Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
info@fondazionebon.com
info@pec.fondazionebon.com

Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 11 al 23 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 26 ottobre al 6 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI
Dal 4 dicembre PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI solo per il concerto di Grigory Sokolov

MUSICA
Concerti del 13 novembre, 14 dicembre e 25 aprile intero € 25 – ridotto € 22 – under18 € 10

Concerti del 24 novembre, 21 gennaio, 19 febbraio, 9 marzo e 9 maggio intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

 

PROSA
Spettacolo del 20 dicembre intero € 20 – ridotto € 17 – under18 € 10

Spettacoli del 18 novembre, 10 dicembre, 18 gennaio, 24 febbraio e 20 marzo intero € 18 –ridotto € 15 – under18 € 10

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico intero o ridotto € 5

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero € 30, Ridotto € 25, Under 18 € 10
Prenotazioni e acquisto biglietti dal 4 dicembre

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

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Armonie in corte ↑ torna su

07 luglio 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

ECHI DEL NOVECENTO

D. Milhaud Suite per clarinetto, violino e pianoforte
B. Furrer Lied per violino e pianoforte
A. Cavallari Studies for Improvisations per clarinetto, violino e pianoforte
L. Dalla Piccola Tartiniana Seconda per violino e pianoforte
L. Bernstein Sonata per clarinetto e pianoforte
A. Piazzolla Verano Porteño (Estate) dalle Stagioni di Buenos Aires

FLAME Florence Art Music Ensemble propone un approccio nuovo alla musica
contemporanea e del novecento, coinvolgendo ogni anno giovani musicisti professionisti
provenienti dall’Italia e dal resto d’Europa in progetti su larga scala quali: i concerti
di musica da camera per festeggiare il centesimo compleanno di Elliott Carter,
il giorno dedicato a John Cage a Palazzo Vecchio a Firenze, diversi progetti cross-over
tra spettacoli teatrali e nuove tecnologie. L’ensemble tiene concerti dedicati ai più
famosi compositori italiani contemporanei: S. Sciarrino, L. Berio, F. Romitelli. Collabora
regolarmente con giovani compositori, organizza Call for Scores (2013, 2015) e il festival
Firenze Suona Contemporanea. Nel 2013, sotto la direzione di Claudio Ambrosini tiene
il concerto di apertura per il London Ear Festival 2013, trasmesso dalla BBC Radio 3
e diventa ensemble in residence del festival stesso. Nello stesso anno inaugura il Weimar
Spring Contemporary Music Festival. In autunno terrà una lezione-concerto sulla
musica europea del novecento e contemporanea alla Columbia University di New York.


INGRESSO AI CONCERTI
BIGLIETTO € 8,00
I biglietti sono acquistabili tutti i martedì a partire dalle ore 20.00 in Corte Morpurgo, prima del concerto.

INFO
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www.udinecultura.it
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Via Savorgnana, 12 – Udine
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In caso di maltempo tutti gli appuntamenti in programma si trasferiscono in Sala Ajace.

ARMONIE IN CORTE rientra fra le iniziative comprese nel programma Udine 1914 – 2018
STORIE IN CORSO.

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14 luglio 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

VIOTTI VS MOZART

W. A. Mozart Quartetto in Sol minore per pianoforte ed archi
G. B. Viotti Quartetto Concertante in Fa maggiore
W. A. Mozart Quintetto per clarinetto e quartetto d’archi in La maggiore

Quasi coetanei, l’uno italiano e l’altro austriaco, vissero per alcuni anni nella capitale
francese dove si influenzarono reciprocamente ed espressero il loro talento
compositivo. Interpreti di questo programma, uno dei più conosciuti violinisti italiani
Franco Mezzena, che ha inciso oltre 60 CD tra cui recentemente l‘integrale dei 29
Concerti di G. B. Viotti e numerosi inediti paganiniani e la talentuosa violinista Nancy
Barnaba attualmente impegnata in una serie di concerti nel panorama internazionale
per due violini con lo stesso Mezzena, con il quale suona in duo dal 2011. Fanno parte
del quartetto d’archi il violista e camerista di vaglia internazionale Luca Ranieri,
già prima parte dell’Orchestra Sinfonica della RAI e dell’Orchestra del Teatro S. Carlo
di Napoli. Al violoncello Maria Cecilia Berioli solista e camerista affermata che ha
collaborato come prima parte nell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e
presso il Teatro Comunale di Bologna. Si aggiungono al quartetto d’archi Federica Repini
al pianoforte e Claudio Mansutti al clarinetto, duo che sta svolgendo intesa attività
cameristica in tutta Europa, suggellata dal recente debutto al Carnegie Hall di New York.

 

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Concerto organizzato dall‘Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con ARMONIE IN CORTE


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21 luglio 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

ANTONIO BALLISTA E MASSIMO GIUSEPPE BIANCHI

J. Brahms Variazioni su un tema di Schumann op. 23
R. Schumann Bilder aus Osten, op. 66 Sei improvvisazioni
F. Schubert Allegro in La minore Lebensstürme D 947
I. Albeniz Pavana-Capriccio op. 12
X. Montsalvatge Tres Divertimentos sobre autores olvidados

Antonio Ballista Pianista, clavicembalista e direttore d’orchestra. Dal 1953 suona
in duo pianistico con Bruno Canino. Ha suonato sotto la direzione di Abbado,
Bertini, Boulez, Brüggen, Chailly, Maderna e Muti e con l’Orchestra della BBC,
il Concertgebouw, la Filarmonica d’Israele, la Scala di Milano, i Wiener Philarmoniker,
la London Symphony, l’Orchestre de Paris, le Orchestre di Philadelfia e Cleveland
e la New York Philarmonic. Ha effettuato tournée con Berio, Dallapiccola e Stockhausen
ed ha collaborato con Boulez, Cage e Ligeti. È fondatore e direttore dell’ensemble
Novecento e Oltre. La sua passione per la letteratura liederistica lo ha portato
a collaborare con i cantanti: R. Abbondanza, M. Aparta, A. C. Antonacci, M. Bacelli,
G. Bertagnolli, M. Beasley, C. Berberian, P. Bryn-Julson, A. Caiello, L. Castellani…

Massimo Giuseppe Bianchi Ospite come pianista di numerose istituzioni musicali
e di festival di prestigio tra i quali: “Settembre Musica” di Torino, Accademia Filarmonica
Romana, I Concerti del Quirinale e la Columbia University (NYC), collabora con gli artisti
B. Canino, A. Ballista, L. Lombardi, M. Makarski, M. Sirbu, G. Corti, L. Windsor, L. Avanzi
e il jazzista italiano Enrico Pieranunzi e gli ensemble Aron Quartett, Interpreti Italiani,
Orchestra da Camera di Mantova.

 

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28 luglio 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

DUO ALBERTO TESSAROTTO E SOFIA GELSOMINI

G. Martucci Sonata per violino e pianoforte op. 22
A. Bazzini Fantasia su “La traviata” di G. Verdi
G. Fauré Sonata n. 1 op. 13

Sofia Gelsomini Ha seguito vari masterclass e corsi di perfezionamento internazionali. Attualmente studia con I. Grubert. Ha frequentato il Corso di Alto Perfezionamento presso l’Accademia Fondazione “Stauffer” di Cremona con S. Accardo. Ha vinto i concorsi “Premio Nazionale delle Arti” indetto dal MIUR, la XVI Rassegna Musicale Migliori Diplomati D’Italia Castrocaro Classica per la quale ha inciso un CD pubblicato sulla rivista Suonare News, il Concorso Internazionale George Georgesu – Tulcea – Romania, il Concorso “F. Pavia” Castel S. Giovanni (PV) e il Concorso Internazionale “D. Caravita”.

Alberto Tessarotto Perfezionatosi con i Maestri Perticaroli, Speranza, Ciccolini, Lovato, Zaharieva, Leimonì, Troull, Jacobson e Turissini, è vincitore di primi premi e borse di studio in numerosi concorsi nazionali, internazionali e masterclasses.
Nel 2010 ha vinto a Castrocaro Terme la Rassegna dei Migliori Diplomati dei Conservatori d’Italia e la registrazione di un CD distribuito dalla rivista “Suonare News”. Si è esibito al Teatro La Fenice di Venezia, aggiudicandosi il Terzo Premio al prestigioso concorso Premio Venezia.


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04 agosto 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

DUO DES ALPES

B. Martinu Variazioni su un canto popolare slovacco H 378
J. Brahms Sonata per violoncello e pianoforte in Mi min. op. 38
D. Popper Gavotte, Tarantella op. 33
N. Paganini Variazioni sul tema “Mosé” di Rossini, su una corda

Claude Hauri violoncello solista dell’Ensemble Algoritmo di Roma, ha suonato come primo violoncello nella Youth World Orchestra. In qualità di solista con orchestra si è esibito negli ultimi anni con numerose orchestre tra cui: l’Orchestra di Fiati della Svizzera Italiana, l’Orquesta Sinfonica Nacional Argentina, l’Orchestra della Svizzera italiana, l’Orquesta Sinfonica de Entre Rios, l’Orquesta Sinfonica Uncuyo, l’Ensemble Nuovo Contrappunto di Firenze. Numerosi i concerti trasmessi in diretta radiofonica per emittenti quali SSR RSI, DRS, RAI e incisioni discografiche, l’ultima lo vede impegnato con la violinista Bin Huang (Brilliant Classics).

