Segreteria

Fondazione Luigi Bon
Via Patrioti, 29
33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 – F 0432 410706
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Biglietteria 2017/2018

RINNOVO ABBONAMENTI
Dal 15 al 26 ottobre RINNOVO ABBONAMENTI

Dal 2 al 9 novembre SOTTOSCRIZIONE NUOVI ABBONAMENTI

ORARIO BIGLIETTERIA

dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 18.30.

Le sere di spettacolo la biglietteria del teatro dove si svolge la rappresentazione apre 45 minuti prima dell’inizio.

 

Prezzi Spettacoli

Dal 7 novembre
PRENOTAZIONI E ACQUISTO BIGLIETTI

MUSICA
Concerti del 16 novembre, 28 novembre, 12 gennaio, 19 marzo, 15 maggio Intero 18 € — Ridotto 15 € — Studenti 10 € — Under18 5 €

Concerti del 25 febbraio, 9 aprile Intero 20 € — Ridotto 17 € — Studenti 12 € — Under18 5 €

Concerti del 9 dicembre fuori abbonamento Intero 20 € — Ridotto 5 €

 

PROSA
Spettacoli del 20 novembre, 14 dicembre, 26 gennaio, 15 Feb, 11 marzo Intero 18 € — Ridotto 15 € — Studenti 10 € — Under18 5 €
Spettacolo del 10 gennaio Intero 20 € — Ridotto 17 € — Studenti 12 € — Under18 5 €

 

DOMENICHE AL BON
Invit a teatri
Biglietto unico 5 €

 

GRIGORY SOKOLOV pianoforte
8 febbraio ’18
CONCERTO FUORI ABBONAMENTO
Intero 30€, Ridotto 25€, Studenti 15€, Under18 5€

Abbonamenti

Abbonamenti Musica
Intero 110 € — Ridotto 90 €

Abbonamenti Prosa
Intero 90 € — Ridotto 75 €

Abbonamento musica + prosa 
Intero 180 € — Ridotto 150 €

Riduzioni
Ridotto Residenti nei Comuni di Tavagnacco e Pagnacco, soci e allievi della Fondazione, soci e correntisti della Banca di Cividale.
Studenti Studenti under 26 anni di ogni ordine e grado, accompagnatore under 18.
18app e Carta del Docente
È possibile usare i buoni di 18app e della Carta del docente per acquistare biglietti singoli e abbonamenti.
Per velocizzare le operazioni in caso di acquisti in biglietteria è importante arrivare con il buono spesa già pronto.

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25 novembre 2018, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

Rinassite

con Marzia Decorte, Riccardo Avian, Giovanna Carlucci, Tiziana Milocco
testo e regia Luca Zalateu
produzione Compagnia Instabile di Uanis

Neste e Rico sono una coppia di sessantenni, vivono in un piccolo paese della pianura friulana. Rico lavora all’anagrafe e fa il sagrestano, registra i morti, i battesimi ed i matrimoni nei registri del comune e negli archivi della parrocchia; è benvoluto da tutta la comunità. L’uomo però rivela, nell’intimità della famiglia, il suo lato dispotico e violento.

Neste è una donna colta e di mente brillante, è anche una moglie impeccabile, che però nasconde nel fondo della sua anima un irreprimibile senso di incompiutezza.
Fides vive da sola in una casa poco fuori dal paese. È una donna fuori dal comune ed è la migliore amica di Neste.

Il passato ed il destino dei tre riemerge incrociandosi prepotentemente poche ore prima della festa del paese che dovrebbe celebrare la riconoscenza della comunità a Rico.

02 dicembre 2018, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

Miôr stâ cul mâl ca si à

con Aldo Paron, Lisa Pericoli, Nicola Valentinis, Loana Colmano, Andrea Braida, Teodoro Bertussi, Giovanna Gori, Luigina Pilutti, Luigino Collovatti, Elisa Zatti
regia Claudio Mezzelani
produzione Gruppo ricreativo Drin e Delaide

Le protagoniste indiscusse sono loro: porte che si aprono e si chiudono in continuazione. Porte che si sorprendono svelando un nuovo personaggio o scombinando il corso degli eventi. Porte che non restano chiuse e porte che non vogliono aprirsi. Porte sbattute in faccia e porte serrate alle spalle. Porte che con il loro frenetico movimento determinano il ritmo dell’azione.

Due le scelte forti in questa messinscena: la lingua friulana, come adattamento di situazioni caratteristiche della nostra terra; l’ambientazione negli anni ’70 periodo di grandi cambiamenti nel costume e nella società e che in Friuli ha segnato un vero spartiacque tra Friuli della tradizione e Friuli moderno. I nostri protagonisti sono lì in mezzo, confusi tra la voglia di novità e la sicurezza della tradizione.

