Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
info@fondazionebon.com
pec@fondazionebon.com

Biglietteria 2016/2017

Rinnovo abbonamenti: dal 12 al 21 ottobre ’16
Sottoscrizione nuovi abbonamenti: dal 24 ottobre ’16 fino al primo appuntamento di musica o prosa in cartellone

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

MUSICA
8.11.16, The Missing Link – Giovanni Sollima
1.2.17, Grigory Sokolov
5.5.17, Mario Brunello e Coro Fvg

Interi: € 25 – Ridotti: € 22 – Under18: € 10
18.11.16, Historie du Soldat
12.2.17, Omaggio a Yehued Menuhin
19.3.17, Pentaèdre
8.4.17, Binyamin String Quartet
27.4.17, Trio Bamberg

Interi: € 20 – Ridotti: € 17 – Under18: € 10

Prenotazioni e acquisto biglietti: dal 2 novembre ’16

PROSA
26.11.16, Un Prete Ruvido 
15.1.17, Tre Alberghi
27.1.17, Non c’è acqua più fresca
14.2.17, Come cavalli che dormono in piedi
25.3.17, Mio eroe

Interi: € 18  –  Ridotti: € 15  –  Under18: € 10
11.3.17, Fuga da Pigafetta
Interi: € 20  –  Ridotti: € 17  –  Under18: € 10

Prenotazioni e acquisto biglietti: dal 2 novembre ’16

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri / Talenti al Bon
Biglietto unico intero o ridotto € 5

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
intero € 150 – ridotto € 128

Abbonamenti Prosa
intero € 90 – ridotto € 75

Abbonamento musica + prosa 
intero € 215 – ridotto € 180

Riduzione per residenti Comune di Tavagnacco e Comune di Pagnacco, studenti universitari, circoli e associazioni convenzionate.

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Fuoriprogramma ↑ torna su

25 gennaio 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Alti e Bassi

Il concerto sarà aperto dal gruppo a cappella VOCAL COCKTAIL


BIGLIETTO UNICO 10 €

Gli Alti & Bassi sono un quintetto vocale a cappella nato nel 1994 a Milano. In questi anni hanno svolto una intensa attività concertistica invitati da Enti, Associazioni ed Istituzioni. Sono stati ospiti de I Pomeriggi Musicali di Milano, della rassegna Notturni a Villa Simonetta e al Castello Sforzesco di Milano, del Festival della canzone italiana anni 40/50 a Palazzo Reale a Torino, del Festival Umberto Giordano a Baveno (VB), del Festival di Sanremo della Canzone Jazzata a Sanremo, dell’Accademia Corale S.Tempia al Conservatorio di Torino, della maratona musicale “La Musica è per tutti” organizzata da Amadeus in Sala Verdi al Conservatorio di Milano, dell’Accademia Filarmonica di Messina al Teatro Annibale di Francia, de La Musa Leggeraall’Auditorium Haydn di Bolzano, del Teatro delle Muse di Anconadel Teatro Manzoni di Pistoia, del Teatro Saschall di Firenzedella rassegna Visioninmusica all’Auditorium Gazzoli di Ternidella Stagione Concertistica del Teatro Rossini di Pesarodell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina in Roma, de La musica e il vento a Pantelleria, dell’International Accordion Festival di Castelfidardo, del Negro Festival di Pertosa (SA). Sono stati ospiti della quinta edizione di MI.TO. Settembre Musica 2011 presso il Teatro Filodrammatici di Milano. Nel 2016 la Fondazione Cucinelli li ha invitati a tenere un concerto a Solomeo (PG) presso l’Anfiteatro Cucinelli per il Festival Villa Solomei 2016. Sono stati più volte ospiti del Blue Note.

Numerosissime le partecipazioni televisive tra le quali “Good Vibrations” su Tele+3, “Roxy Bar” su Videomusic, “Buona Domenica” condotta da L. Cuccarini nel 1996 e, nel 2006, ospiti di Maurizio Costanzo a “Tutte le Mattine” su Canale5, “Alle due su RAIUNO” condotta da Paolo Limiti. La Tv Svizzera Italiana li ha invitati come ospiti del programma Beatles 4Ever.
Hanno dato voce a diversi jingle pubblicitari (Pagobancomat, Auchan,…) e sigle televisive come Perepepè, trasmissione di Gene Gnocchi su RAI Due, la sigla Pausette” e alcune sigle natalizie di La Sette, “Le cocche” per LEI e la sigla di coda di “Un amore di strega”, fiction di Canale 5 con Alessia Marcuzzi. Sono stati ospiti della Maratona Telethon 2009 su Rai Uno, condotta da Milly Carlucci e Fabrizio Frizzi.

Attorno ad un microfono radiofonico: Rock FMRadio Svizzera ItalianaRadio Classica, “Nick & The NightFly” su RadioCapital e Montecarlo Night su Radio Montecarlo, condotte da Nick The Night Fly, “Kitchen” su Radio Deejay condotta da AndreaPezzi, Caffelatte news con Paolo, Lester e Alfonso Signorini su Radio Montecarlo. Sono stati intervistati da Lifegate Radio101Radio RAI Uno e Radio RAI Tre, sono stati ospiti del “Notturno Italiano” di Radio RAI International e di Grammelot e Piazza Verdi in diretta su Radio RAI TreRadio FMPalermo di Buenos Aires ha dedicato numerosi speciali agli Alti e Bassi. Nel 2006 Fiorello ha trasmesso alcuni brani dall’album MEDLEY nel corso di due puntate di Viva Radio DUE. Nel 2015 sono stati ospiti della Festa di Radio Rai 3 tenendo un concerto di un’ora in diretta dalla Chiesa di San Giacomo Apostolo in Forlì, condotto da Stefano Roffi. Nel 2016 sono stati ospiti di Nino Frassica per circa 20 puntate di “Programmone” su Radio Rai 2. Da settembre a dicembre 2016 hanno condotto “Alti e bassi ONDERARIO, gli alti e bassi della Musica” ogni mercoledì alle 21 sulle frequenze di RETE UNOdella Radio Svizzera Italiana.

Sono stati invitati a festival internazionali quali Voice Mania 19982000 e 2006 a ViennaA Cappella Festival a Zug (Svizzera), Pure Voices a Katzeldorf / Leitha e Vokal Total a Graz (Austria), Festival Suha a Dravograd (Slovenia); la Radio Svizzera Italianaha invitato gli Alti e Bassi a Locarno e alla festa “Notte di mezza estate” a Mendrisio. Nel dicembre 2014 sono stati protagonisti di un concerto presso l‘Istituto Italiano di Cultura all’Estero di Budapest, preceduto da una esibizione al Budapest Jazz Club. Nel maggio 2016 hanno inaugurato la quinta edizione del Girona A Cappella Festival e sono stati ospiti dell’associazione Casa degli Italiani di Barcellona. A luglio 2016 sono stati ospiti della manifestazione International Choral Celebration di Budapest tenendo due esibizioni al MUPA, il Palace of Arts di Budapest.

