all’età di 14 anni, ad oggi è invitato a tenere concerti in Festivals e Rassegne internazionali in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, America del Sud, Medio Oriente e India. Come solista ha collaborato e collabora con orchestre, direttori e solisti prestigiosi tra cui: Grande Orchestra di Stato di San Pietroburgo, Filarmonica di Bruch, Mettensis Sinphony Orchestra, I Solisti del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Sinfonica A. Toscanini, Orchestra del Teatro Regio di Parma, National Academic Great Opera Theatre della Bielorussia. Si è esibito in duo col grande chitarrista venezuelano Alirio Diaz. Numerose sono le sue apparizioni televisive, sia in Italia che all’estero, sui canali nazionali o satellitari. Ha tenuto Corsi e Stage di perfezionamento in varie parti d’Italia e all’estero.

24 ottobre 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

LA FABBRICA DEI PRETI

di e con Giuliana Musso

Entriamo assieme nella grande fabbrica silenziosa. Prima, pero togliamo il cappello e fermiamoci un attimo a pregare per tanta manovalanza sacrificata e rovinata in tutti questi anni e secoli. E, facendo uno sforzo, spendiamo un requie anche per le maestranze. Forse anche loro vittime di un sistema che uccideva l’uomo illudendosi di onorare quel Dio che l’aveva creato a sua immagine e somiglianza.

Da “La fabriche dai predis” di don Antonio Bellina i seminari degli anni ’50 e ’60 hanno formato una generazione di preti che oggi si appresta ad andare in pensione. Una generazione che fa il bilancio di una vita. Una vita da preti che ha attraversato la storia contemporanea e sta assistendo al crollo dello stesso mondo che li ha generati. La dimensione umana dei sacerdoti e un piccolo tabù della nostra società sul quale vale la pena di alzare il velo, non per alimentare morbosa curiosità per alcuni comportamenti nascosti, ma per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina. I seminari di qualche decennio fa hanno operato per dissociare il mondo affettivo dei piccoli futuri preti dalla loro dimensione spirituale e devozionale. Molti di quei piccoli preti hanno trascorso la vita cercando coraggiosamente uno spazio in cui ciò che era stato separato e represso durante la loro formazione si potesse riunire e liberare. A questi preti innamorati della vita ci piacerebbe dare voce e ritrovare insieme a loro la nostra stessa battaglia per “tenere insieme i pezzi”.

collaborazione all’allestimento Massimo Somaglino
assistenza tecnica Claudio Parrino
ricerche fotografiche Tiziana Di Mario
ricerche bibliografiche Francesca Del Mestre
produzione La Corte Ospitale

 

30 novembre 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

MINIERE

di e con Aida Talliente

musica Mirko Cisilino
disegno luci Luigi Biondi
scenografia Tommaso Pascutti
fotografie Danilo De Marco
grafica Massimo Staich
foto di scena Claudio Cescutti

È la storia di una comunità di minatori in un piccolo paese sperduto tra le montagne, la cui vita dipende dall’esistenza di una grande cava di zinco e piombo. Nel 1991 la miniera viene chiusa come tanti altri giacimenti d’ Italia. Chiudere la miniera significa far morire il paese, perdere un lavoro sicuro, la propria casa, tutto. Inizia così uno sciopero

che coinvolge l’intera comunità: i minatori occupano la miniera per 17 giorni a 500 metri sotto terra in condizioni durissime, le donne li sostengono, manifestando in paese e dando vita a presìdi in cui preparano da mangiare, protestano, pregano, fanno riunioni, sempre in prima linea.
Una storia di lotta dunque, che termina con una sconfitta. La miniera chiude. Dopo tanti anni, il paese si è svuotato, ma molti di loro ancora vivono lì, ancora orgogliosi di
quel loro amato e odiato lavoro, che li lega profondamente a quella montagna, a quelle gallerie buie che hanno
percorso per tutta una vita, e che ancora li fanno commuovere e vibrare.
Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente dove si è: basta scavare”. T. Terzani

si ringrazia
– Cooperativa minatori Nuova Raibl (Cave del Predil)
– Associazione minatori Nuova Raibl
– Associazione Giorgio Ferigo
– Associazione Amici del Teatro (Artegna)
– Gabriella Cecotti PIC (Codroipo)
– Associazione 0432
in collaborazione con
– Associazione culturale “Lacasadargilla” Roma
– Teatro Club Udine