16 dicembre 2018, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

Donald D.T. Live

con gli attori di TSU Teatro Sosta Urbana
Barbara Bregant, Andrea Collavino, Serena Di Blasio, Caterina Di Fant, Lucia Linda, Nicoletta Oscuro, Michele Polo, Federico Scridel, Micol Sperandio, Valentina Rivelli, Aida Talliente
musiche The High Jackers
performance live painting Paolo Cossi
testo Stiefin Morat
regia Andrea Collavino
produzione Teatro della Sete/Lenghis dal Drâc

Dal genio letterario di Stiefin Morat una storia rocambolesca in un Friuli da fantascienza dove Donald Duck, in fuga dai tre nipotini incontra due inediti compagni d’avventura perdigiorno, Saco e Pidins, alla ricerca di un tesoro nascosto che potrebbe cambiar loro la vita… il tutto condito da un friulano contaminato fantasioso e ricco di allegra vitalità! Un tuffo gioioso nella follia!


con il sostegno di ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane

16 novembre 2018, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Sergei Nakariakov tromba
Maria Meerovitch pianoforte

P. I. Tchaikovskij
Arioso e Aria di Lenski
Romanze Op. 38 n. 3, Op. 6 n. 6, Op. 47 n. 6

R. Schumann
Arabesque Op. 18
Fantasiestücke Op. 73

W. A. Mozart
Sonata per violino e pianoforte in mi minore K 304

F. Schubert
Improvviso Op. 90 n. 3

F. Schubert/F. Liszt
Soirées de Vienne, Valse-Caprice n. 6

R. Schumann
Adagio et Allegro

J. B. Arban
Variazioni sul Carnevale di Venezia

Sergei Nakariakov Nato a Gorkij nel 1977, è stato definito “Il Paganini della tromba”. Nel 1991 partecipa al Festival Ivo Pogorelich, dove viene acclamato come “il giovane prodigio della tromba”. È poi ospite allo Schleswig-Holstein Musikfestival, dove viene premiato con il Grand Prix Davidoff. Da allora è apparso in tutti i più importanti festival europei a: Londra, Colmar, Menton, Strasburgo, Tours, Cannes. Ha suonato con E. Kissin in Finlandia, con T. Nikolayeva a Salisburgo, con
M. Argerich al Montreux Jazz Festival. Ha suonato con la Kirov Opera Orchestra sotto la direzione di V. Gergiev all’Hollywood Bowl Festival di Los Angeles.
Si è esibito in oltre 25 paesi con prestigiose orchestre quali la English Chamber Orchestra, la Prague Chamber Orchestra, la Concertgebouw Orchestra Amsterdam, la London Philharmonic Orchestra e sotto la direzione di musicisti del calibro di K. Nagano,
H. Schiff, E. Krivine, V. Spivakov, Y. Bashmet, R. Leppard, V. Ashkenazy. Dal 1992 incide in esclusiva per la Teldec Classic.

Maria Meerovitch Nata a San Pietroburgo nel 1969, ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni presso l’istituto musicale della sua città e più tardi al St. Petersburg Conservatory sotto la guida del Prof. A. Ugorski. Nel 1990 si è trasferita in Belgio dove ha proseguito la sua educazione musicale vincendo la borsa di studio “Fonds Alex de Vries” della Y. Menuhin’s Foundation. Si è diplomata con il massimo dei voti e la lode al Royal Conservatory di Anversa iniziando immediatamente la sua intensa attività didattica nello stesso conservatorio.
Ha vinto il primo premio in diversi concorsi internazionali come il Concorso Viotti in Italia e il Concorso Charles Hennen in Olanda; ha inoltre tenuto concerti in numerosi paesi europei.


Sabato 17 novembre masterclass con Sergei Nakariakov


Concerto sostenuto da Savût Trumpets – San vito al torre

28 novembre 2018, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Marco Rizzi violino
Simonide Braconi viola
Accademia d’Archi Arrigoni

W. A. Mozart
Eine kleine Nachtmusik K 525

A. Rolla
Divertimento per viola e archi BI 330

W. A. Mozart /M. Casadesus
“Adélaïde” in re maggiore K Anh C 14.05

W. A. Mozart
Sinfonia concertante in mi bem. maggiore per violino, viola e orchestra K 364

Marco Rizzi Ha studiato con G. Magnani, S. Accardo e W. Liberman, diplomandosi al
Conservatorio di Milano e all’Utrechts Conservatorium. Nel 1991 gli è stato conferito l’Europäischen Musikförderpreis. Ospite ricorrente di istituzioni prestigiose come la Scala di Milano, la Salle Pleyel di Parigi, il Lincoln Center di New York, il Concertgebown di Amsterdam, la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, ha collaborato spesso con importanti orchestre quali la Staatskapelle di Dresda, l’Indianapolis Symphony Orchestra e la Royal Liverpool Philharmonic. In ambito didattico insegna alla Hochschule für Musik di Detmond. Suona un Carlo Bergonzi del 1739.