Corrado Greco Suona stabilmente come solista e con orchestra per importanti istituzioni musicali italiane ed estere, collaborando con gruppi da camera e solisti di fama quali: M. Ancillotti, Arturo e Rodolfo Bonucci, M. Caroli, M. Quarta, G. Sollima, T. Vassiljeva, L. Windsor. Recentemente ha tenuto alcuni concerti a due pianoforti con Bruno Canino, ha eseguito il Concerto di Chausson per Milano Classica, il Primo Concerto di Šostakovič con l’Orchestra da Camera di Praga e il Quintetto di Dvorak con l’Amarcord Quartett Berlin (componenti dei Berliner Philharmoniker); ha eseguito il Triplo Concerto di Beethoven nella Sala Filarmonica di Trento.

 

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11 agosto 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

DISSONANZE

J. Brel La Chanson des Vieux Amants
A. Piazzolla Adiòs Nonino, Triunfal
G. Puccini E lucevan le stelle
F. Furia Resolzas

Fusione e contaminazione, equilibrio e tecnica, ma anche immaginazione ed improvvisazione. Sono questi gli elementi che caratterizzano “Dissonanze”. Nelle composizioni originali di Fabio Furia, vere protagoniste dello spettacolo, trovano sintesi gli studi classici e il suo eclettico percorso dalla musica da camera alla world music, dal tango al jazz. Una progressiva maturazione stilistica certamente influenzata dalla figura di Astor Piazzolla, la cui impronta timbrica e armonica è sempre presente tra le righe. Il risultato è un’interessante sintesi tra il mondo sonoro del jazz e quello del tango nuevo. Un mélange di forza e passione, energia e pathos, in cui si riconoscono, però, anche suggestioni classiche, nel rigore della composizione ispirata all’equilibrio della forma e al contrappunto dei grandi del passato, ma pur sempre con uno sguardo alle avanguardie contemporanee.

 

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18 agosto 2015, ore 21:00, Corte Palazzo Morpurgo

L’ATTESA!… DAS WARTEN!…

Un teatro chiuso al pubblico una mattina d’inverno del 1925. Il vecchio confine fra l’Italia e l’Austria-Ungheria è poco lontano e gronda ancora di ricordi sanguinosi della Grande Guerra. Un gruppo di ex-combattenti decide di celebrare il Decennale (1915-1925), ma con chi schierare la propria Anima? Giurare fedeltà assoluta al Melos italiano tra Verdi e Puccini… o sostenere la migliore tradizione musicale d’oltralpe, da Beethoven a Richard Strauss?

Portare Luce nel Mondo dei Suoni anche per i poco noti o i dimenticati, questo è l’intento del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum, struttura di produzione artistica per la valorizzazione di partiture musicali e teatrali, sia di repertorio che di prima esecuzione. Attivo in Italia e all’estero dal 1995, il Lumen Harmonicum sviluppa con cura e dedizione progetti organici relativi alla storia della musica antica e contemporanea.


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Domeniche al Bon ↑ torna su

14 dicembre 2014, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

In trappola!

Gruppo teatrale
Le prime Lus di Colugna

Liberamente ispirato alla commedia di Robert Thomas
Adattamento a cura di Le prime Lus di Colugna
con Mario Picco, Francesco Clemente, Renzo Lavia, Eliana Lodolo, Anna Toppano
Regia Arianna Zani
Disegno luci Maurizio Piron e Arianna Zani

Un uomo si vede piombare davanti una sconosciuta che dichiara di essere sua moglie. Lui non la riconosce, le dà della pazza, dell’imbrogliona, ma incredibilmente anche il prete del paese sembra conoscere la donna.

A che gioco stanno giocando? L’ansia del marito accompagna le indagini senza esito della polizia, mentre l’intrigo si accresce mano a mano che altri stravaganti personaggi fanno la loro comparsa. Il mistero è sempre più fitto e il pover’uomo sembra davvero in trappola. “In trappola!” è un thriller psicologico dal ritmo serrato e ricco di colpi di scena, con uno dei finali a sorpresa più godibili del teatro giallo contemporaneo.

 

BIGLIETTO UNICO € 5,00  ⁄  SENZA PRENOTAZIONE
Il giorno dello spettacolo la biglietteria apre 45′ prima dell’inizio della rappresentazione.

21 dicembre 2014, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

Il gatto con gli stivali
Gruppo teatrale Panta Rei di Treviso

Testo e regia Rita Lelio
con Daniela Zamperla, Rita Lelio, Barbara Scalco, Paolo Bergamo e Francesco Corona
Scenografie Barbara Scalco
Costumi Eulalia Cardozo
Musiche Diego Dal Bon
Luci Francesco Corona

Uno dei testi per l’infanzia più amati e conosciuti che Perrault abbia mai scritto: animali parlanti, principesse ed orchi si alterneranno sulla scena per dare vita a questa entusiasmante storia, che dà prova di come sia sempre possibile, in ciascuno di noi, trovare la volontà, la tenacia e l’intelligenza necessarie a riscattarci dalle avversità della vita. La fiaba originale è stata arricchita inserendo un simpatico personaggio, Pastrocchiello, e i dialoghi vedono spesso il pubblico in veste di interlocutore. La recitazione degli attori è alternata a momenti di teatro di figura, con l’ausilio di pupazzi di gommapiuma e cartapesta.

Fascia d’età: dai 3 anni e per famiglie

 

 

11 gennaio 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

BERTA È SCAPPATA

con Serena Di Blasio
testo di Fernando Marchiori
immagini di Franco Hüller
adattamento drammaturgico di Antonella Caruzzi
allestimento scenico di Stefano Podrecca
produzione CTA – Centro Teatro Animazione e Figure

 

La storia si snoda tra vasti paesaggi, giochi d’un tempo, piccoli rituali domestici, ed è una storia di amicizia, di sentimenti, di solidarietà. In una Gorizia ancora divisa dalla frontiera tra l’Europa dell’Est e dell’Ovest, una scimmietta sfugge al controllo dei ragazzini con cui vive come un animale domestico e salta oltre la rete di confine. Inizia così una ricerca che, attraversando luoghi diversi e situazioni impreviste, porterà i ragazzi a scoprire e a interrogarsi su altri confini, oltre a quelli geografici e linguistici, che corrono fuori e dentro ciascuno di noi.

Fascia d’età: dagli 8 anni in su

 

25 gennaio 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

IO DICO CHE DOMANI ITALIA VINCE

tratto da Il Racconto dell’Italia di Mario Sconcerti
progetto e regia Giuseppe Passoni
voci recitanti Giuseppe Passoni, Raffaella Adani, Paolo Rota
voce registrata Bruno Pizzul
produzione Associazione Variabile

Zoff, Bergomi, Cabrini, Collovati, Gentile, Scirea, Oriali, Conti, Graziani, Rossi, Tardelli, Tardelli….. goooooool!
Può una squadra che non riesce a vincere una partita da quasi un anno, criticata e sbeffeggiata dal mondo intero trasformarsi d’incanto in una formazione imbattibile, capace di sbaragliare tutti sino alla vittoria finale di un Mondiale che sembra inesorabilmente destinato ad altri?

01 febbraio 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

SQUARCIAPACE

di e con Caterina Di Fant e Lucia Linda
Regia di Valentina Rivelli
produzione Teatro della Sete

Gilda e Zora nascono assieme, si avvicinano, si abbarbicano l’una all’altra, giocano ad assomigliarsi e a scoprirsi diverse. Si incoraggiano. Crescono. E si imbattono nell’affascinante scoperta di un uovo, nero, oscuro come la notte, liscio come un serpente, lucido come uno specchio. Una presenza affascinante per Gilda e Zora, ma scomoda e nefasta per gli adulti, che cercheranno una soluzione iniziando le due pulcine alle credenze della superstizione e del razzismo, cercando di cambiarle. Ma loro sono nate per essere amiche, per vivere insieme le emozioni del diventare grandi, dando un nuovo significato a quel mistero colorato di nero.

Fascia d’età 6 – 11 anni

08 febbraio 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

SCHUMANN & BRAHMS
Un’intima amicizia

Debutto dell’allievo di pianoforte Luca Francesco Rossi 

Programma

R. Schumann
Pezzi Fantastici

J. Brahms
Trio op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte

I Pezzi Fantastici di R. Schumann e il meraviglioso Trio op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte di J. Brahms ci daranno il “la” per raccontare l’intenso rapporto tra la famiglia Schumann e il giovane Johannes in un ottocento ricco di romanticismo e fermenti innovativi.