06 dicembre 2013, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

LA VITA CONDOMINIALE DI JOHNNY DEPP

liberissimamente ispirato a Oblomov
con Gene Gnocchi e Marco Manchisi

testi di Eugenio Ghiozzi, Ugo Cornia, Simone Bedetti
regia Paolo Billi
produzione ITC 2000 s.r.l.

Gene dà anima e corpo a Zachar, il tuttofare di un Johnny Depp, ormai ritiratosi a vita privata, continuamente sprofondato nella lettura di un romanzo russo sulla vita di un certo Oblomov. Depp, rintronato dalle cannonate dei film dei pirati, è stanco di entrare/saltare/buttarsi nei film di Tim Burton; ora il suo vascello è un divano, ma continua a vestirsi come Jack Sparrow, con le occhiaie e la faccia pallida; caracolla avanti e indietro, ormai convinto dell’inutilità di qualsiasi azione umana eccetto una: il non far nulla. Zachar però non si rassegna a vederlo così, vinto dall’inedia, e continua a proporgli appuntamenti, notizie, informazioni, riflessioni che pazientemente ricerca su Wikipedia, Wikiquote, Wikifeet, Wikitravel, Wikitude. S’innesca così tra i due un continuo cortocircuito esilarante sul senso della vita, della morte e dell’impatto ambientale del Diesel Power. In un crescendo di situazioni travolgenti si arriverà a un epilogo inaspettato: è mai esistito veramente Johnny Depp come lo abbiamo conosciuto? E se sì perché non partecipò a quella riunione di condominio? E soprattutto, perché proprio quel giorno passò a miglior vita, senza un segnale o un messaggio, lasciando un’ eredità di impegni da disdire, che mai avrebbe onorato. La risposta è qui?

 

22 dicembre 2013, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

LA VITA NON È UN FILM DI DORIS DAY

di Mino Bellei
Regia e interpreti Claudio DeMaglio, Claudio Mezzelani e Massimo Somaglino
Costumi Giulia Giavedoni
Trucco Anna Pia Bernardis
Realizzazioni sceniche Stefano Tonizzo
Produzione Vettori Ultramondo

Remake di un memorabile spettacolo anni ’90, in cui tre attori friulani, beniamini del pubblico regionale, si rivestono per la seconda volta dei panni en travesti  di tre adorabili vecchiette, messe al bando dagli altri ma ancora piene di vitalità e capacità di illusione. Sono Angiolina (Claudio Mezzelani), che di cervello ne ha sempre avuto poco e vive ancora nella sua bolla di niente; Amalia (Claudio de Maglio), già attrice di successo e di fascino, ma ormai sull’orlo della nevrosi e del tracollo economico; infine Augusta (Massimo Somaglino), dispotica, saccente, intransigente con gli altri e con se stessa, ricca sfondata e brutta da far paura, ma  intelligente e di proverbiale tracotanza negli scontri con le amiche.

Le “ragazze” hanno fatto insieme l’asilo, le elementari, le medie, le superiori e l’università. Vedove, madri di figli che non le vogliono vedere e che non telefonano, invise (o abbandonate) da parenti e conoscenti, le amiche si vedono sì e no due volte l’anno, ma da dodici passano Natale e Santo Stefano nella casetta di campagna di Amalia. Ed ecco che nell’ultimo Natale si osano dire cose che per decenni non sono state dette… 
Tra comicità leggera e un filo di malinconia, è un piccolo affresco agrodolce che affronta anche la solitudine della vecchiaia, dimenticata nel gran circo distratto del mondo contemporaneo.