Simonide Braconi Diplomato al Conservatorio di S. Cecilia a Roma, continua gli studi alla Music Hochschule di Friburgo con S. Esposito e K. Kashkashian. Prima viola dell’Orchestre des Jeunes de la Mediterranèe e membro dell’Orchestra della Comunità Europea, a soli 22 anni è stato prescelto da R. Muti per l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ha collaborato con vari artisti, tra i quali S. Accardo, M. Quarta, J. Rachlin, T. Brandis, M. Rizzi, D. Sitzkovesky, U. Ughi, I. Faust, P. Vernikov e D. Nordio. Tra le varie orchestre con le quali ha collaborato da solista spiccano l’Orchestra Sinfonica Basca, la United Europe Chamber Orchestra, la Baden Badener Orchestra, l’Orchestra Haydn di Bolzano, i Virtuosi italiani e La Filarmonica di Sofia. Suona una viola Gagliano (1800) della Fondazione Pro Canale Onlus di Milano.

Accademia d’Archi Arrigoni Nasce nel 2009 e si rivolge ai giovani talenti nell’ambito della musica da camera e di quella orchestrale. Annovera, al suo interno, la presenza di diversi vincitori di concorsi violinistici nazionali e internazionali. Vanta la collaborazione con rinomati artisti, quali L. Vignali, S. Rava, E. Bronzi, S. Briatore, V. Mendelssohn, S. Makarova, P. Vernikov e
N. Gutman. È diretta dal docente di musica da camera e orchestrale, il M° Domenico Mason.

09 dicembre 2018, ore 17:00, Teatro Luigi Bon

Ricchezza della povertà

spettacolo in forma di oratorio di
Glauco Venier e Luca Fantini

La Ricchezza della Povertà è una drammaturgia scritta in forma autobiografica da Luca Fantini sul Turoldo più vicino al suo Friuli ed alla sua povera gente. Liberamente ispirato a “Gli ultimi”, lo sguardo che il poeta di Dio rivolse, con Vito Pandolfi, alla dura vita dei contadini friulani degli anni ’30, per cantare simbolicamente attraverso il cinema la sua terra con la sua umanità dimenticata. Un Friuli isolato, povero e depresso che sarà in grado di fare della propria miseria non una vergogna ma un valore. Una forza da imporre al resto del mondo.

Lo spettacolo è un intreccio di letture sceniche e musiche originali, scritte da Glauco Venier ed arrangiate da Michele Corcella. Organizzato come un oratorio in cui le parti corali sono affidate al laboratorio strumentale L’INSIÙM, i recitativi alla voce di Luca Fantini e le arie al canto di Alba Nacinovich, richiamano alcune delle liriche più intense del frate filosofo, come per la sera, memoria, litania, infinito silenzio, a suonare i divini sensi, perché non vale dire, a terza.
Un progetto complesso e inusuale nella realtà produttiva della cultura italiana, che ricorda la figura di Turoldo a cent’anni dalla nascita.

L’Orchestra laboratorio L’INSIÙM è composta da Antonello Sorrentino, Mirko Cisilino, Federico Mansutti (tromba, flicorno), Federico Pierantoni (trombone, eufonio), Marcello Allulli (sassofono tenore e soprano), Simone La Maida (sassofono alto e flauto), Alfonso Deidda (clarinetto basso, sassofono baritono), Michele Polga (sassofono tenore e soprano), Stefano Fornasaro (flauti), Alessandro Turchet (contrabbasso) e Luca Colussi (batteria).