I pomeriggi musicali sono pensati per studenti e non solo, con prolusione degli interpreti e biglietti speciali per famiglie.

15 febbraio 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

L’ATTESA!… DAS WARTEN!…

Preludio incompiuto Op. Posth.
per la Guerra Mondiale per due musicisti recitanti e quartetto d’archi

Un teatro chiuso al pubblico una mattina d’inverno del 1925. Il vecchio confine fra l’Italia e l’Austria-Ungheria è poco lontano e gronda ancora di ricordi sanguinosi della Grande Guerra. Un gruppo di ex-combattenti decide di celebrare il Decennale (1915-1925), ma con chi schierare la propria Anima? Giurare fedeltà assoluta al Melos italiano tra Verdi e Puccini… o sostenere la migliore tradizione musicale d’oltralpe, da Beethoven a Richard Strauss?

22 febbraio 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

LA MUSICA DEL NOSTRO TEMPO

Debutto dell’allievo di violoncello Michele Alessi

Programma

M. M. Ponce
Sonatina

J. Malats
Serenata Española

I. Albeniz
Asturias

S. A. Gubajdulina
Pesenki-Schitalki (filastrocche per fare la conta)

A. Schoenberg
4 Lieder op. 2

Jacob TV
Buku per sax alto e Boombox
Grab it! per sax tenore e Boombox

Quattro giovani e talentuosi musicisti in carriera, docenti della nostra scuola, ci faranno ascoltare alcuni brani del secolo scorso e contemporanei, illustrandoci così la bellezza della musica del nostro tempo, dai ritmi spagnoli, alle novità tecnologiche della musica per nastro magnetico e sassofono, fino alle bellissime liriche di A. Schoenberg e S. A. Gubajdulina.

I pomeriggi musicali sono pensati per studenti e non solo, con prolusione degli interpreti e biglietti speciali per famiglie.

01 marzo 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

ROMPERE LE SCATOLE

di Francesca Guglielmino e Bobo Nigrone
con Francesca Guglielmino e Giulia Rabozzi
Regia Bobo Nigrone
disegno luci e videomapping Simona Gallo
animazione video Francesca Quatraro
movimenti coreografici Emanuele Sciannamea – Zerogrammi
costumi Miaghi
produzione Onda Teatro
con il sostegno di Sistema Teatro Torino

Rompere le scatole significa disturbare, ma anche essere presenti, farsi notare, fare emergere un’emozione nascosta.

Due attrici in scena giocano con le scatole utilizzando il linguaggio del corpo, fisico e sonoro, con poche parole rarefatte. La relazione fra i due personaggi mette in moto una dinamica poetica, surreale, a volte comica che permette loro di comprendere ed esprimere i sentimenti, la pienezza della propria identità. L’incontro con l’altro – portatore di benessere e di malessere, punto di riferimento e di confronto, amico e nemico, sostegno per crescere e differenziare la propria personalità – permette alle emozioni di emergere. Le due protagoniste si “rompono le scatole” a vicenda e in questo modo crescono e diventano autonome, scoprendo le loro doti e i loro limiti.

Le emozioni vissute dalle due protagoniste si tramutano in lievi coreografie e in azioni teatrali. Le scatole si trasformano, diventano macchinine, robot, vestiti, carillon. La loro forma e il contenuto sono condivisi, giocati insieme, in modo che le protagoniste vivano pienamente i sentimenti, senza esserne sopraffatte. Così sono libere di sentire la paura che diventa coraggio, le lacrime di tristezza che si consolano negli abbracci, la rabbia rossa che si rilassa nelle coccole e nel respiro e la felicità che esplode in sorrisi, capriole, danza, meraviglia.

fascia d’età dai 3 anni

 

15 marzo 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

JAZZ E DINTORNI

Debutto degli allievi Bruno Moreale e Luca Fabris – chitarra

 

Viaggio attraverso le atmosfere jazzistiche dagli anni ‘40 agli anni ‘70 incentrato sull’evoluzione delle songs e dello standard. Da Duke Ellington a Jaco Pastorius, passando per Nat King Cole, Bill Evans, John Coltrane e Stevie Wonder.

musiche di D. Ellington, J. Styne, J. Kern, J. Kosma, Van Morrison, S. Wonder, J. Pastorius

I pomeriggi musicali sono pensati per studenti e non solo, con prolusione degli interpreti e biglietti speciali per famiglie.

22 marzo 2015, ore 16:00, Teatro Luigi Bon

SONATE

Debutto dell’allievo Pietro Scarpa – pianoforte

Il percorso nella forma Sonata: nel ‘700 con la “Primavera” di Beethoven per violino e pianoforte, nell’‘800 con la Sonata di Franck nella celebre trascrizione per flauto e pianoforte, nel ‘900 con la Sonata per pianoforte di Prokofiev.

musiche di L. van Beethoven, C. Franck, S. Prokofiev

I pomeriggi musicali sono pensati per studenti e non solo, con prolusione degli interpreti e biglietti speciali per famiglie.

08 novembre 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Accademia d’Archi Arrigoni

J. Haydn
Concerto in DO magg.
Hob VIIb: 1 per violoncello e orchestra Moderato – Adagio
– Allegro molto

J. Bragato
Graciela y Buenos Aires
per violoncello e archi

F. Mendelssohn Bartholdy
Sinfonia per archi n. 9
in Do magg. “La Suisse” Grave. Allegro
– Andante – Scherzo.
Trio “La Suisse”
– Allegro vivace

Ramon Jaffé ha suonato con Sandor Vegh durante la sua ultima grande esibizione come violinista al Mozarteum di Salisburgo. La carriera solistica l’ha condotto nelle sale concertistiche di Berlino, Lipsia, Vienna, Monaco di Baviera, Londra, Colonia. Si è dedicato con passione anche alla musica da camera come membro del Trio d’archi “Belcanto Strings” e del “Mendelssohn Trio Berlin”, esibendosi fra gli altri con artisti di fama internazionale. Ha collaborato con prestigiose orchestre come Deutsches Symphonie Orchester, Berliner Sinfonie Orchester, Rhineland-Palatinate State Philharmonic, Orchestra Filarmonica e Orchestra da Camera di Stoccarda, Filarmonica di San Pietroburgo, con famosi direttori e con il cantante jazz Bobbie McFerrin. Si è esibito con la Bavarian Radio Orchestra sotto la guida di Roberto Abbado, Marcello Viotti e Lawrence Foster, e con la Radio Symphonieorchester Wien al Vienna Musikverein. Uno degli incontri che ha maggiormente influenzato e stimolato Ramon Jaffé è stato quello con Pedro Bacan, che lo ha introdotto ai segreti dell’affascinante mondo del flamenco.

L’ Accademia D’archi Arrigoni, con sede a San Vito al Tagliamento si avvale della preparazione dei M.i Igor Volochine, Tymur Melnik per il violino, Davide Zaltron per la viola e per la formazione individuale, dei M.i Oscar Pauletto e Domenico Mason per la musica da camera e orchestrale. Si ispira alla grande scuola violinistica di tradizione russa. L’Orchestra giovanile può vantare, all’interno del suo organico, la presenza di diversi vincitori di Concorsi violinistici nazionali e internazionali. Ha già al suo attivo molti concerti nel Friuli Venezia Giulia, in Veneto, ed è stata invitata a partecipare a numerosi Festival (Festival di Musica da Camera di Cividale del Friuli, Carniarmonie, Altolivenza Festival) nonché al Festival “Assisi nel Mondo”, fra gli impegni più recenti vi è stata la partecipazione ad alcuni concerti nella città di Roma, l’inaugurazione del prestigioso Festival  San Vito Jazz, la partecipazione come orchestra ospite alla Manifestazione Piano|FVG, alla Fazioli Concert Hall e a Mittelfest 2014, nonché alcuni spettacoli teatrali con il cantante Piero Sidoti e l’attore Giuseppe Battiston. Collabora con giovanissimi, ma già affermati musicisti quali Laura Bortolotto, Christian Sebastianutto, Leo Morello, Leonora Armellini, Lia Vielhaber e artisti quali Daniele Pascoletti, Luca Vignali, Ugo Orlandi, Domenico Pierini, Vladimir Mendelssohn, Svetlana Makarova e Pavel Vernikov. Ha registrato inoltre un CD per l’etichetta Amadeus.