Hanno tenuto Team Building e Vocal Coaching per svariate società tra cui Carlson Wagon LitsCarglassBeiersdorfAxaHewlett Packard e Juventus F.C.

Sei gli album all’attivo:
– Il Mito Americano (1998), note di copertina di Lucia Mannucci e Virgilio Savona dei Cetra
– Il Favoloso Gershwin (2001), note di copertina di Lelio Luttazzi
– Take Five! (2002), note di copertina di Franco Cerri
– Medley (2006), note di copertina di Paolo Conte
– Io ho in mente te (2009), con la partecipazione di Bruno De FilippiFranco CerriEmilio SoanaLino PatrunoNando de Luca e Andrea Dulbecco
– La nave dei sogni (2015), note di copertina di Renzo Arbore.

Sono stati assegnati agli Alti & Bassi il Premio Quartetto Cetra ’98 e il Premio Carosone nel 2006. Nel 2015 vengono assegnate al nuovo album “La Nave dei Sogni” due nomination ai CARA di Boston (USA), il più importante premio worldwide dedicato alla musica a cappella, quale Best Jazz Album e Best European Album aggiudicandosi il secondo posto come Best Jazz Album. Nel gennaio 2016 è giunto l’importante riconoscimento The Accademia Music Award assegnato a Los Angeles a “La Nave dei Sogni” come best song a cappella.

Gli Alti & Bassi sono: Alberto Schirò, Paolo Bellodi, Andrea Thomas Gambetti, Diego Saltarella e Filippo Tuccimei.

I concerti del giovedì ↑ torna su

23 marzo 2017, ore 20.45, Centro Civico di Tavagnacco

TINA MODOTTI, GLI OCCHI E LE MANI

Breve viaggio per due voci e una chitarra
testo di Alberto Prelli
Nicoletta Oscuro voce
Matteo Sgobino voce e chitarra

INGRESSO LIBERO

Per informazioni
Servizio Cultura del Comune di Tavagnacco
T 0432 577326 / 355 ufficio.cultura@comune.tavagnacco.ud.it
Programma completo www.comune.tavagnacco.ud.it

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16 marzo 2017, ore 20.45, Centro Civico di Tavagnacco

BRIGHT BELLS TRUMPET QUARTET

Morris Sebastianutto tromba, flicorno
Federico Mansutti tromba
Giampaolo Mazzamuto tromba, flicorno
Angelo Cavallo tromba

INGRESSO LIBERO

Per informazioni
Servizio Cultura del Comune di Tavagnacco
T 0432 577326 / 355 ufficio.cultura@comune.tavagnacco.ud.it
Programma completo www.comune.tavagnacco.ud.it

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30 marzo 2017, ore 20.45, Centro Civico di Tavagnacco

IN CAMMINO CON LEONARDO DA VINCI

Aleksander Ipavec organo portativo di Leonardo
Paola Chiabudini clavicembalo
con la partecipazione di Mario Buonoconto

INGRESSO LIBERO

Per informazioni
Servizio Cultura del Comune di Tavagnacco
T 0432 577326 / 355 ufficio.cultura@comune.tavagnacco.ud.it
Programma completo www.comune.tavagnacco.ud.it

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06 aprile 2017, ore 20.45, Centro Civico di Tavagnacco

DUO FLAMENCO MISTICANZA

Marco Perona e Francesco de Vita chitarre
ospite al baile Marta Roverato
presenta Federica Copetti

INGRESSO LIBERO

Per informazioni
Servizio Cultura del Comune di Tavagnacco
T 0432 577326 / 355 ufficio.cultura@comune.tavagnacco.ud.it
Programma completo www.comune.tavagnacco.ud.it

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Invît a Teatri ↑ torna su

06 novembre 2016, ore 16.30, Teatro Luigi Bon

MA TU DI CE BANDE STATU?

una commedia di Damiano Berto
con Ettore Del GalloAlessandra Del Frari
Antonella MizzaroDavid Zimmermann
Fabio Zuliani Robert Damiano Berto
regia Tommaso Pecile

Luciano del Bono è il tipico padre di famiglia friulano: salt, onest e lavoradôr. Anche troppo.

La sua visione all’antica della vita e della famiglia lo porta infatti a continui scontri con la moglie Marisa e con la figlia Federica.
Per cercare di redimere il capofamiglia, Marisa Federica e Sergio, con l’aiuto del cugino Robert arrivato in visita direttamente dall’Australia, cercheranno in ogni modo di far capire a Luciano che per vivere felici basta solo un po’ di tolleranza.


Biglietto unico
intero o ridotto € 5

13 novembre 2016, ore 16.30, Teatro Luigi Bon

VEDUIS

Gruppo Teatrale Della Loggia presenta
uno spettacolo di Danilo D’Olivo
con: Adriano Sabotto, Paolo Rota, Vanni Pauluzzo, Danilo D’Olivo luci: Michele Ceolan, Manuel Turra, Irene Maiolin
regia: Paolo Baron

VEDUIS trae spunto da un’idea sorta leggendo la commedia “Il clan delle vedove” di Ginette Beauvais-Garcin.
Il testo, curato da Danilo D’Olivo, vuole rappresentare, in un susseguirsi di avvenimenti, la situazione tragicomica dell’improvvisa vedovanza di uno dei protagonisti…
Perché i protagonisti non sono delle attrici bensì
degli attori che vogliono impersonare il ruolo femminile.


Biglietto unico
intero o ridotto € 5

20 novembre 2016, ore 16.30, Teatro Luigi Bon

La Famee Addams “magjie dal frico”

La Compagnia Teatrale di Ragogna presenta una commedia con Pauli Nauli, Serena Pascoli, Tiziano Cossettini, Caterina Toppazzini, Bobo Borislav Vujnovic, Federico Concil, Marialuisa Ceschia, Riccardo Conta, Catherina Chiarot, Michele Urtamonti,
Luci e Suoni: Marco Gotti, Mattia Candon
testo e regia di Luca Ferri

Un travolgente umorismo nero, unito a una pungente satira di costume, sono sempre state il tratto distintivo di tutte le avventure degli eccentrici personaggi della Famiglia Addams (Gomez, Morticia, Lurch, lo zio Fester, Mercoledì…).