12 gennaio 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Trio Smetana

J. Brahms
Trio n. 3 in do minore Op. 101

B. Martinů
Trio n. 2 in re minore H 327

A. Arenskij
Trio per pianoforte n. 1 in re minore Op. 32

Trio Smetana Fondato nel 1934 dal leggendario pianista ceco J. Pálenícek, è oggi uno dei più importanti gruppi cechi. Si esibisce stabilmente nelle principali sale da concerto sia in patria (Primavera di Praga, Festival Janáček, Autunno della Moravia, Concentus moraviae, Malá Strana Chamber Festivities) che all’estero (Francia, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Italia, Slovenia, Croazia, Giappone, Brasile, Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Egitto).
Collabora con i principali direttori d’orchestra, come J. Bělohlávek, L. Pešek, S. Baudo,
J. Axelrod, M. Boder, T. Hanus, . Vavřínek, e orchestre ceche e straniere, tra cui l’Orchestra Sinfonica di Bamberg, l’Orchestra della Svizzera italiana di Lugano, l’Orchestra Sinfonica di Praga, la Filarmonica di Praga, l’ONPL Orchestra Nantes, l’Orchestra Filarmonica Moravian Olomouc.
Ha realizzato numerose registrazioni per etichette internazionali e lo fa regolarmente per Supraphon dal 2000. La registrazione del CD con opere di Smetana, Suk e Novák (Supraphon 2005) ha portato numerosi premi e riconoscimenti dalle riviste francesi Diapason e Le Monde de la musique ed è stata anche scelta dalla BBC Music Magazine britannica come registrazione di musica da camera per il mese di dicembre 2008.
Le registrazioni più recenti sono di opere di J. Brahms, con una parte dei concerti completi (Concerto doppio e Concerto per pianoforte n. 1 – TRIART Recording 2013) e un’altra registrazione completa dei trii di D. Šostakovič e M. Ravel (Supraphon 2014 – MusicWeb International).
Nel 2015, il nuovo CD dei trii completi di B. Martinů ha ricevuto immediatamente molti premi internazionali, il BBC MM Chamber Award 2017, il BBC MM Recording of the month, il Diapason d’Or, la Sunday Times Recording of the week e il TIP of the Harmonie.

05 febbraio 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Grigory Sokolov

L’unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell’irresistibile onestà dell’arte di Grigory Sokolov le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio.

I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij. Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica.

Grigory Sokolov È nato a Leningrado e ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni, e due anni più tardi, ha cominciato gli studi con Liya Zelikhman alla Scuola Centrale Speciale del Conservatorio di Leningrado.
A 12 anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e il suo prodigioso talento è stato riconosciuto nel 1966 quando, a soli sedici anni, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il
1° Premio al Concorso Internazionale Tchaikovskij di Mosca. Mentre intraprendeva grandi tour di concerti negli Stati Uniti e in Giappone negli anni Settanta, il suo talento si è evoluto ed è maturato lontano dai riflettori dei media internazionali. Si è esibito con le maggiori orchestre, tra cui New York Philharmonic, Royal Concertgebouw di Amsterdam, Philharmonia di Londra, Orchestra della Scala, Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e Orchestra Filarmonica di Monaco, prima di decidere di dedicarsi esclusivamente al recital per pianoforte solo.
Tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa.
A differenza di molti pianisti nutre un profondo interesse e un’estrema conoscenza tecnica dei pianoforti che suona. Prima di ogni esibizione è solito passare molte ore di studio sul palcoscenico per capire la personalità e le possibilità dello strumento con cui dovrà condividere il momento del concerto.


Concerto fuori abbonamento

25 febbraio 2019, ore 20:45, Teatro Palamostre, Udine

Sabine Meyer clarinetto
Alliage Quintett

H. Purcell
The Fairy Queen suite

P. Dukas
L’apprendista stregone

D. Šostakovič
Preludio e Gavotta

D. Milhaud
Scaramouche Op. 165b

I. Stravinskij
L’uccello di fuoco

D. Šostakovič
Elegia, Walzer e Polka

A. Borodin
Danze polovesiane da Il principe Igor

Arrangiamenti di Alliage Quintett, D. Gauthier, R. Schottstädt, S. Pottmeier, S. Gottschick, L. Atovmian, S. Gassot / C. Pépin

Sabine Meyer A lei si deve in parte una rinnovata posizione di rilievo in campo concertistico del clarinetto, strumento spesso sottovalutato in ambito solistico. Ha studiato con O. Hermann e H. Deinzer, per poi intraprendere la carriera orchestrale e diventare prima membro della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e successivamente clarinetto solista ai Berliner Philharmoniker, posizione che ha lasciato dopo un anno per l’intensificarsi della carriera solistica. Ha tenuto concerti con tutte le più importanti orchestra tedesche e del mondo, inclusi i Wiener Philharmoniker, la Chicago Symphony, la London Philharmonic, la NHK Symphony di Tokyo, i Berliner Philharmoniker. Per lei sono state scritte opere da J. Françaix, E. Denissov, T. Hosokawa,
N. Castiglioni, M. Trojahn, A. Reimann e P. Eötvös. Nel 2010 è stata insignita del “Chevalier des Arts et des Lettres” dal governo francese. Dal 1993 insegna alla Hochschule für Musik di Lubecca.