04 dicembre 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Mario Brunello

G.P. Telemann
Sonata per violoncello
in re maggiore TWV 40:1

J.S. Bach
Suite per violoncello
n. 1 in sol maggiore BWV 1007
Sonata per violino
n. 1 in sol minore WV 1001 (violincello)

M. Reger
Suite n. 2
in re minore op. 131c

P. Hindemith
Sonata per violoncello solo
op. 25 n. 3 (1923)

Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro. Nel 1986 è il primo artista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale.
Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, DSO Berlin, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Valery Gergiev, Sir Antonio Pappano, Yuri Temirkanov, Manfred Honeck, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, John Axelrod, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung, Seiji Ozawa. Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, quando fonda l’Orchestra d’Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’estero. Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra cui Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini, Valery Afanassiev e l’Hugo Wolf Quartett. Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Interagisce con artisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Stefano Benni, Gianmaria Testa, Margherita Hack, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Antiruggine, un’ex-officina ristrutturata, luogo ideale per la sperimentazione.
I diversi generi artistici si riflettono nell’ampia discografia, Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado e EGEA Records ha dedicato all’artista la collana “Brunello Series” composta da cinque Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Il suo ultimo disco, per EMI, contiene la registrazione live del Concerto di Dvorak con l’Accademia di Santa Cecilia e Antonio Pappano.
Suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.

18 gennaio 2015, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

Gomalan Brass Quintet

Susciteranno in voi ogni emozione che siate in grado di provare
Vince Di Martino

Fiore all’occhiello del repertorio del Gomalan Brass Quintet, il progetto Aida è la grande sfida che l’ensemble lancia all’inespugnabile fortezza della lirica: cinque musicisti in abiti di scena suonano, cantano, interpretano, recitano, ballano l’opera, trasformandosi di volta in volta in Aida, Radames, Amneris, Il Faraone, Amonasro,
in un rapido susseguirsi di arie, musica e prosa. Non per ridicolizzare un capolavoro, ma al contrario per renderlo fruibile e comprensibile a chi non lo conoscesse (bambini compresi) o per farlo apprezzare ancora di più a chi ne sapesse già decodificare linguaggio e intenzioni. Quattordici deliziosi arrangiamenti per quintetto d’ottoni dell’opera verdiana (preludio, marcia trionfale, ballabili, arie  e duetti), collegati tra loro da scene  mimate che introducono le arie e accompagnano l’ascoltatore nella fitta trama della vicenda. La regia teatrale,  curata da Sabrina Morena, coniuga l’esecuzione musicale all’azione teatrale, in un gioco che si compone di quadri mimici che rimandano al cinema muto, e di momenti puramente musicali in cui i musicisti si muovono e agiscono come i personaggi dell’opera. Musica, danza e mimo sono gli ingredienti di questo divertissement al contempo comico e serio.

Un grande gruppo: virtuosismo e musicalità fuori dal comune
Zubin Metha

Il Gomalan Brass Quintet è un gruppo d’ottoni eclettico ed estremamente dinamico, costituito da cinque raffinati musicisti, prime parti in importanti orchestre italiane.
Grazie all’avvincente sinergia tra abilità esecutiva e coinvolgimento teatrale, cifra distintiva del quintetto, il Gomalan Brass si destreggia con disinvoltura all’interno di un repertorio vastissimo, che spazia dal rinascimento al  melodramma e alla musica contemporanea, senza disdegnare incursioni nel repertorio della musica per film. Lo spettacolo proposto e continuamente rinnovato, e per la riconosciuta qualità musicale e per la particolare verve istrionica dei componenti del quintetto, da dieci anni conquista pubblica e critica di tutto il mondo.

03 marzo 2015, ore 20:45, Trieste, Chiesa Evangelica Luterana

Ton Koopman

I Mottetti
di J.S. Bach

Singet dem Herrn ein neues
Lied BWV 225, per due cori

Der Geist hilft unser Schwachheit
BWV 226, per due cori

Jesu, meine Freude BWV 227,
per coro a cinque voci

Fürchte dich nicht, ich bin bei dir
BWV 228, per due cori

Komm, Jesu, komm BWV 229,
per due cori

Lobet den Herrn alle Heiden
BWV 230, per coro a quattro voci

I mottetti di Johann Sebastian Bach sono considerati tra i più grandi capolavori del repertorio corale di tutti i tempi. Per quanto gli studiosi non siano ancora riusciti a stabilirne con esattezza la data e l’occasione della loro composizione, questi lavori sono basati su testi che prendono in esame gli aspetti più importanti della vita degli uomini. All’epoca in cui vennero scritti questi mottetti la gioia e il dolore avevano un impatto di gran lunga maggiore sulla gente di quanto si possa immaginare oggi e nessun compositore del XVIII secolo seppe eguagliare Bach nel tradurre in termini musicali la penosa esperienza del dolore e la tensione per la pace e la felicità. Ton Koopman è nato a Zwolle in Olanda, fin dall’inizio la prassi filologica e gli strumenti originali hanno caratterizzato il suo stile esecutivo portandolo a creare all’età di 25 anni la sua prima orchestra barocca. Nel 1979 ha fondato l’Amsterdam Baroque Orchestra, a cui ha fatto seguito l’Amsterdam Baroque Choir nel 1992.

Ton Koopman si è esibito nelle più importanti sale da concerto e nei più prestigiosi festival dei cinque continenti. Come organista ha suonato sui preziosi strumenti antichi esistenti in Europa, mentre come clavicembalista e direttore dell’Amsterdam Baroque Orchestra & Choir ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna, Philharmonie di Berlino, Lincoln Center di Carnegie Hall di New York, Suntory Hall di Tokyo così come a Londra, Bruxelles, Madrid, Roma, Salisburgo, Copenhagen, Lisbona, Monaco e Atene. Ton Koopman svolge un’intensa attività come direttore ospite e ha lavorato con le principali orchestre del mondo tra le quali spiccano Filarmonica di Berlino, Royal Concertgebouw di Amsterdam, Orchester des Bayerischen Rundfunks, Tonhalle Orchester di Zurigo, Wiener Symphoniker, Orchestre Philharmonique de Radio France, Boston Symphony, Chicago Symphony, New York Philharmonic, San Francisco Symphony, così come Cleveland Orchestra, dove è Artista Residente.

Cristiano Dell’Oste
Preparatore del Coro

Tini Mathot
Organo

Alberto Rasi
Violone

Concerto fuori abbonamento in collaborazione con Wunderkammer Trieste

16 febbraio 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Duo Schiavo Marchegiani

F. Schubert
Deutscher con 2 Trii e 2 Ländler D 618
4 Ländler D. 814 12 Valses Nobles op. 77 D 969

J. Brahms
16 Waltzes op. 39

E. Grieg
2 Waltz-Caprices op. 37

J. Brahms
10 Danze Ungheresi (Primo Libro)

Dopo aver conseguito il diploma in Conservatorio, Sergio Marchegiani e Marco Schiavo, hanno studiato con grandi didatti quali Ilonka Deckers Küszler, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Franco Scala, Aldo Ciccolini e Sergei Dorenski. Parallelamente all’intensa attività solistica, dal 2006 formano un duo stabile con il quale hanno suonato in tutto il mondo nelle sale più prestigiose: Sala Grande della Carnegie Hall a New York, Sala Grande della Philharmonie di Berlino, Sala d’Oro del Musikverein e Sala Grande del Konzerthaus a Vienna, Beethoven-Haus a Bonn, Rudolfinum e Smetana Hall a Praga, Sala São Paulo a San Paolo del Brasile, Teatro Solis a Montevideo e inoltre a Roma, Parigi, Zurigo, San Pietroburgo, Montreal, Washington, Città del Messico, Baku, Astana, Hong Kong, Bangkok, Singapore, ecc. Nel 2013 hanno debuttato al prestigioso Ravello Festival eseguendo il Concerto per due pianoforti e orchestra K. 365 di Mozart. Si sono esibiti con importanti orchestre come i Berliner Symphoniker, la Budapest Symphony Orchestra, la New York Symphonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica dello Stato del Messico, le Orchestre da Camera di Città del Messico e di Madrid, l’Orchestra Filarmonica di Stato dell’Azerbaijan e la Thailand Philharmonic Orchestra. Recentemente, nella Dvořák Hall di Praga, hanno tenuto un concerto con la Prague Radio Symphony Orchestra trasmesso in diretta nazionale dal canale Radio3 della Repubblica Ceca e in differita da RAI Radio3 nel programma “Il concerto del mattino”. Nel maggio 2014 è stato pubblicato dalla Decca un CD interamente dedicato alla musica di Schubert.
Il Duo Schiavo-Marchegiani è apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale per lo stile personalissimo, la naturalezza del discorso musicale, la bellezza del suono, l’intensità e la travolgente energia delle loro interpretazioni. Attualmente insegnano nei Conservatori di Alessandria e Matera. Sono invitati frequentemente a far parte di giurie di concorsi internazionali e tengono masterclass in tutto il mondo (Spagna, Serbia, Turchia, Stati Uniti, Messico, Kazakhstan, Giappone, Australia, Brasile, ecc.).