Sul palcoscenico si vedrà una nuova avventura tutta da ridere e mai raccontata, scritta appositamente per la Compagnia di Ragogna e tradotta in Lingua Friulana.
In questa simpatica e originale avventura, la pittoresca famiglia si trova ad affrontare una ingombrante ospite che vuole sabotare la festa d’anniversario di Gomez e Morticia, ma dovrà fare i conti con i famosi Addams… mano compresa!


Biglietto unico
intero o ridotto € 5

08 novembre 2016, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Giovanni Sollima

Programma
Giovanni Battista Costanzi
Sonate e sinfonie
Paolo Rigano Wayward thoughts
Giovanni Sollima “Il mandatario”

Giovanni Battista Costanzi, detto “Giovannino del Violoncello” o “Giovannino da Roma” è l’anello mancante della storia del violoncello. I suoi lavori violoncellistici sono intensi, virtuosistici e visionari oltre che, inspiegabilmente, inediti e sconosciuti. Per me, aver scoperto la sua musica, così piena di vita, di teatro, di colpi di scena, così in bilico tra epoche e linguaggi, è un’esperienza unica ed eccitante. Come aver aperto uno scrigno, come aver trovato il tesoro!
Tra la trascrizione in notazione moderna e la decodificazione mi sono trovato, quasi senza accorgermene a riscrivere o a scrivere di sana pianta, fortemente ispirato dal musicista. Dal personaggio e dal contesto romano del tempo intorno a lui. “Il mandatario” è il brano che ho composto ispirato appunto da uno dei ruoli che Costanzi ricoprì per il Cardinale Ottoboni, ovvero “il mandatario”, capo d’istrumenti, colui che andava in giro a raccogliere musici per formare le orchestra per le grandi occasioni, un vero e proprio casting!

Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo. È un compositore fuori dal comune, che grazie all’empatia che instaura con lo strumento e con le sue emozioni e sensazioni, comunica attraverso una musica unica nel suo genere, dai ritmi mediterranei, con una vena melodica tipicamente italiana, ma che nel contempo riesce a raccogliere tutte le epoche, dal barocco al “metal”.
Fin da giovanissimo collabora con musicisti quali Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jörg Demus, Martha Argerich, Riccardo Muti, Yuri Bashmet, Patti Smith, Philip Glass e Yo-Yo Ma. Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli. Suona un violoncello Francesco Ruggeri fatto a Cremona nel 1679.

L’Arianna Art Ensemble fondato nel 2007 dal liutista e compositore Paolo Rigano e dalla clavicembalista Cinzia Guarino, promuove la diffusione del repertorio vocale e strumentale sei-settecentesco, attraverso le proprie esecuzioni con strumenti d’epoca, ma anche attraverso la sperimentazione e l’esecuzione di brani di musica contemporanea con strumenti antichi. L’ensemble, vincitore di numerosi premi in prestigiose competizioni tra cui nel 2010 il primo premio, nella sezione “Strumenti antichi”, della VII edizione del Premio Nazionale delle Arti organizzato dal Ministero dell’Alta Formazione Artistica, si è esibito in vari festival e rassegne d’Europa.


Con il sostegno di
Idroelettriche Gestioni Friulane SpA

18 novembre 2016, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Histoire du soldat

Programma
Histoire du soldat
 di Igor Stravinskij
su libretto di Charles-Ferdinand Ramuz

Il progetto della Camerata Strumentale “Eptafonè” è un’iniziativa nata dall’idea di 7 professori dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai allo scopo di rappresentare ed eseguire, in maniera del tutto unica, insolita e originale, l’opera de l’Histoire du Soldat di I. Stravinskij.
La prima si è tenuta all’auditorium Rai “Arturo Toscanini” a novembre del 2015 per la stagione di musica da camera “Le Domeniche dell’ Auditorium” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai riscuotendo moltissimo successo.
La componente unica e innovativa del progetto consiste nel veder impegnato ciascun musicista nella triplice veste di suonatore, attore e direttore. Infatti, oltre all’esecuzione musicale, una certa importanza ricopre l’interpretazione scenica e vocale, con la quale i musicisti trasmettono brio e arguzia all’esecuzione. Una delle peculiarità della Camerata strumentale “Eptafonè” che ha riscosso un notevole apprezzamento dal pubblico, è l’innata ironia che si viene a creare sulla scena proprio nei momenti in cui i musicisti, spogli delle loro vesti abituali, si calano egregiamente in quelle di attori improvvisati.
Il compito della traduzione e dell’adattamento del testo, nonché della realizzazione della messa in scena, è svolto dagli stessi musicisti con il prezioso aiuto di Cecilia Cernicchiaro, attrice e regista, che ha sapientemente sensibilizzato il nostro aspetto musicAttoriale, elemento precipuo e distintivo del nostro gruppo.
La scelta dei personaggi nel corso dell’opera, mira a non intaccare l’esecuzione musicale con la parte recitata, motivo per cui il personaggio (narratore, diavolo o soldato) avrà modo di concentrarsi sulla scena, nei momenti ove la partitura preveda delle pause per quel suonatore; persistono inoltre brevi momenti nei quali il suonatore riesce nell’impresa di narrare e suonare.
Particolare attenzione merita anche la scelta di oggetti e indumenti indossati dai suonatori, con lo scopo di identificare, durante la recitazione, il personaggio del diavolo, del soldato o del narratore. Nello specifico il primo si distinguerà dal color rosso sgargiante della cravatta, il secondo dal papillon verde, mentre il narratore indosserà delle bretelle e una cravatta dalle fantasie musicali. Nella scena, inoltre, sono presenti piccoli riferimenti quali: zaino del soldato, il famoso libro e il violinetto, protagonista musicale della storia solitamente dolce e romantico, ma anche di carattere opposto quando desiderato dal diavolo.