Alliage Quintett È uno degli ensemble di sassofoni e pianoforte più creativi ed acclamati in Europa. É stato fondato da D. Gauthier, primo professore di sassofono classico in Germania (Hochschule für Musik di Colonia), nonché leader dell’ensemble.
Oltre a diverse trasmissioni radiofoniche, l’ensemble ha finora pubblicato sei CD. Nel 2011 ha iniziato il suo viaggio fiabesco attraverso la Russia con lo “Schiaccianoci” di Tchaikovskij e “Shéhérazade” di Rimsky-Korsakov. In “Dancing Paris” viene catturato il fascino magico della musica a Parigi intorno al volgere del secolo scorso con opere di autori appositamente trascritte per il quintetto. Con questo CD ha ricevuto per la seconda volta il premio ECHO Klassik nel 2014.


Concerto sostenuto da Luisa Simoncini in ricordo di Ferdinando Rosset

19 marzo 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Carolin Widmann violino
Dénes Várjon pianoforte

R. Schumann
Sonata n. 1 per violino e pianoforte in la minore Op. 105

C. Debussy
Sonata n. 3 per violino e pianoforte in sol minore L 148

S. Veress
Sonatina per violino e pianoforte

R. Schumann
Sonata n. 2 per violino e pianoforte in re minore “Grosse Sonate” Op. 121

Carolin Widmann Musicista versatile, ha studiato con I. Ozim, M. Auclair e D. Takeno. Suona regolarmente con orchestre di grande prestigio, quali la Philharmonia Orchestra, la Seattle Symphony, la London Philharmonic, la Deutsche Sinfonie-Orchester di Berlino, la Gewandhausorchester di Lipsia, l’Orchestre National de France e la Sydney Symphony, collaborando con importanti direttori d’orchestra, come S. Rattle, R. Chailly, R. Norrington,
V. Jurowski, M. Janowski, C. von Dohnányi e P. Heras-Casado. Si è esibita nella prima mondiale di un nuovo concerto per violino scritto per lei da J. Anderson, eseguito al Southbank Centre con la London Philharmonic diretta da V. Jurowski. Ha anche eseguito in prima assoluta il nuovo concerto di M. Zev Gordon con la BBC Symphony Orchestra diretta da S. Oramo.
Nel 2017 ha ottenuto il premio “Bayerischer Staatspreis” e l’“International Classical Music Award”. Fra i principali impegni della stagione 2017/18 ricordiamo i concerti con la BBC Symphony, Stockholm Philharmonic, Bayerische Rundfunk, NDR RadioPhilharmonie, Residentie Orkest e con la RTE National Symphony di Dublino. Suona un Guadagnini del 1782.

Dénes Várjon Si è diplomato alla Franz Liszt Music Academy, dove ha studiato con S. Falvai, G. Kurtág, F. Rados e A. Schiff. Lavora frequentemente con partner, quali S. Isserlis, T. Zimmermann, K. Kashkashian, J. Widmann, L. Kavakos, A. Schiff, H. Holliger, M. Perényi, J. Bell. Solista nelle più importanti sale concertistiche come il Carnegie Hall di New York, la Konzerthaus di Vienna e il Wigmore Hall di Londra e nei Festival internazionali più rinomati ha lavorato con note orchestre, come la Budapest Festival Orchestra, la Tonhalle Orchestra, la Berlin Radio Symphony Orchestra, la St. Petersburg Philharmonic Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe e la Russian National Orchestra. Tra i direttori con cui ha collaborato si ricordano
G. Solti, S. Végh, I. Fischer, A. Fischer, H. Holliger, H. Stein, L. Hager, Z. Kocsis. Nel 1985 ha vinto il primo premio al “Concorso Pianistico della Radio Ungherese”, nonché al “Concorso di Musica da Camera Leo Weiner” di Budapest e nel 1991 ha vinto il “Concorso Géza Anda” di Zurigo. Nel 2016 è stato insignito del massimo riconoscimento della vita musicale ungherese, il Premio Bartók-Pásztory.

09 aprile 2019, ore 20:45, Chiesa di San Francesco, Udine

Mario Brunello violoncello
Coro del Friuli Venezia Giulia

J. S. Bach
“Christ lag in Todes Banden” corale BWV 4
Ciaccona dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004

E. Esenvalds
In Paradisum

L. van Beethoven
Abschied Gesang

L. Ferrè
Muss es sein? Es muss sein!

A. Pärt
Fratres

M. Weinberg
Sonata per violoncello

V. Sivilotti
Flows

Mario Brunello Nel 1986 vince il Primo Premio al Concorso Tchaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, DSO Berlin, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali A. Pappano, V. Gergiev, Y. Temirkanov, M. Honeck, R. Chailly, V. Jurowski, T. Koopman, R. Muti, D. Gatti, S. Ozawa. Spicca inoltre un progetto di tre recital sull’unione tra musica e arte pittorica alla National Gallery di Londra.
Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra cui G. Kremer, Y. Bashmet, M. Argerich, A. Lucchesini, F. P. Zimmermann, I. Faust, M. Pollini e l’Hugo Wolf Quartet.
Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi. Suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a F. Rossi.