18 gennaio 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

IL TORMENTO E L’ESTASI DI STEVE JOBS

tratto da “The Agony and Ecstasy of Steve Jobs” di Mike Daisey
con Fulvio Falzarano
traduzione e adattamento di Enrico Luttmann
regia Giampiero Solari
video Cristina Redini
luci Paolo Giovanazzi
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

tratto da “The Agony and Ecstasy of Steve Jobs” di Mike Daisey
con Fulvio Falzarano
traduzione e adattamento di Enrico Luttmann
regia Giampiero Solari
video Cristina Redini
luci Paolo Giovanazzi
produzioneTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Steve Jobs: un’icona del XXI secolo. Il suo ingegno ha cambiato il mondo, nessuno è rimasto escluso – nella nostra civiltà – dall’estetica e dagli agi della sua tecnologia. Di più: la sua utopia è stata determinante nell’immaginario collettivo. Basta pensare al suo celebre discorso agli allievi della Stanford University: «Siate affamati. Siate folli» easortazioni a non omologarsi, a osare che dal 2005 continuano a rimbalzare sul web. Come accade sempre per figure tanto straordinarie, anche quella di Jobs – e ancor più della sua Apple – presenta però dei lati oscuri e Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano li evidenzia in un testo dinamico e acutamente critico. Un tipo di teatro che si fa strumento di discussione viva e che ha suscitato notevoli reazioni polemiche: la Apple ha dovuto fare delle precisazioni, ma anche Daisey si è visto costretto a dare conto di alcune sue “interpretazioni artistiche” non proprio rispondenti al vero, tanto che il suo testo continua a essere aggiornato e dettagliato. Daisey è un convinto “seguace del culto di Mac”: ripercorre entusiasta i traguardi di Jobs esternando – in un divertente contrappunto – le sue (e nostre) smanie per ogni nuova creazione con la “mela”. «Steve è stato bravissimo – scrive – ci ha costretto ad aver bisogno di cose che non sospettavamo nemmeno di volere»: e così vai con i coloratissimi iPod, con gli iPhone, con la libertà assicurata dall’iPad… Libertà e purezza: l’attenzione al design e la tecnologia “alla portata di tutti” di Apple ci avevano forse illuso. Dietro il successo però c’è altro. L’assemblaggio dei nostri preziosi computer avviene a Shenzen, in fabbriche dove non esistono tutela né diritti degli operai, dove piccole mani di dodicenni puliscono i vetri degli iPhone con una sostanza tossica che li condannerà a un invalidante tremore… Fabbriche dove in nome del profitto 430.000 operai sono trattati da “ingranaggio umano” e dove il problema dei suicidi dei lavoratori si è affrontato installando reti sotto i capannoni. La Apple può ignorarlo? Daisey denuncia, non condanna: augurandosi forse che la consapevolezza collettiva faccia sì che quella mela che illumina i nostri oggetti più amati, possa un giorno non nascondere alcun marciume.

Foto di GIORGIO MESGHETZ

04 febbraio 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

INTERVISTA
DI THEODOR HOLMAN

con Viola Graziosi e Graziano Piazza
tratto dal film di Theo Van Gogh
traduzione di Alessandra Griffoni
regia Graziano Piazza
scene Francesco Mari
costumi Sabrina Chiocchio
musiche originali Andrea Nicolini
assistente alla regia Elisabetta Canu
disegno luci Gill Mc Bride
fonica e video Valerio Rodelli
produzione Associazione Culturale In Forse