01 febbraio 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Grigory Sokolov

W. A. Mozart
Sonata in do maggiore K. 545
Allegro, Andante, Rondo. Allegretto

Fantasia e Sonata in do minore K. 475/457

Fantasia K. 475
Adagio – Allegro – Andantino – Più allegro – Tempo I

Sonata K. 457
Molto allegro, Adagio, Allegro assai

L. van Beethoven
Sonata in mi minore n. 27 op. 90
I. Mit Lebhaftigkeit und durchaus mit Empfindung und Ausdruck
II. Nicht zu geschwind und sehr singbar vorgetragen

Sonata in do minore n. 32 op. 111
I. Maestoso – Allegro con brio ed appassionato
II. Arietta: Adagio molto semplice cantabile

 

L’unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell’irresistibile onestà dell’arte di Grigory Sokolov Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio.
I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij.
Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica.
Grigory Sokolov è nato a Leningrado e ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni, e due anni più tardi, ha cominciato gli studi con Liya Zelikhman alla Scuola Centrale Speciale del Conservatorio di Leningrado.
A 12 anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e il suo prodigioso talento è stato riconosciuto nel 1966 quando, a soli sedici anni, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il 1° Premio al Concorso Internazionale Cajkovskij di Mosca. Mentre Sokolov intraprendeva grandi tour di concerti negli Stati Uniti e in Giappone negli anni Settanta, il suo talento si è evoluto ed è maturato lontano dai riflettori dei media internazionali. Si è esibito con le maggiori orchestre, tra cui la New York Philharmonic, Royal Concertgebouw di Amsterdam, Philharmonia di Londra, Orchestra della Scala, Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e l’Orchestra Filarmonica di Monaco, prima di decidere di dedicarsi esclusivamente al recital per pianoforte solo.
Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. A differenza di molti pianisti nutre un profondo interesse e una estrema conoscenza tecnica dei pianoforti che suona. Prima di ogni esibizione è solito passare molte ore di studio sul palcoscenico per capire la personalità e le possibilità dello strumento con cui dovrà condividere il momento del concerto.

12 febbraio 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Omaggio a Yehudi Menuhin

Programma

Andrzej Panufnik Concerto per violino e orchestra d’archi
Giuseppe Tartini Trillo del diavolo per violino e orchestra d’archi
J. Janacek Suite per archi

Alexander Sitkovetsky è nato a Mosca e ha fatto il suo debutto in concerto all’età di otto anni, nello stesso anno ha iniziato a studiare alla scuola di Menuhin. Lord Menuhin era la sua ispirazione durante i suoi anni di scuola, si sono esibiti insieme in diverse occasioni eseguendo il Doppio Concerto di Bach, il Duo di Bartók e il concerto di Mendelssohn sotto la direzione di Menuhin. Si è esibito come solista con la Netherlands Philharmonic, la Philharmonia, Royal Philharmonic, English Chamber Orchestra, Accademia di San Martino in the Fields e la BBC Concert Orchestra ecc. Ha condiviso il palco con Julia Fischer, Janine Jansen, Misha Maisky, Polina Leschenko, Julian Rachlin e molti altri. Alexander ha registrato per Angel / EMI, Decca e Orfeo. Ha suonato in Inghilterra, Olanda, Spagna, Russia e Germania, nonché recitals e festival in Norvegia, Giappone, Romania, Inghilterra, Francia, Olanda e Stati Uniti. Quest’anno ad Alexander è stato assegnato il prestigioso “Emerging Artist Award” dalla Chamber Music Society del Lincoln Centerdi New York.
Alexander si esibisce con il Piano Trio Sitkovetsky, dando regolarmente spettacoli in Inghilterra alla Wigmore Hall, in tutto il paese e in tutta Europa in teatri quali Concertgebouw di Amsterdam e Francoforte Alte Oper.

Giancarlo Guarino si è diplomato col massimo dei voti in violino e in pianoforte. Da anni svolge intensa attività concertistica in Italia, in Europa e negli Stati Uniti alternando i ruoli di pianista e violinista; in particolare con il Trio Guarino si è distinto presso il Concorso Internazionale di esecuzione cameristica di Rovereto (Primo Premio) e il Concorso di Caltanissetta, in Duo ha suonato in sedi prestigiose quali il Lingotto di Torino, S. Giovanni Evangelista a Venezia e in varie città europee tra cui Strasburgo, Freiburg, Wels, nello Stato di New York e in Arkansas. Dal 1994 è direttore dell’orchestra da camera di Trento – “Ensemble Zandonai”.
Il complesso vanta numerosi concerti in Italia, negli Stati Uniti, una incisione discografica per l’etichetta “Symposium”, collaborazioni con grandi interpreti quali Cecilia Gasdia, Stefan Milenkovich, Giorgio Carnini, Gemma Bertagnolli, Piernarciso Masi, Johannes Peitz, registrazioni televisive (R.A.I).
È stato invitato dall’Accademia superiore di musica di Kuopio in Finlandia per tenere stages come direttore per un progetto in collaborazione con l’Accademia Sibelius di Helsinki.

19 marzo 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Pentaèdre

Programma
W.-A. Mozart / G. Emerson  Quartetto K 387 in Sol Maggiore ” Primavera”
Gyorgy Ligeti Sei Bagatelle
W.-A. Mozart / M.Lussier Estratti dal « Flauto Magico»
P. Taffanel Quintetto in sol

Un ensemble musicale unico nel panorama canadese, Pentaèdre esplora e presenta al pubblico un repertorio di musica da camera diversificato e originale, sviluppato nella tradizione della musica per fiati. Fondato nel 1985 da cinque artisti-musicisti che sono riconosciuti per il talento, la tecnica, la precisione e il colore che infondo alle loro esecuzioni.
Fortemente impegnata per aggiornare il concetto di concerto nella musica classica, Pentaèdre attraversa i confini tra discipline artistiche e reintegra le arti dello spettacolo in concerto: musicisti diventano artisti completi eseguendo spettacoli con ballerini, attori, mimi o cantanti.
Gli ultimi dieci anni hanno visto Pentaèdre collaborare con famosi artisti come i tenori Christoph Prégardien e Rufus Muller, i baritoni Russell Braun e Phillip Addis, la soprano Karina Gauvin e i pianisti Naida Cole, David Jalbert e Iwan Llewelyn-Jones, perseguendo anche collaborazioni con formazioni cameristiche come Penderecki String Quartet, Quartetto Molinari, la Filarmonica di Berlino Wind Quintet e I Musici de Montréal. L’ensemble ha suonato in tutto il Canada, negli Stati Uniti, in Europa e nel Medio Oriente.

Uno dei loro più recenti CD, una versione da camera di Normand Forget di Winterreise di Schubert, è stato insignito dell’Opus Premio Anno 2008, e ha ottenuto l’eccezionale Stern des Monats / stella del mese dalla rivista tedesca Fono Forum. Premio opus per il miglior concerto dell’anno Musica, contemporanea, elettro-acustico nel 2002.
Tra le ultime prestazioni ricordiamo i concerti in Belgio, Germania e Israele con la versione da camera di Winterreise di Schubert con il famoso tenore Christoph Prégardien; la versione teatrale première dell’opera di John Metcalf Una Sedia in Love a Cardiff e Swansea Opera Houses (10 concerti in Galles e Irlanda); L’amour est un opéra muet (da Così fan tutte di Mozart), con la compagnia di mimo Omnibus.
L’ensemble ha registrato 6 CD e eseguito più di 25 prime assolute tra cui le commissioni di compositori come Ana Sokolovic, Denis Gougeon e Denis Dion. I loro concerti sono regolarmente in onda su Radio-Canada e CBC. Pentaèdre è ensemble in residenza presso il Conservatoire de Musique de Montréal.