Coro del Friuli Venezia Giulia Nato nel 2001, ha effettuato oltre 300 produzioni tra prime assolute e concerti tenuti in tutta Italia ed Europa. Collabora con rinomati interpreti della musica antica, classica, contemporanea, jazz, pop e numerose orchestre europee.
È stato ospite di: Festival Monteverdi di Cremona, Teatro Comunale di Modena, Musica e Poesia a S. Maurizio di Milano, Soli Deo Gloria di Reggio Emilia, Emilia Romagna Festival, Musikverein di Klagenfurt, Stadttheater di Klagenfurt, Wien Musikwoche, Lubjana Festival, Festival Dino Ciani, Mittelfest, Ravenna Festival. È stato diretto da oltre sessanta direttori tra cui: R. Muti, G. Leonhardt, T. Koopman, A. Marcon, L. Bacalov, G. Pehlivanian. Significative le collaborazioni per la musica leggera con A. Bocelli e Tosca, J. Gasparyan e le performance jazz con M. Stockhausen, E. Rava, J. Surman, K. Weehler, J. Taylor, G. Venier. Il Coro del FVG è preparato da Cristiano Dell’Oste.


Concerto sostenuto dallo Studio legale Mansi

15 maggio 2019, ore 20:45, Chiesa di San Francesco - Udine

Gracias a la vida

D. A. Robles / J. Milchberg
El Cóndor pasa

J. L. Aguirre
Vientito de Achala

A. Petrocelli
El Seclanteño

V. Parra
Gracias a la vida

A. Flores
¡Ay del alma mia!

Indios Moxos / Anonimo
El Verso

P. Carabajal
Qué hermoso sueño soñé

L. Gieco
Cinco siglos igual

D. Reguera
Quiero ser luz

A. Ramírez
Alfonsina y el mar

A. Yupanqui
La Colorada

Anonimo
Ara Vale Hava, Coplas Andinas, Ja Jai, Ay!
Linda amiga, Viajero por la Tierra

Ensemble La Chimera Acquista una nuova formazione dall’incontro dell’ensemble di viole da gamba La Chimera, fondata nel 2001 da Sabina Colonna Preti, ed Eduardo Egüez. L’attività si concentra sulla creazione di progetti originali in cui convergono varie forme d’arte.
La prima produzione, Buenos Aires Madrigal, è stata molto ben accolta dalla critica internazionale ed è stata presentata in Francia, Belgio, Italia, Lussemburgo e Spagna. Altre sono le loro produzioni, Tonos y Tonadas, La Voce di Orfeo, Odisea Negra – El mar de las Memorias, che hanno portato l’ensemble ad esibirsi a livello internazionale e che sperimentano il contagio di elementi musicali di diverse origini.
L’ultima sua opera, La Misa de Indios, mescola il repertorio barocco coloniale del Sud America con la famosa Misa Criolla di Ariel Ramírez, con l’aggiunta dei pezzi moderni di Eduardo Egüez.


Concerto sostenuto da CEAM Energia s. r. l.

In collaborazione con

20 novembre 2018, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

La semplicità ingannata

di e con Marta Cuscunà
produzione Il Gaviale / Centrale Fies

Il contesto storico
Nel Cinquecento avere una figlia femmina era un problema piuttosto grosso: agli occhi del padre era una parte del patrimonio economico che andava in fumo al momento del matrimonio. Avere una figlia femmina, equivaleva ad una perdita economica. Certamente una figlia bella e sana era economicamente vantaggiosa, perché poteva essere accasata con una dote modesta, mentre una figlia meno appetibile o con qualche difetto fisico prevedeva esborsi assai più salati. Purtroppo però, in tempi di crisi economica, il mercato matrimoniale subì un crollo generalizzato e alla continua inflazione delle doti si dovette porre rimedio trovando una soluzione alternativa per sistemare le figlie in sovrannumero: la monacazione forzata.