Con il sostegno di
idroelettriche

14 aprile 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Edoardo Zosi Violino
Stefania Redaelli Pianoforte

F. Schubert
Sonata n. 4 in la maggiore per violino e pianoforte,  op. 162, D. 574
Allegro moderato – Scherzo. Presto. Trio – Andantino – Allegro vivace

G. Enescu
Sonata n.3 in la minore per pianoforte e violino, op.25
“dans le caractère populaire roumain”
Moderato malinconico – Andante sostenuto e misterioso – Allegro con brio, ma non troppo mosso

R. Strauss
Sonata in mi bemolle maggiore
per violino e pianoforte, op. 18
Allegro, ma non troppo – Improvisation, Andante cantabile – Finale Andante – Allegro

Edoardo Zosi è nato nel 1988 in una famiglia di musicisti. La sua formazione artistica raccoglie il meglio della grande scuola violinistica russa (Krilov, Bron) e italiana con Salvatore Accardo, con il quale ha studiato dal 2005 a Cremona e Siena. Ha collaborato con importanti artisti internazionali quali Accardo, Giuranna, Meneses, Madzar, Say, Ugorsky, Canino, Amoyal, Mangova, Redaelli, Bellocchio e Levit, sia in veste solistica che in gruppi cameristici. Ha suonato per i più importanti festivals italiani, di particolare rilievo il debutto a Berlino con il Concerto di Tchaikowsky nella prestigiosa sala della Philharmonie e il concerto in diretta radiofonica per il Festival di Radio France et Montpellier. È regolarmente invitato da importanti Orchestre quali Stuttgarter Philharmoniker, Orchestre National de Montpellier, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica di Lucerna, di Wuppertal, di Konstanz, Orchestra Sinfonica Siciliana, Prague Chamber Orchestra e collabora con grandi direttori quali Dmitri Sitkovetsky, Alan Buribayev, Gabriel Feltz, Hannu Lintu, Enrique Diemecque, Alexander Vedernikov, Muhai Tang. Nel 2014 hadebuttato all’Auditorium parco della Musica con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha registrato un CD per Amadeus con il pianista Bruno Canino dedicato alle sonate di Strauss op 18 e Brahms op 108 e un CD live a Torino con il Concerto n. 1 di Bruch. Il canale televisivo SKY Classica gli ha dedicato un documentario della serie “I notevoli” di grande successo. Suona uno strumento Santo Serafino del 1745 della Fondazione Pro Canale di Milano.

Stefania Redaelli, ha studiato al Conservatorio di Milano, con Ernesto Esposito, dove si è diplomata con il massimo dei voti. È stata solista con le orchestre della RAI di Milano, dei Pomeriggi Musicali e dell’Angelicum di Milano, con l’orchestra sinfonica di S.Remo, l’Orchestra da camera di Padova, l’orchestra Aretusea di Siracusa. Ha suonato con numerosissimi musicisti di livello internazionale fra i quali Accardo, Bartoli, Bellocchio, Brunello, Filippini, Giuranna, Krilov, Meloni, Meunier, Meyer, Nordio, Pay, Quarta, Rizzi, Tchakerian È presente nelle più importanti sedi musicali: Boston Symphony Hall, Schauspielhaus di Berlino, Wigmore Hall di Londra, Festival de Musique en Mer, Bodensee Festival di Lindau, Cemat Resit Rey di Istambul, Yong Siew Toh a Singapore, Serate Musicali di Milano, Teatro Coliseo a Buenos Aires, Settimane Internazionali di Napoli, Unione Musicale di Torino, Festival di Stresa, Festival MITO, Accademia Chigiana a Siena, GOG di Genova, IUC di Roma, Biennale di Venezia, I concerti di Radio3. Ha studiato anche con B. Canino, M. Perhaia, P. Borciani, D. de Rosa e N. Brainin. Già assistente di Accardo e Filippini, della Kabaiwanska, Gulli e Yo Yo Ma, è docente al Conservatorio di Vicenza. Ha inciso per Brilliant, Warner Fonit Cetra, AS Disc, Stradivarius e Dynamic.

27 novembre 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Trio
Bamberg

L. Van Beethoven
Trio n. 5 in re maggiore, op. 70 n 2 in mi b maggiore
Allegro vivace e con brio – Largo assai – Presto

C. Saint-Saëns
La muse et le poète

D. Shostakovich
Trio per pianoforte n. 2 in mi minore, op. 67
Andante, Moderato – Allegro con brio – Largo – Allegretto

Il Trio Bamberg ha tenuto concerti in tutto il mondo ricordiamo tra gli altri Berlino, Monaco, Francoforte, Dresda, Amburgo, Bruxelles, Barcellona, Bergen, Ljubljana, Napoli, Osaka, Shanghai, Riad, São Paulo ma anche in Sud Africa, Giappone, Messico, Italia, Arabia Saudita e Sud America. Le produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti da pubblico e critica tra cui il German Grammy Award per le incisioni dei trii di Schnittke e Shostakovich.

Robert Benz, professore di pianoforte a Mannheim, è uno tra i più straordinari pianisti tedeschi. In gioventù ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Busoni e al Concorso Liszt-Bartok dopodiché ha iniziato la carriera internazionale come solista. Ha presto scoperto la sua naturale predilezione per la musica da camera che ha pienamente espletato nei lunghi anni di collaborazione del Trio Bamberg.

Il violinista russo Jewgeni Schuk, originario di una antica famiglia di musicisti, inizia la carriera come concert master della Filarmonica di Mosca a soli 23 anni. Dal 1990 gli è stato offerto lo stesso ruolo allo Staatstheater di Stoccarda. Suona un violino Vuillaume che è stato di proprietà di Wieniawsky e Wilhelmy.

Alexander Hülshoff, dopo gli studi con Lynn Harrell a soli 28 anni è diventato professore di violoncello presso la Hochschule di Essen. Con il suo violoncello “Grancino David Popper” del 1692, tiene regolarmente concerti come solista con rinomate orchestre.

 

Momenti indimenticabili
di musica da camera Badische Neueste Nachrichten

Una classe mondiale
Fono Forum

Temperamento vulcanico
Frankfurter Allgemeine Zeitung

28 marzo 2015, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

Meehae Ryo
Orchestra Severočeská Filharmonie Teplice
Alfonso Scarano

B. Smetana
Poema sinfonica
“La Moldava”

M.Bruch
Kol Nidrei per violoncello e orchestra

P. I. Cajkovskij
Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33

A. Dvoràk
Sinfonia n. 9 in mi minore
“Dal Nuovo Mondo”, op. 95

Meehae Ryo è riconosciuta come la migliore violoncellista della Repubblica di Corea per il suo virtuosismo tecnico mozzafiato e la musicalità accattivante. Accetta un posto alla Juilliard School a sedici anni e conclude gli studi all’Università Michigan. Collabora con numerose orchestra tra cui: Berliner Symphony Orchestra, Prague Radio Symphony Orchestra, Toronto Philharmonia, Hongkong Philharmonic Orchestra, Thailand Philharmonic Orchestra, Martinu Philharmonic Orchestra, Kaerntner Symphony Orchestra, Bulgarian National Radio Symphony Orchestra, Prague Symphony Chamber Orchestra, Hradec Kralove Philharmony, Kazakhstan National Symphony Orchestra, Korean Symphony Orchestra, Seoul Philharmonic Orchestra, Prime Philharmonic Orchestra e Seoul Classical Players. Meehae ha tenuto concerti in nelle più importanti sale da concerto. La sua prima incisione fu con la Praga Radio Symphony Orchestra per le commemorazione dei 150 anni dalla morte di Schumann per la Sony Classic. Nel 2013, ha inciso i concerti di Saint-Saëns e Elgar con la Nuremberg Symphony Orchestra per la Deutsche Grammophon.

L’atto di fondazione della Severočeská Filharmonie Teplice, principale orchestra stabile del nord della Repubblica Ceca, è datato febbraio 1838. Nella sua lunga storia ha avuto ospiti importanti personalità della scena musicale, da Eugen d’Albert a Richard Strauss, da Ferruccio Busoni a Emil Sauer, da Pablo de Sarasate a Eugene Ysaye e Fritz Kreisler, da Siegfried Wagner a Alexander Zemlinsky. Sono centinaia i concerti eseguiti in centri culturali europei come Monaco, Berlino, Basilea, Parigi, Valencia, Lisbona, Belgrado, Budapest, Zagabria, Lubiana, Bordeaux, Tolosa, Grenoble, Madrid. Nello 2013 l’italiano Alfonso Scarano viene nominato direttore stabile.