08 aprile 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Binyamin String Quartet

Programma
W.A. Mozart Quartetto in do maggiore K 465 “Dissonanze”
A. Bazzini Quartetto op. 75
F. Schubert Quartetto op. 29  “Rosamunde”

Il Quartetto d’archi israeliano costituitosi nel 1996 a Gerusalemme è stato il primo nel suo paese a utilizzare strumenti d’epoca e a fare una ricerca per una interpretazione che seguisse le prassi esecutive originali. Il Binyamin Quartet ha un vasto repertorio e presta una particolare attenzione al repertorio italiano (Boccherini, Paisiello, Donizetti, Viotti, Sammartini, Rolla e Cherubini).

Il fondatore e primo violino, Daniel Fradkin emigrato in Israele da Mosca nel 1973, è primo violino della Jerusalem Symphony Orchestra, ed è ben noto come solista alla viola-d’amore e violino barocco. Si è esibito a Londra, Parigi, Milano, Amsterdam, Berlino, Ginevra, Zurigo, Oslo, New York, Houston, Philadelphia, Mosca, St Petersburg, Bangkok, ecc. Dal 1999 insegna violino barocco e viola d’amore presso l’Accademia di Gerusalemme di Musica e Danza.

Il secondo violino, Olga Fabrikant, ha studiato violino a Riga, la sua città natale. Immigrata in Israele nel 1986 è entrata a far parte dell’ Israel Sinfonietta, e due anni dopo è diventato un membro della Jerusalem Symphony Orchestra. Come solista al violino barocco e come membro di vari gruppi cameristici si è esibita in Israele, Stati Uniti, Germania, Polonia, Italia e Svizzera ha partecipato a numerosi festival in Israele e in Europa.

La violista, Miryam Fingert è nata a Pskov, Russia. Ha studiato viola a Mosca Gnessin High School e successivamente al Conservatorio di Leningrado. È stata solista nel tour degli Russian Chamber Orchestra, eseguendo il Concerto di Telemann. Miryam immigrata in Israele nel 1992 è stata immediatamente nominata prima viola dell’Orchestra “Symphonette”. Suona stabilmente con la Jerusalem Symphony e ha partecipato alle tournèe in Europa e negli Stati Uniti.

Il violoncellista, Gregory Yanovsky è uno dei migliori violoncellisti israeliani. Dopo la laurea presso il Conservatorio di Leningrado, ha continuato i suoi studi a Mosca. Yanovsky è vincitore di vari concorsi in ex Unione Sovietica. Prima della sua immigrazione in Israele era violoncello solista della Leningrado Maly Opera. In Israele Gregory Yanovsky si è immediatamente posto tra i musicisti più in vista del paese. Ha suonato con la Israel Philharmonic Orchestra, è stato il violoncellista solista della Symphonietta israeliana e si è esibito come solista e membro di diversi gruppi da camera in tutto il mondo. Oggi Mr. Yanovsky è violoncellista solista della “Symphonette Orchestra “.

27 aprile 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

Trio Bamberg

Programma
L. V. Beetoven Trio in si b maggiore, op. 11
R. Schumann Trio n. 3 in sol minore, op. 110
F. Mendelssohn Bartholdy Trio n. 1 in re minore, op. 49


“Momenti indimenticabili di musica da camera”
Badische Neueste Nachrichten

“Una classe mondiale”
Fono Forum

“Temperamento vulcanico”
Frankfurter Allgemeine Zeitung

Il Trio Bamberg ha tenuto concerti in tutto il mondo ricordiamo tra gli altri Berlino, Monaco, Francoforte, Dresda, Amburgo, Bruxelles, Barcellona, Bergen, Ljubljana, Napoli, Osaka, Shanghai, Riad, São Paulo ma anche in Sud Africa, Giappone, Messico, Italia, Arabia Saudita e Sud America. Le produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti da pubblico e critica tra cui il German Grammy Award per le incisioni dei trii di Schnittke e Shostakovich.

Ilonka Heilingloh, pianista, è vincitrice di vari concorsi nazionali. Lavora regolarmente come pianista accompagnatore e in corsi di perfezionamento con personalità di fama internazionale quali Francisco Araiza, Brigitte Fassbänder, Margret Miele, Maria Venuti, Hilde Zadek, Dunja Vejzovic e Ulrike Sonntag.

Il violinista russo Jewgeni Schuk, originario di un’antica famiglia di musicisti, inizia la carriera come concert master della Filarmonica di Mosca a soli 23 anni.
Dal 1990 gli è stato offerto lo stesso ruolo allo Staatstheater di Stoccarda. Suona un violino Vuillaume che è stato di proprietà di Wieniawsky e Wilhelmy.

Alexander Hülshoff, dopo gli studi con Lynn Harrell, a soli 28 anni è diventato professore di violoncello presso la Hochschule di Essen. Con il suo violoncello Grancino David Popper del 1692, tiene regolarmente concerti come solista con rinomate orchestre.

05 maggio 2017, ore 20.45, Chiesa di San Francesco — Udine

IL CANTICO DEL SOLE

Programma
J. Tavener Akhmatova Songs per soprano e violoncello
J. S. Bach Ciaccona in Re minore (versione con coro)
S. A. Gubajdulina “Sonnengesang” Cantico del Sole di Francesco d’Assisi per violoncello, coro da camera, percussioni e celesta

Mario Brunello nel 1986 è il primo artista italiano a vincere il Concorso Caikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Valery Gergiev, Antonio Pappano, Yuri Temirkanov, Riccardo Chailly, Ton Koopman, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa. Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale.
La stagione concertistica 2016/17 porterà Mario Brunello ad esibirsi in alcune delle più prestigiose sale da concerto del mondo: in autunno tornerà al Concertgebouw di Amsterdam, alla Kioi Hall di Tokyo e al Teatro La Fenice di Venezia, in primavera sarà al Teatro alla Scala di Milano con Myung-whun Chung e la Filarmonica. Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro. Suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.