La Resistenza delle Clarisse di Udine
Le monache del Santa Chiara di Udine attuarono una forma di Resistenza davvero unica nel suo genere. Queste donne trasformarono il convento udinese in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. Ovviamente l’Inquisizione cercò con forza di ristabilire un ferreo controllo sul convento e su quella comunità di monache, ma le Clarisse riuscirono a resistere per anni facendosi beffe del potere maschile e creando, dentro il convento di Santa Chiara, un’alternativa sorprendente per una società in cui le donne erano escluse da ogni aspetto politico, economico e sociale della vita.

Seconda tappa del progetto sulle Resistenze femminili in Italia liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine


In collaborazione con

14 dicembre 2018, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Argia

di Marta Riservato
con Marta Riservato e Paolo Forte
regia Roberto Pagura
produzione Molino Rosenkranz

Prestando corpo e voce, immagini e note di fisarmonica tramandiamo questa storia coraggiosa e appassionante che ancora, come Argia nei suoi novant’anni, vorrebbe piantare alberi dove prevale il cemento, per ridare al futuro l’ossigeno dei sogni.

Argia Manarin è nata a Valvasone nel 1924, è cresciuta ed ha condotto la sua vita nel ‘terremotato’ ‘900 friulano, battendosi come gran parte della sua generazione contro la miseria e i viaggi prematuri, che le giovani intraprendevano interrompendo la loro infanzia, per entrare al servizio delle famiglie benestanti. Poi la guerra, crudele e ladra di persone care, l’arrivo di un bambino nato da un amore mai più rivisto, la lunga malattia e la morte del marito, fino alla più sanguinosa disputa, quella contro il male più grande per una madre, una donna, una persona: la morte prematura di un figlio.
Argia ha risposto alla morte con la più grande passione per la vita. Ha raccolto ogni volta i cocci della sua anima e li ha rimessi in piedi impastandoli con acqua e farina e insaporendoli con la sua migliore ricetta: “Domani sarà meglio di oggi”.

Una testimonianza di primule che si schiudono all’ombra e alberi che crescono sulle pietre del Tagliamento. Ne abbiamo raccolto i petali e seguito le radici ridipingendo questa preziosa eredità, nei suoi tratti essenziali e con il suo stesso amore per la bellezza.


In collaborazione con

10 gennaio 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Traviata

di Lella Costa e Gabriele Vacis
con Lella Costa
regia Gabriele Vacis
produzione Mismaonda

Lella Costa torna a confrontarsi con l’opera teatrale-musicale, scritta con Gabriele Vacis, che rende omaggio a tutte le “traviate” del mondo. E lo fa non solo attualizzando un tema che continua ad essere centrale nella sua poetica, “l’intelligenza del cuore”, ma rivedendo insieme a Gabriele Vacis la messinscena.

Sul palco infatti, denudato da orpelli scenografici, un pianoforte accompagnerà le arie della Traviata cantate da un tenore e un soprano, consentendo a Lella Costa di intessere un dialogo impossibile con Violetta e Alfredo, mescolando con abilità e umorismo il celebre romanzo di Alexandre Dumas, il libretto di Piave e le musiche di Verdi, tessendo tutte le parti della storia e non solo.

Dalla Signora delle Camelie alle ragazze di strada, Lella Costa darà voce e corpo anche a due dive scelte come simbolo dell’amore non corrisposto, Maria Callas e Marilyn Monroe. Donne lontane ma simili, perché, in fondo, “ogni donna è stata ed è una bellissima bambina, troppo spesso trasformata in merce da chi non riesce a comprenderne il bisogno d’amore e di cura”.
Traviata è stato il grande successo nato del sodalizio artistico con Gabriele Vacis, ma a distanza di oltre dieci anni non risente del tempo, anzi acquista valori e significati nuovi, indagando lucidamente, con grazia ed ironia, la realtà femminile.

L’intelligenza del cuore è quella messa in campo quando si ama: la capacità di cambiare la propria vita quando sfugge, restituirle un appiglio quando sembra scivolare via.
Lella Costa


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26 gennaio 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Tutta casa, letto e chiesa

di Dario Fo e Franca Rame
con Valentina Lodovini
regia Sandro Mabellini
produzione Parmaconcerti

Tutta casa, letto e chiesa è uno spettacolo sulla condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna. Si ride, e molto, ma alla fine resta addosso una grande amarezza. Il primo debutto è stato a Milano, alla Palazzina Liberty, nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista.
Il testo è tuttora allestito in oltre trenta Nazioni: la condizione della donna, purtroppo, è simile ovunque. Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo.