Alfonso Scarano dal 2000 al 2010 è stato direttore ospite principale dei Virtuosi di Praga con la quale ha tenuto concerti in tutta Europa. Dal 2006 al 2008 è stato direttore musicale del Toscana Opera Festival, il circuito lirico regionale estivo della Toscana. Vincitore del primo premio al V Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Bottega 1993 del Teatro Comunale di Treviso, del primo premio al IV Concorso per Direttori d’Orchestra della Comunità Europea di Roma e del secondo premio al I Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Luigi Mancinelli 2005 del Teatro Mancinelli di Orvieto. Nel 2003 è stato scelto da Daniele Gatti per partecipare al progetto Giovani Direttori d’Europa della Scuola di Musica di Fiesole. Tra le numerosissime orchestre dirette si segnalano l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, la New Russia State Symphony Orchestra presso la sala Tchaikovsky di Mosca, la Praga Philharmonia e moltissime altre ancora. Dalla stagione 2011/2012 dirige regolarmente la Thailand Philharmonic Orchestra a Bangkok.

Con il sostegno di Studio Legale Mansi

03 febbraio 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Grigory Sokolov

J.S. Bach
Partita n. 1 in Si♭ maggiore BWV 825

L. van Beethoven
Sonata n. 7 in Re maggiore op. 10 n. 3

F. Schubert
Sonata in la minore op. 143 D 784
Sei Momenti Musicali op. 94 D 780

 

 

Grigory Sokolov è oggi considerato uno dei massimi pianisti viventi. I suoi recital ricevono ovunque trionfali accoglienze, la critica esalta la profondità del suo pensiero musicale, l’originalità interpretativa e l’infinito dominio tecnico. Sokolov è uno di quei pianisti che conquista a ogni ascolto, con mezzi squisitamente musicali. Anti divo per eccellenza, schivo
e colto, intimista, Sokolov ha un repertorio tra i più vasti immaginabili: in pubblico ha suonato dalla musica di Perotinus fino ai compositori contemporanei. Nato a Leningrado, ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni e a sedici ha raggiunto fama mondiale vincendo il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky di Mosca. Nella sua carriera Grigory Sokolov ha suonato in tutte le più importanti sale da concerto del mondo e ha collaborato con orchestre quali Philharmonia di Londra, Concertgebouw di Amsterdam, New York Philharmonic, Münchner Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Montreal Symphony, Orchestra del Teatro alla Scala, Filarmoniche di Mosca e di San Pietroburgo. Più di duecento sono i direttori con cui ha condiviso il palcoscenico e tra questi Myung-Whung Chung, Valery Gergiev, Herbert Blomstedt, Neeme Järvi, Sakari Oramo, Trevor Pinnock, Andrew Litton, Walter Weller, Moshe Atzmon, e molti altri. Da diversi anni Sokolov ha deciso di dedicare la sua attività concertistica esclusivamente al recital per pianoforte solo ed è uno dei pochi pianisti a essere presente nelle maggiori sale europee ogni anno. Nella stagione 2014-15 il pubblico europeo lo potrà ascoltare alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Tonhalle di Zurigo, alla Filarmonica di Varsavia, all’Auditorium National de Madrid, al Conservatorio di Milano, al Santa Cecilia di Roma e ancora a Monaco, Amburgo, Barcellona, Stoccolma, Helsinki, Lisbona, Lussemburgo, al Klavier Festival Ruhr, al Festival de Colmar e al Festival de
La Roque d’Anthéron.

30 giugno 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Accademia d’Archi Arrigoni
Luca Giovannini Violoncello
Domenico Mason Direttore

J. Haydn
Concerto in DO magg. Hob VIIb: 1 per Violoncello e orchestra

G. Rossini
Une Larme per violoncello e archi

W. A. Mozart
Divertimento per Archi in Fa magg. Kv 138

N. Rota
Concerto per Archi

Luca Giovannini, è nato a Rovigo il 24 maggio 2000, si avvicina allo studio del violoncello all’età di otto anni. Studia con il Maestro Luca Simoncini presso il Conservatorio F.Venezze di Rovigo. Dal 2011 consegue ottimi risultati in diversi concorsi nazionali e internazionali concorso primo assoluto al “Crescendo” di Firenze secondo al concorso“Riviera Etrusca” città di Piombino. Nel 2012 è primo premio assoluto della sezione archi al concorso Crescendo di Firenze 2012, dove si aggiudica inoltre il “Premio Miglior violoncellista” , primo premio assoluto nel X Concorso Città di Riccione, e al IV° Concorso Salieri di Legnago. Nel 2013 è vincitore assoluto della manifestazione “Adotta un musicista” Città di Forlì, vincitore assoluto della manifestazione del VI° edizione Cittá di Piove di Sacco e primo assoluto della sezione archi al Crescendo di Firenze 2013 e “Premio Miglior violoncellista” 2013. Nel 2014 è stato vincitore assoluto della manifestazione città di Giussano, e primo premio assoluto sez. archi della XVI edizione del T.I.M. finale a Parigi. Outstanding Musicians al Concorso Ibla Gran Prize ottenendo due borse di studio e un tour di concerti negli U.S.A., è vincitore della borsa di studio Premio ”Maura Giorgetti” messa in palio dal teatro Alla Scala di Milano , nello stesso periodo è vincitore del premio “Upbeat Brač Award” al concorso Internazionale Antonio Janigro in Kroazia. Nel 2015 è vincitore assoluto della sezione archi del VI° concorso A. Salieri di Legnago con borsa de studio “Magnani”. Viene regolarmente invitato ad esibirsi in prestigiose manifestazioni concertistiche, ricordiamo il debutto per la stagione “Verdi Talenti” di Busseto, Palazzo Cavagnis di Venezia, Villa Houck Canton Ticino e Sala Maffeiana di Verona con l’orchestra da camera I Virtuosi Italiani, come solista, Tempio della Beata Vergine del Soccorso “Rotonda” Rovigo, Auditorium R.L. Montalcini Riccione, Villa Corsini a Castello Firenze, il Teatro Alle grazie di Bergamo, Piccolo Teatro di Legnago, Palazzo Roverella Rovigo, Teatro Mignon di Lendinara (RO), Palazzo Ragazzoni Sacile, Sale Apollinee della Fenice di Venezia, l’Ateneo Veneto Aula Magna Venezia, l’Auditorium S. Agostino di Atri (TE), il Teatro Civico di Alghero, la Sala degli Affreschi Milano, l’Accademia dei Concordi Rovigo nel 2015 al Lake Village di Little Rock Teatro Argenta Little RockFirst United Methodist Church di Jacksonville nello stato dell’Arkansas, presso la Casa Italiana Zerilli Marino e alla Carnegie Hall di New York. Dicono di lui “ a tredici anni, Luca Giovannini suona in maniera compiuta, come un concertista provetto, con freschezza e padronanza strumentale. È già un musicista di assoluto livello” da il Resto del Carlino, 14 novembre 2013, Sergio Garbato.

L’ Accademia d’Archi Arrigoni, con sede a San Vito al Tagliamento si avvale della preparazione dei Maestri I. Volochine, T. r Melnik, per il violino e D. Zaltron per la viola, e per la formazione individuale e dei Maestri O. Pauletto e D. Mason per la musica da camera e orchestrale. L’ Accademia vuole creare una scuola di perfezionamento per i giovani e giovanissimi strumentisti ad arco, per l’approfondimento della musica da camera e della pratica orchestrale e si ispira alla grande scuola violinistica di tradizione russa. L’Orchestra giovanile vanta al suo interno la presenza di diversi vincitori di Concorsi violinistici nazionali e internazionali. Ha al suo attivo molti concerti nel Friuli Venezia Giulia, in Veneto, ed è stata invitata a partecipare a numerosi Festival (Festival di Musica da Camera di Cividale del Friuli, Carniarmonie, Altolivenza Festival) nonché al Festival “Assisi nel Mondo”, l’inaugurazione del prestigioso Festival San Vito Jazz, la partecipazione come orchestra ospite alla Manifestazione Piano|FVG, alla Fazioli Concert Hall e a Mittelfest 2014 nonché alcuni spettacoli teatrali con il cantante P. Sidoti e l’attore G. Battiston. Collabora con giovanissimi ma già affermati musicisti quali L. Bortolotto, C. Sebastianutto, L. Morello, L. Armellini, L. Vielhaber e artisti quali D. Pascoletti, L. Vignali, U. Orlandi, D. Pierini, V. Mendelssohn, S. Makarova e P. Vernikov.. Ha registrato inoltre un CD per l’etichetta Amadeus.