Intervista è l’adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh, regista olandese assassinato nel 2004 da un fondamentalista islamico per il cortometraggio Submission, che denunciava la posizione d’inferiorità della donna araba. La questione femminile è centrale anche in questo testo (del 2003) in cui la famosissima Star di soap opera Katia, è messa ‘sotto accusa’ dal giornalista politico Pierre Peters, mandato contro voglia ad intervistarla la sera della caduta del governo. L’incontro tra i due inizia in maniera disastrosa e si trasforma rapidamente in una battaglia spietata. Non si distingue più la verità dalla menzogna, né il vero dal falso. Lui sembra appartenere alla cruda realtà, mostrando le ferite procurate dalla guerra. Lei pare non avere nulla di vero, vantando le sue tette finte e la capacità di piangere a comando, ambasciatrice di una cultura pop ai limiti del trash. La lotta dei sessi è anche guerra di culture e classi, dove ciascuno rimane fedele ai propri pregiudizi generazionali e al proprio habitat professionale. Di chi fidarsi quando si assiste al loro confronto? Chi dice il vero? La pièce diventa una disperata ricerca degli ultimi rimasugli di inter-vista “tra” esseri umani; zona grigia “tra” verità e menzogna; trincea in cui il giornalista esplora il territorio femminile con le modalità ciniche di un corrispondente di guerra, a cui l’attrice risponde con le armi della seduzione fino a scardinare in lui le più oscure realtà.

Theo Van Gogh (1957–2004) è stato un regista, attore, produttore televisivo, sceneggiatore, conduttore televisivo, pubblicista, scrittore, cineasta e attivista olandese. Discendente dal fratello del celebre pittore Vincent Van Gogh, era ritenuto persona tollerante nei rapporti individuali, ma nei suoi articoli attaccava duramente politici, giornalisti, e tutti coloro che facessero “parte del sistema”. In conseguenza di ciò fu licenziato più volte dai giornali per i quali lavorava, e fu infine costretto a scrivere solo sul suo sito chiamato “De Gesonde Roker” (“Il fumatore in salute”). Era un uomo di sinistra come da tradizione politica della sua famiglia, amico di Pim Fortuyn, anche lui impegnato contro l’islamismo e assassinato nel 2002.

14 marzo 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

PREDIS

Teatro Incerto
di e con Fabiano FantiniClaudio Moretti ed Elvio Scruzzi

elementi scenografici Luigina Tusini
musiche Glauco Venier
una co-produzione Teatro Incerto
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

Ogni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora stanco degli uomini”.

Tra le prime battute di Predis, questo bellissimo aforisma di Tagore diventa il messaggio attorno al quale si dipana la vicenda che vede protagonisti tre uomini dietro una porta. Tre sacerdoti in una sala d’attesa. Fin qui nulla di strano, se non fosse che la porta dietro la quale stanno aspettando è quella di un Reparto di Ostetricia. La partoriente è una donna che, per diversi motivi, sta molto a cuore a tutti e tre: un’immigrata a cui loro hanno dato accoglienza e aiuto per inserirsi nel tessuto sociale. Ma ciò che rende i tre preti ancor più partecipi al lieto evento è il fatto di non sapere chi sia il padre del bambino che sta per nascere. Ed è per questo che, con lievità, assumono su di sé il ruolo di padri teneri, preoccupati, amorevoli. Sentimenti che li portano a fare i conti con le maldicenze di qualche parrocchiano, i pregiudizi, ma soprattutto con i loro dubbi, con il loro stesso bisogno di paternità. In attesa della chiamata il tempo si sospende: sarà una lunga notte. Natale è alle porte. Il luogo in cui si svolge l’azione diventa spazio dell’anima: l’ospedale si fa deserto, labirinto, cielo stellato. E giungono messaggi misteriosi che invitano i tre a mettersi in cammino. Con l’inconfondibile leggerezza delle commedie del celebre trio del Teatro Incerto, Predis è soprattutto omaggio a quei preti che si trovano a vivere le loro piccole grandi battaglie nella solitudine e nell’indifferenza, dimenticati e derisi da un mondo che, come diceva David Maria Turoldo, “non perdona ai sacerdoti”.