Direttore Ospite Principale del New York City Ballet dal 2014, Paolo Paroni ha lavorato presso orchestre e teatri lirici di rilevanza internazionale, in sale da concerto quali David H. Koch Theater al Lincoln Center di New York, Béla Bartók National Concert Hall al Müpa di Budapest, Tonhalle di Düsseldorf, Stadt-Casino Concert Hall di Basilea, Kodály Centre Concert Hall di Pécs, Bulgaria Concert Hall di Sofia, Lisinski Concert Hall di Zagabria, Radiokuturhaus di Vienna, Teatro Filarmonico di Verona. Paolo Paroni è appassionato cultore di prassi esecutive storiche e, nel contempo, convinto sostenitore e promotore di nuova musica. Il suo repertorio spazia dalla musica barocca alle più moderne opere contemporanee e ha al suo attivo oltre 70 prime assolute tra esecuzioni e registrazioni. Stimato per la sua programmazione originale e l’abbattimento delle barriere tra diversi generi, ha collaborato con artisti internazionali di ogni estrazione stilistica e culturale.

in collaborazione con

26 novembre 2016, ore 20.45, Auditorium di Pagnacco

UN PRETE RUVIDO

con Andrea Appi e Ramiro Besa
produzione: Associazione I Papu

Raccontare la vita di un uomo è difficile, soprattutto se è vissuto 94 anni in modo viscerale e appassionato.
Se però il protagonista del racconto è don Giuseppe Lozer, parroco in Torre di Pordenone nei primi anni del novecento, l’impresa diventa impossibile.
Prete ruvido, combattivo e contrastato, impegnato in innumerevoli attività in campo sociale, a 40 anni dalla scomparsa lascia un segno ancora presente nel ricordo di chi l’ha conosciuto.
Don Lozer è stato un talento di intelligenza, partecipazione sociale e carità cristiana in balìa di un carattere sanguigno, difficilmente controllabile e sempre pronto allo scontro non solo verbale in una Pordenone che stava passando dalla civiltà rurale ottocentesca a quella industriale del novecento.
Le lotte sindacali contro lo sfruttamento degli operai nei cotonifici, la vita estremamente misera del popolo, l’emigrazione, la crisi di una Chiesa che stentava a stare al passo con i tempi, le guerre mondiali e, tra di esse, il fascismo, sono solo alcuni degli scenari nei quali don Lozer si è trovato a vivere, perennemente frustrato nelle sue ambizioni a causa di limiti caratteriali da lui stesso riconosciuti e contro i quali non è mai sceso a compromessi.
E, su tutto, costante e ispirata, la qualità che più di tutte lo ha contraddistinto: una carità cristiana sincera e cristallina, riconosciuta persino dai suoi più acerrimi detrattori.
Un prete ruvido è uno spettacolo che, in modo non convenzionale, vuole ripercorrere la vita di un protagonista del nostro territorio senza timori reverenziali né prevenzioni, senza condanne né santificazioni.
Ramiro Besa e Andrea Appi debuttano nel mondo dello spettacolo nel 1989 nel duo comico I PAPU: un fortunato sodalizio artistico che li porterà a calcare il palcoscenico di cabaret più prestigioso d’Italia, quello Zelig sul quale si sono formati i più brillanti autori e attori comici del panorama nazionale. In seguito partecipano a Quelli che il calcio, a Le Iene, a Colorado Cafè Live condotto da Diego Abatantuono che li chiama nel cast del sequel di Eccezzziunale Veramente 2. Accanto alle esperienze televisive, le produzioni teatrali si caratterizzano per spettacoli di grande efficacia comica, l’incontro con il regista di teatro Mirko Artuso porta nel 2013 alla creazione di un nuovo progetto sulla comicità popolare.

15 gennaio 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

TRE ALBERGHI

di Jon Robin Baitz
con Francesco Migliaccio e Maria Grazia Plos
regia di Serena Sinigaglia
produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Ken e Barbara. Un marito, una moglie. Un tempo, carichi di ideali sognavano di cambiare il mondo, militavano nei Peace corps. Poi si cresce, e Ken sogna di cambiare quel Terzo Mondo che ha conosciuto, lavorando dentro una multinazionale che sforna prodotti adatti a quei paesi. Ma una multinazionale fa affari, business e Ken, senza quasi che se ne accorga, cambia pelle: ora è uno di quei tagliatori di teste, che la Ditta manda in giro per il mondo a licenziare chi non funziona più… o chi si è reso conto che la baby formula di un latte in polvere per le madri africane, forse non fa loro troppo bene!
«L’uomo che ho sposato e l’uomo che vende la baby formula alle madri africane non sono la stessa persona» confessa Barbara, che lo segue, moglie di quel dirigente ormai lontano da lei. E poi c’è un figlio e un dramma. E questa donna, moglie, madre, un certo giorno, guardando davanti a sé una platea di altre mogli di colleghi del marito, sente la necessità di vuotare il sacco e raccontare quella parte della sua vita, non propriamente luminosa, legata alla Ditta.
E questo non è proprio quello che ci aspetterebbe dalla moglie di uno dei massimi capi di una multinazionale!
Con questa nuova situazione, adesso, Ken deve fare i conti. Dalle stanze di questi tre alberghi, marito e moglie raccontano tre fasi della loro vita, che investono lo spettatore con la violenza del lampo di un flash: il successo di Ken, la denuncia di Barbara, la fuga di lui verso, forse, il ritorno a un’età dell’innocenza.
Guarda con schiettezza e oggettività al nostro tempo Jon Robin Baitz, scrittore, sceneggiatore e produttore statunitense. Nato a Los Angeles nel 1961, Baitz è cresciuto fra gli Stati Uniti, il Brasile e il Sud Africa: un’evoluzione e formazione composita, dunque, basata su una moltiplicazione di stimoli e riferimenti, che fa di lui un osservatore attento, aperto e acuto.
La penna, molto presto, diviene il suo strumento per eccellenza: attraverso la scrittura infatti, analizza le relazioni interpersonali e i problemi del presente. La sua è una drammaturgia “del mondo”, che supera confini e appartenenze sociali o culturali per concentrarsi su argomenti di potente universalità, siano essi radicati nell’intimo di un rapporto privato o gli vengano ispirati da questioni che riguardano la collettività intera. Ciò assieme al suo stile secco ed essenziale, talvolta spietato nella sua sincerità, fa di lui un autore amato.