Domenico Mason si è diplomato brillantemente in violino presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Ha seguito i corsi di musica da camera presso la Fondazione Musicale “S.Cecilia” di Portogruaro, dove si è perfezionato con i maestri Vernikov, Berinskaja e Volochine, e con il M.o Fuks presso l’Indiana University di Bloomington. Ha collaborato con le Orchestre di Belluno, Udine, Castelfranco, gli Archi di Firenze, l’Orchestra di Venezia, l’Orchestra del Teatro Lirico G.Verdi di Trieste, la FVG Mitteleuropea Orchestra con le quali ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero. Ha all’attivo concerti di musica da camera come membro del “Trio Corelli”, e suona regolarmente anche la viola in numerosi complessi orchestrali e cameristici. Ha inoltre conseguito la Laurea in Scienze dell’Educazione indirizzo Musicologico presso l’Università di Trieste con il massimo dei voti e la lode, ed è stato co-autore, insieme ad Umberto Berti del libro “L’Assoluto Microcosmo – L’op. 91 di J. Brahms” edito dalla Casa Editrice Zecchini di Varese. Insegna violino e musica da camera presso la Fondazione Musicale di Portogruaro, ed è Docente di Violino ed esercitazioni orchestrali presso l’Accademia d’Archi Arrigoni di San Vito al Tagliamento del quale è stato socio fondatore.
È stato Segretario artistico del Festival internazionale di Musica da camera di Portogruaro dal 2003 al 2008, dell’Accademia Violinistica Europea di Castel S.Pietro (Bo) diretta dal M.o Pavel Vernikov e in collaborazione con lo stesso Maestro, è stato Responsabile e Segretario Artistico dell’International Music Festival di Eilat (Israele). Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente all’insegnamento; fra i suoi allievi, vi sono diversi vincitori di concorsi.

15 settembre 2015, ore 21:00, Teatro Luigi Bon

LA MUSICA DI GURDJIEFF/ DE HARTMANN

Georges Ivanovič Gurdjieff [1877-1949]
è stato un maestro spirituale, di origini greco-armene, di grande influenza in Europa e poi negli Stati Uniti nel corso della prima metà del Novecento. Negli anni Venti ha lasciato un numero consistente di composizioni trascritte per pianoforte e armonizzate in notazione occidentale da Thomas de Hartmann [1885-1956], uno dei suoi allievi, compositore formatosi al Conservatorio di San Pietroburgo allora diretto da Rimskij-Korsakov. Le esecuzioni originali di de Hartmann furono registrate negli anni cinquanta ma pubblicate solo nel 1989. Oltre agli insegnamenti diretti e alla musica, Gurdjieff ha lasciato una notevole opera letteraria edita in Italia da Adelphi, L’Ottava e Neri Pozza. Queste parole di Laurence Rosenthal ci aiutano a capire meglio il significato e la funzione della sua opera: “Che Gurdjieff sia stato un compositore è di per se stesso un fatto straordinario. È insolito per un maestro spirituale aggiungere al corpo del suo insegnamento forme di arte che possano esserne considerate espressioni uniche ed essenziali. Le danze sacre di Gurdjieff, i Movimenti, e le composizioni musicali che ha lasciato, attestano l’importanza che egli attribuiva sia alla disciplina del corpo in movimento che alle vibrazioni sonore collegate ad una pratica spirituale. Le prospettive proposte da Gurdjieff sulla musica e sull’arte in generale si sviluppano a partire dalla differenziazione rigorosa tra ciò che egli chiama arte soggettiva ed arte oggettiva.”

Michèle Thomasson ha insegnato pianoforte al Conservatorio di Lione. Ha tenuto concerti in molti paesi europei ed è attualmente una delle più eminenti interpreti della musica di Gurdjieff/de Hartmann. Da molti anni si dedica all’approfondimento e allo studio dell’Insegnamento di Gurdjieff e alla sua musica. In Italia ha inciso per la Emi L’enfance inspiratrice, album dedicato a composizioni per pianoforte di Schumann e Prokofiev.

 

 

Ingresso 15,00€

08 marzo 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Trê zovini’

Liberamente ispirato all’opera
di Novella Cantarutti

 

drammaturgia Massimo Somaglino e Carlo Tolazzi
con Chiara Benedetti, Sara Rainis e Aida Talliente
musiche Claudia Grimaz
regia Massimo Somaglino

una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
con il sostegno di  ARLeF Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane

Come ideale germinazione di quel laboratorio di intuizioni che è stato, nel 2012, Siums, il progetto produttivo a episodi ideato e diretto da Gigi Dall’Aglio per gli artisti, drammaturghi e registi riuniti nella Farie Teatrâl Furlane, Tre giovini’ si inoltra e prosegue sul “troi” della scrittura poetica e narrativa di Novella Cantarutti, scomparsa ormai cinque anni fa. In scena tre donne che continuamente si trasformano diventando di volta in volta giovani e vecchie, stanziali e viaggiatrici, madri e figlie, amiche e nemiche, collegando tra loro passato e futuro attraverso racconti, dialoghi, azioni e canti, in una composizione scenica dal taglio molto moderno che mette in fila registri diversi e atmosfere poetiche ironiche, comiche, drammatiche. La lingua friulana adoperata è la lingua specificamente poetica di Novella Cantarutti, una lingua viva, nuda, cristiana, rustica, pura, essenziale e austera. Una drammaturgia “a quadri” esponei risultati di una profonda ricerca che dal mondo antico, duro, austero ma potente delle popolazioni che abitano la montagna, attraverso i riconoscimenti e le testimonianze che ne segnano i tratti salienti e si trasmettono attraverso le epoche e le discendenze, confermano le appartenenze dei popoli ai propri antenati. Le relazioni di sangue sono intrecciate alle relazioni culturali e formano legami profondi che provengono dal passato e ci proiettano nel futuro.

Io mi impongo di guardare al passato per recuperarlo senza farlo oggetto di nostalgia, per renderlo attivo così che possa ancora operare in me, aiutarmi a continuare a vivere. Questo intendo per fedeltà: continuare a essere quello che si è stati.
Novella Cantarutti

Tre vous in tal scùr
e il volt di un arc.
A cjàntin femini’
bel ch’a scrèin li’ steli’
il céil…

23 gennaio 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Le Cattive Strade

Promo music
in collaborazione con Comune di Cagli – Istituzione teatro comunale 

Le Cattive Strade è un Incontro – Spettacolo scritto e interpretato da Giulio Casale e Andrea Scanzi. In novanta minuti si ripercorre la carriera di Fabrizio De André. Scanzi, giornalista, autore teatrale e scrittore, racconta gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore ligure.
Alla sua narrazione si alternano le interpretazioni del cantautore e attore Giulio Casale, capace di personalizzare con rispetto, personalità ed eclettismo il repertorio di Faber. L’incontro, che racconta anche il De André meno noto, non desidera canonizzare o – peggio ancora – santificare l’artista. Al contrario, Le Cattive strade intende raccontare, senza agiografie ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto. Scomodo. Irripetibile. Lo spettacolo vive anche di una sua particolare multimedialità che comprende la proiezione di filmati originali di Fabrizio De André, estratti audio, foto rare, ed esecuzioni dal vivo in acustico e anche su base. Da Geordie a Brassens, dal Suonatore Jones alla Canzone del maggio, da Se ti tagliassero a pezzetti ad Anime salve. Senza dimenticare la produzione dialettale e l’apporto fondamentale dei tanti collaboratori avvicendatisi accanto a lui. È una storia per nulla sbagliata, quella di Fabrizio De André. Tra cattive strade e fiori che nascono dove meno te lo aspetti. Una storia che continua e continuerà, in direzione ostinatamente contraria.

“Di Fabrizio De Andrè si parla tanto. Forse troppo. Un talento inquieto, spigoloso, quasi mai facile. Un uomo bruciato dal desiderio quasi inconscio, e talora da lui stesso mal sopportato, di inseguire e concretizzare rivoluzioni continue. Nessun desiderio di raccontare un santino; molta voglia di restituire gli snodi di un artista vero. Tra i più grandi del Novecento italiano”.
Andrea Scanzi

“De Andrè è stato come minimo uno tra i più importanti cantautori del secolo scorso. Ognuno di noi che si provi a fare oggi lo stesso suo mestiere gli deve almeno un pezzo della propria chitarra, del proprio cercare e spesso non trovare una voce, e un tono, altrettanto autorevole, impeccabile. Questo basti a darci il senso di restituzione, per il tanto ricevuto. Fuor di retorica, ma proprio solo di pancia, e di cuore.”
Giulio Casale

31 ottobre 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Gennaro Cannavacciuolo in

presentano Le Art Comedians ed Elsinor 

musiche eseguite dal vivo da:
Marco Bucci pianoforte – Claudia Della Gatta violoncello – Andrea Tardioli clarinetto e sax contralto

Un tuffo emozionante nella storia di un personaggio simbolo della grande canzone italiana. Il recital di Gennaro Cannavacciuolo, premio ETI 2009 Olimpici del Teatro come attore non protagonista, propone in una reinterpretazione personale le varie strade musicali percorse da Modugno. Nella prima parte, via con le canzoni dialettali e macchiettistiche, da “O Caffè” a “La donna riccia”, da “La cicoria” e “U pisci spada”, alla più famosa “Io mammeta e tu”; fino ai monologhi teatrali e al suggestivo dialogo tra madre e figlio tratto dalla commedia musicale “Tommaso d’Amalfi” di Eduardo de Filippo, eseguito con l’apporto della voce registrata di Pupella Maggio che volle dare il suo contributo proprio a questo spettacolo. Nella seconda parte da atmosfera brechtiana, largo alle canzoni d’amore più famose lanciate da Modugno come “Vecchio frac”, “Tu si na cosa grande”, “resta cu mme” e così via sino all’ormai inno nazionale “Nel blu dipinto di blu”, cantato e danzato a mo’ di Tip Tap alla maniera di Fred Astaire. Uno spettacolo coinvolgente e interattivo, applaudito dalla critica più esigente, che propone un alternarsi sottile di momenti comici e di alcuni più melanconici, di aspetti gioiosi e di suggestive evocazioni poetiche.