Valentina Lodovini, nel 2006, viene diretta da Francesca Comencini in “A casa nostra” e da Paolo Sorrentino in “L’amico di famiglia”. Il salto di qualità, Valentina lo fa nel 2007 con il noir “La giusta distanza”. Diretto da Carlo Mazzacurati, racconta la storia della giovane Mara/Lodovini trovata morta in un paesino del nord-est italiano. Segue “Pornorama” di Marc Rothemund lo stesso anno e qui la giovane attrice fa parlare di sé anche per il suo ruolo scabroso ma non volgare.
Nel 2008 Valentina divide il set con Elio Germano e Michele Riondino nel film di Daniele Vicari “Il passato è una terra straniera”. Oramai, è lanciata nel nuovo cinema italiano. Infatti, nel 2009 gira con Marco Risi il sottovalutato “Fortapàsc”, ispirato alla vita del giornalista Giancarlo Siani, ucciso giovanissimo dalla Camorra. Segue “Generazione 1.000 euro” (2009) di Massimo Venier. Sono gli anni del lavoro precario e Valentina è la coinquilina di Alessandro Tiberi, già stagista di “Boris”. È il ritratto di una generazione che non nutre più speranze per il futuro.
E così, film dopo film, arriviamo al ruolo che ha lanciato definitivamente la Lodovini nel cinema italiano: nel 2010, infatti, è nel cast di “Benvenuti al Sud”, campione d’incassi con Claudio Bisio mattatore. Questa prova le varrà un David di Donatello come Miglior Attrice non Protagonista.


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15 febbraio 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Blanc

Di e con Teatro Incerto
Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

Spettacolo in lingua friulana

Ispirato alla commedia della scrittrice francese Yasmina Reza “Arte”, il nuovo spettacolo del Teatro Incerto vede in scena tre amici che si ritrovano a discutere animatamente del bizzarro acquisto fatto da uno di loro: un quadro completamente bianco.

Il costo dell’opera è esorbitante e gli altri due amici interpellati dal terzo – che sostiene di essere un intenditore d’arte contemporanea – non riescono invece a comprendere la spesa da lui sostenuta e, ancor meno, il valore artistico di una tela bianca. Ne scaturisce una diatriba sul significato dell’arte contemporanea che degenera presto in un litigio d’altra natura, in cui vengono a galla vecchi dissapori e genera incomprensioni che rischiano di mettere in crisi un’amicizia consolidata.
Blanc è un testo divertente e lucido sulla crisi del nostro tempo.

Alla sua maniera, il trio Fantini-Moretti-Scruzzi adatta l’originale francese, ambientato in una Parigi anni Ottanta, nel friulano del loro paese, riscrivendo la commedia su personaggi in crisi d’identità, sospesi in un Friuli pieno di contrasti.


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11 marzo 2019, ore 20:45, Teatro Luigi Bon

Un momento difficile

di Furio Bordon
con Massimo Dapporto, Ariella Reggio, Debora Bernardi, Francesco Foti
regia Giovanni Anfuso
produzione Teatro Stabile del FVG
e Teatro Stabile di Catania

Testo inedito e mai messo in scena, di Furio Bordon, autore triestino conosciuto, apprezzato e rappresentato in Italia e all’estero, “Un momento difficile” racconta, con “profonda leggerezza” e con tagliente ironia, e per questo ancor più penetrante e dolorosa, i difficili istanti che precedono la morte della madre del protagonista. Protagonista che l’autore ha deciso di chiamare “Tu”.

In quella che “forse” è una stanza «ci sei Tu, che sembri un bambino avvizzito, e sei accanto al letto di una vecchia signora… è tua madre, ma la chiameremo la vecchia signora, perché qua dentro c’è un’altra donna, che ti sta guardando, e anche lei è tua madre, è bella ed elegante. Accanto a lei c’è un uomo, è tuo padre, morto tanti anni fa, di infarto». Proprio come in un moderno “Canto di Natale”, ma senza né Natale né buone novelle, l’autore concede al protagonista, Tu, un’occasione, tramite questi spiriti del tempo. Ma questa occasione non servirà, al protagonista Tu, perché quando tutto è finito e giunge inesorabile l’abbraccio fra i nostri cari e sorella morte, rimane un senso di incompiuto, un bisogno di mettere a fuoco. Perché non ci si comprende mai abbastanza. E quando tutto finisce rimane solo un senso di vuoto per ciò che non si è detto, o non si è fatto.

Chissà per quale strano meccanismo, si radica, in ogni uomo, la certezza che i genitori siano eterni; e non si è mai sufficientemente pronti e preparati alla loro partenza. Il momento difficile è l’ultimo istante insieme, è il momento del confronto con un vuoto che riempirà per sempre ogni giornata; perché c’è un momento in cui ogni figlio, figlio più non è. È quello, l’istante in cui inizia un lungo, interminabile, infinito “momento difficile”.


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