25 febbraio 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

NON C’È ACQUA PIù FRESCA

di e con Giuseppe Battiston
e con Piero Sidotti
regia di Alfonso Santagata
produzione: CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG

Volti, visioni e parole dal Friuli di Pier Paolo Pasolini
Le sue prime poesie – raccolte ne La meglio gioventù – Pier Paolo Pasolini le scrisse in friulano, nella lingua quasi nuova e sconosciuta, musicalissima, della terra materna.
Giuseppe Battiston si immagina protagonista di uno “spetaculut” di memoria pasoliniana che ci porta alla “terra di temporali e primule” e risuona di poesia su incontri, affetti, paesaggi, amori ancora freschi come l’acqua di una fontana.
Per questa immersione nel fecondo laboratorio pasoliniano in lingua friulana, Battiston ha voluto accanto il regista delle sue prime prove teatrali, Alfonso Santagata, e la drammaturga Renata Molinari, autrice di un testo originale che intreccia alcune delle liriche più emblematiche del periodo casarsese con l’intento di avvicinare alla bellezza della lingua madre di Pasolini anche coloro che quella lingua non la conoscono, immergendoci al contempo in un’atmosfera tenera, emozionante e densa di attese.

«Forse, se chiudo gli occhi, riesco ad immaginarlo in città, a Roma, nella sua casa, che ascolta Bach, e allo stesso tempo a Casarsa, mentre percorrendo quella piccola piazza e le strette viuzze o i campi dove si bruciano le stoppie, rimane rapito dalle musiche e dalle canzoni della gente, da quelle poesie del quotidiano che sono le villotte e le filastrocche a lui tanto care.
Grazie a tutta quella poesia, scritta o cantata, o sognata, sono stato di nuovo bambino, ho rivisto e visto con occhi nuovi quei luoghi, e anche io attraversando piazze e vie mi sono unito alla sagra del paese, ho cantato e ballato e ho brindato alla vita, e ciò che vorrei fare è trasmettere quelle parole che ho sentito tanto mie, a cui in qualche modo appartengo.
Forse non tutte saranno comprensibili, ma sono convinto che il dialetto, ogni dialetto, attraverso la sua musicalità diventi evocativo, anzi, Pasolini sosteneva che quando il dialetto viene utilizzato per esprimere alti concetti e alti sentimenti si fa Lingua, e con i suoi suoni ci entra nell’ anima e ci porta altrove».
Giuseppe Battiston

14 febbraio 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

COME CAVALLI CHE DORMONO IN PIEDI

di e con Paolo Rumiz
e con Paolo Fagiolo e Stefano Schiraldi
regia di Paolo Rumiz
produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Demoghèla – Storie dal fronte nord orientale
«Demoghèla, parola tradotta in modo insultante dopo il 1918 per denigrare gli italiani di frontiera cui toccò in sorte di combattere contro il Tricolore, fu in realtà il modo scanzonato con cui i soldati del litorale austro-ungarico – sullo stile del Soldato Svejk – seppero prendere la guerra su un fronte sterminato e crudele, in Galizia, battendosi spesso da valorosi contro il più grande esercito del mondo, quello russo» spiega Paolo Rumiz. «Un fronte e un’epopea rimossi per troppo tempo dal resto del Paese e dalla stessa Europa, e che ora tornano di prepotente attualità a cent’anni dal primo conflitto mondiale.
Quella che vi presentiamo – continua Rumiz – non è una commemorazione e tanto meno una celebrazione, ma una vera e propria evocazione dell’Armata perduta. Con canti, libagioni, versi e piccoli fuochi, chiameremo in vita i 125 mila ragazzi in “montura” austroungarica del Trentino o dell’attuale Venezia Giulia e Friuli orientale che combatterono oltre i Carpazi, restando in più di 25 mila “a guardare la luna” in sperduti cimiteri coperti di mirtilli dove da un secolo quasi nessuno porta più un fiore; piccoli camposanti coperti dall’oblio, spianati dalla ruspa comunista o schiacciati dalla memoria più recente della seconda, tragica guerra mondiale».
Paolo Rumiz, che narra il suo incontro con i Dimenticati nel libro Come cavalli che dormono in piedi, racconta questo suo viaggio nello spazio e nel tempo assieme all’attore Paolo Fagiolo. Accanto ad essi, il chitarrista Stefano Schiraldi interpreta al ritmo sincopato del blues alcune delle ballate che l’Autore dedica ai soldati di allora, incluso il nonno mai conosciuto, e i fanti del Tricolore, che all’inizio della storia invitano il viaggiatore a esplorare senza paura le terre del nemico. Una conciliazione post-mortem fra avversari che mai si odiarono e oggi ci indicano la strada di un’Europa di pace».
Allestimento essenziale a fronte di una potente intensità sul piano dei contenuti,
Come cavalli che dormono in piedi offre al pubblico il doppio privilegio di conoscere l’autore, oltre che dalle pagine del libro, anche dalla sua stessa voce in scena.

11 marzo 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

FUGA DA VIA PIGAFETTA

ATTENZIONE CAMBIO SALA: Lo spettacolo si terrà al Teatro Luigi Bon, anzichè all’Auditorium di Pagnacco.


scritto da Paolo Hendel
con Gioele Dix e Marco Vicari
con Paolo Hendel
regia di Gioele Dix
produzione: AGIDI

Nel suo nuovo spettacolo Fuga da via Pigafetta, Paolo Hendel torna all’originaria vocazione teatrale che lo ha reso celebre ai suoi esordi quando, con coraggiosa inventiva, parlava con la propria immagine sdoppiata dentro a un televisore.
Quella stessa vena surreale, unita alla capacità di cogliere in anticipo il potenziale comico della tecnologia, viene messa ora al servizio di una commedia molto divertente e originale, ambientata in un’immaginaria Italia del futuro.
Un uomo vive da solo in un appartamento gestito totalmente da un sofisticato sistema operativo, che pianifica la sua esistenza e lo protegge dal mondo circostante. Le sue giornate sono punteggiate da continui ed esilaranti litigi con il computer, che gli fa da alter ego e pretende di conoscere i suoi bisogni meglio di lui.
Polemico e nostalgico, l’uomo ha ridotto al minimo le proprie relazioni umane, convinto che l’unica forma di sopravvivenza sia l’isolamento, al riparo da ogni genere di contaminazione ambientale e morale.
Ma in questo scenario in apparente equilibrio, irrompe con forza una figlia, trascurata e messa da parte troppo in fretta. L’incontro provoca nell’uomo un’imprevista altalena emotiva che lo costringerà, fra brucianti conflitti e inattese tenerezze, a ribaltare le proprie priorità.
E sarà il sogno di un lungo viaggio da fare insieme verso un pianeta lontano a restituire a entrambi, nel finale, il desiderio di scommettere sul proprio destino, senza risentimenti né paure.
Fuga da via Pigafetta, nato dall’idea di raccontare una storia ambientata in un futuro non apocalittico, è uno spettacolo che coniuga felicemente l’ironia feroce sul degrado del presente con i toni appassionati di una commedia di sentimenti.
In scena con una giovane attrice, Paolo Hendel abbandona momentaneamente l’affabulazione libera in cui è maestro per dedicarsi con entusiasmo a un progetto comico e drammaturgico più articolato e complesso.