Cannavacciuolo passa con estrema disinvoltura dalle canzoni dialettali a quelle macchiettistiche, dagli intensi brani d’amore a quelli malinconici e amari, proseguendo con i monologhi teatrali e il suggestivo e intenso dialogo fra madre e figlio… uno spettacolo che il numeroso pubblico ha mostrato di apprezzare, salutando le performances di Cannavacciuolo con applausi a scena aperta.
Il Tempo, S. Cozzolino

… funambolico e fregolesco… Cannvacciuolo si è fermato come maschera…. nel refrain “Volare” che la gente gli ha conteso decretandogli un trionfo.
La Repubblica, R. Di Gianmarco

… una bella idea, una serata piacevole, elegante, affidata totalmente alla bravura di Gennaro Cannavacciuolo [… ] lo spettacolo offre brillanti spunti teatrali… canzoni per niente banali, musica e parole in perfetta armonia, testi vibranti in dialetto e in lingua, che talvolta diventano pura poesia… intensi frammenti drammatici di una teatralità straripante… Bravo Gennaro… così il suo Modugno volerà ancora
La Nazione, P. Lucchesini

24 novembre 2014, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Roberto Herlitzka in

di Gianni Borgna
ispirato a testi di Pier Paolo Pasolini
regia Antonio Calenda

scene Paolo Giovanazzi
luci Nino Napoletano
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con Mittelfest 2013

Uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.Una giovinezza enormemente si sviluppa attorno a questo nucleo concettuale, all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda – di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale, che egli aveva in qualche modo già intuito e adombrato nei suoi scritti. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società e i suoi mutamenti. Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna, è un vero testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini, di conoscerlo direttamente, di sperimentare la generosità con cui si dedicava ai giovani di sinistra, nei quali ravvedeva il virgulto di una realtà allora in forte divenire. Successivamente Borgna si è dedicato con profonda attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell’intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).E proprio dalla sua morte – sempre rimasta oscura – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte da cui il protagonista avvia il proprio monologare. Come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine e in quel misterioso istante, si lasciasse andare a un flusso di riflessioni sul mondo che ha lasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi… Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo, confliggiamo e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza.I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervadono il monologo, che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso, misterioso spessore poetico e drammatico della scena italiana.

 

foto di Francesco Bruni

21 aprile 2015, ore 20:45, Auditorium di Pagnacco

Oblivion in

di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
arrangiamenti musicali Lorenzo Scuda con gli Oblivion
consulenza registica Giorgio Gallione
al pianoforte Denis Biancucci
scene Paolo Giovanazzi
costumi Alicia Martin Guillen
produzione Teatro Stabile del  Friuli Venezia Giulia, Malguion srl Bags Entertainment

La prima opera di Verdi in cui si avverte chiaramente l’influsso di Wagner è proprio l’Otello. Le suggestioni di Otello, quelle del doppio bicentenario di Verdi e Wagner, e l’occasione del decimo anniversario della nascita degli stessi Oblivion, hanno ispirato al gruppo la creazione di un nuovo spettacolo, un evento eccezionale Othello, la h è muta.Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – già partner del gruppo in occasione dei due precedenti spettacoli, Oblivion Show e Oblivion Show 2.0 – ha scelto di essere a fianco degli Oblivion anche in questo nuovo progetto, che fonde l’ironia e la commistione di linguaggi tipici del gruppo, a un evidente segno della loro cultura e passione teatrale. Ecco allora che il doppio bicentenario Verdi – Wagner viene “profanato” comicamente da una rivoluzionaria scoperta degli Oblivion: la differenza tra l’Otello verdiano e quello shakespeariano, sta nella “h”. La classica vicenda shakespeariana nello spettacolo prende pieghe del tutto inattese. “Da Otello a BalOtello in tutti i Mori, in tutti i Iaghi”: come i fan degli Oblivion sanno bene, potrà capitare che i personaggi verdiani si dimentichino i testi di Arrigo Boito per usare quelli di Mogol o di Zucchero. La storia procederà attraverso una trasversalità di linguaggi originale e attualissima, prodiga di giochi di parole e musica e di incredibile fantasia. È la forza di un gruppo che ama la comicità vecchio stile, ma non per questo è meno dirompente, conosce la lezione del cabaret e del cafè chantant e sa inventare satira elegante e assieme corrosiva, si diverte a citare maestri come i Monthy Python o Giorgio Gaber, ma si addentra con maestria e talento anche nel mondo di Shakespeare, Verdi e Wagner. Il risultato è uno spettacolo piacevolissimo, trascinante, e amato dal pubblico di ogni età, ivi compresi quei giovani che cercano nel teatro – troppo spesso senza trovarla –un’espressione fresca, fantasiosa, imprevedibile in cui rispecchiarsi. Un progetto speciale per i cinque eclettici e ineccepibili attori e cantanti – Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli – diventati in poche stagioni beniamini del pubblico teatrale, ma anche televisivo (ricordiamoli a Zelig e a Parla con me) e del popolo del web (un risultato memorabile i 2 milioni di contatti in due anni per I Promessi Sposi in 10 minuti).

21 febbraio 2015, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

L’altra metà del cielo

presenta Umbria Ensemble 

Paola Gassman voce recitante
Maria Cecilia Berioli violoncello
Leonora Baldelli pianoforte

Il melodramma, ma non solo: l’intera storia dell’arte riconosce nelle donne la principale fonte della propria ispirazione l’oggetto privilegiato del proprio interesse. Più raramente – e per una serie di motivazioni di cui tutti siamo ormai a conoscenza – le donne sono state più direttamente il soggetto della creazione artistica. Così il programma di questo spettacolo vuole dar voce alle voci di quelle rare donne che nell’arco di quasi due secoli hanno avuto la volontà, il coraggio e la generosità di consegnare il proprio mondo interiore alla musica, alla poesia, all’arte; di lasciare un messaggio in una bottiglia dedicato a un destinatario forse ideale, di là da un oceano spazio-temporale ancora oggi spesso sordo e ingiustamente restrittivo. Rebecca Clarke (Harrow, England, 1886 – New York City 1979), oltre ad essere una delle migliori violiste dei primi del ‘900 fu anche prolifica compositrice, con oltre 90 composizioni che ora vengono considerati capolavori suonati e incisi in tutto il mondo. Prima donna sul podio delle principali Orchestre sinfoniche americane; didatta di più d’una generazione di grandi compositori americani come A. Copland, Ph. Glass, solo per citarne alcuni; compositrice lei stessa di notevole spessore, nei suoi 93 anni vissuti infaticabilmente con e per la musica, Nadia Boulanger (1887-1979) ha disegnato un ideale ponte spazio-temporale tra Ottocento e Novecento. L’opera di Ada Negri (1870-1945), sia in prosa che in versi, è invece più diffusamente nota. Voce appassionata in un universo meno esclusivamente maschile rispetto a quello musicale, la Negri per l’intima e profondamente autentica espressività dei suoi toni, sembra riannodarsi in un ideale “unicum” emotivo a quelle rare quanto significative presenze femminili che fin dall’antichità hanno segnato in modo particolare e decisivo la storia della poesia e dell’arte tutta. Cresciuta nel clima letterario esasperato e traboccante della scapigliatura lombarda, la Negri si distinse subito per una poesia più intimamente sentita eppure non meno appassionata e travolgente.

Musiche di: Rebecca Clarke I’ll bid, my heart be still; Anonimo, Aria Fiamminga; A. Ginastera, Danza de la moza dolosa; Nadia Boulanger, Trois pièces pour V.celle et Piano N°1 en mib min.; Astor Piazzolla, Le Grand Tango; C. Pedini, Menù per signora (2004), Adagietto, Suite n°1 da Il pranzo (dedicato a Nadia Boulanger); F.P. Tosti, Te solo, Strana; O. Respighi, Nebbie; G. Fauré, Après un rêve, Elegìe op .24.

Testi di: R. de Pestre, Come piangerebbero gli angeli; Carmen Yanez, Donna abitata di memoria; Ch. Baudelaire, I benefici della luna; N. Zinbowskaja, Amore a prima vista; A. Piazzolla, Maria de Buenos Aires; P. Jahier, Il canto della sposa;D. Alighieri: Francesca da Rimini (dal V°Canto dell’ Inferno); J.da Todi, Pianto della Madonna; Versi di Ada Negri; Alda Merini, Vuoto d’amore; Madre Teresa di Calcutta, Vivi la vita!