25 marzo 2017, ore 20.45, Teatro Luigi Bon

MIO EROE

di e con Giuliana Musso
produzione: La Corte Ospitale

“Non c’è oggi sintomo più angosciante del carattere irreale dei conflitti emergenti. ” Simone Weil, Non ricominciamo la guerra di Troia, 1937.

Il macro tema è la guerra, il soggetto è la biografia di uno dei 53 soldati italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella di una madre.
La madre del soldato non racconta la morte del figlio, ma la sua vita: la nascita, i primi mesi, l’infanzia, l’adolescenza. Come nella vita, anche nella narrazione della vita, l’espressione del riso e quella del pianto si rincorrono e a volte si fondono. Nell’alveo di questo racconto lieve e buffo, a tratti comico, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico.
In Mio Eroe, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, ponendosi interrogativi puntuali sulla logica della guerra come sistema di soluzione dei conflitti internazionali, sul mito della patria, del sacrificio dell’eroe e sul tema del valore della vita umana. Solo alla fine del monologo sarà visibile, come una filigrana in controluce, che il macro tema era invece la menzogna, il soggetto eravamo tutti noi e la voce era quella della razionalità umana.

Giuliana Musso, attrice, ricercatrice, autrice, Premio della Critica 2005, è tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine: un teatro che si colloca al confine con il giornalismo d’inchiesta, tra l’indagine e la poesia, la denuncia e la comicità. Una poetica che caratterizza tutti i suoi lavori: una trilogia sui “fondamentali” della vita, Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti (nascita, sesso e morte), Indemoniate (su un caso di isteria collettiva alla fine dell’Ottocento), Dreams (sull’indebitamento), La Base (sulla costruzione della base militare U.S.A. a Vicenza).
La Fabbrica dei preti un intenso lavoro nel quale da voce a chi ha vissuto nei seminari italiani prima del Concilio Vat. II. Wonder Woman, suo ultimo lavoro è un’indagine sul mondo contemporaneo fatto di stereotipi di genere, spreco di talenti, crisi della coppia e diritti mancati. Diplomata presso la Civica scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Durante gli anni della sua formazione predilige lo studio dell’improvvisazione comica, della maschera e della narrazione. In qualità di attrice lavora in diverse produzioni di prosa contemporanea e in alcune produzioni di Commedia dell’Arte. Dal 2001 si dedica esclusivamente a progetti di teatro d’Indagine, firmando tutti i testi che porta in scena.

Talenti al Bon ↑ torna su

04 dicembre 2016, ore 16.30, Teatro Luigi Bon

Elia Cecino pianoforte
Bertoncelj & Haas

Elia Cecino pianoforte

Elia Cecino ha 15 anni, suona il pianoforte dall’età di 8 con la prof.ssa Maddalena De Facci, vincitore assoluto dei concorsi “Città di Venezia” 2013, “Silver” di Empoli (FI) 2016, “Toscanini” di Brescia 2016 e “Premio Crescendo” di Firenze 2016, è stato premiato anche in Belgio, Croazia Slovenia, Danimarca e Polonia. È stato invito a suonare presso la Carnegie Hall di New York nel maggio 2017.

Programma
F. Chopin Due notturni op.32
Rondò in Mi b Maggiore op.16
F. Liszt Valse de l’opera Faust di Gounod S.407

Bertoncelj & Haas

Sebastian Bertoncelj nato nel 1992 in una famiglia di musicisti, si esibisce in Slovenia e all’estero. Ha collaborato con orchestre come Slovena Filarmonica, RTV Slovenija, Musica Accademia di Lubiana e Orchestra da camera di Bled. Ha vinto numerosi concorsi tra cui il concorso nazionale sloveno TEMSIG per 3 volte.

Programma
B. Martinu Sonata per violoncello e pianoforte no. 2
D.Shostakovich Sonata per violoncello e pianoforte in d minor


Biglietto unico
intero o ridotto € 5

11 dicembre 2016, ore 16.30, Teatro Luigi Bon

Elisa Rumici pianoforte
Duo Pérez & Tedesco

Elisa Rumici pianoforte

Nata nel 1995, Elisa Rumici, ha iniziato lo studio del pianoforte a 6 anni sotto la guida della Prof. Maria Cristina Sgura. Diplomata con massimo dei voti al Conservatorio “J. Tomadini”. Ha ottenuto numerosi premi in concorsi pianistici nazionali e internazionali tra i quali: “Riviera Etrusca” di Piombino, “Rospigliosi” e “Musica insieme” a Musile di Piave, “Città di Cesenatico”, “Città di Piove di Sacco”, “Cittá di Albenga”, “Città di Gorizia”, “Linussio” di Tolmezzo e “Isola del Sole” di Grado.

Programma
F. Chopin Selezione da i Preludi op.28

Duo Pérez & Tedesco

Il Duo si è formato nell’infanzia e si è successivamente consolidato nella classe di musica da camera del Conservatorio Tartini di Trieste sotto la guida di Romolo Gessi.
È formato da Diana Cecilia Pérez Tedesco, nata a Trieste nel 1993 e da Carolina Pérez Tedesco è nata a Trieste nel 1990.

Programma
W. A. Mozart Sonata per violino e pianoforte in mi minore, K 304
R. Schumann Sonata per violino e pianoforte n. 1 in la minore, op. 105


Biglietto unico
intero o ridotto € 5

08 gennaio 2017, ore 16.30, Teatro Luigi Bon

Il Cantiere dell’Arte

Programma
W. A. Mozart Serenata per fiati n. 11 in mi b magg. K 375
L. van Beethoven Ottetto per fiati in mi b magg. op. 103
W. A. Mozart Serenata per fiati n. 12 in do min. “Nachtmusik”, K 388

Il Cantiere dell’Arte nasce all’interno della Fondazione Luigi Bon di Colugna al fine di valorizzare i talenti del nostro territorio che hanno modo di confrontarsi mettendosi alla prova con importanti esibizioni pubbliche.

In questo caso sono stati selezionati dei giovani artisti, tutti strumentisti a fiato che stanno terminando brillantemente i loro studi, perfezionandosi in regione e all’estero.


Biglietto unico
intero o ridotto € 5